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PREZIOSI • AMLETO 2009|2010 • Pescara\Ist.Manthonè/ADRICESTA
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genziana



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MessaggioInviato: Mar Feb 09, 2010 20:59    Oggetto: A. PREZIOSI dal 9 al 14/2/2010 'AMLETO' T. Donizetti BERGAMO Rispondi citando




ha scritto:



Martedì 09 Febbraio 2010 - L'ECO di Bergamo - SPETTACOLI - pagina 44




La prima volta (o, almeno, la prima volta che ricordiamo noi) che Alessandro Preziosi calcò le scene del Teatro Donizetti fu proprio con Amleto. Fu una decina d'anni fa, nell'Amleto che Antonio Calenda diresse per lo Stabile di Trieste: l'attore napoletano (ma si è formato all'Accademia dei Filodrammatici di Milano), allora neppure trentenne, interpretava il ruolo di Laerte. Stasera il 37enne Preziosi torna nei panni di Amleto, nello spettacolo diretto da Armando Pugliese, in scena al Donizetti fino a domenica nell'ambito della stagione di prosa. Nel frattempo, Preziosi è divenuto un divo (a partire dalla serie-tv Elisa di Rivombrosa, diretta da Cinzia Th Torrini, per cui vinse pure un Telegatto), ed è uno degli attori più richiesti dalla tv e dal cinema nostrani. Ha anche deciso di rendersi indipendente in teatro, fondando la sua casa di produzione Khora. L'abbiamo intervistato.

Torna al Teatro Donizetti come attore e produttore di questo Amleto. Quanto pesa il doppio ruolo?
«È una scelta che ho fatto una decina d'anni fa, in modo del tutto consapevole, con un amico come Tommaso Mattei. Mi ha dato la libertà di svolgere il mio percorso in modo indipendente, mantenendo il controllo sul mio lavoro in tutti i suoi aspetti. Intendiamoci: ho ottimi ricordi di quando recitavo allo Stabile di Trieste sotto la regia di Antonio Calenda, nei shakespeariani Amleto e Re Lear come in Agamennone, Coefore ed Eumenidi di Eschilo. Ma la situazione del teatro italiano non è sempre così felice ed io, in generale, avevo voglia di realizzare qualcosa di cui sentirmi responsabile fino in fondo».

Chi è il suo Amleto?
«È un uomo tanto superiore rispetto a chi lo circonda da non riuscire ad incidere sulla realtà, fino a precludersi l'azione. Amleto è diviso dagli altri, da tutti gli altri, da un gap che è anche sociale, morale e psicologico, oltre che culturale ed intellettuale. Per questo non riesce ad aderire non solo alla logica della vendetta, che sembrerebbe dispiegarsi in modo così naturale, ma anche alla realtà che lo circonda. Questo è il punto: Amleto non riesce a provare sentimenti commisurati alla realtà in cui è immerso, ma solo pensieri e strategie verbali con cui differisce un'azione che sa essere necessaria».

Lei propone un teatro impegnato che sia, per dirla con Amleto, una «trappola per le coscienze». Ma Amleto, che si porta dietro secoli di tradizione e abitudine interpretativa, riesce ancora a mettere a nudo la coscienza degli spettatori?
«Dipende dall'onestà di chi lo propone e di chi vi assiste. Onestà intellettuale e morale, intendo. Certo, una tragedia come Amleto pone in primo piano il problema della coscienza e del suo legame con l'azione. Assumere consapevolezza della propria condizione e della realtà è il primo passo, ma poi deve seguire l'azione. Difficile eludere questo nodo, se si partecipa in modo sincero ad Amleto, che si sia spettatori o semplici lettori».

Lei ha raggiunto la grande popolarità nella fiction televisiva, sceglie con accuratezza i ruoli che le propongono al cinema e, in teatro, agisce in prima persona come produttore-attore. Non ha mai avuto timore di rivelare un volto diverso da quello che i suoi fans si aspettano?
«Rispetto chi mi segue se resto coerente nelle mie scelte e nel mio percorso. Il teatro è centrale per me, perché è l'unico posto in cui posso esprimere davvero me stesso e una mia visione, perché è il mestiere che ho scelto e perché è rimasto uno dei pochissimi luoghi in cui le persone si incontrano liberamente per scambiarsi idee, sentimenti, emozioni ed opinioni. E per riflettere sulle cose. Con una battuta, potrei dire che spendo in teatro quanto ho acquisito in televisione».

Ad alcuni suoi colleghi l'immagine televisiva o il ruolo di «star» è talvolta pesato. A lei non è mai successo?
«Francamente no. Sono contento di ciò che ho realizzato in tv e sono anche grato: è la popolarità di Elisa di Rivombrosa che mi ha permesso di effettuare le scelte degli ultimi anni, che ha riempito i teatri soprattutto nei primi tempi, che mi ha dato mezzi e visibilità per dare una sterzata alla mia carriera. Ma non ho mai fatto una malattia del successo, né ho timore di venire rinchiuso in qualche cliché. Ciò che ho fatto dopo e continua a fare parla per me, credo».

Pier Giorgio Nosari





La scheda

UN CAPOLAVORO




IL PERSONAGGIO PIU' FAMOSO
Lo scrisse un grande storico di teatro, un giorno. Amleto è, con Arlecchino e forse ormai più di Arlecchino, il personaggio più famoso al mondo: l'unico che conoscono anche coloro che non vanno a teatro. E allora c'è un senso in più, in questo «Amleto» prodotto e recitato da Alessandro Preziosi, e diretto da Armando Pugliese: non solo la volontà di un attore ambizioso di completare una casella del proprio «cursus honorum», non solo l'immutato fascino dell'Amleto di Shakespeare, ma anche la volontà di interpellare il pubblico attraverso un (anti)eroe ben conosciuto da tutti.



UNA SCOMMESSA DA VINCERE
In questa scommessa, Preziosi investe credito e popolarità (e denaro) acquistati in televisione e al cinema. E lo fa con una rilettura che isola Amleto dagli altri personaggi, esaltandone la superiorità culturale e intellettuale, ma anche la solitudine e l'inadeguatezza. Lo spettacolo debuttò due anni fa al Teatro Romano di Verona, durante l'Estate Teatrale: con Preziosi recitavano Franco Branciaroli (nei panni di Claudio) e Silvio Orlando (Polonio), oggi sostituiti da Francesco Biscione e Ugo Maria Morosi. Sono rimasti nel cast Carla Cassola e Silvia Siravo. Le scene sono di Andrea Taddei, i costumi di Silvia Polidori. Preziosi torna nei panni di Amleto, dopo essere divenuto un divo (a partire dalla serie-tv «Elisa di Rivombrosa», diretta da Cinzia Th Torrini, per cui vinse pure un Telegatto), ed è uno degli attori più richiesti dalla tv e dal cinema nostrani. Ha anche deciso di rendersi indipendente in teatro, fondando la sua casa di produzione Khora.



TUTTI I PUNTI DI VISTA
La storia è ben nota. Il re Amleto muore, ma il figlio Amleto non sale al trono: a cingere la corona è invece lo zio Claudio, che sposa la regina. Al dolore per l'usurpazione e il quasi-incesto, Amleto aggiunge la coscienza che il padre è stato ucciso proprio da Claudio: c'è tutto per scatenare la vendetta, ma Amleto esita.
Sulle motivazioni, si discute da quattro secoli da punti di vista filosofici, politici, religiosi, psicanalitici. In una certa misura, Shakespeare li giustifica tutti. Da qui parte anche questo «Amleto», per dare la sua versione. Fino a domenica.
Orari: feriali ore 20,30, festivi 15,30. Info: www.donizetti.it , tel. 035-4160678.








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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 16:01    Oggetto: A. PREZIOSI dal 9 al 14/2/2010 'AMLETO' T. Donizetti BERGAMO Rispondi citando




ha scritto:




    L’Amleto di Preziosi: solo al centro del mondo


Il regista Armando Pugliese offre una lettura moderna e intrigante del testo di Shakespeare, senza perdere profondità

Colonna sonora di Zero P.M. e Massive Attack. Il divo tv calamita l’attenzione degli oltre 900 spettatori del Donizetti





Irresistibile Amleto. Si può rileggerne la vicenda, tagliarne il testo, velocizzarne l’azione, razionalizzare alcuni passaggi: è ciò che ha fatto Armando Pugliese, nell’adattare e dirigere l’Amleto di Shakespeare per Alessandro Preziosi e la sua casa di produzione, nella versione in scena al Teatro Donizetti e vista al debutto martedì sera. Ma il principe di Danimarca resiste ad ogni trattamento. Alla fine riemerge sempre, anche negli aspetti che si sono attenuati. E ci ricorda che la sua non è semplicemente una delle storie fondanti della modernità, ma un palinsesto che, sotto ogni stesura, conserva le tracce delle precedenti.
Questa edizione – che ci persuade di più nell’attuale formato da tournée che al debutto di due anni fa, quando Preziosi era affiancato da Franco Branciaroli e Silvio Orlando – concentra tutta l’attenzione sul malinconico principe. Ne rimarca la separazione dagli altri personaggi, e la sua solitudine: nessuno è alla sua altezza, nessuno è degno di dividere i suoi piani e gli affanni (tranne un poco Orazio, il testimone designato), nessuno può tenergli testa sul piano intellettuale e dialettico.
Con una conseguenza: troppa superiorità è paralizzante, come già suggeriva Coleridge.
Eppure questa interpretazione neoromantica, che riporta tutto (vedremo come) all’«io» del protagonista, non cancella i piani di lettura che lo stratificato testo di Shakespeare ha generato. Quanto più l’Amleto di Preziosi si chiude in se stesso, tanto più acuto si fa il problema della relazione con gli altri: la donna amata, gli amici più cari (due dei quali ben disposti a tradirlo), la madre e lo zio. Quanto più Amleto si isola nella sua unicità, tanto più si nota un’appartenenza generazionale: lui è il giovane erede al trono, usurpato da una Danimarca di vecchi. Quanto meno Amleto insinua pulsioni irrisolte verso madre, padre defunto e zio fratricida, tanto più sale il sospetto sulle sue implicazioni psicologiche. Quanto meno Amleto sottolinea i temi dell’onore e del potere, tanto più l’usurpatore Claudio appare un meschino golpista e Polonio il classico «bojardo di Stato», buono per tutti i regimi.
Non è un limite dello spettacolo, anzi. Le grandi opere, che vantano una così lunga e densa tradizione interpretativa, sono così: più le si riduce all’osso e più se ne avverte «l’intero», per forma mentale. Questo Amleto ne tiene conto, e gioca con tanta più sicurezza tre carte: la concentrazione del testo, la focalizzazione sul suo eroe eponimo, la ricerca di un ritmo rappresentativo più serrato e in sintonia con un pubblico più ampio e popolare. Il tutto, verso una spettacolarità più immediata.
Il risultato incontra i gusti degli spettatori (più di 900 martedì al Donizetti), che applaudono a lungo. Ma non è solo per questo che lo spettacolo è riuscito. Il fatto è che di un testo (e a maggior ragione di un testo stratificato, consuntivo e congetturale, come quello di Amleto) si può fare ciò che si vuole. A patto di mantenere una coerenza nel profilo, nelle intenzioni e nella realizzazione.
Così questo Amleto si desta tremante in un letto che pare d’ospedale, dentro una scena (sempre quella, firmata da Andrea Taddei) che rinvia a certi stanzoni da casa di cura fine-800: non c’è lo spettro del padre, ma una voce che gli parla direttamente nella testa e si manifesta come una lama di luce, un bagliore. Il dramma è tutto nella sua testa alienata?
Forse. Ciò spiega certe nevrotiche accelerazioni o omissioni. O l’aspetto da teatrino mentale di certe scene. O la contrapposizione tra gli abiti bianchi (da ricoverato? O da fantasma?) e quasi moderni di Amleto e i neri costumi secenteschi (di Silvia Polidori) degli altri personaggi. O l’azzeccata colonna sonora tratta dai Massive Attack e Zero P.M. O il fatto che lo spettacolo sia un arco verbale gettato tra quel risveglio da incubo (in cui Amleto comprende chi ha ucciso il padre e perché) e il duello finale da ecatombe sacrificale: gli attori poggiano letteralmente sulle parole di Shakespeare, visto che l’impiantito della scena riproduce il titolo del «secondo quarto», cioè la seconda edizione a noi pervenuta dell’Amleto, risalente al 1604.
Ecco, gli attori. Preziosi – che una volta si sarebbe detto attore di temperamento, energico e presente a se stesso – è il fulcro intorno a cui tutto ruota, per esigenze registiche oltre che primattoriali: anche per questo persuade questo cast, rispetto al debutto. Come persuade il Polonio un po’ gigione, che a tratti pare un Balanzone espatriato, di Ugo Maria Morosi. La ruvida Gertrude di Carla Cassola. La delirante Ofelia di Silvia Siravo. Il ringhioso Claudio di Francesco Biscione. Questo Amleto non modificherà la nostra percezione di Shakespeare, né gli equilibri della nostra scena. Ma è un buon lavoro, in cui ogni elemento è al suo posto, il disegno è lucido e coerente, il pubblico si diverte.
Fino a domenica. Info: www.donizetti.it - tel. 035- 4160678.

Pier Giorgio Nosari





DALLA TV AI CLASSICI



Alessandro Preziosi, noto per le sue interpretazioni in numerose fiction tv, tra cui «Elisa di Rivombrosa», qui al Donizetti interpreta il ruolo del protagonista ed è il fulcro dell’«Amleto» di Shakespeare, al quale la regia di Armando Pugliese dona un’interpretazione moderna, intrigante ed essenziale (fotoservizio Yuri Colleoni)














CONTRASTI DI COLORE

È forte il contrasto cromatico che si crea sulla scena tra gli abiti bianchi indossati in scena da Amleto (da ricoverato o forse da fantasma) e i neri costumi secenteschi di Silvia Polidori che sfoggiano tutti gli altri personaggi




Giovedì 11 Febbraio 2010 - L'ECO DI BERGAMO - SPETTACOLI, pagina 51







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cinzia76



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 16:07    Oggetto: Rispondi citando


Grazie Giuly Wink !Bellissime queste foto Very Happy !
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claudia_napoli



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 16:12    Oggetto: Rispondi citando


Che buonissima critica!!!

Finalmente se ne sono accorti di quanto è bravo Alessandro!!! Wink Wink

Posso fare una battutina???? Noi tifiamo Alessandro Tièèèèè Laughing

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Con tutto l'oro del mondo non si può comprare il battito del cuore, nè un lampo di tenerezza-de Lamartine
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pascale61



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 16:15    Oggetto: Rispondi citando


Buongiorno Genziana bella foto del nostro Alessandro. Bise. Smile
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nenepdl



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 16:23    Oggetto: Rispondi citando


grazie infinite Giuly!
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 16:43    Oggetto: A. PREZIOSI dal 9 al 14/2/2010 'AMLETO' T. Donizetti BERGAMO Rispondi citando




      "AMLETO" al Teatro Donizetti di BERGAMO

      spettacolo applauditissimo e tutto esaurito

      per le repliche dal 9 al 14 febbraio 2010 !!!







Intervista con ALESSANDRO PREZIOSI 3' Bergamo Notizie

www.ecodibergamo.it/videos/Video/4031/#top_galleries .10/2/10







nel foyer del teatro ci accoglierà sempre il desk di ADRICESTA Onlus
ed è proprio la cara Doni (nonna-bis!) a darcene notizia tramite sms

ringrazio pregandola di applaudire e salutare ALE a nome del Forum!



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pattyFI



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 19:22    Oggetto: Rispondi citando


Che belloooo!!!!lo sapevo che Ale avrebbe finito alla grande!!!!!
e come ti ho detto domenica scorsa.....STREPITOSO!!!

Grazie Giuly, sei mitica!
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Donare un sorriso ad un bambino malato è un atto d'amore!



Io e te che facemmo invidia al mondo, avremmo vinto mai contro un miliardo di persone! [Mille giorni di te e di me]
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Antonietta68



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 19:24    Oggetto: Rispondi citando


Patty,un finale con i fuochi d'artificio Laughing
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"LE MANI CHE AIUTANO SONO PIù SACRE DELLE BOCCHE CHE PREGANO"
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giuliagoo



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 20:02    Oggetto: Rispondi citando


Ciao a tutti!
Martedì sera ho avuto il piacere di assistere all'Amleto a Bergamo.
Vi riporto la parte del resoconto inerente allo spettacolo.. Scusate se è scritto un po' così, ma l'ho scritto quando sono tornata a casa quella sera stessa, alle due di notte, quindi ero ancora "presa". =)


giuliagoo ha scritto:

E’ uno spettacolo veramente veramente bello. Ci sono dei momenti, delle frasi, che ti entrano dentro, è come se ti rimbombassero in testa, e scavano dentro di te fino a toccarti e a prendere qualcosa di tuo. Davvero emozionante secondo me è la parte della “pazzia” di Ofelia. Devo fare i miei complimenti a Silvia Siravo perché ogni sera si misura con un personaggio non facile.
E ovviamente i complimenti ad Alessandro, strepitoso come sempre. Devo dire che mi è piaciuto più stasera che a Novembre ad Alba.


Sono contentissima che a Bergamo sia tutto esaurito, è davvero una bella notizia.
Vi consiglio di andare una volta in quel teatro perchè è davvero bello. Con i palchi e tutto il resto. Un piccolo capolavoro!

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Giulia
E' da qui, è da qui: qui non arrivano gli angeli con le lucciole e le cicale. Dietro non si torna, non si può tornare giù. Quando ormai si vola non si può cadere più. <3 Vasco
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Helena x



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 20:07    Oggetto: Complimenti! Rispondi citando


Ciao a tutti!
AMLETO DI ALESSANDRO PREZIOSI É UN UNICO!
Bravo Alessandro! Bravo!
Ancora grazie Alessandro e molto grazie a tutti!
Mi piace anche "CARLA CASSOLA"!Perché é eccellente l´attrice!
Arrivederci a presto a teatro! Wink
Helena!
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Marita



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MessaggioInviato: Ven Feb 12, 2010 00:23    Oggetto: UNA SFIDA VINTA Rispondi citando


Da novembre a febbraio, un tour amletico fitto di tappe, incontri, volti inquisitori o ammirati, pranzi al volo…un tour indescrivibile per il supporto della compagnia, il calore degli affetti, i mini assedi mediatici, la polvere dei camerini sempre uguali seppur diversi.
Un tour obbligante come un’olimpiade: il sorriso sempre pronto per gli intervistatori (anche quelli – privi di fantasia - che non si scrollano dalla televisione e dal gossip) e l’emozione incommensurabile di affacciarsi su palcoscenici a volte agli antipodi, dal cinemone di cemento al delicato gioiellino rococò, dal legno della bomboniera ottocentesca ai marmi del teatro restaurato con grandeur.
E poi, il solito esistenziale dilemma: funzionerà il gioco delle luci? La voce arriverà nitida e pura senza supporto fonico? Le influenze di stagione che fanno - ahimè - abbaiare gli spettatori risparmieranno le ugole della compagnia? Infine: umori, premure, commozioni, ironie, pressioni, doveri e momenti di quiete…
Un tour su è giù per l’Italia, con slancio e passione offrendosi a pubblici stupiti, incuriositi, preparati o, semplicemente, predestinati, e sempre alla mercè del commento del critico di turno che acclama, sentenzia, sostiene, applaude o stronca con l’incosciente leggerezza con cui Amleto salta sulla sedia, mettendo alla prova la lealtà di Rosencrantz e Guildenstern….

Caro Forum: il bell’Amleto di Preziosi è in dirittura d’arrivo, sotto la neve che ammanta Bergamo ed io, insieme (penso) a tanti di voi, desidero far partire un applauso speciale via Internet per complimentarci con un bravo attore amico, umano e professionale come pochi.
Un applauso di quelli che rimbombano, con le mani a coppa, come quello prodigato a Vigevano, dopo una rappresentazione che mi aveva colpita per la fluidità , ed ora ancor più convinto e “rotondo” dopo aver assistito alla prima di Bergamo nel meraviglioso teatro Donizetti.

Davanti a spettatori consapevoli è andato in scena il tagliente Amleto bianco e nero di Pugliese assecondato da una compagnia ove, pur dominando il febbrile ed appassionato protagonista malato di giustizia, si sono felicemente svelate le varie individualità. Hanno vibrato con Shakespeare e Montale la carismatica ed asciutta Gertrude, il viscido e pomposo Polonio, l’usurpatore volgare Claudio, la fragile e mondana Ofelia, l’impetuoso Laerte, i fallaci Guildenstern e Rosencrantz, i versatili guitti e quelle perle di comicità che sono i becchini ed il cortigiano Osric.

Un successo di pubblico senza “se” e senza “ma” che premia un’impresa corale ( o khorale? Così applaudo anche l’indispensabile Tommaso Mattei!).

Alessandro è ormai l’antieroe “moderno e fragile” per antonomasia, l’Amleto nuovo con cui confrontarsi. Una sfida vinta.

Essere riuscita a raggiungere Bergamo significa anche la gioia di avere incontrato Claudia, Doni e Donatella, grandi volontarie e mitiche presenze del Forum d’antan.
Con emozione ho sottoscritto la mia quinta tessera di Adricesta, consapevole di quanto di giusto e buono è stato fatto e, grazie all’amore e alla sensibilità di tutti, si potrà ancora fare.
…Anche questa è una sfida tutta da vincere!

Con affetto e stima: bravo Alessandro, brava Khora, brava Adricesta!

Marita
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claudia_napoli



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MessaggioInviato: Ven Feb 12, 2010 00:40    Oggetto: Rispondi citando


Marita ha scritto:
.....

Caro Forum: il bell’Amleto di Preziosi è in dirittura d’arrivo, sotto la neve che ammanta Bergamo ed io, insieme (penso) a tanti di voi, desidero far partire un applauso speciale via Internet per complimentarci con un bravo attore amico, umano e professionale come pochi.
Un applauso di quelli che rimbombano, con le mani a coppa, come quello prodigato a Vigevano, dopo una rappresentazione che mi aveva colpita per la fluidità , ed ora ancor più convinto e “rotondo” dopo aver assistito alla prima di Bergamo nel meraviglioso teatro Donizetti.

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Mi unisco all'applauso, sentitissimo... grazie mi hai emozionato tanto con questo tuo messaggio!!!
Complimenti ALessandro anche per me tu sei un antieroe, romantico, perchè segui il tuo cuore in tutto quello che fai...
Con stima e onorata di far parte di questo forum e di avere la possibilità di migliorarmi ogni giorno...

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MessaggioInviato: Ven Feb 12, 2010 12:36    Oggetto: mi unisco anche iooooooooooo! Rispondi citando


Mi unisco anche io a questo applauso strameritatissimo per Aleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Very Happy Razz ,un'Amleto forte,vero sincero attuale che non scomparirà mai dalla nostra mente e tutto quello che abbiamo vissuto con questo spettacolo teatrale che a noi tutte ha dato molto,e leggere queste notizie mi si riempie il cuore di gioia e di commozzione,non mi poento davvero di stare in questo forum meraviglioso,grande Aleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee Very Happy Razz Exclamation Wink
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Adriana
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nenepdl



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MessaggioInviato: Ven Feb 12, 2010 13:03    Oggetto: Re: UNA SFIDA VINTA Rispondi citando


Marita ha scritto:
Da novembre a febbraio, un tour amletico ....
Un tour obbligante come un’olimpiade: il sorriso sempre pronto per gli intervistatori (anche quelli – privi di fantasia - che non si scrollano dalla televisione e dal gossip) e l’emozione incommensurabile di affacciarsi su palcoscenici a volte agli antipodi, dal cinemone di cemento al delicato gioiellino rococò, dal legno della bomboniera ottocentesca ai marmi del teatro restaurato con grandeur.
....
Un tour su è giù per l’Italia, con slancio e passione ...

Caro Forum: il bell’Amleto di Preziosi è in dirittura d’arrivo, sotto la neve che ammanta Bergamo ed io, insieme (penso) a tanti di voi, desidero far partire un applauso speciale via Internet per complimentarci con un bravo attore amico, umano e professionale come pochi.
Un applauso di quelli che rimbombano, con le mani a coppa, come quello prodigato a Vigevano, dopo una rappresentazione che mi aveva colpita per la fluidità , ed ora ancor più convinto e “rotondo” dopo aver assistito alla prima di Bergamo nel meraviglioso teatro Donizetti.
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Un successo di pubblico senza “se” e senza “ma” che premia un’impresa corale ( o khorale? Così applaudo anche l’indispensabile Tommaso Mattei!).

Alessandro è ormai l’antieroe “moderno e fragile” per antonomasia, l’Amleto nuovo con cui confrontarsi. Una sfida vinta.
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Con affetto e stima: bravo Alessandro, brava Khora, brava Adricesta!


grazie Marita per questo tuo bellissimo messaggio...ho tagliato qualcosa per riportare i passi che più mi hanno colpito!

GRAZIE ALE!!!GRAZIE VERAMENTE A TUTTI!
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