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Autore Messaggio
sere91



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 09:50    Oggetto: Rispondi citando


ChiaraM ha scritto:
genziana sei il miglior addetto stampa che conosco Wink
i miei "grazie" non saranno mai abbastanza per ringraziarti
Smile Smile Smile Wink
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SERENA

"La bambina a scuola di danza potrà non diventare mai una ballerina professionista, ma la cortesia e la grazia così come la gioia del movimento, la toccheranno sempre.."
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 10:15    Oggetto: ALESSANDRO è il PRINCIPE CONSALVO ne I VICERE' di FAENZA Rispondi citando








      FEDERICO DE ROBERTO - Editore E/O collana Super

      LIBRO IN EDIZIONE SPECIALE : CON LE FOTO A
      COLORI TRATTE DAL FILM DI ROBERTO FAENZA


      SPECIALE PER LE SCUOLE - Scuole ed insegnanti che fossero interessati ad adottare
      o avere in visione il libro I Vicerè di Federico De Roberto, possono contattare l'E/O.

        Editore GREMESE collana 'Un film di...'

        I VICERE' - LA SCENEGGIATURA DEL FILM
        Interviste con Alessandro Preziosi, L. Buzzanca, C. Capotondi

Troverete i due libri nelle migliori librerie oppure potrete ordinarli in diversi siti internet



PROGETTO SCUOLE: all'uscita del film nelle sale dal 9 novembre 2007, sarà possibile
organizzare matinées per le Scuole usufruendo di un biglietto a prezzo di favore per gli
studenti, con ingresso gratuito per i docenti. SCRIVERE A progettoscuole@ivicere.it


        La Jean Vigo Italia ha attivato il numero verde 800089483
        per la prenotazione di matinées scolastiche in tutta ITALIA





        I VICERE' e R. Faenza a RADIO 24

Lunedì 19 novembre, dalle ore 9,00 alle 10.00, Roberto Faenza, regista del film “I Vicerè” uscito nelle sale il 9 novembre, Lietta Tornabuoni, critico de “La Stampa” e “L'Espresso”, il prof. Antonio Di Grado, ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Catania e insigne studioso dello scrittore Federico De Roberto e del suo romanzo al quale il film è liberamente ispirato, sono stati ospiti della trasmissione "Viva Voce" condotta da Alessandro Milan su Radio 24. www.radio24.ilsole24ore.com Dal pomeriggio sarà possibile riascoltare la trasmissione, www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/Viva-Voce/vicere-film-libro-faenza-19-11-2007.php?uuid=8c75fa2e-945d-11dc-b0c6-00000e251029&DocRulesView=Libero (Real Player) anche in podcast.


      Faenza e I Vicerè a Novaradio Città Futura

Lunedì 19 novembre, dalle ore 10,00 alle 10.30, Roberto Faenza regista del film “I
Vicerè
” uscito nelle sale il 9 novembre, sarà ospite di Novaradio Città Futura, la radio
dell'ARCI di Firenze su 101.5. www.novaradio.info .



            dal LIBRO al FILM : Firenze

Martedì 20 novembre 2007, alle ore 18.00 presso La Feltrinelli Librerie in Firenze
(via de' Cerretani, 30)
in occasione dell'uscita nelle sale del film “I Vicerè” di Roberto
Faenza
avvenuta lo scorso 9 novembre, il regista, l’attrice Larissa Volpentesta, la
prof.ssa Ernestina Pellegrini, la prof.ssa Elisabetta Bacchereti dell’Università degli Studi
di Firenze incontreranno il pubblico durante la presentazione della pubblicazione della
sceneggiatura del film, corredata da una prefazione di Faenza, interviste esclusive a
Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca e Cristiana Capotondi, un saggio di
Margherita Ganeri e da un prezioso inserto fotografico (Gremese Editore) e della riedizione del grande classico di Federico De Roberto da parte delle Edizioni E/O in un
volume arricchito da un’introduzione di Roberto Faenza, un intervento di Antonio Di
Grado e foto del film. INGRESSO LIBERO



        Faenza e I Vicerè a Radio Città Futura

Mercoledì 21 novembre, dalle ore 16,00 alle 16.30, Roberto Faenza regista del film
I Vicerè” uscito nelle sale il 9 novembre, sarà ospite in studio di Radio Città Futura.
www.radiocittafutura.it per le frequenze o per ascoltare l'incontro in diretta su internet.






Scopri “chi l’ha detto” e vinci la sceneggiatura de “I Vicerè”



Vinci una copia della sceneggiatura del film “I Vicerè” di Roberto Faenza. Accedi alla
sezione “EXTRA” del sito ufficiale del film e gioca a riconoscere le frasi del romanzo di
De Roberto. Vincerai una copia omaggio della sceneggiatura edita da Gremese.


Estratto Regolamento. Il gioco è disponibile da domenica 4 novembre a venerdì 30 novembre 2007;
saranno messe in palio 10 copie omaggio al giorno, fino ad esaurimento scorte.


Per partecipare: individua i 10 nomi corrispondenti ai personaggi che nel romanzo di Federico De Roberto
pronunciano le 10 frasi e invia una e-mail con le tue scelte nell’ordine esatto (es. frase 1 = personaggio 1)
a indovinalafrase@ivicere.it - oggetto: Vinci la sceneggiatura.






il SITO ufficiale www.ivicere.it è AMICO di ADRICESTA


          il topic : I VICERE' : IL FILM !!!


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L'ultima modifica di genziana il Lun Nov 19, 2007 10:58, modificato 4 volte
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sere91



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 11:06    Oggetto: Rispondi citando


grazie dei continui aggiornamenti! Smile Wink
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SERENA

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chiara ale



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 13:22    Oggetto: Rispondi citando


ciao ragazze mi è stato detto ke sul quotidiano di pescara c'è 1 articolo riguardo lo spettacolo di ale qui, ma non sono ancora riuscita a comprarlo, appena posso lo posterò qui... bacioni Very Happy Very Happy Very Happy
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^Gaia^



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 16:36    Oggetto: Rispondi citando


grazie giuly x le info Very Happy
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Annalaura93



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 18:36    Oggetto: Rispondi citando


Grazie di vero cuore per tutto!
un abbraccio
annalaura Embarassed
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Adry



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 20:58    Oggetto: Rispondi citando


Cinema e letteratura rappresentano un connubio di grande intuizione, un porto di prolifero scambio che attrae sceneggiatori e scrittori reciprocamente. Uno dei registi italiani che non ha mai nascosto la sua predilezione verso il mondo della letteratura, firmando molte pellicole legate a quest'arte di penna, è Roberto Faenza.

La pellicola "I Viceré" prevede due versioni: una cinematografica più corta ed una più lunga, per la televisione. Questa opera ha una sceneggiatura molto complessa, frutto di un difficile e lungo lavoro di trasposizione, una sceneggiatura scritta a quattro mani con Filippo Gentili, Andrea Porporati e Francesco Bruni. Il film racconta la storia di una potente famiglia catanese, gli Uzeda di Francalanza. Attraverso gli occhi di Consalvo, ultimo erede della casata, ripercorriamo le alterne vicende di questa grande dinastia. A far da sfondo, gli importanti stravolgimenti storici del tempo, come la transizione dal regno borbonico all’Italia Unita.

Nel cast Alessandro Preziosi e Cristiana Capotondi, protagonisti rispettivamente nel ruolo dei fratelli Consalvo e Teresa, insieme a Lucia Bosè (Donna Ferdinanda) e Lando Buzzanca (Principe Giacomo). Faenza dichiara di essersi voluto attenere fedelmente al testo del romanzo, che descrive con grande realismo il contesto storico in cui è calato l'intero racconto.

Il film è stato girato nell'estate del 2006 e le riprese sono iniziate presso la splendida cornice di Villa Chigi ad Ariccia - là dove Luchino Visconti girò "Il Gattopardo"- poi a Roma, per terminare in Sicilia. Il cast si trasferì quindi a Catania nelle sale di Palazzo Biscari, lo stesso nel quale lo stesso autore De Roberto aveva collocato la famiglia Uzeda. Il set si è poi spostato in via Crociferi e presso Villa Cerami, per poi fermarsi al mare tra Ragusa e Siracusa. Magnifici i costumi firmati da Milena Canonero, tre volte premio Oscar grazie a “Barry Lyndon” , “Momenti di gloria” e ‘Maria Antonietta’.

Insomma, "I Viceré" si presenta come un’opera grande ed ambiziosa, firmata da un regista di fine sensibilità, che riesce a scavare nel tessuto dell’anima con pacata maestria. La scommessa di questo film è certamente ardua, un' opera in costume, lunga e complicata, destinata addirittura a due versioni di fruizione ben diversa. Nonostante questo, Roberto Faenza crede fortemente nel progetto e aspetta il verdetto del pubblico.


http://www.film.it/articoli/2007/11/06/i-vicere.1529471.php
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Adry



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Messaggi: 3257
Residenza: provincia di Trapani

MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 21:04    Oggetto: Rispondi citando


Box office
Settimana dal 12 al 18 novembre


1 . Come tu mi vuoi € 2.179.363
2 . Lo spaccacuori € 1.852.113
3 . Ratatouille € 1.148.533
4 . The Bourne Ultimatum € 937.299
5 . Il caso Thomas Crawford € 511.242
6 . Giorni e nuvole € 490.106
7 . Elizabeth: The golden Age € 482.757

8 . I vicere' € 443.724

9 . La terza madre € 308.007
10 . Die Hard - Vivere o morire € 256.302


La commedia giovanile "Come tu mi vuoi" ha incassato 2.179.362 euro in soli 3 giorni di programmazione, battendo il comico Ben Stiller che, con "Lo Spaccacuori" (1.852.113 euro) si aggiudica un ottimo secondo posto. Scende due gradini il film d'animazione "Ratatouille" che però raggiunge quota 15.646.867 euro totali. "The Bourne Ultimatum" si aggiudica la terza posizione con 937.299 euro, seguito da "Il Caso di Thomas Crowford" che sale di due gradini e incassa 511.242 euro. Il film di Soldini, "Giorni e nuvole" è sesto con 490.106 euro, per un incasso totale di quasi 3 milioni di euro. "Elizabeth - The Golden Age" (482.757 euro) scende al settimo posto, seguito da "I Vicerè" di Faenza che non riesce a sfondare, accontentandosi di 443.724 euro. Flop per la "Terza Madre" di Dario Argento che scende velocemente al nono posto incassando 308.007 euro, mentre chiude la top ten l'action-movie "Die Hard" con Bruce Willis che guadagna 256.302 euro.
http://www.film.it/cinema/boxoffice/

p.s.considerato che il film e' stato distribuito in 120 copie e' già un grande risultato,non credete?
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genziana



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MessaggioInviato: Dom Nov 18, 2007 01:41    Oggetto: I VICERE' IL FILM DI ROBERTO FAENZA NEI CINEMA ITALIANI Rispondi citando


Cultura e Società ha scritto:



Sugli schermi in Italia
"I Viceré" di Roberto Faenza



Accese discussioni e diversi pareri critici hanno accolto l’uscita sugli schermi italiani de "I Viceré", un film diretto da Roberto Faenza e ispirato all’omonimo romanzo scritto da Federico De Roberto nel 1894. La saga di una nobile famiglia siciliana che riflette i mali di una società e di una classe politica, raccontata in un film nel quale spicca la straordinaria interpretazione di Lando Buzzanca nel truce ruolo del Principe Giacomo.

Il servizio di Luca Pellegrini:

Una sfida ritenuta impossibile: tradurre in immagini la saga siciliana dei Vicerè subito costretta – anche se da molti ritenuta un capolavoro nascosto –, ad un percorso letterario e artistico piuttosto accidentato, nel quale si è a sua volta inserito il film, epico e grandioso, diretto da Roberto Faenza. Criticato, dunque, e applaudito, accusato di infedeltà e di compiaciuto, commerciale ammiccamento alle difficoltà attuali della classe politica italiana: ed in effetti I Viceré contiene in embrione, come ha acutamente osservato Ernesto Galli della Loggia, “tutta l’antropologia del potere politico in Italia”. Dal punto di vista cinematografico, la vicenda scabrosa e passionale della nobile e arrogante famiglia degli Uzeda di Francalanza, al tramonto del Regno borbonico e all’alba di quello italiano dei Savoia, è stata trattata dal regista, pur con qualche inevitabile aggiustamento e semplificazione, con una encomiabile serietà artistica e produttiva, una attenzione rigorosa agli attori e ai particolari, situazioni che ricordano, non solo per i contenuti narrati, l’analoga avventura siciliana del ben più famoso Gattopardo. Il potere, insomma, ieri come oggi, è una temibilissima arma che può rivolgersi inaspettatamente contro chi lo detiene, ma, in fondo, triste constatazione, sono sempre i deboli ed i semplici a farne le spese. Questi, ed altri, i motivi che hanno convinto il regista italiano a realizzare un film così atteso e complesso.

Ascoltiamo Roberto Faenza:

Effettivamente questo romanzo doveva essere portato sullo schermo già dai tempi di Visconti, Rossellini e di tanti altri registi; poi per tante vicissitudini non è accaduto. Noi ci siamo riusciti, ma per pura fortuna. Effettivamente tutta questa polemica un po’ mi sorprende e al tempo stesso mi fa pensare che se un film alimenta tanta passione vuol dire che è un film che ha qualcosa da dire”.

Inoltre, Faenza ha dovuto anche affrontare, così come era accaduto allo scrittore del romanzo, l’accusa di anticlericalismo, dalla quale così si difende:

Io ho fatto un film, poco tempo fa, che è 'Alla luce del sole', su don Puglisi, e l’ultima cosa che vorrei fare al mondo è fare un film anticlericale. Penso che dentro al film ci siano delle cose un po’ scabrose che riguardano la vita in un monastero dei Benedettini a Catania ma questo perché si trattava di persone che venivano messe lì non per vocazione ma per opportunismo, il famoso opportunismo che permea tutto il film. Ecco, questo non ha nulla a che vedere con l’anticlericalismo, anzi potrebbe essere l’opportunità per riflettere su delle pratiche che sono all’opposto della religione”.

17/11/2007 15.25.05

audio originale: http://62.77.60.84/audio/ra/00093026.RM






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genziana



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MessaggioInviato: Dom Nov 18, 2007 02:22    Oggetto: I VICERE' IL FILM DI ROBERTO FAENZA NEI CINEMA ITALIANI Rispondi citando


- Culture - CINEMA - Visioni - ha scritto:



                I VICERE'


"Quando c’erano i Vicerè, i nostri erano Vicerè; adesso che abbiamo il Parlamento, lo zio è deputato", è una frase chiave del romanzo, che pur non essendo ripresa nel film, dà comunque il segno della storia.


di Diana Di Francesca

Odio e potere sono i perni intorno a cui ruota il film I Vicerè di Roberto Faenza, trasposizione filmica della saga scritta da Federico De Roberto e che, mezzo secolo prima di Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo, tracciava, attraverso la storia familiare degli Uzeda, discendenti dei Vicerè di Spagna, un quadro realistico e spiazzante degli intrighi e dei compromessi intorno a cui si compone il vasto affresco dell’Unità d’Italia.

"Quando c’erano i Vicerè, i nostri erano Vicerè; adesso che abbiamo il Parlamento, lo zio è deputato", è una frase chiave del romanzo, che pur non essendo ripresa nel film, dà comunque il segno della storia. Una storia feroce che vede il volto del potere e della sopraffazione manifestarsi, prima ancora che nella dimensione sociale, innanzitutto all’interno della cerchia familiare, dove nessun affetto e nessuna pietà riescono a contrastare l’avidità e il cinismo, il valore supremo del "bene del casato", costi quel che costi. Così il padre padrone, il principe Giacomo interpretato con maestria da un Lando Buzzanca tornato ai fasti dei suoi esordi (aveva iniziato da intenso interprete di Pirandello e poi come attore di Germi, Pietrangeli, Lattuada prima di passare alla commedia soft-erotica) procede con indifferenza in un percorso che lascerà una scia di sangue: allontana da casa i figli, trama ai danni del fratello per ampliare il patrimonio, distrugge la vita della devota moglie attratto da nuove nozze, costringe la figlia innamorata del cugino Giovannino a un matrimonio assurdo causando il suicidio del giovane e il suicidio morale della ragazza. Solo alla fine del film apprendiamo che il principe stesso è stato una vittima dell’educazione materna, che lo ha addestrato all’odio, convincendolo che "è l’odio a muovere il mondo, non l’amore".

E’, questo del potere esercitato all’interno della famiglia, un motivo ricorrente in De Roberto; nell’atto unico "Il Rosario" esso è sviluppato attraverso la figura della madre, la spietata baronessa carceriera e aguzzina delle sue figlie. Ma qui il dramma avveniva nel privato; il microcosmo della famiglia Uzeda è invece immerso nel vasto quadro della storia nel periodo dal 1848 al 1882 (ma nel film il racconto della voce narrante prosegue fino al 1918), un periodo quindi di grandi mutamenti e trasformazioni che tuttavia alla fine non sembrano mutare la sostanza delle cose. Gli ideali risorgimentali e le tensioni etiche finiscono con l’offuscarsi, e si apre la strada ai compromessi , alle abili alchimie , al presentarsi sulla scena di vecchi soggetti politici (nobiltà) o di nuovi e agguerriti rappresentanti del ceto borghese, che, con il loro egoismo e la loro assenza di morale bloccano la storia in "un monotono ripetersi di eventi" dove cambiano solo gli individui che tengono le fila delle cose ma non le cose stesse.

La storia privata e quella corale si fondono nel film senza disturbarsi a vicenda e il regista trova un ammirevole equilibrio nell’accordare personaggi e quadri d’insieme, dando di ognuno una efficace caratterizzazione psicologica , che solo qualche volta rischia l’insidia della macchietta. Particolarmente riuscita la complessa figura di Consalvo, con la sua contraddittorietà tormentata.

Come sempre quando un film riprende un romanzo, iniziano le polemiche su quanto quel romanzo sia stato tradito. Ma a parte l’ovvia considerazione che il linguaggio filmico e quello letterario non possono coincidere, un film ispirato a un romanzo è comunque un’opera nuova, una contaminazione; Roberto Faenza ha semplificato ma non banalizzato, ha cercato non di attualizzare forzando, ma di proporre una tematica che per certi versi risulta ancora attuale.

Certo, "la destra e la sinistra sono uguali" aveva un altro significato detto in quegli anni, prima quindi dei grandi movimenti operai e di altri fenomeni sociali, -anche se non può negarsi che tuttora la diversità dell’idea teorica non sempre si rileva nella pratica dei fatti. Certo,il "Garibaldi che prega" nel comizio di Consalvo che con amaro umorismo mette d’accordo tutto e tutti (in De Roberto è descritto mentre coltiva rose) è un po’ "outré", ma il discorso di fondo e la validità dell’opera rimangono.

Per questo risulta poco comprensibile l’accoglienza fredda e talvolta distruttiva riservata al film da tanta critica, anche quella che talora si "accontenta" rispetto ad opere meno significative; il film è stato escluso dalla Festa del Film di Roma, decisione che ha alimentato in taluno il sospetto che ancora una volta sui Vicerè abbia pesato l’accusa di anticlericalismo; certo le scene della descrizione della vita nel monastero e delle pratiche religiose legate alla superstizione nel film sono pesanti da digerire ma sono comunque bilanciate, a negare il pregiudizio, da personaggi dove la fede è vista nella sua innocenza e autenticità, come ad esempio don Carmelo.

E’ comunque riduttivo vedere il film solo "a una dimensione". I Vicerè oltre al registro realistico/fiction/mélo(che non è necessariamente un demerito) ne contiene uno più metaforico ed euristico; basti pensare all’atmosfera cupa e malata che il film riesce a creare con l’uso delle inquadrature e delle luci; basti pensare alle molte scene in cui i bambini, spettatori innocenti dello squallore e della sopraffazione, spiano non visti-esercitando l’unica loro forma di potere e di controllo-attraverso il gioco di porte appena socchiuse, il buco della serratura, la feritoia di un pavimento sconnesso. Viene in mente la frase ingenerosa di Tomasi di Lampedusa nei confronti di De Roberto, autore a cui egli deve moltissimo essendoglisi ispirato al limite del plagio per ambientazioni e situazioni,(ma mutando completamente il punto di vista: nostalgico e indulgente è Il Gattopardo quanto severo e giudicante I Vicerè):“De Roberto guarda la storia dal buco della serratura”-frase a cui Faenza ha cambiato segno facendone un punto di forza. Costumi, ambientazione, fotografia sono accurati e visivamente avvincenti, tutti straordinariamente bravi gli attori.

Intenso e drammatico, duro e crudele, il film cattura l’attenzione parlando alle emozioni con le vicende personali dei protagonisti, e alla ragione suscitando riflessioni con gli episodi legati alla storia. E lascia dentro un’inquietudine amara ma non rassegnata di fronte alla rappresentazione di una visione del mondo che è ancora quella enunciata dall’Adelchi manzoniano:

"Una feroce forza il mondo possiede e fa nomarsi dritto.../loco a gentile, ad innocente opra non v’è/non resta che far torto o patirlo".

venerdì 16 novembre 2007






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genziana



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MessaggioInviato: Dom Nov 18, 2007 02:53    Oggetto: I VICERE' IL FILM DI ROBERTO FAENZA NEI CINEMA ITALIANI Rispondi citando


FLASH VIDEO - Codec.tv - ha scritto:



Puntata 154 del 16 novembre 2007


      Presentazione del film "I Vicerè"


Tratto dall'omonimo romanzo di Federico De Roberto, censurato per oltre 100 anni, il film offre attraverso le vicissitudini della famiglia Uzeda "un' impietosa biografia di una nazione" (prendendo a prestito le parole dello studioso Antonio di Grado) nella quale in più di cent'anni sembra essere cambiato molto poco per ciò che concerne i vizi del potere (Stato, Chiesa e famiglia).

I dialoghi sulla politica e sulla necessità di cavalcare sempre il potere vincente, l'opportunismo dietro ad ogni alleanza sembrano frutto degli autori della sceneggiatura mentre sono invece parole presenti nel libro scritto nel 1894. Con questo film Faenza oltre a rendere omaggio a De Roberto realizza un ritratto grottesco del trasformismo della politica italiana che può essere visto come un prequel del film "Forza Italia!" del 1977, censurato per ventanni.

Sinossi:
A metà del ‘800, negli ultimi anni della dominazione borbonica in Sicilia e alla vigilia della nascita dello stato italiano, le esequie della principessa Teresa sono l'occasione per riunire i membri della famiglia Uzeda, discendenti dei Vicerè di Spagna.
Attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo, l'ultimo erede degli Uzeda, si svelano i misteri, gli intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni.
In lotta l'uno con l'altro, gli Uzeda si combattono per l'eredità della principessa defunta e per i desideri contrastanti di ognuno di loro e il piccolo Consalvo cresce così in una famiglia in perpetua guerra.



L'INTERVISTA IN VIDEO: ROBERTO FAENZA - 05/11/2007

www.flashvideo.it/movies/1718/154_16-11-2007_vicere.wmv (Windows Media Player)

www.flashvideo.it/movies/1718/154_16-11-2007_vicere.mov (QuickTime Player)







Radio Radicale.it - AudioVideo - ha scritto:



Speciale sul film "I Vicerè" di Roberto Faenza.


Ospiti:
Roberto Faenza, Massimo Onofri (docente di letteratura italiana contemporanea all'Università di Sassari), Lietta Tornabuoni (critico cinematografico dell'"Espresso" e della "Stampa").




ROMA, 17 novembre 2007 - Di Gianfranco Cercone - Durata: 21' 28''

Il film di Faenza che, come già il romanzo di Federico De Roberto da cui è tratto, getta uno sguardo dissacrante sulla Chiesa, sulla famiglia e sullo Stato, ha suscitato alla sua uscita violente polemiche.

www.radioradicale.it/modules/archivio/playmedia.php?IdIntervento=2180664&m=32

http://download.radioradicale.it/store-13/MP461155.mp3 (gli interventi in un file da salvare)







ha scritto:




              Eterni Viceré .


di Lietta Tornabuoni

Il bel film di Faenza resta fedele al romanzo pur tingendosi di
contemporaneità grazie alle prove d'attore su cui può contare




I Viceré di Roberto Faenza è il libero adattamento di un romanzo storico pubblicato nel 1894 dallo scrittore siciliano Federico De Roberto: una narrazione crudele, magnifica e sarcastica, tra il 1855 e il 1882 in Sicilia, d'una grande famiglia aristocratica d'origini spagnole, della chiesa e del tipico vizio italiano, il trasformismo politico.

Il tempo dei mutamenti (l'unità d'Italia di potere temporale del papa, l'inizio di una democrazia parlamentare) viene raccontato attraverso gli eventi famigliari degli Uzeda principi di Francalanza e Mirabella: un padre feroce che deruba i figli e li condanna al matrimonio di convenienza o al convento, alti prelati avidi, licenziosi e malvagi, donne schiacciate, voltagabbana anziani e giovani che si fanno eleggere deputati in partiti non conservatori per mantenere il proprio potere nobiliare.

"Ora che l'Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri"; "Pensi ancora alla destra e alla sinistra? Non vedi che i partiti vecchi sono finiti?"; "Dare libertà con l'ordine, realizzare le riforme legittime conservando le tradizioni, non presumere di colmare le casse dello Stato vuotando le tasche dei cittadini...". Sono le citazioni nelle quali al regista sembra di ritrovare il nostro presente, o magari la nostra storia.

Il romanzo (edizioni e/o) di oltre 700 pagine è anche molto divertente nella quantità di pettegolezzi famigliari. Il bel film è ovviamente più asciutto e resta al livello dello scrittore con lo stile sardonico e limpido, senza alcun tocco melodrammatico ma capace di tragicità; come il libro, concentra all'ultima parte la narrazione più esplicitamente politica; e la realizzazione dai valori produttivi perfetti è entusiasmante, così come risulta sorprendente e ammirevole la recitazione di Lando Buzzanca nella parte del principe capofamiglia. Soprattutto, il racconto si condensa nei personaggi: è la scelta più fedele e insieme più contemporanea.


'I Viceré'
di Roberto Faenza con Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi, Cristiana Capotondi, Lucia Bosé


(15 novembre 2007)






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grazie per gli articoli!
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Gloria93



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grazie Giuly
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*lisicris*



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MessaggioInviato: Dom Nov 18, 2007 12:35    Oggetto: Rispondi citando


Grazie mille di tutto!!!!
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^Gaia^



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MessaggioInviato: Dom Nov 18, 2007 19:38    Oggetto: Rispondi citando


grazie mille x l'info Giuly
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