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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 13:53    Oggetto: ADRICESTA con PREZIOSI per VAN GOGH a ROMA, Brunch Solidale Rispondi citando



ROMA Brunch di Beneficenza pro ADRICESTA ONLUS

con ALESSANDRO PREZIOSI protagonista nella pièce

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco





appuntamento sabato 24 FEBBRAIO 12:30 in punto

presso CUCINA TEATRO ELISEO, via Nazionale, 183





per prenotare 389/2012568 (Marina), 338/7063066

Donando l'Offerta minima Solidale di partecipazione








dal 2004! ADRICESTA ONLUS va in aiuto dei Bambini

Ospedalizzati, a livello nazionale, con Progetti Solidali


a sostegno dei Malati, dell'Infanzia e della Famiglia, e

del processo di Umanizzazione dei Reparti di degenza








ADRICESTA (Associazione Donazione Ricerca Italiana

Cellule Staminali Trapianto e Assistenza)
è una Onlus

promotore e Testimonial ufficiale: Alessandro Preziosi




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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 14:07    Oggetto: VINCENT VAN GOGH |PREZIOSI all'ELISEO di ROMA 13/02-04/03/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 13 febbraio al 4 marzo '18 - ROMA Teatro Eliseo





ha scritto:




ROMA - TEATRO:
Preziosi all’Eliseo con Van Gogh colori della follia




IL MESSAGGERO edizione ROMA - pag. 54 09/02/18 - Agenda Teatro








aggiornamenti, foto, interviste, rassegna stampa selezionata da


Alessandro Preziosi official Forum lieto 2018 con voi!

ADRICESTA Onlus seguirà il Tour con Eventi Benefici




    tournée e recensioni; cast e creativi; foto e commenti al link:




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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 16:02    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro ELISEO di ROMA - 13/02-04/03/2018 Rispondi citando



ha scritto:







        VAN GOGH? E' NOIR tra estro e follia



ALESSANDRO PREZIOSI all'Eliseo interpreta il grande pittore: «Sapeva che dalla sofferenza avrebbe tirato fuori una grande forza e tutta la sua arte»


di Emilia Costantini - © RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRIERE DELLA SERA edizione ROMA - Spettacoli pag. 73, 09/02/2018




Preziosi: il mio VAN GOGH nella stanza della tortura.

L’attore è protagonista del testo «Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco» di Stefano Massini, con la regia di Alessandro Maggi, al Teatro ELISEO
dal 13 febbraio


di Emilia Costantini
http://roma.corriere.it/notizie/cultura_e_spettacoli/18_febbraio_09/alessandro-preziosi-mio-van-gogh-stanza-tortura-25870aca-0cec-11e8-8543-41fe3d3d3c7b.shtml

09/02/2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA - pubblicato via ROMA.CORRIERE.IT Cultura







ROMA Brunch di Beneficenza pro ADRICESTA ONLUS

con ALESSANDRO PREZIOSI straordinario Van GOGH









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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 16:17    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 2018 al Teatro ELISEO, TrovaROMA-Repubblica Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI, nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

dal 13 febbraio al 4 marzo '18 - ROMA, Teatro Eliseo





ha scritto:



ELISEO, a ROMA
PREZIOSI è VAN GOGH - un genio in manicomio




l’attore protagonista di “L’odore assordante del bianco” di

S. MASSINI al debutto martedì e in scena fino al 4 marzo





Essere geniali ma dissociati, talentuosi ma labili, sovrumani ma isolati. Il destino di un pittore universale come Van Gogh, rinchiuso nell’austera, slavata, bianca stanza del manicomio di Saint Paul, è un destino in cui tenta di penetrare oggi Alessandro Preziosi, attore che diventa artifex del disturbo, protagonista di una dinamica cerebrale tenuta sotto chiave in “VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCOdi Stefano Massini, avventura drammaturgica, teatrale e biografica che, con la regia di Alessandro Maggi, approda martedì 13 all’Eliseo. E’ un ritratto psichiatrico, questo, che mette a fuoco la sagoma, la cagionevolezza di un artista imprendibile, puntando sul tormento e sulle condizioni di degenza in un inquietante e monumentale asylum dove il pittore è recluso perché si prevengano certe sue perdite di controllo, certi suoi sintomi di squilibrio, certi suoi comportamenti irrazionali. E noi spiamo il suo stato, la sua quotidianità all’interno di questo ambiente solido e imprigionante, della cui ospitalità forzata Van Gogh è consapevole, sapendosi tagliato fuori dalla comunità di amici e colleghi, dall’esistenza di città, dai luoghi della creazione e della destinazione dei suoi quadri. Il contatto ravvicinato che ci procura il testo di Massini ha una data precisa, entriamo in relazione con questa personalità forte e difficile nel 1889, anno in cui molte speranze sono riposte nella visita che il fratello va a fargli in manicomio, una visita laboriosa in quanto legata alla coincidenza di ben quattro treni e un carretto (questo dà un’idea di quanto Saint Paul sia lontano da ogni tratta). Proprio la compresenza di tale fratello, interpretato da Massimo Nicolini, si traduce in dialoghi mai completamente aperti ma capaci di fornire la cifra del disagio, del malessere, della laboriosa speranza di essere tratto fuori da quel purgatorio immacolato, incandescente. Diversa, come s’ascolta, è la confidenza che si stabilisce tra Van Gogh/Preziosi e il direttore dell’ospedale per malati di mente, impersonato da Francesco Biscione, un profilo che ci fa scoprire anzitempo la sensibilità dialettica, la gestione anti-oppressiva delle patologie che poi sarà , nella seconda metà del Novecento, la cultura nuova apportata, da noi, da un Franco Basaglia. Ma è importante, in questo ritratto ravvicinato di un artista scomparso poi a 37 anni, constatare lo sforzo calmo, tra nevrosi, bagliori e contenzioni, di un attore come Preziosi, che abbiamo seguito nello spettacolo già al Festival di Spoleto 2017: dipende dalla sua prestazione fisica e psichica, la credibilità toccante di un personaggio quasi intoccabile. In scena anche Roberto Manzi, Alessio Genchi, Vincenzo Zampa.

di Rodolfo Di Giammarco
LA REPUBBLICA Trova ROMA - inserto gratuito; pag. 9 08/02/2018








    rassegna stampa selezionata e approfondita sullo spettacolo;

    tournée e recensioni; cast e creativi; foto e commenti al link:




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L'ultima modifica di genziana il Ven Feb 23, 2018 03:03, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 17:13    Oggetto: SANREMO Festival duet VANONI and PREZIOSI Imparare ad amarsi Rispondi citando







ha scritto:




Alessandro Preziosi: “Duettare con la Vanoni è un premio. È la più grande. Sarà come entrare in un quadro e viverci dentro”.

La cantautrice milanese ha scelto lui che in questi giorni è a teatro con una pièce su VAN GOGH, “un testo che mi ha ipnotizzato”.





Ad una come Ornella Vanoni, si sa, piace essere originale e stupire, ma il suo è un fare che è sempre intelligente e pacato, un po' come lo è la sua persona. Non è un caso, quindi, se per la serata più diversa dalle precedenti di questa 68esima edizione di SANREMO - quella di venerdì 9 febbraio 2018, quando tutti e venti i campioni in gara canteranno una versione rivisitata dei propri pezzi insieme ad altri artisti ospiti - l'interprete di "IMPARARE AD AMARSI" (assieme a Bungaro e Pacifico) ha scelto lui: Alessandro Preziosi.

Non un cantante, dunque, ma un attore, uno dei più bravi e richiesti nel nostro Paese, dal cinema alla tv, anche se lui preferisce da sempre il teatro, quel luogo speciale che lo rappresenta al meglio. In questi giorni è in tour con il suo nuovo spettacolo, "VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco", una pièce di Stefano Massini (la regia è di Alessandro Maggi) sulla reclusione del celebre pittore al manicomio di Sain Paul de Mausole, una sorta di thriller psicologico che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Dopo la prima dello scorso giugno a Napoli, Preziosi è adesso a La Pergola di Firenze fino a domenica e poi sarà al Teatro Eliseo di Roma dal 13 febbraio al 4 marzo prossimi. Nel frattempo, però, salirà a Sanremo per suonare e cantare con la Vanoni, "un premio per chi, come me, a nove anni si è visto regalare il suo primo giradischi con un disco di Ornella".

"Cantare ed esibirsi con lei – spiega all'HuffPost – vuol dire in maniera sintetica e paradigmatica essere riconoscenti alla musica, sarà come entrare in un quadro e vivere all'interno dello stesso". "È geniale il fatto di uscire giovedì sera da un teatro come La Pergola e poi salire su un palco come quello dell'Ariston – aggiunge – quello stesso palco che poi lascerò per tornare di nuovo a Firenze e poi a Roma. Sarà un'esperienza unica da vivere un po' come la brezza: sarà bellissimo, spero di essere di parola".

"Il ruolo dell'artista nella nostra società mi ha posto sempre di fronte ad una grande responsabilità, vissuta a tanti livelli", tiene a precisare. "Con Van Gogh sentivo di poter approfondire il rapporto tra l'uomo e ciò che pericolosamente, a volte, lo travolge, la natura in primis. Osservare e riprodurre a qualunque titolo è un viaggio che il teatro onora e questo testo persegue questo tentativo, mi ha ipnotizzato".

Oltre a Preziosi, come ricordato, ci saranno altri artisti a duettare con uno dei big in gara, interpreti di canzoni più o meno belle. Le ha ascoltate, ha visto Sanremo, ha un suo preferito? – chiediamo all'attore partenopeo e la sua risposta vince su tutte: "durante Sanremo sono in scena". Quando si dice, la classe.



testo di Giuseppe Fantasia, 08/02/18 - pubblicato via HuffingtonPost.it












2018, SANREMO - 68° Festival della Canzone italiana



    appuntamento su RAI UNO venerdì 09/02/2018

    Ornella Vanoni duetterà con Alessandro Preziosi

    "Imparare ad amarsi", autori Bungaro e Pacifico


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L'ultima modifica di genziana il Lun Feb 12, 2018 06:21, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 17:40    Oggetto: VINCENT VAN GOGH alla Pergola FIRENZE - recensione / BRUNCH Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI, protagonista alla Pergola in

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

7 febbraio 2018 FIRENZE -recensione RAI News TgR




      Drammatico Preziosi: è Van Gogh in teatro






Firenze Brunch di Beneficenza pro ADRICESTA Onlus

con ALESSANDRO PREZIOSI protagonista nella pièce


VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco





appuntamento concluso domenica 11 febbraio 12:00

Caffetteria Teatro della Pergola, Via della Pergola 26








    LE FOTO dell'Evento Benefico di Firenze 11/02/18




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L'ultima modifica di genziana il Lun Feb 12, 2018 06:30, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 18:18    Oggetto: VINCENT VAN GOGH alla Pergola di FIRENZE 08/02/18 recensione Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione 8 febbraio 2018, dalla Pergola di Firenze





ha scritto:



      L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO:


l’assordante bellezza del VAN GOGH di Preziosi




Nel titolo c’è già tutto quel senso trasversalità e multi-sensorialità che la pièce vuole e riesce a trasmettere. I colori, tangibili e oggetto della vista, emettono suoni e odori, stimolando quell’orecchio (mutilato) e quell’olfatto (troppo spesso trascurato) che molti quadri di Van Gogh rilasciano nell’aria. “VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco” è uno spettacolo che graffia, un po’ come le dita del pittore sui suoi quadri quando mancavano i pennelli. Uno spettacolo forte, pregno di vita, compressa in una stanza ma pur sempre vita desiderosa di tuonare, anche di dolore, follia e genio. Disperato e lucidissimo come il suo protagonista, Vincent Van Gogh. “L’odore assordante del bianco” ci conduce nella mente furibonda e centrata di un pittore a lungo incompreso e poi amatissimo, forzando il romanzato fino a quell’estremo che non stona ma ipnotizza la platea.

Il bianco. Tutto è bianco in scena. Le mura, giganti, solide, ma distorte come in un quadro espressionista; il pavimento, chiazzato e candido allo stesso tempo, vissuto e striato da mattonelle sciupate, come consumate dal girovagare del suo detenuto, come una tavolozza seccata da tempo immemore; una parete di fondo, lattea e incisa, come uno di quei quadri che occupano un’intera parete in un grande museo europeo, che in controluce palesa il celebre Campo di grano con volo di corvi dipinto dal pittore olandese nel 1890 e conservato ad Amsterdam. Bianche le vesti di recluso di Van Gogh, bianche quelle di dottori e infermieri del manicomio di Saint Paul de Manson, bianco quel fiore confinato in un angolo e dimentico dei colori della natura. A dare colore a tutto ci pensano il densissimo testo di Stefano Massini e l’interpretazione marcata ma mai schizofrenica dell’intero cast, capitanato da un Alessandro Preziosi che si muove, corpo e voce, con profondità e varietà che saturano il palco. Con l’andatura di un gobbo di Notre Dame e la forza di un Atlante che non cede sotto al peso della detenzione e della privazione, “piegando il collo come il gambo di un fiore” diceva Roberto Vecchioni in una sua canzone (Vincent), Preziosi esprime tutto il turbinio interiore di un uomo che, come in una commedia di Pirandello, passa lucidamente dalla pazzia più abbacinata alla ragionevolezza più nitida. È un genio instabile, come dimostra il piano inclinato del palco, come se tutto dovesse scivolare e capitolare da un momento all’altro sulla platea, come un fiume di colori improvvisamente esplosi da quel bianco che li (r)accoglie e imprigiona tutti.

La regia di Alessandro Maggi in “VINCENT VAN GOGH”. “L’odore assordante del bianco” gioca principalmente con le luci, quella luce che cambia la realtà e le sfumature dello spettro cromatico. Gioca con le ombre, sagome di uomini e delle loro anime rinchiuse in quattro mura che fungono anche da luogo di una mente fervida e (in)ferma. Gioca con poco, per poi deflagrare nel finale in un giallo oro, che tinge meravigliosamente quelle pareti bianche a mo’ di gabbia dorata, luccicante, come quel grano e quei girasoli che Van Gogh tanto amava contemplare e dipingere.



Tommaso Tronconi, 08/02/18 - pubblicata via ONESTOeSPIETATO.com








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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 18:36    Oggetto: VINCENT VAN GOGH alla Pergola di FIRENZE 08/02/18 recensione Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione 8 febbraio 2018, dalla Pergola di Firenze





ha scritto:




Vincent Van Gogh l’odore assordante del bianco




Nel sottotitolo “L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO” sono racchiusi tutti gli studi, i pensieri, i messaggi che l’autore, Stefano Massini, vuole trasmetterci attraverso un testo costruito con un profondo riferimento al teatro narrativo, prendendo le distanze da forme minimali e laconiche della drammaturgia contemporanea.

Quando qualcuno scrive, dipinge o scolpisce si esprime attraverso l’arte, parlando di se stesso. A cambiare è solo il grado di mascheramento che usiamo, quando ci nascondiamo dietro la nostra forma in termini di alibi ed alter ego”, afferma Massini. Con queste parole ci introduce la sua opera: una riflessione sulla libertà dell’artista, su una figura vincolata ad una società che permette oppure vieta di esprimersi. Ecco così che Vincent Van Gogh diventa il soggetto ideale: un uomo che si avvicina alla pittura come atto di rivolta, un outsider, un genio incompreso, un artista pazzo ed intuitivo che precorse i tempi con i suoi quadri, in quel momento storico noto come epoca degli “ismi”, per il continuo proliferare di una folta schiera di movimenti in ogni ramo dell’arte, della letteratura e della cultura in generale. Un uomo consapevole di vivere dentro una realtà percepita come limite, dalla quale non può liberandosi se non forzando quel limite fino al delirio, all’assurdo ed alla morte. Van Gogh è diventato il simbolo del disagio esistenziale che affliggeva l’uomo nell’epoca post rivoluzione industriale e gli artisti come lui erano materia fertile per la psicoanalisi: non a caso gli sono state diagnosticate malattie come la schizofrenia, forme di epilessia, depressione, malattia di Menerei, stati di malinconia esistenziale aggravati dall’instabilità di una vita raminga e da una sensibilità fuori dal comune. Forse, però, tutte le sue angosce, la tristezza e l’estrema solitudine erano solo i segnali esterni di “un’anima che prende fuoco, di cui la gente che gli sta attorno però riesce a percepirne solo la superficie, senza porre attenzione all’interiorità ed alla passione che gli brucia dentro; Vincent non era poi un uomo così folle”.

Questo ci racconta Alessandro Preziosi: quale interprete principale della pièce, si è lanciato nella mente dell’artista olandese, incarnandolo con sentimento in uno dei momenti più devastanti della sua vita. Vittima incolpevole delle paure del volgo, si ritrova rinchiuso in un castello bianco: bianco il letto, bianco il pavimento, bianchi gli indumenti e persino i fiori. Nella scenografia curata da Marta Crisolini Malatesta anche le pareti sono bianche, ma nascondono i tratti di “Campo di grano con i corvi”, considerato il testamento artistico e spirituale di Van Gogh, dove i colori hanno perso ogni nota gioiosa, l’atmosfera è cupa e carica di presagio, esprimendo il turbamento delle passioni che agitano il profondo dell’uomo.

Tutto il bianco di cui è circondato in quella forzata prigionia e l’abolizione del colore (ritenuto un eccitante per persone proposte a personalità psicotiche od isteriche – “uno stupendo paradosso” – afferma Massini) segnano la negazione dell’espressione personale, della sua libertà: lui era un artista dall’intensità cromatica unica; i colori, in particolare modo quelli fastosi ed accesi, assumevano per lui la valenza di concetti poetici, la cui intensificazione e distorsione gli permettevano di raggiungere la tanto cercata coincidenza di percezione visiva e psichica, facendo in modo che visione e sentimento, occhio e cuore parlassero all’unisono nei suoi quadri. A guidarlo era l’emozione, quell’urgenza espressiva che lo aveva sempre spinto, a tuffarsi anima e corpo nell’atto creativo. Ecco perché il mondo bianco in cui viene rinchiuso lo annienta, la rende vittima della devastante neutralità del vuoto, in preda ad allucinazioni, candidato alla follia ed al suicidio.

La messa in scena del testo di Massini, diretta da Alessandro Maggi, si pone dunque come obiettivo quello di rappresentare il confine labile tra verità e finzione, tra follia e sanità, ponendo interrogativi sulla dimensione della libertà individuale, come se tutto lo spettacolo fosse una seduta di psicoanalisi continua che scava dentro il pozzo dell’inconscio alla ricerca della chiave svelatrice, dove momenti di catarsi si alternano alla tensione emotiva e ad un crescendo del pathos, fino all’affascinante colloquio introspettivo finale, dove l’anima del pittore viene fuori con prepotenza. In quel luogo, ascoltando la voce della sua interiorità, Van Gogh dipingerà alcune delle sue opere più importanti. È dunque veramente lui invaso dalla pazzia o lo è la gente “normale”?

In fondo anche Schopenhauer affermava: “Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri”.



autore: Costanza Bruscella, 08/02/18; pubblicata via TEATRIonLINE.com








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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2018 20:07    Oggetto: SANREMO Festival - ven. 09/02/18 VANONI duetta con PREZIOSI Rispondi citando




2018, SANREMO - 68° Festival della Canzone Italiana

Ornella Vanoni e Alessandro Preziosi oggi su RAI UNO









    QUESTA SERA su RAI UNO venerdì 09/02/2018

    Ornella Vanoni duetterà con Alessandro Preziosi

    "Imparare ad amarsi", autori Bungaro e Pacifico






Pacifico: "Preziosi è un attore, è un cantante, uno che si prepara, ha fatto una versione oggi che è molto bella, ci ha veramente toccato, poi esce dalla sua zona di conforto della recitazione, ma in realtà lui sa cantare, sa anche suonare" - Bungaro: "suona il pianoforte e ci è piaciuta, oggi eravamo sul palco, perché è una zona diversa quella del teatro, poi Ornella viene dal teatro, ha un rigore teatrale, anche quando siamo dietro le quinte, teatro puro, silenzio perfetto". (oggi, dall'intervista a due in diretta da Sanremo, 9 febbraio )







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MessaggioInviato: Sab Feb 10, 2018 02:43    Oggetto: SANREMO Festival duet VANONI and PREZIOSI Imparare ad amarsi Rispondi citando








http://www.raiplay.it/video/2018/02/Sanremo-2018-68-Festival-della-Canzone-Italiana-quarta-serata-5c8f94db-ed54-4af8-942b-5f6c43d3f197.html DA 01:59:00 PER RIVEDERE TUTTO DALLA PRESENTAZIONE ALLA CONSEGNA DEI FIORI A ORNELLA VANONI!




2018, SANREMO - 68° Festival della Canzone Italiana

e in replica domani sabato 10 ore 14:00 Rai Premium

Ornella Vanoni e Alessandro Preziosi RaiNews|RaiPlay









    nella 4^ Serata su RAI Uno venerdì 09/02/2018

    Ornella Vanoni in duetto con Alessandro Preziosi

    "Imparare Ad Amarsi", autori Bungaro e Pacifico











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MessaggioInviato: Sab Feb 10, 2018 20:19    Oggetto: VINCENT VAN GOGH alla Pergola di FIRENZE 07/02/18 recensione Rispondi citando








ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione 7 febbraio 2018, dalla Pergola di Firenze

ha scritto:




      VINCENT VAN GOGH” nella superba

      interpretazione di Alessandro Preziosi



Ci vuole del talento, quello vero per stare in scena ininterrottamente per quasi novanta minuti, modulando voce, sentimenti, realtà, follia, pensieri, sogni, ricordi e riversarli sul pubblico sotto forma di colori, dipinti, capolavori. E ci vuole del talento, quello vero, per una così bella scrittura, una così indovinata scenografia che basterebbe da sola a raccontare anche ai profani la genialità dell’artista olandese.

VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO” in scena al Teatro della Pergola di Firenze fino all’11 febbraio su testo di Stefano Massini, regia di Alessandro Maggi, luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta, musiche di Giacomo Vezzani, ci regala un Alessandro Preziosi in stato di grazia che giunge alla fine della rappresentazione quasi al limite delle forze, ma forse per questo più umano, più vero, tanto che diventa difficile – se non impossibile – stabilire o giudicare cosa sia la normalità e cosa sia la follia, cosa il falso e cosa il vero, cosa il sogno e quale la realtà.

Van GoghPreziosi entra in scena rotolando in una stanza desolata, enorme e bianca, bianca pure una piccola pianta, rilegata in un angolo, bianche tutte le pareti sulle quali la geniale invenzione di Marta Crisolini Malatesta riproduce – privato dai colori – uno dei dipinti più celebri dell’artista “Campo di grano con volo di corvi”. É il bianco del manicomio di Saint – Remy in Provenza, perché secondo le teorie dell’epoca si riteneva che i colori fossero troppo eccitanti per delle personalità psicotiche o isteriche. Oggi sappiamo che è il contrario, che è proprio il bianco, somma di tutti i colori, a essere tremendamente negativo per chi soffre di particolari disturbi mentali. E allora, il bianco diventa un rumore, assordante appunto, dove l’artista naufraga alternando momenti di normalità a esplosioni di follia, ritrovandosi da solo o con i propri fantasmi in un’autoanalisi dalla quale è difficile uscirne vincitore. Bianco, dunque, non come simbolo di purezza, colore verginale, luce, ma come sottrazione di ogni colore, buco nero, prigione, stanze, vasche, corridoi, cancelli, dove il furore della creazione artistica è soffocato in un tempo senza tempo e senza speranza. Inutile la richiesta d’aiuto al fratello Theo (Massimo Nicolini), imbrigliato in una scusante burocratica, incalzato dagli infermieri (Vincenzo Zampa e Alessio Genchi) e dal narcisistico e odiato psichiatra della clinica Vernon-Lazàre (Roberto Manzi) L’unico con cui, alla fine, il geniale artista riesce ad instaurare un rapporto di quasi normalità è “il chirurgo dei pensieri”, il direttore del manicomio, Dottor Peyron (Francesco Biscione), il solo che – usando una metodologia psichiatrica più aperta – riesce, o ci prova, a entrare nei pensieri del grande pittore sfogliandoli come un album di vecchie foto, l’unico al quale Van Gogh concede le chiavi della sua mente inquieta e travagliata.

E alla fine, nel luogo dove “il colore è una bestemmia” la genesi dell’arte esplode illuminando tutta la scena: è la parola ritrovata, lo scoppio inarrestabile della rabbia, della solitudine e del dolore, la riprova che il pensiero e la sua libertà non possono essere imprigionati in un pozzo buio di assordante silenzio.




Francesco De Masi, 07/02/18 - pubblicata via ModulazioniTemporali.it








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MessaggioInviato: Sab Feb 10, 2018 20:27    Oggetto: Roma, VAN GOGH - RAI UNO Che Tempo Che Fa 11/02/18 - SANREMO Rispondi citando






http://www.raiplay.it/video/2018/02/Che-tempo-che-fa-f856e321-c712-4ad7-b9fc-2b6ecb8c94af.html A PARTIRE DA 02:12:50




ALESSANDRO PREZIOSI ospite RAI UNO dom. 23:40

11/02/2018 "CHE TEMPO CHE FA" al tavolo di FAZIO

è rientrato da Firenze in tempo a Roma per la diretta







http://www.raiplay.it/video/2018/02/Alessandro-Preziosi---11022018-d048fc1d-e403-45f1-972e-eab4be234ea2.html VAN GOGH




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per Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco

che porterà in scena dal 13 febbraio all'Eliseo, ROMA

e per qualche aneddoto dal 68° Festival di SANREMO





http://www.raiplay.it/video/2018/02/Le-performance-canore-di-Alessandro-Preziosi---11022018-31fe3b07-bab8-4cd1-972b-cf2109d32f94.html 68° SANREMO e dall'Archivio RAI degli ultimi anni alcune performance canore di ALESSANDRO PREZIOSI









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MessaggioInviato: Mar Feb 13, 2018 02:16    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro ELISEO di ROMA - 13/02-04/03/2018 Rispondi citando








ALESSANDRO PREZIOSI, nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

dal 13 febbraio al 4 marzo '18 - ROMA, Teatro Eliseo




testo vincitore del Premio Tondelli Riccione Teatro 2005



di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi








produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

prima nazionale 27 giugno '17 Napoli Teatro Festival








    rassegna stampa selezionata e approfondita sullo spettacolo;

    tournée e recensioni; cast e creativi; foto e commenti al link:




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MessaggioInviato: Mar Feb 13, 2018 02:59    Oggetto: VINCENT VAN GOGH alla Pergola di FIRENZE 10/02/18 recensione Rispondi citando







ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione 10 febbraio 2018 dalla Pergola di Firenze





ha scritto:




    La crocifissione artistica di Vincent. “L’odore

    assordante del bianco VINCENT VAN GOGH


    di Stefano Massini --- alla Pergola di Firenze



Vincent ha 36 anni ed è stato da poco internato nell’Istituto psichiatrico di Saint Paul, nei pressi di Arles, a causa della petizione di 100 bravi cittadini, intimoriti da stranezze ed eccentricità. Non viene classificato come pericoloso per la comunità, bensì in qualche modo perturbante, come la sua pittura, dove il sole e la notte palpitano di luci e colori, il blu intenso e stellato del cielo sovrasta il brusio dei caffè notturni, deflagrando in emozione sincopata e sensuale.

Nella scheda di ammissione lo si definisce incapace di vivere, assediato da allucinazioni visive e uditive. Confinato in una stanza dalle pareti ruvide, bianche di calce, dove persino l’unica pianta presente, dopo mesi di attesa, ha prodotto fiori bianchi, curato con farmaci e bagni prolungati nelle ben note vasche manicomiali, al termine dei quali è difficile persino ricordare il proprio nome, Van Gogh è percosso da rombi, fruscii, lame di suono che gli confondono i pensieri e gli impediscono di discernere le figure immaginarie dalla realtà.

Dubita, dubita di tutto, perché è l’unico modo per conservare la coscienza di sé. Dubita di ciò che vede. Sogna i campi di grano e i ricami dorati delle colline, sogna la visita del fratello Theo, ma chiede all’ologramma che gli si presenta e che conversa con lui, una prova di tangibilità. In questo spazio concentrazionario e geometrico, in cui regole accuratamente studiate vietano qualsiasi cosa – dipingere, leggere, possedere oggetti, godere dei colori, della luce naturale – continua a cercare un punto di fuga. Per esempio, studiando gli articoli del regolamento, o procurandosi di nascosto una tela e tracciando per mezzo di pezzetti di carbone sciolti con lo sputo un sulfureo ritratto dell’ottusità umana, ossia del dr. Vernon-Lazàre. Proprio quest’aguzzino subdolo e apodittico, uscito da un disegno di George Grosz o da un dramma di Durrenmatt, pittorucolo della domenica devoto alle regole formali e alla mamma, ricordata con un breve singhiozzo nostalgico, spiega a Vincent che lo scopo dell’Istituto è quello di far dimenticare ai reclusi il mondo esterno, sostituendosi ad esso, separandoli per sempre dal resto dell’umanità, facendoli abituare al proprio anonimato, a un’invisibilità priva di pensieri e ricordi.

Il dottor Peyron, direttore del manicomio, uomo a suo modo originale, oppresso dalla noia e intento a vagheggiare il silenzio degli oceani, si mostra invece interessato a Vincent. Tuttavia, nel suo accanito positivismo, nonché fede nelle magnifiche sorti e progressive della scienza, è annidata la supponenza dell’uomo d’ordine, di chi – per carità con metodi umani – persegue comunque la normalizzazione, la rimozione degli eccessi. Arriva, salendo su una sedia, a trasformarsi in uno zauberer manipolatorio vagamente contiguo al Mago Cipolla di Thomas Mann, per ipnotizzare Vincent e scandagliarne la mente.

Alessandro Preziosi incarna con dedizione fisica e potenza interiore la rabbia, l’impotenza di Van Gogh, la rivendicazione incessante di una diversità che è soltanto ipersensibilità alle sollecitazioni esterne e che può essere semplicemente definita arte, o meglio processo creativo. Il suo viso, scavato dalle ombre, diventa raffigurazione del perseguitato, del perturbatore, della vittima sacrificale sull’altare delle convenzioni.

Curvo, sotto il peso invisibile dell’intero universo, il braccio teso a invocare e respingere come la voce tesa di un’elegia rilkiana, crocifisso al cavalletto, Vincent quasi grida la pena e l’ineludibile necessità di dipingere, e di farlo in quel modo eversivo, visionario, lancinante. Attraversato, posseduto dai colori – carminio, giallo, indaco – che mescola per crearne di nuovi, in una ricerca ossessiva, sempre più estrema e senza ritorno, urtato dalle forme che si gettano contro il suo sguardo, deformandosi: contadine rattrappite sui campi, soli tenebrosi, volti contorti, corvi neri, alberi verdi di foglie che si mutano in grandi rami spogli e adunchi evocanti gli incubi dei Grimm, i rami onirici che si associano per affinità e contrasto cromatico alla figura bianca e farisaica del padre, il primo nella sua vita a negare la visione, a non capire che la realtà, ciò che è comunemente visibile, non basta. E in questo testo delle origini, Massini forgia un linguaggio magmatico, esplosivo, lusseggiante e insieme di una precisione matematica e crudele, che si ascolta con gli occhi e ferisce in modo irreparabile la mente.

Alla fine, prima che il buio scenda ad avvolgere Vincent in un sudario, le note di Lohengrin si materializzano per definirne la natura di Uomo senza Nome, privato della possibilità di esistere.



Lucia Tempestini, 10/02/18; pubblicata via Articolo21.org Culture Teatro








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MessaggioInviato: Mar Feb 13, 2018 19:17    Oggetto: I MEDICI, I Signori di Firenze ogni sabato 21:20 RAI PREMIUM Rispondi citando





    Alessandro Preziosi interpreta Filippo Brunelleschi

    nella serie TV "I MEDICI - I SIGNORI di FIRENZE"

    ogni sabato dal 17 febbraio, 21:20, RAI PREMIUM







    STAGIONE 1 "MEDICI - MASTERS of FLORENCE"

    protagonisti § Dustin Hoffman e Richard Madden

    regia di Sergio Mimica-Gezzan _ scritto da Frank
    Spotnitz e Nick Meyer; prodotto da Lux Vide, Big
    Light Productions, Wild Bunch TV; location: Italia



I MEDICI: LA MERAVIGLIA! è il topic aperto da Alessandro





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