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DIARIO DEL COMMISSARIO DE LUCA
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Autore Messaggio
Marita



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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2007 10:49    Oggetto: Preziosi è De Luca! Rispondi citando


Ho finito di leggere la trilogia di Lucarelli, insieme ad Alessandro e a voi amiche.

Ormai, per me, De Luca ha il volto scavato, la barba ispida, l’andatura magra e dinoccolata, lo stropicciarsi degli occhi, la piega amara della bocca e quel nervosismo intemperante di Alessandro che abbiamo imparato a conoscere in scena e sullo schermo.

L’intensità deluchiana è nello sguardo che vede e nella mente che investiga: la verità trapela, gioca a nascondino, deve essere perseguita fino in fondo.
Non è un servo del regime, ma un uomo che nell’anelare alla Giustizia tiene insieme il “suo” mondo che cambia.
Proprio la Giustizia, intesa come Realtà e Coincidenza dei fatti, è ciò che spinge il più giovane e più bravo ispettore della Repubblica di Salò a ritrovarsi sempre uguale a se stesso, “un poliziotto”, superando le contraddizioni storiche in cui vive.

Alessandro è De Luca?
Decisamente sì. Fotografato. E non soltanto per la passione che ha condiviso con noi per i bei romanzi di Lucarelli. La credibilità fisica insieme ad una certa “febbrilità” sono lampanti.
In più, certo, c’è la duttilità interpretativa che consentono ad Alessandro di calarsi in personaggi diversi ma, soprattutto, c’è quella certa tensione esistenziale che - in Alessandro – non sono solo parole ma espressione tangibile della sua vita e delle sue scelte.

Sì, Alessandro è De Luca.

Marita
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cianipat



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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2007 18:29    Oggetto: Rispondi citando


Non mi piace leggere i libri, specialmente se sono dei "gialli", prima di vedere il lavoro realizzato e così anche per il Commissario De Luca non ho fatto eccezione.
Però ho letto molti interessanti commenti e mi sono fatta un'idea del Commissario De Luca, inoltre mi è sempre piaciuto Lucarelli che ho seguito alla televisione.
Ecco perchè penso di poter commentare la scelta che ha fatto Alessandro.
Ritengo che Ale sia molto adatto ad interpretare questo personaggio, adatto a tal punto da non vedere che lui come interprete dei tre romanzi.
L'impermeabile del Commissario, probabilmente stretto intorno al corpo, stropicciato e grondante d'acqua mi ricorda una scena del primo Capitano, i gesti nervosi o nevrotici o incerti o febbrili o ansiosi mi ricordano un pò Edmund nel Re Lear, i problemi fisici, quelli spero che siano solamente da interpretare anche se ricordando "Scherzi a Parte"... Laughing Confused Confused .
Credo che sia un personaggio difficile da interpretare ma altrimenti che gusto ci sarebbe?!? Razz Razz
Per il resto immagino la duttilità, la bravura e l'ecletticità con cui Alessandro interpreterà questo complesso personaggio.
Per cui ritengo che Alessandro sia l'attore ideale per interpretare il Commissario De Luca.

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L'ultima modifica di cianipat il Ven Feb 23, 2007 21:39, modificato 1 volta
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reggi



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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2007 19:49    Oggetto: Rispondi citando


Ho finito Carta bianca ed ho già attaccato con L'estate torbida .Per una giallista incallita ed abituata a libri di medio-lunga estensione come me, questa è una novità ma piacevole. Lucarelli è molto stringato nella narrazione e si attiene ai fatti ma le pennellate che di tanto in tanto arrivano sul commissario sono efficaci nel caratterizzare. La cosa buffa è che l'autore di De Luca descrive solo gli handicap, le peculiarità, le note sopra le righe, non sappiamo di che colore ha i capelli o gli occhi, non sappiamo se è alto o basso (anche se a tratti si può intuire) ma sappiamo della sua gastrite e della sua insonnia. Ed è anche per questo che vedo questi libri come canovacci perfetti per una sceneggiatura. L'autore mette solo l'essenziale e lo fa con agilità lasciando tutti i particolari alle mani dei potenziali sceneggiatori. Anche la particolare descrizione del commissario fa sì che non sia importante che chi lo interpreti abbia certi occhi o certi capelli o più o meno centimetri di altezza ma piuttosto che sappia mostrare di aver la gastrite o di non aver chiuso occhio la notte precedente! Un'ottimo cross in area per la palestra di attore.
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ellebi



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MessaggioInviato: Ven Feb 09, 2007 21:30    Oggetto: Rispondi citando


Anche io ho avuto, come te Reggi, l'impressione che Lucarelli avesse l'idea (inconscia o consapevole? sarei curiosa di interrogare l'autore in proposito) di poter trarre delle sceneggiature dai racconti di De Luca.
Sono racconti brevi e' vero, ma molto intensi, molto ben strutturati soprattutto nella ricostruzione di un epoca e di un'atmosfera.

Se davvero Lucarelli ha in mente di scrivere, come sembrerebbe, anche un quarto racconto, che fine avra' fatto De Luca, sara' reintegrato nel suo ruolo o sara' ancora' un paria, un reietto? Sono molto curiosa di sapere che cosa ci riserva l'autore, di cosa ha pensato di fare del suo personaggio.

Dobbiamo aspettare, pazientemente e sapremo.... Wink

Loretta Laughing
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genziana



Registrato: 22/03/04 13:40
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MessaggioInviato: Dom Feb 11, 2007 19:57    Oggetto: DIARIO DEL COMMISSARIO DE LUCA, ne parla ALESSANDRO... Rispondi citando


ha scritto:


(...)
Intanto c’è il Commissario De Luca.
«Mi affascina la capacità di Lucarelli di inserire questo detective negli anni del fascismo senza fargli pesare addosso il momento storico. E poi il carattere del personaggio, scritto con raffinatezza, tra introversione e senso della giustizia». (...)


Eugenio Spagnuolo - 11/02/2007 - Pag. 29





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marite



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MessaggioInviato: Lun Feb 12, 2007 08:33    Oggetto: Re: DIARIO DEL COMMISSARIO DE LUCA, ne parla ALESSANDRO... Rispondi citando


genziana ha scritto:
ha scritto:


(...)
Intanto c’è il Commissario De Luca.
«Mi affascina la capacità di Lucarelli di inserire questo detective negli anni del fascismo senza fargli pesare addosso il momento storico. E poi il carattere del personaggio, scritto con raffinatezza, tra introversione e senso della giustizia». (...)


Eugenio Spagnuolo - 11/02/2007 - Pag. 29



Sto leggendo il secondo libro di Lucarelli: "L'estate torbida" e ossevazioni più precise e complete mi riservo di darle a lettura terminata, ma una piccola cosa credo di poterla dire subito e, purtroppo, in disaccordo con Alessandro.

Egli afferma che De Luca non sia personaggio oppresso dal periodo storico nel quale l'azione si svolge: al contrario, secondo me! Il momento storico, le vicende, le epurazioni, la paura costante di chi ha avuto a che fare in qualche modo con il regime, la giustizia sommaria rivestita qualche volta da rivendicazione personale o saldo di antichi rancori, fanno di De Luca una persona fortissimamente influenzata dal momento storico in cui vive.
Egli passa le sue giornate nel costante timore per la propria incolumità perchè ben consapevole di come funzionano le cose al momento.
Solo il suo cervello investigativo funziona come un meccanismo ben oleato, per il resto si nega tutto: il cibo (aiutato anche da una gastrite sulla via dell'ulcera), il sonno ( ha fatto finta di non sentire e vedere troppe cose che contrastavano con il suo senso di giustizia?), l'amore (troppo ingenuo per le donne che incontra?)...


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genziana



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MessaggioInviato: Lun Feb 12, 2007 12:09    Oggetto: DIARIO DEL COMMISSARIO DE LUCA, ne parla ALESSANDRO... Rispondi citando


marite ha scritto:



Sto leggendo il secondo libro di Lucarelli: "L'estate torbida" e osservazioni più precise e complete mi riservo di darle a lettura terminata, ma una piccola cosa credo di poterla dire subito e, purtroppo, in disaccordo con Alessandro.

Egli afferma che De Luca non sia personaggio oppresso dal periodo storico nel quale l'azione si svolge: al contrario, secondo me! Il momento storico, le vicende, le epurazioni, la paura costante di chi ha avuto a che fare in qualche modo con il regime, la giustizia sommaria rivestita qualche volta da rivendicazione personale o saldo di antichi rancori, fanno di De Luca una persona fortissimamente influenzata dal momento storico in cui vive.
Egli passa le sue giornate nel costante timore per la propria incolumità perchè ben consapevole di come funzionano le cose al momento.
Solo il suo cervello investigativo funziona come un meccanismo ben oleato, per il resto si nega tutto: il cibo (aiutato anche da una gastrite sulla via dell'ulcera), il sonno ( ha fatto finta di non sentire e vedere troppe cose che contrastavano con il suo senso di giustizia?), l'amore (troppo ingenuo per le donne che incontra?)...

Marite (BS)






Marite gentile,

quoto come si dice in gergo forumistico, resti fra noi due Smile ma penso che Alessandro con tutti gli impegni che ha in ballo abbia, forse, letto solo "Carta bianca" (come sto facendo io, però ho ascoltato l'adattamento radiofonico RTSI, molto ben riuscito, specie "L'estate torbida" con un gioco delle parti da commedia noir, ben ritmato anche "Carta bianca", "Via delle Oche" si trascina un po', parlo della versione radiofonica torno a dire - si possono riascoltare i brani, 22 puntate di 10-15 minuti l'una, se hai Real Player e ti interessa ascoltarle scrivimi un MP...).
Penso che ciò che abbia convinto subito Alessandro, sia il fatto che il Commissario De Luca è un investigatore, usa l'intelligenza, la curiosità innata (e questo avvicina a quanto lui disse quando presentò il "suo" Capitano Traversari, dimostrare che si può fare giustizia anche senza usare ad ogni costo le armi da fuoco, prima intelligenza e astuzia) e poi De Luca è un personaggio dai contorni non completamente definiti, non ha un nome proprio, non ha un ritratto preciso, di lui si intuiscono soltanto le sembianze umane, mentre si conoscono pregi e difetti caratteriali, è terreno fertile su cui lavorare insieme al regista, per creare un personaggio nuovo ed efficace, spero inconfondibile come è riuscito il risultato a Zingaretti.

In quella che è la mia "indagine in Spagna", Lucarelli presentando il libro "El comisario De Luca" si è sbottonato un po' di più che in Italia, dato il grande interesse ed i commenti favorevoli al Festival 2006 "Semana negra": ha detto che nel 4° episodio porterà De Luca ad una scelta politica e poi... lo invecchierà; sono dichiarazioni nel caldo afoso di luglio scorso e a quest'ora può essere vero tutto o il contrario di tutto, e poi finisco di riportare altri articoli in lingua spagnola (poi mi riservo di fare una libera traduzione, accetto fin d'ora correzioni).
Se qualcuno conosce il tedesco, c'è anche un bel sito dedicato in quella lingua, vediamo se in occasione del Festival di Berlino, si fa avanti qualche volontaria per il supporto linguistico.

Grazie a tutte/i in anticipo, è per Alessandro non per me, naturalmente.

Baci e vin brulè, prosit! Giuly


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marite



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MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 08:56    Oggetto: Rispondi citando


Ho terminato di leggere la trilogia del commissario De Luca, ho riletto anche tutti i commenti e le puntualizzazioni delle care amiche del forum e devo dire di essere molto d'accordo con le loro osservazioni.

Alessandro ci ha chiesto di leggere e commentare i romanzi e io credo che sia stato svolto molto bene il compito.

Da parte mia vorrei aggiungere che vedo il commissario come uno "sf..ato" ( come direbbe mia figlia) ante litteram, uno che sulle prime non lo noti, tanto è uomo qualunque e per di più sciatto, sciupato e sofferente, anche se intanto vede, osserva e annota tutto sul suo taccuino mentale.
Le donne ne sono attratte, ma lo usano e allo stesso tempo lo respingono perchè non è appetibile per una relazione vera e propria
Evidentemente non suscita nè senso di protezione, nè la curiosità di conoscerlo, forse intuiscono la sua paura e non riescono a fidarsi, oppure, come ho già ipotizzato, lui è troppo ingenuo, sentimentalmente parlando, per le donne che incontra.
Comunque, a parer mio, Alessandro, nell'interpretare De Luca, dovrà tenere molto a bada la sua " fanaleria azzurra" e rendere il suo sguardo sonnacchioso e un po' spento, altrimenti come farà De Luca ad essere un po' "sf...ato"?

Ma sappiamo che un attore con le sue capacità saprà rendere anche questo personaggio in modo sublime...

Un caro saluto a tutte/i le amiche e gli amici del forum
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genziana



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MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 15:27    Oggetto: ALESSANDRO, nel suo futuro CINEMA, TEATRO E TELEVISIONE Rispondi citando


IL VENERDI' di Repubblica
N. 987- 16 febbraio 2007
ha scritto:
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genziana



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MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 15:28    Oggetto: ALESSANDRO, nel suo futuro CINEMA, TEATRO E TELEVISIONE Rispondi citando


IL VENERDI' di Repubblica
N. 987- 16 febbraio 2007
ha scritto:


GRAZIE dal cuore a Alessandra22 che mi ha segnalato l'intervista
e un bacione a Piero, il mio fratellone che è volato in edicola. Giuly

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Marita



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MessaggioInviato: Sab Feb 17, 2007 19:31    Oggetto: Rispondi citando


Leggendo la Trilogia di Carlo Lucarelli…

L’estate torbida è un racconto intenso, in cui il Cacciatore è Cacciato. Il nostro commissario si trova ad indagare (anzi è costretto ad indagare) sotto falso nome per salvarsi la pelle.
Il senso di precarietà è palpabile quanto la tensione alla verità. Sembra addirittura che solo l’atto investigativo “tenga insieme” le energie di De Luca, qui colto in un momento di estremo malessere fisico e psicologico.
L’insonnia potrebbe leggersi come una difesa dal sonno, simbolo dell’annullamento totale nella morte.
Per questo quegli occhi sono spesso socchiusi, malati, assenti e vuoti per chi ne cerca lo sguardo allo scopo di individuarne l’identità.

I tre romanzi sono in crescendo, tuttavia mi ritrovo particolarmente in questo ove vendetta, libertà non ancora legalizzata, licenza e rivalsa si dipanano in una vicenda stringente, in cui De Luca resta con in mano la verità e un’ipotesi (incerta) di avere salva la vita.
Ma in fondo per De Luca la verità è…la sua vita!

Questo libro ha suscitato in me una curiosità storica riguardo la presenza di Polacchi fra gli Alleati.
Per chi avesse le mie stesse curiosità, ho eseguito la solita ricerca su Internet.

Il Generale polacco Wadislav Anders, dopo aver servito nell’esercito dello Zar e nell’Armata Rossa, dopo l’invasione della Polonia da parte dei Nazisti e dei Russi, combattè alla testa di un esercito polacco sotto la bandiera del re Giorgio V d’Inghilterra. Partecipò alla Campagna d’Italia, distinguendosi nella battaglia di Monte Cassino ed operando attivamente nell’intera campagna di liberazione dell’Italia.

In seguito i polacchi in armi “in esilio” divennero un problema politico per l’Inghilterra che optò per l'allontanamento impiegandoli in missioni in Medio Oriente (Persia e Israele), fino allo scioglimento dell'esercito.

Il Patto di sangue e lealtà che ha legato Italia e Polonia, viene testimoniato nelle parole che è possibile leggere nei cimiteri di guerra polacchi in Italia:

“ Noi soldati polacchi per la nostra e la vostra libertà abbiamo dato le nostre anime a Dio, i nostri corpi all’Italia e i nostri cuori alla Polonia”


Interessante, vero?
Anche la soluzione di un giallo "storico" aiuta ad inquadrare un "giallo" in cui la nostra storia recente fa da sfondo!

Un abbraccio alla grande Genziana e a tutte le carissime Amiche che animano il Forum e soprattutto i bei topic che seguono i lavori di Alessandro.

Con affetto

Marita - MI
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Feb 21, 2007 00:06    Oggetto: L'autore, CARLO LUCARELLI in teatro per il mistero PASOLINI Rispondi citando


Pasolini, un mistero italiano

Carlo Lucarelli a teatro per indagare sulla verità relativa alla morte dello scrittore.
Per gli amanti del giallo e di tutto ciò che è mistero, non perdetevi questa occasione.
Molti lo conoscono perché è un grande scrittore, uno dei migliori giallisti dell'Italia moderna, altri perché l'hanno visto condurre con successo la trasmissione Blu Notte in onda su Rai 3.
Ora Carlo Lucarelli sale sui palcoscenici dei teatri italiani per narrare e indagare, alla maniera di Blu Notte, sulla morte di Pier Paolo Pasolini, con contributi video, musiche e parole degli attori.
Pier Paolo Pasolini è un poeta, un regista, uno scrittore, un intellettuale, ma è anche un mistero italiano.
Grazie alla sua straordinaria capacità di ricostruzione e affabulazione, Carlo Lucarelli racconta, come in un libro giallo, i fatti che hanno segnato questo delitto. E lo fa utilizzando la narrazione e tutti gli espedienti del genere giallo come la suspence, il mistero, il colpo di scena.

Pasolini, un mistero italiano di Carlo Lucarelli

Con: Carlo Lucarelli, Isadora Angelini, Beatrice Renzi, Luca Serrani
Lucio Morelli (pianoforte, tastiere, voce),
Nicola Negrini (contrabbasso)

Mar 06 Feb . Arena del sole. Bologna — Sala Grande
Ven 09 Feb . Teatro. Udine
Gio 15 Feb . Teatro Comunale. Alessandria
Ven 16 Feb . Teatro Colosseo. Torino
Sab 17 Feb . Teatro Colosseo. Torino

Gio 01 Mar . Teatro Asioli. Correggio. R. Emilia
Ven 02 Mar . Teatro Comunale di Chiabrera. Savona
Lun 05 Mar . Teatro Bibiena. Sant' Agata Bolognese
Mer 07 Mar . Teatro Gries. Bolzano
Mar 27 Mar . Teatro Comunale. Monfalcone

Pier Paolo Pasolini è un poeta, un regista, uno scrittore, un intellettuale di cui la cultura italiana sente la mancanza, ma per Carlo Lucarelli è anche un "mistero italiano". Il maestro del giallo italiano, che del caso
Pasolini si è occupato anche nella sua trasmissione televisiva Blu Notte, racconta le intricate vicende che condussero alla morte di Pasolini. In scena, affiancato da tre attori e due musicisti, dà vita a uno spettacolo-inchiesta, che alterna narrazione e contributi video, in cui la dinamica dei fatti, i risvolti investigativi e processuali così come le indagini mai
eseguite, vengono riletti anche alla luce dei più recenti avvenimenti e delle ultime interpretazioni.

venerdì, 02 febbraio 2007

Notizia tratta da http://www.carlolucarelli.splinder.com/



In occasione delle serate torinesi: intervista con Carlo Lucarelli
http://www.srweb.it/lastampavideo/lucarelli.wmv

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Jane



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MessaggioInviato: Mer Feb 21, 2007 22:55    Oggetto: Rispondi citando


Ho letto Carta Bianca. Non sono lettrice di gialli, ma quando c'è qualcosa che riesce ad i incuriosirmi finisce poi per coinvolgermi.
Breve ma intenso, essenziale, ricco di significati. Mi è piaciuto, effettivamente come detto da qualcuno di voi, ci si può lavorare molto attorno a questa storia. Bene, bene.
Alla prossima.
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 22, 2007 21:20    Oggetto: Per conoscere meglio L'AUTORE... Rispondi citando




2007 BLU NOTTE Misteri Italiani RAITRE Giov. 22/2 - 1° MARZO

23.45 'La storia delle Brigate Rosse' conduce CARLO LUCARELLI


A quindici anni dal duplice omicidio di Massimo D’Antona e Marco Biagi, per mano delle nuove
BR, il 12 febbraio 2007, a Padova, vengono arrestati quindici presunti membri della stessa
associazione terroristica.
BLU NOTTE - MISTERI ITALIANI il 22 febbraio propone la prima puntata sulla storia delle
Brigate Rosse in Italia; la seconda puntata andrà in onda giovedì 1 marzo, sempre alle
ore 21.05 su Raitre.
Nel 1970 un gruppo di ragazzi decide di dichiarare guerra allo stato prima con azioni
dimostrative poi passando ai sequestri di persona. Poi è solo terrore, morti e misteri, fino
all’attacco al cuore dello Stato con il sequestro e l’uccisione di una delle figure politiche
più significative del momento, il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. E’ il
momento più spaventoso e incomprensibile della storia repubblicana del nostro paese.
Ancora una volta il programma di Carlo Lucarelli interroga il passato recente della nostra
storia, nel tentativo di restituire qualche risposta ai drammatici interrogativi del presente.


"Blu Notte - Misteri Italiani" è un programma di Carlo Lucarelli e Giuliana Catamo,
condotto da Carlo Lucarelli.
Consulenza di Francesco La Licata, Guido Ruotolo, Vincenzo Vasile, Giovanni Bianconi,
Nicola Biondo.
Regia di Fabio Sabbioni, Alessandro Patrignanelli.
Una produzione ETABETA realizzata dal Centro di Produzione Rai di Napoli.



Sito e Archivio http://www.blunotte.rai.it/category/0,1067207,1067065-1070227,00.html#




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genziana



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MessaggioInviato: Dom Feb 25, 2007 12:22    Oggetto: Per conoscere meglio L'AUTORE, CARLO LUCARELLI Rispondi citando


ha scritto:



Sezione: varie - Pagina: 025
(31 luglio, 1998) - Archivio



UN LIBRO UNA VITA

A colloquio con il trentottenne romanziere noir,
che ambienta le sue storie a Bologna e dintorni



dal nostro inviato MARZIO BREDA

Ellroy e Chandler gli altri maestri. Parte da Il grande sonno, di Raymond Chandler, "un classico che si e' inventato i meccanismi del noir moderno", la piccola biblioteca ideale di Lucarelli. Nella graduatoria e' compreso subito dopo White jazz di James Ellroy, "ultimo volume della quadrilogia di Los Angeles, in cui si mischiano cronaca ed esperienza personale". Altro libro fondamentale, Il minotauro, dell'israeliano Benjamin Tammuz, "una sorprendente storia d'amore sviluppata con la tecnica della suspense". Lettura da alternare magari a Delitto e castigo, "ancora esemplare per capire come si scava nella "meta' oscura". Infine, una raccolta di racconti "non gialli", Il silenzio del mare del francese Vercors, "che quanto a pulizia ed efficacia, rappresenta il grado zero della scrittura, da cui far partire ogni azzardo sperimentale per arrivare appunto nel profondo di quella "meta' oscura". E Scerbanenco, il capostipite? "Il suo miglior libro, piu' che I ragazzi del massacro, resta Venere privata".




LUCARELLI "Il mondo? Una follia dark"

E il futuro autore di gialli si lascio'
sedurre da uno Scerbanenco d'annata



MORDANO - Abita nella pianura ondulata intorno a Imola, fosca di caligini e vapori, in quel che resta di un castello ribattezzato dai paesani "la casa degli spiriti". Un edificio a ridosso d'una torre mozza, pieno di scricchiolii, dove puo' capitare che la luce si accenda o si spenga da sola, per il semplice fatto di spostarsi da una stanza all'altra. Contatti elettrici o scherzi di spettri? "Indifferente", alza le spalle l'ospite, girando pero' intorno strane occhiate febbrili, che diresti quasi da ghostbuster, e carezzandosi il pizzetto nero, da classica iconografia luciferina. Suo padre e' primario a Pesaro, in un reparto famoso, oltreche' per la cura dell'anemia mediterranea, per una catena di morti sospette di cui hanno a lungo parlato i giornali nell'inverno scorso: catena spezzata da un suicidio che non ha risolto l'enigma, e lo ha semmai complicato. Il secondo marito della madre si occupa invece di pistole e fucili e possiede un'armeria a San Marino, un luogo che piu' "gotico" - o meglio: neogotico, con l'aura di un set cinematografico aperto ai turisti - e' difficile immaginare. Lui, appena ha un pomeriggio libero, si chiude in Questura per discutere con i poliziotti di delitti e indagini. E di tanto in tanto consulta un anatomo - patologo, perche' "nulla piu' dei risultati di un'autopsia" aiuta a capire certe atrocita' della cronaca. Almeno due volte al mese, poi, va al carcere di Padova, dove tiene lezione di "scrittura creativa" a un gruppo di detenuti ma, dati i loro straordinari trascorsi criminali, e' di sicuro uno scambio pedagogico alla pari. In quello che fa e in come vive Carlo Lucarelli, scrittore noir di culto, l'incrocio tra casualissime coincidenze e accostamenti deliberati (e dunque tra vero - verosimile - falso, o letterario), e' un groviglio talmente fitto da far sospettare il compiacimento. Che pero' non c'e', perche' lui e' cosi' e basta. Ad esempio, lo accompagni in pizzeria alle due della notte e, anziche' sentirlo riflettere su quella famiglia di osti che sgobba duro magari per pagare i debiti, lui t'interroga: "Perche' tengono aperto fino a quest'ora? Che riciclino danaro sporco? O che coprano altre faccende losche?". Ecco com'e' fatto, questo "vecchio dark" di trentotto anni che veste in color antracite e parla col tono opaco e monocorde tipico della gente molto sicura di se', o molto timida. Uno cresciuto coltivando la curiosita' per "il lato oscuro della vita". Cioe' insensatezze, paranoie, follie, mostruosita', vergogne inconfessabili, sadismi familiari, sessualita' degenerate, misteri labirintici, incubi odiosi, stregonerie, empieta'... e, in una parola: Il Male. E questo fin da quando, adolescente, affronto' un libro particolare e ne fu acerbamente segnato. Racconta: "Avevo quattordici anni, e mi trovai tra le mani la storia di un gruppo di miei coetanei, gia' passati per il riformatorio o provenienti da ambienti difficili. Un giorno ammazzano di botte la fragile maestrina della scuola serale, e da li' scatta un'indagine che dovra' far luce su un impensabile orrore, pieno di ferocia. Una vicenda dura, coinvolgente, che mi apri' una porta che non credevo ci fosse". Era I ragazzi del massacro, di Giorgio Scerbanenco, l'ucraino - lombardo che fu il capostipite del giallo italiano moderno, scomparso nel 1969, lasciando una miniera di pagine. Come dopo un'iniziazione, scattano allora per Lucarelli la voglia e il gusto di scrivere. "Scrivere le storie che si vorrebbero leggere", dice, citando Paco Ignacio Taibo II. Nel caso suo: storie dove aleggia una sorta di zolfo omeopatico, per cui sono le nostre stesse tenebre interiori a "guarirci". Qualche anno di palestra propedeutica, prima del fortunato esordio pubblico (da Sellerio a Einaudi, si e' stabilizzato su quarantamila copie a "uscita", rilanciate in Francia da Gallimard), con romanzi che, pur popolari, reggono livelli sofisticati di lettura. E gia' nella tecnica compositiva e nel respiro dei primi lavori, l'eredita' di Scerbanenco si sente. Una struttura che cresce in quattro passaggi, in cui finzione ed esperienza civettano specularmente: "Prima di tutto metto a fuoco il protagonista, e questa e' sempre un'invenzione mia. Escogito poi la storia dentro la quale muoverlo, e spesso me l'ispira l'attualita' criminale. Dopo viene lo stile, che cambia coi protagonisti e che e' ancora farina del mio sacco. Ci vuole infine un motivo per cui quel libro va fatto in quel momento, e pure questo me lo suggerisce la realta". Canoni di lavoro nei quali la "parentela" principale e' subito riconoscibile appunto nel linguaggio cangiante, tarato sui personaggi, e nella visionarieta' sanguinosa - oggi si dice splatter - calata su ambienti concreti e nostrani (che sono Milano per Scerbanenco, e Bologna e dintorni per lui). Parlando di letture e ascendenze, Lucarelli cita alla lontana i "classici" Sciascia e Gadda ("chiunque scriva oggi noir, in qualche modo parte dalle loro cose"), ma dimentica Simenon, che padroneggiava le atmosfere torbide e gli intrecci morbosi, e che per creare Maigret fece anch'egli full - immersion negli uffici della polizia, al Quai des Orfevres. "Mi piace, e' un maestro, ma non potrei mai dedicare, come lui, la vita a un unico personaggio. A costo di pagare in volatilita'. Ci ho provato, con le inchieste del commissario De Luca, Carta bianca, L'estate torbida, Indagine non autorizzata. E avevo progettato di proseguire, passando dal fascismo attraverso varie fasi della parabola nazionale e recuperandole con un caso criminale e un'investigazione. Presto pero' ho preferito altri scenari e altri linguaggi...". Ricavandoli spesso dalle cronache nere - e vere - che tanto piacevano a Buzzati. Vengono cosi' il racconto sulla "banda della Uno bianca", Falange armata (profetico, perche' anticipa la scoperta che a formarla erano poliziotti), e un lavoro a quattro mani con il capo della Mobile di Firenze sul mostro di Scandicci. E altri volumi di fiction, Il giorno del lupo, Almost blue, metabolizzati dopo viaggi "dal vivo" nelle contraddizioni della sua terra "sazia e disperata", che studia col distacco dell'antropologo, "prendendovi tutti gli stimoli che possono servire". Compresi certi idiomi giovanili (un bizzarro post -punk padano), parecchie citazioni musicali (dal cool jazz al rock piu' metallico), e magari la gergalita' cyber di chi dissipa le notti davanti a un computer. Ma ora torna alle origini, Lucarelli. Con un giallo retrospettivo, ambientato subito dopo il delitto Matteotti, per il quale lavora cercando di far affiorare assonanze nelle teorie di Sgalambro, nei pensieri di Borges e Schopenhauer e nelle musiche di Schoenberg. " + la storia d'un compromesso... un poliziotto troppo algido verso il fascismo viene relegato nel piu' piccolo commissariato d'Italia, un'isola di confinati politici. Ci va seguito da una moglie allergica al sole e che continua a ripetere che non puo' restare li'. "Quando, tre anni dopo, gli si presenta finalmente l'occasione di tornare indietro, perdonato, un misterioso omicidio sconvolge ogni suo programma. Potrebbe scegliere di fare un patto col diavolo, arrestare un innocente e tornare a casa. O potrebbe indagare, sapendo gia' che qualche risvolto toccherebbe i fascisti. + su questo compromesso che si gioca tutto... sto scrivendo, e ancora non so come andra' a finire". Come sempre, si lascera' guidare dalla sua fantasia randagia e prensile, da rabdomante del "nero" della vita. Una specie di sesto senso, che ha sviluppato nel tempo. "E tanto l'ho esasperato che, se guardo una stanza buia, m'accorgo di "vedere" cose che la gente normale neppure immagina... Di vederle e viverle, perche' poi mi succedono avventure strane. Molte, e molto strane".

Breda Marzio




Sezione: tv trasmissioni - Pagina: 010
(29 novembre, 2002) - ARCHIVIO



IDEE E PROGETTI

Attori e scrittori:
sì a un Montalbano del Nord, ma senza critiche al Sud



MILANO - Vorrebbe un «Montalbano del Nord» e, se potesse, lo farebbe scrivere a Carlo Emilio Gadda. Ma pensa anche all' «universo di Carlo Castellaneta» e a una storia di detective ambientata sui Navigli da portare in tv. E l'idea di Ettore Albertoni, consigliere leghista del Cda Rai, di un personaggio televisivo del Nord, dopo il Montalbano di Camilleri, piace ai giallisti settentrionali che nelle strade di Bologna e Milano fanno vivere i loro protagonisti. «Ma non per controbilanciare il poliziotto siciliano», precisa Carlo Lucarelli, padre del commissario De Luca e del sovrintendente Coliandro. Piuttosto, spiega l'autore parmigiano, «per riscoprire tante buone storie e produrre buoni film, la bellezza di un romanzo non dipende dalla sua ambientazione». Lucarelli vedrebbe volentieri in tv il carabiniere Pietro Binda, maresciallo in pensione alla scoperta di delitti tra i quartieri di Brera e Baggio ideato da Pietro Valpreda e Piero Colaprico: «Una bella Milano che sarebbe bello portare in tv». E lo stesso Colaprico racconta come per i lettori sia «divertente trovare personaggi, luoghi e dialetti che conoscono». Anche se c' è il «rischio cartolina», avverte Andrea G. Pinketts, autore noir milanese: «Se la storia è troppo caratterizzata dal punto di vista geografico, anche Montalbano rischia di dare l' idea stereotipo della Sicilia che hanno i non siciliani, perciò penso che il commissario debba essere in movimento: il mio Lazzaro Sant' Andrea potrei farlo girare da Milano all' Umbria, e così potrebbe fare Camilleri». Che, per Renato Olivieri, ha il pregio di aver riaperto la strada ad altri commissari, in tv, anche del passato. «Mi piacerebbe - dice il padre del Commissario Ambrosio - rivedere il mio personaggio sullo schermo dopo quello cinematografico di Tognazzi, ma senza alcuna contrapposizione tra Nord e Sud». Anche a Franco Nero, protagonista di molti polizieschi degli anni '70, piacerebbe una fiction del Nord: «Perché no? La tv ha sfruttato sempre più il Sud: abbiamo sentito parlare romano, napoletano, siciliano, perciò ben venga qualche storia del Nord, ma solo se fatta bene e di qualità».

Voltattorni Claudia





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