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La terra dei fuochi ( continua a bruciare).

 
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Antonietta68



Registrato: 03/04/07 09:43
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MessaggioInviato: Mar Lug 21, 2015 19:58    Oggetto: La terra dei fuochi ( continua a bruciare). Rispondi citando


Dedico questo topic a mia mamma e ai miei figli,con la speranza che la mia terra possa rinascere e ritornare quella di un tempo.


Negli ultimi due\tre anni si è fatto un gran parlare della terra dei fuochi,facendo conoscere una realtà che io conoscevo già da tantissimi anni,ma che molti,tanti ignoravano,e che altri invece,conoscevano molto bene ma facevano finta di niente.Cercherò di spiegarvi con parole semplici cos'è la terra dei fuochi.Un vasto territorio tra le province di napoli e Caserta è diventato una discarica di rifiuti tossici e illegali,per mano di organizzazionbi locali che hanno stretto rapporti con imprenditori del nord e politici italiani.Il nome di "la terra dei fuochi" deriva da una frase di Roberto saviano nel libro "Gomorra" ,che lui ha usato perchè non essendoci più spazio per sotterrare illegalmente i rifiuti venivano bruciati a cielo aperto nelle campagne di queste terre,dando vita ad enormi roghi tossici,che hanno fatto ammalare la popolazione di queste zone,molti sono morti di cancro e leucemie e si continua a morire.In queste terre abitiamo io e Margherita!



Io abito a S.Maria c. v. e Margherita a Cesa.personalmente non ho mai visto i roghi ma la diossina e il fumo cancerogeno che sprigionano hanno fatto molte vittime nella mia città,tante persone ammalate di cancro,bambini leucemici,persone con con problemi respiratori e quasi tutti allergici.
Molti di voi,chi non è campano,si chiederanno com'è potuto succedere tutto ciò e perchè lo stato lo ha permesso!Adesso vi racconto l storia.
All'inizio degli anni novanta la criminalità campana di alcune zone del casertano ha fiutato affari molti proficui da poter fare con imprenditori del nord.Le grandi industrie italiane del nord avevano grandi quantità di rifiuti industriali da smaltire e questi rifiuti,detti rifiuti speciali,fanno parte di una categoria particolarmente rischiosa,quindi necessitano di smaltimento accurato,in poche parole ci vogliono molti sodli per smaltirli.La camorra ha stretto patti con queste industrie garantendo loro lo smaltimento "appropriato" a prezzi buoni.Questo era possibile perchè i rifiui non venivano smaltiti correttamente ma "sotterrati" in discariche abusive.Quando queste discariche si sono riempite gli affari sono sempre continuati e i rifiuti,soprattutto i più letali,venivano incendiati,soprattutto di notte.Per anni si sono visti roghi e fumi puzzolenti alzarsi di notte,per anni i cittadini hanno denunciato ciò che vedevano ,ma credetemi,stiamo ancora bruciando.
Che io sappia amianto e altro è stato sotterrato anche sotto la sabbia del litorale domizio,soprattutto a Castel Volturno,posto di mare dove da piccoli si andava la domenica,un oasi di pinete verdeggianti,villette ben tenute.....dopo il terremoto è diventata terra malfamata,ma ve lo racconterò più in la.



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margherita79



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MessaggioInviato: Mer Lug 22, 2015 09:50    Oggetto: Rispondi citando


Ciao Anto,sono contenta che tu abbia deciso di parlare di un argomento che a volte lo si prende troppo alla leggera,ignorando la tragedia immane che provoca.Come hai detto anche io come te vivo in questo inferno,provando paura,ogni giorno di più,per cosa potrebbe capitare ai miei figli.La mia zona è un pò distante,ma non significa che sia immune allo scempio che è stato fatto.Da piccola i miei genitori mi hanno insegnato l'importanza di un pasto sano,eppure adesso,io ho paura di dar da mangiare ai miei figli cose che normalmente dovrebbero essere fondamentali.Prima ci si rivolgeva al fruttivendolo di fiducia per garantirsi cose buone e fresche,adesso,pur essendo la Campania la maggior produttrice agricola,ci ritroviamo nei centri commerciali ad acquistare tutte cose importate dal nord.Oltre ad avere una casa a CESA che è un piccolo borgo di Aversa,ho una casa a CASTEL VOLTURNO,altro centro disastrato dalla spazzatura.Quella casa il mio papà la acquistò con tanti sacrifici,e adesso,io e mio marito la stiamo curando,è il mio angolo di paradiso,lontano dal caos.Quando ci rechiamo lì,per le strade si vedono vasti campi coltivati,e spesso si sente l'odore delle stalle,che una volta i nostri genitori dicevano che era salutare.I miei bimbi,sentendo quell'odore,mi chiedono se possono respirare a pieni polmoni quell'aria.Io rimango basita,e,vergognandomi di dirgli l'orrore che potrebbe nascondersi dietro a quell'odore,gli rispondo che è meglio di no.
Vivere più lontano o più vicino a queste zone non ha importanza,perchè si sà,siamo tutti uniti dallo stesso destino,perchè nulla si è fatto e nulla si farà.I politici si riempiono la bocca solo di belle parole,ma l'interesse è troppo per risolvere la situazione......così si è soli a combattere,ci si organizza alla meglio per limitare i danni,ma sappiamo che alla fine sarà sempre peggio.Si ammalano persone senza distinzione di età,io stessa ho perso il mio papà per colpa di un tumore che gli ha attaccato il pancreas senza dargli via di scampo......portandoselo via a soli 51 anni...
Adesso direte perchè non scappare via,perchè non trasferirsi?????.....beh!!!parliamoci chiaro......forse la Campania è stata il centro principale in cui si sono riversate i rifiuti tossici ed è più comodo focalizzare qui solo l'attenzione......ma sappiate che tutta l'Italia ne è infetta,NORD,CENTRO e SUD .....sotto le spiagge,nel mare e persino sotto le abitazioni di persone compiacenti che hanno ceduto la loro terra alla camorra come discarica.......Allora dove possiamo scappare se per quando si è venuta a conoscenza di ciò il danno è ormai fatto????
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margherita79
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Antonietta68



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MessaggioInviato: Lun Lug 27, 2015 18:27    Oggetto: Rispondi citando



Ma chi vuole scappare Margherita!
Per andare dove? Mi dispiace dirlo ma viviamo in un paese molto corrotto,ci vorranno molti anni affinché il cambiamento dia i risultati sperati.Comunque confido nella capacità di chi come noi sappia fare qualcosa di concreto e non sottostare ai ricatti !

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bonar74



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MessaggioInviato: Lun Ago 03, 2015 21:45    Oggetto: Rispondi citando


Ho letto ora questo topic

Vorrei anche io sperare in un cambiamento ma
Se ci sarà
......ci vorranno generazioni ..........forse non non potremmo essere presenti
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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2015 18:32    Oggetto: Rispondi citando


"Il più grande problema di tutti i tempi è l’indifferenza. L’indifferente è un uomo al quale non interessa l’altro, non interessa migliorare la società, l’ambiente. L’indifferente, anche se ha venti anni, è un vecchio senza speranza, pessimista ed egoista. Quando ha mangiato lui, hanno mangiato tutti. In genere è anche tirchio. Tirchio di tutto: di soldi, di affetto, di tempo, di idee. L’indifferente sarà, però, il primo a lamentarsi quando le cose non gli vanno bene. Ho una grande pena per gli indifferenti. L’indifferente non cerca, non scava, non interroga, aspetta che altri lo facciano per lui. Egli se ne sta alla finestra a guardare quello che gli altri fanno, pronto a ridere se sbagliano ed a piagnucolare se gli pestano i piedi. L’indifferente sarà religioso quel tanto che basta per non uscire dal consueto, perché anche questo lo affaticherebbe. Egli porterà i suoi morti in Chiesa, ma senza sapere perché. Battezzerà i suoi figli solo perché così fan tutti. L’indifferente non sarà mai un uomo interessante". Padre Maurizio Patriciello.
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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2015 18:41    Oggetto: Rispondi citando




LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

PARROCCHIA SAN PAOLO APOSTOLO
PARCO VERDE – CAIVANO
Caro Presidente, sono padre Maurizio Patriciello, il prete al quale promettesti, nell’ episcopio di Aversa, di ritornare nella “ terra dei fuochi” quanto prima per renderti conto di persona di come andavano le cose. Le cose, purtroppo, non vanno bene. I roghi continuano ad ardere indisturbati. La gente si ammala e muore. La disoccupazione, lo sai meglio di me, ha raggiunto vette da capogiro. L’ Italia, unita nei doveri, non lo è affatto nei diritti. Quando vieni? Aiutami ad aiutare la mia gente. Aiutami a tenere accesa la speranza nei cuori dei giovani. Le nostre parrocchie sono diventate dei veri e propri dispensari, dove tante mamme vengono a chiedere pane e latte per i loro figli, o un aiuto per pagare le bollette di luce e gas. La povertà, che già tante famiglie sopportavano con dignità, si è trasformata in miseria nera. Miseria che diventa pericolosa per tutti. Pochi giorni fa, un gruppo di missionari, presenti in ogni parte del mondo, trovandosi in Italia, è venuto a farmi visita. È stato un momento bello di amicizia e condivisione. Dopo l' incontro in parrocchia, i missionari hanno voluto visitare qualche “ sito” inquinato. Li ho portati alla “ zona vasta” di Giugliano, quel luogo che sembra uscito dall’ inferno, dove la terra fuma senza bruciare, sprigionando un fetore irrespirabile. Là, a pochi metri dalla “ Resit”, sopravvive, nell’ indifferenza più totale, il “ popolo degli invisibili”: centinaia di Rom, con bambini, neonati, donne incinte. Ho sentito un missionario sussurrare a un altro: « Questo campo è simile alle favelas dell’ Amazzonia …». Ma noi siamo in Italia! Io ci sono, Presidente. La Chiesa campana c’è. E con noi tanti italiani di buona volontà su cui il governo può contare. ll nostro è un grido di aiuto. Non lasciarlo cadere nel vuoto. Attendo. Fiducioso attendo. Pubblico questa lettera pronto anche a sopportare gli insulti di chi non crede più nelle promesse fatte da chi detiene il potere oggi in questa nostra Italia tormentata e bella. Ti benedico. Padre Maurizio Patriciello
Caivano 2 Agosto 2015

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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2015 19:07    Oggetto: Rispondi citando


C'è stato un periodo in cui i roghi sono diminuiti,ceravamo illusi che stessero cessando....era un'illusione!
Non bisogna abbassare la guardia,bisogna tenere alta la visibilità su questa terra,con qualsiasi mezzo.Quando sono cominciate a circolare le foto di personaggi famosi con le scritte molti hanno detto che siamo dei pagliacci,che siamo abituati ad essere commedianti e che la causa del degrado ambientale è la nostra cattiva educazione,i tumori ci colpiscono perchè mangiamo troppo male!!!!
Infatti i bambini che sviluppano tumori nei primi mesi di vita fumano,bevono e mangiano troppo,che vi devo dire!!!!

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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2015 19:10    Oggetto: Rispondi citando



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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2015 19:11    Oggetto: Rispondi citando



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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2015 19:13    Oggetto: Rispondi citando



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cinzia76



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MessaggioInviato: Dom Set 06, 2015 05:28    Oggetto: Rispondi citando


Aiuti concreti, cambiamenti concreti, mi sembrano utopie....viviamo in un paese in cui tutti quelli che salgono al potere promettono mare e monti e poi non fanno nulla di concreto....
Io spero sempre che qualcosa cambi chissà che prima o poi succeda si smuova qualcosa....
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Antonietta68



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MessaggioInviato: Sab Gen 23, 2016 20:37    Oggetto: Rispondi citando


C’è un tempo per ogni cosa. Credo che sia giunto il momento di rendere pubblico quanto mi accadde nell’estate del 1985. Mi limito a raccontare i fatti come li ho vissuti. Ognuno ha il diritto di interpretarli come meglio crede. Naturalmente lo stesso diritto vale anche per me. Dopo un lungo periodo passato lontano dalla Chiesa cattolica, vi feci ritorno a quasi 28 anni. All’origine vi fu un incontro. Sul mio cammino, a Napoli, nei pressi del bosco di Capodimonte, incontrai un frate francescano, fra Riccardo, al quale diedi un passaggio in macchina. Quell’incontro mi cambiò la vita.

Lavoravo allora in ospedale. Ero entrato come infermiere, ma continuando a studiare, ero diventato capo reparto e mi ero specializzato sulle tossicodipendenze. Niente avrebbe fatto prevedere la svolta che sarebbe arrivata. Con fra Riccardo – oggi fondatore in Africa di due nuove congregazioni francescane – iniziò un serio cammino di conversione. Riccardo era romano. Un giorno lo accompagnai a Roma dai suoi genitori. Fu lì che volle presentarmi la mamma di un suo amico di scuola, mamma di tre figli, che chiamerò Angela. Non aveva ancora 30 anni quando si ammalò di sclerosi multipla. Ben presto finì sulla sedia a rotelle. Soffrì in modo indicibile. Nella sofferenza, però, trovò la fede e la sua vocazione: nel cuore della Chiesa ella avrebbe pregato e offerto il suo dolore soprattutto per i sacerdoti.

Quando arrivai nella sua casa per la prima volta, le allungai la mano per salutarla. Mi accorsi che mi sorrideva senza però darmi la sua mano. Capìì che non poteva e mi chinai per darle un bacio. Nacque tra noi un’ amicizia bella, disinteressata, vera. Intanto, dopo il ritorno al cattolicesimo cominciai a chiedermi seriamente che cosa il Signore volesse da me. Compresi che la mia strada era quella del sacerdozio e la imboccai con gioia. Correva l’autunno del 1984 quando mi misi in aspettativa ed entrai nel seminario teologico di Capodimonte. Rettore, allora, era monsignor Agostino Vallini, attuale Cardinal vicario del Papa. Il primo anno di seminario volò. Gli studi di teologia mi affascinavano. Non vedevo l’ora di essere prete.

A giugno del 1985 chiesi al mio vescovo di riprendere il lavoro per i tre mesi estivi. Questo mi avrebbe permesso di guadagnare qualcosa da mettere da parte e mantenermi negli studi senza dare fastidio a nessuno. Ritornai nell’ospedale dove avevo lavorato per otto anni. Dopo pochi giorni mi accorsi che qualcosa non andava. Mi stancavo facilmente e non avevo voglia di mangiare. All’inizio pensai che fosse la stanchezza. Poi le cose peggiorarono. Non riuscivo a rendere un buon servizio, me ne mancavano le forze. Parlai con un caro amico medico e subito feci gli esami del sangue. La risposta ci colse di sorpresa. I globuli bianchi erano scesi a 2.800. Pochi.

Scendemmo allora personalmente in laboratorio e rifeci l’esame. Il numero era sempre quello. Il mio amico allora mi consigliò di recarmi subito al reparto di ematologia dell’ospedale Cardarelli. In quel reparto occupava un posto importante il dottore Verdi, un medico, cugino di una collega che già mi attendeva. Fui ricoverato in Day Hospital. Anche qui il numero dei globuli bianchi risultò lo stesso. Fui sottoposto al puntato sternale. Mi aspirarono, cioè, del midollo dallo sterno. La risposta sarebbe arrivata dopo una settimana. Ritornai al Cardarelli per la risposta e dottore Verdi mi disse testualmente: “Maurizio se tu dovessi stare come dice questo esame, sarebbe terribile, perché il midollo è quasi assente. Io credo, invece, che c’è stato un errore nel prelievo. Stavolta te ripeto personalmente”. Secondo puntato sternale. Tornato a casa mi sentivo sempre peggio.

Intanto Sebastiano, mio carissimo amico di seminario, aveva promesso a Gianni, giovane fortemente disabile, di portarlo ad Assisi. Chiese a me di accompagnarlo perché per accudire Gianni occorrevano almeno due persone. Andammo e qui mi resi conto di quanto stessi male. Non avevo la forza di prendere Gianni per metterlo a letto o accompagnarlo in bagno. Non avevo la forza nemmeno di salire la scala dell’albergo. Il ritorno a casa fu un piccolo calvario. Intanto Angela, che spesso da Roma portavo al mio paese, vi fece ritorno senza avvisarmi. Strano. Si fece accompagnare da un amico e se ne venne da Veronica, un’ amica che la ospitava. A me non fece piacere. Non mi andava di farmi vedere in quelle condizione e farla soffrire. Anche i miei fratelli sapevano solo in superficie ciò che mi stava accadendo.

Ritornai al Cardarelli per la risposta del secondo puntato. Stavolta ad attendermi c’era proprio il medico che me lo aveva praticato, il dottore Verdi, il quale subito mi disse che le cose non andavano bene e mi affidò a un suo giovane collega, il dottore Giglio. Seduti uno di fronte all’altro, il medico mi disse testualmente: “Ho troppo rispetto per la sua intelligenza per tentare di nasconderle la situazione. Siamo di fronte a una patologia grave …”. Si accorse che una lacrima mi scendeva dal viso e aggiunse: “Non si deve scoraggiare … si può sempre tentare il trapianto di midollo …”. Chiesi quale fosse il prossimo passo da fare e mi disse: “La biopsia ossea”.

Un solo pensiero mi attraversava la mente: essere ordinato sacerdote. Corsi immediatamente in seminario da monsignor Vallini. Gli raccontai tutto pregandolo, se mi fossi aggravato, di chiedere la dispensa al Papa e farmi ordinare prete prima del tempo stabilito. Decidemmo di lasciare Napoli e recarci dal professor Mandelli a Roma. Prima, però, avrei fatto la biopsia ossea. Quella mattina fu don Nicola, mio fraterno amico ad accompagnarmi al Cardarelli perché già non riuscivo a guidare. Il prelievo fu doloroso. La risposta come sempre sarebbe arrivata dopo una settimana. I giorni passavano. Una domenica mattina mi recai da Veronica, dove alloggiava Angela. Ricordo che Marta, la persona che la accudiva le stava dando da bere un bicchiere di latte. Per Angela bere e mangiare era un autentico tormento perché ingoiava con difficoltà. Avevo la faccia triste per la piega che stava prendendo questa storia. Sapevo bene che Angela, la mia famiglia, la mia comunità, i miei amici, il mio rettore stavano pregando per me.

A un certo punto Veronica mi dice: “Maurizio quando sarai sacerdote … “ Non le lasciai terminare la farse: “Sarò sacerdote? Credo che nemmeno rientro in seminario in queste condizioni …”. Fu allora che accadde una cosa inaspettata, Angela, che fino a quel momento aveva taciuto, si fece rialzare il capo, mi guardò con un sorriso e mi disse, testualmente: “Maurizio tu rientrerai in seminario, diventerai sacerdote e romperai le … a parecchia gente. La grazia è giunta … la battaglia è vinta … “.

Eravamo in quattro in quella minuscola cucina. Ci guardammo in faccia senza parlare. Come interpretare queste parole? Che sarebbe successo pochi giorni dopo? Fra Riccardo mi aveva detto che Angela era una donna tutta di Dio, ma credere ai miracoli non è facile. Feci allora una cosa di cui non mi sono mai pentito. Confidai ai miei fratelli e agli amici più intimi quanto era accaduto. Se di un intervento divino davvero si trattava, volevo che, almeno loro, non avessero avuto, come me, mai dei dubbi. Venne il giorno tanto atteso. Stavolta feci uno sforzo e mi recai al Cardarelli da solo. Ero emozionato e teso. Passavo dall’ angoscia alla speranza. Le risposte non erano ancora arrivate al reparto ma erano pronte nel laboratorio. Andai a prenderle personalmente e le consegnai al dottore Giglio. Il povero medico che una settimana prima mi aveva detto che ero affetto da una grave patologia ematologica, si fece rosso in viso e, ridandomi le carte mi disse: “Le faccia vedere al dottore Verdi … “. Obbedìì.

Il dottore Verdi lesse e rilesse quelle carte cento volte … altrettante volte se le girò fra le mani … stralunava gli occhi … sorrideva … Poi mi chiese: “Maurizio che cosa desideri?”. “ Io? Ritornare a casa …”. “Te ne puoi andare”. Lo guardai. Ci guardammo. La testa mi girava. Non capivo niente. Non gli dissi niente. Non gli chiesi niente. Ritornai in seminario.

Il 29 aprile del 1989 fui ordinato sacerdote. Angela era volata tra gli angeli 3 anni prima. Prima di morire, affidò a Veronica un calice, pregandola di donarmelo per la mia prima Messa. Era suo desiderio essere sepolta al mio paese. Morì tra le mie mani. Riposa nel nostro cimitero. Credo di averla amata come i suoi stessi figli. Martedì 29 aprile celebro dunque il venticinquesimo anniversario della mia ordinazione. Era forse venuto il momento di rendere pubblica questa testimonianza. Per la gloria di Dio e per tenere in vita la speranza. Tutto ciò che ho scritto è la pura verità. Per rispettare la privacy delle persone coinvolte ho solamente cambiati i loro nomi.
Don Maurizio Patriciello

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