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I VICERE' continuiamo a conoscerli insieme???
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Autore Messaggio
Adry



Registrato: 07/05/04 18:52
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MessaggioInviato: Lun Apr 03, 2006 20:30    Oggetto: I VICERE' continuiamo a conoscerli insieme??? Rispondi citando


"I VICERE'" DI FEDERICO DE ROBERTO.



Al centro di questo straordinario romanzo che ci occupa la mente e le mani per molte pagine di inaudita ricchezza - in quanto ad agganci con la storia e personaggi - si ritrova l’epopea d’una potente dinastia, la vicenda esistenziale, in buona sostanza, di un’antica famiglia catanese d’origine spagnola: gli Uzeda di Francalanza. E come sia venuto in mente, a De Roberto, di impiegare così poderosamente le proprie energie di letterato in un mondo di illustri personaggi che non ne apprezzavano il talento, è facile scoprirlo. Basta voltarsi indietro e guardare alla storia; volgere lo sguardo alla situazione sociale e politica in cui l'autore versava durante il processo di formazione del suo romanzo e immedesimarsi: un'epoca di cambiamenti, crisi, rinnovamento. L'opera che qui si analizza porta in sé un solo squarcio della lunga narrazione riguardante la vicenda genealogica degli Uzeda di Francalanza, venendo a costituire il secondo volume d’una trilogia che elenca in ordine d’uscita: L’illusione (1891), I viceré (1894) per l’appunto, L’imperio (1929, postumo).

Si diceva, dunque, che molte nobili menti, personalità di spicco e rilievo all’interno d’un insigne panorama letterario, non amarono De Roberto, né tanto meno la sua opera. Non si afferma che costoro ne lessero superficialmente le pagine, fraintendendo gli intenti dell’autore verista; si dice, comprendendo ancor di più la gravità del fatto, che ad un’attenta analisi la “fatica” de robertiana era apparsa fallimentare. Un nome tra tutti, Benedetto Croce, asseriva: «E’un’opera pesante, che non illumina l’intelletto come non fa mai battere il cuore (…)» (La letteratura della nuova Italia). Una stroncatura impietosa, senza via di fuga, schiacciante.

De Roberto fu troppo spesso e ingiustamente relegato sull’isola buia della sua arte indecifrata, trattato con sufficienza, superiorità e distacco; non certo da Verga e Capuana, amici e sostenitori, ma da tutti coloro che ne intaccarono l’immagine e che ancora oggi, nonostante l’importanza dell’autore nel quadro verista, fanno sì che nelle scuole non se ne studino a sufficienza o affatto le sorti. E per calarsi maggiormente in questa crudele verità, giova citare il commento di un apprezzato critico, Renato Serra, che nelle sue Lettere del 1913 scriveva: «(…) la sincerità di De Roberto non arriva ad essere originalità, e la sua fatica è più nobile e acuta che non veramente felice».

La vicenda dei principi di Francalanza, quindi, seppure infarcita degli avvenimenti storici del lontano Ottocento, a molti risultò e continua a risultare poco avvincente. Le meschinità, le inimicizie, la bramosia e l’antagonismo sono elementi immateriali, ma tuttavia palpabili di una scenografia entro cui si muovono numerosi “attori”, perennemente lacerati da conflitti intestini alla famiglia cui appartengono, incatenati tra loro dal solo privilegio della casta e dalla difesa di una esaltata superiorità sociale. Sopravvive, a movimentare uno sfondo altrimenti troppo monotonamente scontato, una sorta di germe della follia che svela la decadenza della razza. Ciascuno dei personaggi delineati, infatti, manifesta un eccesso di stranezza, fissazioni al limite dell’ossessione.

Da tutti è ormai ripetuto il necessario accostamento tra I Viceré di Federico De Roberto e Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, cosicché quando si parla dell’uno non si può non citare anche l’altro. In entrambi pare prendere respiro un certo cliché, lo schema precostituito del romanzo storico. In realtà, come anche sottolineava Geno Pampaloni in una delle sue recensioni, il paragone da cui si traeva la troppo spinta somiglianza tra le due opere sarebbe stato azzardato. E’ ormai noto alla critica, nonostante l'irruente querelle in merito, che Il Gattopardo sarebbe molto più autobiografico di quanto non si volesse far credere (forse da Lampedusa stesso), a scapito dell’attributo di “romanzo storico” da sempre affibbiatogli. Il vero romanzo storico della Sicilia del secondo Ottocento sarebbe, a ben guardare, proprio quello di De Roberto e le affinità con quest’ultimo andrebbero cercate, volendo farlo, non tanto in Tomasi di Lampedusa, quanto nella personalità, moralista, schietta e beffarda di Vitaliano Brancati, il quale, tra le altre poco note curiosità, si laureò proprio con una tesi su De Roberto.

Leonardo Sciascia, in un articolo apparso su «la Repubblica» nell’agosto del 1977 e intitolato Perché Croce aveva torto, esaltava le doti dell’autore de I Viceré condendo il suo commento con notazioni ironiche, ma scientemente calibrate: «(…) era difficile, nella scuola di allora, mandare al diavolo Croce e i crociati, la poesia e la non poesia, e leggersi I vicerè come poi durante la guerra li lessi, pensando che tanto peggio per la poesia, se poesia non c’era (…). "Se ci fossero cinquanta pagine in meno", sospiravano coloro che amavano il libro ma non volevano mancare di rispetto a Croce. E perché avrebbero dovuto esserci cinquanta pagine in meno? E quali poi?»

Una cosa è certa: l’opera de robertiana non passò inosservata; solo per questo, anche se ciò potrebbe suonare come riduttivo, ci si sentirebbe in dovere di giudicarla valida. Leonardo Sciascia scrive ancora: «Tecnicamente è un romanzo ben fatto, senza ingorghi e dispersioni. Una tecnica così sicura; un tempo e un ritmo tanto vigilato e costante, danno ai personaggi una situazione – per dirla con una espressione di Ortega – di “democrazia ottica».

Alla fine di tutto, in un guazzabuglio di situazioni, scene e personaggi, non si saprebbe dire quale si ricordi meglio, quale ne esca protagonista, unica voce a risuonare in mezzo ad un’infinita polifonia. I personaggi de robertiani sono messi tutti sullo stesso piano e ognuno, alternativamente, è prima comparsa, poi protagonista, in una serie di vicende che a loro volta sono ad un momento di contorno, a un altro fulcro della storia che le racchiude tutte. Sconcertante la freddezza, così come la precisione da chirurgo e la rudezza quasi schematica del certificato propria dello stile de robertiano, che mette ordine in un contenuto di per sé caotico, dal quale non si può venire a capo se non lasciandosi guidare dalla torcia illuminate della mano del nostro autore, che sputa frasi e crea casi da cui si entra ed esce con estrema e rapida facilità.

Un genio incompreso, un destino simile a quello incontrato da I vecchi e i giovani di Pirandello, il quale fu considerato una delle prove meno brillanti del “brillante” autore siciliano. «Evidentemente – scrive Vittorio Spinazzola ne Il romanzo antistorico – i lettori italiani, da una generazione all’altra, dall’ultimo Ottocento a metà Novecento, avevano una riluttanza profonda di fronte al tipo di discorso che i romanzieri siciliani si ostinavano a riproporre».

Noi concludiamo con il commento di Brancati, riportato nell’articolo di Leonardo Sciascia: «Sulla diversità di tono fra le pagine de I Viceré o dei Processi verbali e le nostre pagine, tutti sono in grado di giudicare. Lo possiamo anche noi ». E dieci anni dopo avrebbe aggiunto: «Così come tutti sono in grado di giudicare la somiglianza delle sue delusioni alle nostre. E lo possiamo soprattutto noi».


L'ultima modifica di Adry il Lun Feb 05, 2007 16:08, modificato 2 volte
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Adry



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MessaggioInviato: Lun Apr 03, 2006 20:33    Oggetto: Rispondi citando


INCIPIT DEL ROMANZO:

Giovanni, dinanzi al portone, trastullava il suo bambino, cullandolo sulle braccia, mostrandogli lo scudo marmoreo infisso al sommo dell'arco, la rastrelliera inchiodata sul muro del vestibolo dove, ai tempi antichi, i lanzi del principe appendevano le alabarde, quando s'udi' e crebbe rapidamente i rumore d'una carrozza arrivante a tutta carriera; e prima ancora che egli avesse il tempo di voltarsi, un legnetto sul quale pareva fosse nevicato, dalla tanta polvere, e ili cui cavallo era tutto spumante di sudore, entro' nella corte con assordante fracasso..
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Adry



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MessaggioInviato: Lun Apr 03, 2006 20:46    Oggetto: Rispondi citando


CHE NE DITE DI COMINCIARE A LEGGERE INSIEME IL ROMANZO ED INSIEME POI COMMENTARLO??
COSI' NON CI FACCIAMO TROVARE IMPREPARATI ALL'USCITA DEL FILM.. Wink

IO NON RIESCO AD ESSERE MOLTO PRESENTE SUL FORUM,MA MI PIACEREBBE COMUNQUE FAR DIVENTARE QUESTO TOPIC UN NUOVO PUNTO D'INCONTRO PER IL FORUM.
FORSE SONO UN PO' TROPPO AMBIZIOSA...MA NON DEMORDO...
CI SONO SICURAMENTE DELLE PERSONE DI BUONA VOLONTA' PRONTE A SOSTENERMI(FORSER DAISY...MARY27.... Rolling Eyes Rolling Eyes ??)
PER CHI NON AVESSE IL ROMANZO A CASA A QUESTO LINKhttp://bepi1949.altervista.org/biblio5/vicere/vicere.htm E' POSSIBILE LEGGERLO E SCARICARLO....
Wink
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Adry



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MessaggioInviato: Lun Apr 03, 2006 20:49    Oggetto: Rispondi citando


CURIOSITA'....


Proverbi e citazioni tratti da "I Vicerè"
(in ordine alfabetico)


- Al cuore non si comanda. parte seconda - cap. 9

- Al popolo (al gregge) s'ha da buttargli la polvere agli occhi! parte terza - cap. 7

- Amarsi come cani e gatti. parte terza - cap. 3

- Andarci coi calzari di piombo. parte seconda - cap. 4 / parte terza - cap. 9

- Cada Sansone con tutti i filistei. parte terza - cap. 9

- Cento ladri non possono spogliare un nudo. parte prima - cap. 6

- Chi è causa del suo mal pianga se stesso. parte seconda - cap. 9

- Chi la fa l'aspetta. parte seconda - cap. 7

- Chi ne ha ne spende! parte terza - cap. 7

- Chi presta senza pegno perde i denari, l'amico e l'ingegno. parte prima - cap. 3

- Chi rompe paga, e neppure i cocci sono suoi. parte prima - cap. 8

- Coi piedi in due staffe. parte terza - cap. 5

- Contare come il due di briscola. parte prima - cap. 1

- Cuocere nel proprio brodo. parte prima - cap. 6

- Darsi la zappa sui piedi. parte terza - cap. 3

- Dove più insistente si cammina a nome del principio utopista, .... parte seconda - cap. 3

- Fare di ogni erba un fascio. parte prima - cap. 8

- Fare il conto senza l'oste. parte seconda - cap. 4

- Fare l'arte di Michelasso: Mangiare, bere e andare a spasso. parte I - cap. 6 / parte II - cap. 3

- Fare orecchio da mercante. parte prima - capp. 2 - 7

- Gettar polvere agli occhi. parte terza - cap. 5

- Giuoco di mano, giuoco villano!. parte prima - cap. 8

- I nodi vennero al pettine. parte prima - cap. 6

- Il gregge ha sempre avuto bisogno di un pastore... parte terza - cap. 6

- La volpe, quando non potè arrivare all'uva, disse che era acerba. parte prima - cap. 2

- L'anima a Dio e la roba a chi spetta! parte terza - cap. 7

- L'appetito vien mangiando. parte seconda - cap. 7

- Le male nuove le porta il vento! parte terza - cap. 7

- Le vie della Provvidenza sono infinite. parte seconda - cap. 8

- L'ideale della democrazia è aristocratico. parte terza - cap. 6

- L'uomo tanto più vale quanto più sa. parte prima - cap. 4

- Meglio porco che soldato. parte prima - cap. 3

- Mettere bastoni tra le ruote. parte terza - cap. 5

- Mettere l'esca accanto al fuoco. parte terza - cap. 3

- Navigar tra due acque. parte prima - cap. 3 / parte seconda - cap. 9

- Ne sa più un pazzo in casa propria che un savio nell'altrui. parte prima - cap. 3

- Nel più c'è il meno. parte seconda - cap. 6

- Nessuna nuova, buona nuova. parte terza - cap. 7

- Non mettere il carro avanti ai buoi. parte prima - cap. 7

- Oggidì (1875 ca) la volontà dei parenti non ha pei figli forza di legge. parte terza - cap. 5

- Ora che l'Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri. parte seconda - cap. 8

- Pan per focaccia. parte terza - cap. 9

- Passa Savoia! parte prima - cap. 6

- Quando il diavolo ci mette la coda. parte terza - cap. 3

- Quando il fondo è buono, non bisogna disperare. parte terza - cap. 7

- Rendere pane per focaccia. parte prima - cap. 6

- Riderà bene chi riderà l'ultimo! parte seconda - cap. 1 / parte terza - cap. 9

- Salute a noi! parte terza - cap. 4

- Salvar capra e cavoli, servir Cristo e Mammone. parte seconda - cap. 4

- Solo alla morte non c'è rimedio. parte prima - cap. 7

- Tenere il sacco ai ladri. parte seconda - cap. 6

- The right men in the right places. parte terza - cap. 9

- Tirare l'acqua al proprio mulino. parte prima - cap. 6

- Tutto ciò che il padrone fa è ben fatto. parte seconda - cap. 5

- Tutto si paga! parte terza - cap. 7

- Un colpo al cerchio e un altro alla botte. parte prima - capp. 1 - 3 - 8 / parte seconda - cap. 1

- Vedere una festuca negli occhi degli altri e non la trave nei propri. parte terza - cap. 7

- Venuti i nodi al pettine. parte prima - cap. 3

- Volere la botte piena e la moglie ubriaca. parte terza - cap. 9
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ale



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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 14:56    Oggetto: i vicerè cominciamo a leggerli insieme? Rispondi citando


Carissina Adry ma non sarebbe il caso di avere conferma ufficiale della partecipazione di Alessandro a questo progetto?
Aspettiamo da qualche parte o dal diretto interessato notizie in merito...
Doni
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NIC



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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 19:23    Oggetto: Rispondi citando


ale commenta :

Citazione:

Carissina Adry ma non sarebbe il caso di avere conferma ufficiale della partecipazione di Alessandro a questo progetto?


....e xché mai??????????????

se 'il progetto' verrà finalizzato NE SAREMO TUTTE SUPER FELICI E PRIMO FRA TUTTI ALESSANDRO STESSO, suppongo.....
ma IL TEMA, IL SOGGETTO, ecc. ecc. RESTANO CMQ ARGOMENTI CURIOSI E DI GRANDE INTERESSE

Forza Adry e C. continuate con la documentazione x ns piacevolissima lettura!

GRAZIEEEEEEEEEEEEE !

NIC
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....non sono niente, non sarò mai niente, non posso voler essere niente, a
parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo

(F. Pessoa)
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Danielita



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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 20:30    Oggetto: Rispondi citando


Adry mi trovi impreparata. Non ho il libro in casa, magari alla prima uscita in libreria lo compro. L'idea del topic mi piace e lo seguirei volentieri nella sua evoluzione!!!!
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mari27



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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 21:36    Oggetto: Rispondi citando


In questo periodo non posso essere presente sul forum, anzi molto poco!
questa sera ci sono quasi per caso, purtroppo....
ma.......

"I vicerè"!...ho amato moltissimo questo romanzo, è il genere che amo di più, l'intreccio fra storia, romanzo, politica,"affresco" sociale e culturale e il racconto di vite, illusioni, lotte di chi ci ha preceduto.
In particolare ricordo che scrissi un ottimo tema all'esame di maturità ( ....in un tempo ormai lontanissimo) che mi valse un otto e mezzo in italiano, sulla storia e sulla società del Sud nell'Italia post unitaria della seconda metà dell'ottocento e dei primi del novecento, periodo storico - sociale in cui è ambientato "I Vicerè".
Ho amato molto questo libro così come ho amato i grandi autori siciliani, dal verismo di Verga a Capuana, al Gattopardo di Tomasi di Lampedusa al grande...grandissimo Pirandello.

( Trovo che certi temi del Gattopardo, vengano ripresi e approfonditi
ne I Vicerè)

Sono passati molti anni da quando l'ho letto l'ultima volta ma
c'è un elemento centrale che ricordo:
i meccanismi della corsa al potere politico ed al potere in generale, sono sempre gli stessi, somigliano spaventosamente a quelli di oggi dopo un secolo e mezzo!
.....forse perchè mettono in luce, sottolineano alcuni aspetti della natura umana che sono purtroppo insiti in essa: l'ambizione, la voglia di prestigio, la sete di potere e di comando.
Da quello che ricordo il libro racconta appunto la "scalata al potere " politico di un nobile siciliano, di un "gattopardo" che in questo caso...non è più tanto....gattopardo!
Un'altra cosa che ricordo è la grande disillusione con cui termina il libro.

Ciao, Adry! ...e ciao a tutte!

Grazie per avermi fatto ...rispolverare I Vicerè!!!


***
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cianipat



Registrato: 10/07/04 00:05
Messaggi: 4824

MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 22:36    Oggetto: Rispondi citando


Adry,
hai fatto bene ad aprire questo topic, almeno una come me che non ricordava assolutamente questo romanzo avrà modo di rinfrescarsi le idee! Laughing
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daisy



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MessaggioInviato: Mar Apr 04, 2006 23:39    Oggetto: Rispondi citando


ho trovato delle informazioni, ma sono uguali a quelle di Adry...io però non l'ho ancora letto...non ho capito bene: c'è in ballo un film con Ale?

Wink

Gio
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maya



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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 07:36    Oggetto: Rispondi citando


Ebbene si,cara Gio,sembra proprio che ci sia un film in programma.L'ha detto Ale da Costanzo.Se tutto va bene le riprese dovrebbero iniziare a luglio,mentre ad aprile cominceranno quelle della "masseria delle allodole" dei fratelli Taviani......sempre col punto interrogativo Wink

Avanti comunque,questo topic è bello a prescindere dalla partecipazione di" Cristoforo" ai film.Baci Very Happy

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Adry



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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 10:23    Oggetto: Rispondi citando


grazie care amiche...sapevo di poter contare sul vostro sostegno... Laughing Laughing Laughing Laughing
io il romanzo l'ho letto tempo ma lo sto sto "rispolverando"in questi giorni.... Very Happy
piu' tardi inserisco qualche notizia sulla trama.
E' vero....ancora non si hanno notizie ben precise sul film,pero' sono strasicura che il personaggio che verra' affidato ad Alessandro sara' quello del Principe Consalvo protagonista nella seconda parte del romanzo,che diventera' protagonista assoluto nel prosieguo de I VICERE',cioe' L'IMPERIO,rimasto incompiuto.
Per Mary 27:anch'io trovo I VICERE' molto simile al Gattopardo,il mio libro preferito...(a proposito,voi lo vedreste Ale nel ruolo dell'affascinante Tancredi in un rifacimento del film di Visconti??io si' Laughing Laughing );pero' direi che e' stato piuttosto Tomasi ad ispirarsi a De Roberto,visto che il suo romanzo fu scritto molti anni dopo....o meglio ancora,entrambi hanno saputo cogliere la vera essenza della societa' nobiliare siciliana di fine Ottocento che era stata travolta dai cambiamenti dopo la nascita dell'"Italia unita".
Per Daisy:si' e' stato lo stesso Ale a dire che partecipera' a I Vicere'.Di questo progetto ormai si parla da molti anni,e finalmente a quanto pare verra' portato a compimento.
Se vuoi qualche notizia ho inserito qualcosa sul topic dei giornali....
INOLTRE PIU' SOPRA,IN QUESTO TOPIC, HO INSERITO IL LINK OVE E' POSSIBILE SCARICARE PER INTERO IL ROMANZO DI DE ROBERTO,MA NON SOLO....
SI TRATTA DEL SITO DE "LA BIBLIOTECA DI BABELE".


A PRESTO....
ED INTANTO...BUONA LETTURA,se vorrete farmi compagnia.... Wink
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 13:08    Oggetto: DE ROBERTO E I SUOI LIBRI Rispondi citando



Adriana cara e Carissime tutte,

Arrow se siete interessate ai LIBRI SCRITTI DA FEDERICO DE ROBERTO SONO DISPONIBILI GRATIS SU INTERNET perché non ci sono più diritti d'autore da far valere, pare.
Exclamation Per esempio nel sito www.romanzieri.com SONO (16) IN FORMATO E-BOOK PER MICROSOFT READER (gratuito da scaricare dal sito Microsoft e leggete il libro pagina per pagina come un libro virtuale)
o (5 libri) FORMATO .RTF o .TXT PER MICROSOFT WORD e WordPad e Blocco Note nel sito http://www.liberliber.it/biblioteca/d/de_roberto/index.htm
Idea Sono siti sicuri e cliccatissimi anche per trovare gli scritti di altri autori del passato o del presente, affermati o esordienti, noti o da scoprire.



Alessandro, ospite de "Il Diario" di Maurizio Costanzo la scorsa settimana, ha accennato a progetti futuri per il Cinema, ma mentre per la sua partecipazione a "La masseria delle allodole" dei fratelli Taviani si è detto certo, per "I Vicerè" di Faenza ha aggiunto che è un progetto di cui se ne parla da anni (infatti in un articolo non recente ho letto che era un film che voleva fare Visconti, anche alla sua memoria verrebbe dedicato il primo ciak). On line pare ci sia ancora massimo riserbo sui protagonisti di entrambi i film, per ora quindi l'unico annuncio rimane quello televisivo di Alessandro, non ripreso da altri media a quanto mi risulta al momento: fiducia quindi nella parola del Capitano e intanto leggiamo un libro scritto da un grande amico di Giovanni Verga e Luigi Capuana, prima collaboratore di diversi giornali di fine '800 (anche direttore) e pensate uno di questi si chiamava... "Il Capitan Cortese"... le coincidenze care ad Alessandro esistono davvero!


Volete saperne di più (a proposito di Federico De Roberto intendo Wink ) allora... continuate a leggere e SCRIVERE in questo Forum Very Happy non esistono controindicazioni, anzi giova alla salute Laughing Parola mia Embarassed Giuly

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ellebi



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MessaggioInviato: Mer Apr 05, 2006 13:45    Oggetto: Rispondi citando


Intanto ieri ho visto i VICERE' in libreria e l'ho comprato...se Alessandro girera' il film (come mi auguro!) , me lo vedro' con piu' consapevolezza, altrimenti vorra' dire che ho riscoperto un romanzo che avevo solo sentito nominare.
Mi sembra di ricordare (correggetemi se sbaglio) che Roberto Faenza abbia gia' girato un film in Sicilia, tratto dal romanzo della Maraini, cioe' Marianna Ucrìa. Sia il romanzo, sia il film erano molto belli anche se ambientati nel'700.
Se puo' interessare qualcuno vi faro' sapere se il libro mi e' piaciuto oppure no.
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Adry



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MessaggioInviato: Gio Apr 06, 2006 15:16    Oggetto: Rispondi citando


grazie per il sostegno care amiche Very Happy .
E' vero Giuly per la buona lettura non ci sono controindicazioni....
Per Ellebi:Faenza e' un regista torinese di grande successo.
Ha firmato tra gli altri:Jona che visse nella balena,ed il recente Alla luce del sole,sulla vita di Don Pino Puglisi.


L'ultima modifica di Adry il Sab Giu 23, 2007 21:10, modificato 1 volta
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