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Autore Messaggio
My Angel



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 16:11    Oggetto: Rispondi citando


Antonietta68 ha scritto:

Mi chiedo una cosa,una riflessione che abbiamo fatto io e mio marito:
la nonna,un eccellente Ilaria Occhini,decide di morire per riunire la famiglia,facendo in modo che ritorni Antonio al suo posto,o perchè aveva capito che il suo tempo stava per finire e ha voluto lasciare questo mondo
in modo "diverso",come il suo spirito anticonformista?


ANTONIE': secondo me la nonna decide di morire in quel modo riscattando tutto quello ke nn ha potuto fare in vita...e ke gli è stato negato...compreso i dolci ke nn poteva mangiare...infatti lo sguardo della nonna in quella scena parla da se'...quasi felice, soddisfatta...tipo x dire: VISTO KE NN HO POTUTO FARE QUELLO VOGLIO, ALMENO DECIDO DI MORIRE COME VOGLIO...!!!almeno io la vedo cosi'... Wink
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Non ho giustificazioni per il mio modo errato di provare sentimenti...Per istinto altero la natura degli istinti.Senza volere, voglio in modo sbagliato.
(F. Pessoa)
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pascale61



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 16:47    Oggetto: Rispondi citando


Cara Claudia, Patty, Adry, di prima grazie a miei cari italiane di mi risponda ad ogni volta, Claudia ecco ciò che è segnare sul video in inglese! Anno error occurred please try again later. Patty lo sapevo molto tempo da bene che Alessandro era fatto per Vittoria! è una coppia che va molto bene insieme!!!chi amerò rigioco fare insieme forse un film o una serie del teatro che sa? credo chi sono tutti i due di accordo su si spunta. baci a presto. Smile
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claudia_napoli



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 17:05    Oggetto: Rispondi citando


pascale61 ha scritto:
Cara Claudia, Patty, Adry, di prima grazie a miei cari italiane di mi risponda ad ogni volta, Claudia ecco ciò che è segnare sul video in inglese! Anno error occurred please try again later. ....


Pascale di niente figurati
parliamone in mp però perchè questo è il topic delle
notizie, bacioni!!
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L'ultima modifica di claudia_napoli il Gio Mar 25, 2010 17:57, modificato 1 volta
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 17:06    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI - sab. 27/03/10 - Parco d. Musica - ROMA Rispondi citando




    Alessandro Preziosi parteciperà alla presentazione in anteprima

    del nuovo romanzo "Sette piccoli sospetti" di Christian Frascella



    ROMA - sabato 27 marzo 2010 - dalle ore 21.00 - "LIBRI come"

    Auditorium Parco D. Musica, Garage. Officina 2 - Ingresso libero







        LIBRI: A Voce - "Sette piccoli sospetti"

        il nuovo romanzo di Christian Frascella



(Adnkronos) -''Sette piccoli sospetti'', il nuovo romanzo di Christian Frascella, autore di Mia sorella e' una foca monaca, in anteprima, sabato prossimo alle 21.00 a Libri Come, all'Auditorium di Roma. Insieme a Christian Frascella ci sara' Alessandro Preziosi.

Dopo il successo di Mia sorella e' una foca monaca, Christian Frascella ritorna con un romanzo divertentissimo e tenero, un po' favola, un po' commedia, un po' noir, la storia dell'iniziazione all'adolescenza di sette dodicenni in un'estate indimenticabile che segnera' per sempre la loro vita. Da Mia sorella e' una foca monaca - 40.000 copie vendute, secondo classificato al Premio Viareggio e vincitore del Premio John Fante, Zocca, Insula Romana e Massarosa 2009 - sara' tratto il film firmato da Fausto Brizzi e Marco Martani. Fausto Brizzi ha realizzato, con la regia di Angelo Licata, il booktrailer di Sette piccoli sospetti.

Estate del 1985, un paesino del Centro Italia. Sette amici inseparabili decidono di rapinare una banca. Hanno 12 anni e le idee molto chiare. Basta mettere il sonnifero nel caffe' della guardia giurata - dice Billo, il capo - e diventiamo tutti ricchi! Non e' convinto Ranacci, il bastian contrario del gruppo, spiccicato a suo padre, sindacalista di sani principi che non si vende mai; sara' per questo che vivono nella miseria piu' nera, pensa Corda; ma Corda e' ricco - rimugina Gorilla - che ne sa lui!, suo padre e' avvocato e gli compra tutto cio' che vuole, anche se ogni tanto, se appena si azzarda a rincasare con un minuto di ritardo, lo chiude a chiave nella "stanza del lumino" e ce lo tiene per ore, a chiedere perdono. E' perplesso anche Cecconi, ma a tranquillizzare gli animi ci pensa come sempre Fostelli, con la sua voce da adulto che si fa ascoltare senza sforzo.

Alla fine e' d'accordo perfino Loni'ca, e si' che non e' mai stato un cuor di leone, lui, anche se da grande sogna di fare il pugile e prende lezioni alla palestra di Zio Botta. Sembra fatta, ma il brancaleonesco esordio "criminale" del gruppo e' anticipato d'un soffio da una rapina vera, con banditi e pistole vere, che da' il primo brusco scossone all'ammorbante quiete estiva della cittadina. Ma e' solo un assaggio, il primo lampo della tempesta destinata a scatenarsi quell'estate, gia' annunciata da un sussurro che corre sulla bocca di tutti, da una voce che si diffonde, un pensiero che trova sbocco in una frase di paura: il Messicano e' tornato. Nessuno sa perche' fosse sparito, anni prima, proprio quando, nemmeno ventenne, era gia' il re della citta' e ogni traffico piu' o meno illecito passava per le sue mani. La fantasia dei sette ragazzini e dell'intero paese si accende e trema al riapparire di questa figura leggendaria, sorta di Uomo Nero della cui esistenza i piu' giovani gia' iniziavano a dubitare, come fosse nient'altro che un sogno collettivo, un'evanescente presenza partorita dal folclore locale.

Roma, 24 marzo 2010




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anticlaudia



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 17:33    Oggetto: Rispondi citando


Chi andrà a questo interessantissimo incontro???Fossi di Roma correrei...
Grazie Giuliana...
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ALE IO CREDO IN TE

...<Gli angeli vengono se tu li preghi,e quando arrivano ti guardano,ti sorridono e se ne vanno....per lasciarti un sogno lungo una notte ma che vale una vita...vivilo a fondo perchè lui non torna più!>...(T.F.)

Antonella
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pascale61



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 17:52    Oggetto: Rispondi citando


aspetto la tua MP Claudia.
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elisafabrice



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MessaggioInviato: Gio Mar 25, 2010 18:31    Oggetto: Rispondi citando


grazie per gli articoli
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genziana



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 01:19    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI lettura 26/3/10 - Univ. LUISS Carli ROMA Rispondi citando



Notizia rintracciata 25/3/10 sera che vi propongo senza conferma da parte dell'artista e
aggiornamento del 26/3/10 dal sito luiss.it/eventi Smile




ha scritto:




Venerdì 26 marzo 2010 - ore 14.00

AULA POLIVALENTE
LUISS "Guido Carli" ■ Viale Romania 32 --- ROMA




La scrittura creativa: dalla parola all'immagine



Tavola rotonda con Alessandro D'Avenia e Monica Zapelli




Due esperienze creative a confronto: un autore di romanzi e una sceneggiatrice ci introducono alla vita di chi, per professione, fa lo scrittore.

Lui, Alessandro D'Avenia, è un giovane professore di liceo che ha pubblicato da poco il suo libro di esordio con Mondadori, Bianca come il latte, rossa come il sangue.

Lei, Monica Zapelli, ha vinto il David di Donatello per la sceneggiatura de I cento passi, primo di una lunga serie di riconoscimenti al suo talento e alla sua sensibilità.

Insieme ricostruiscono per noi il percorso capace di trasformare un'idea in una storia: dal pensiero alla parola; dalla parola all'immaginazione; dall'immaginazione allo schermo.
Scrivere, infatti, non è un'attività semplice e spontanea, ma un mestiere che richiede studio, metodo, perseveranza. Un lavoro che non può prescindere dal mezzo e dal pubblico a cui ci si rivolge. Più che un'espressione dell'io, è un mettersi a servizio della storia che si vuole raccontare.

Parteciperanno all'incontro anche gli attori Valentina Cervi e Alessandro Preziosi, che daranno vita, con la loro voce ed interpretazione, alle parole dei due autori.




PROGRAMMA:


14:00 - 14:45 ■ Bianca come il latte, rossa come il sangue:
da un'ora di supplenza all'esordio con Mondadori.
Intervento di Alessandro D'Avenia.
(nato a Palermo nel 1977. Nel 2007 ha conseguito un Master in Scrittura per la fiction e cinema presso l’Università Cattolica di Milano, è al suo primo romanzo)


14:45 - 15:30 ■ I Cento Passi:
la vita vera trasformata in un film.
Intervento di Monica Zapelli.
(ha curato la sceneggiatura di numerosi film e miniserie televisive, tra cui: I Cento Passi, Rosso come il cielo, I demoni di San Pietroburgo, La straniera, Enrico Mattei e Preferisco il Paradiso)


15:30 - 16:30 ■ Dibattito e apertura alle domande del pubblico.

16.45 ■ testimonianza
Giampaolo Letta e Giuseppe Tornatore

Moderatore: Andrea Piersanti


La partecipazione all’evento è libera
Per motivi organizzativi è gradita la registrazione http://www.formazionelbs.luiss.it/appuntamenti.aspx
e-mail – lbs@luiss.it
Per maggiori informazioni:
dott.ssa Simona Tuzj email: stuzj@luiss.it, tel: 06 85222 327







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L'ultima modifica di genziana il Ven Mar 26, 2010 12:29, modificato 1 volta
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claudia_napoli



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 01:48    Oggetto: Rispondi citando


Grazie Giulyyyyyy

mannaggia questa settimana sarebbe d'oro se non fosse x il fatto di avere

cmq un bambino piccolo (e non la baby sitter)

cercherò di organizzarmi ma la vedo molto molto dura Confused Confused

Aleeeeeeeeeeee se non riesco a venire non offenderti ok???
Embarassed Crying or Very sad Embarassed

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genziana



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 02:58    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI: interprete 'MINE VAGANTI' regia OZPETEK Rispondi citando




ha scritto:





      Alessandro Preziosi

      «Vi racconto chi sono le Mine Vaganti»



11 marzo 2010

di Valeria Blanco


Ha la fama di essere un attore schivo e restio a parlare di sé. Alessandro Preziosi si rivela, invece, un chiacchierone dotato di un senso dell'umorismo fuori dal comune. Forse perché l'argomento è il suo lavoro, che ama più di ogni altra cosa al mondo e per il quale anni fa ha rinunciato alla promettente carriera di avvocato.

Insieme con Riccardo Scamarcio, è lui l'altro sex symbol del cinema italiano chiamato da Ferzan Ozpetek a interpretare un gay in Mine Vaganti, in uscita il 12 marzo. Siamo nel Salento: Tommaso (Scamarcio) rientra da Roma per rivelare alla famiglia la propria omosessualità, ma è preceduto dal fratello Antonio (Preziosi) e deve rimandare la confessione per non procurare un altro infarto all'anziano padre.

Preziosi ha faticato a entrare nel clima di leggerezza e convivialità che si crea su ogni set di Ozpetek e si è trovato a interpretare un personaggio con cui sente di avere poco in comune. «Ma questo - commenta conto ogni aspettativa - è uno dei motivi per cui il film è venuto così bene».

Preziosi, chi sono queste mine vaganti?
«Sono tutti quelli che, egoisticamente, destabilizzano gli altri per risolvere problemi personali».

E Antonio, il suo personaggio, che tipo è?
«Antonio è una delle mine. Un personaggio che crea scompiglio in famiglia in nome di un segreto che ha tenuto nascosto per anni e che, improvvisamente, decide di buttare fuori in nome dell'amore».

Quanto le somiglia?
«Per nascondere per anni un grande segreto come quello del mio personaggio ci vogliono le palle. Io, dal punto di vista umano, sono totalmente privo di freni inibitori. Sono un impulsivo: mai aspettato più di un secondo per dire agli altri quello che penso».

Si può combattere l'omofobia con un film?
«Credo che il cinema, soprattutto una commedia leggera come questa, debba essere disimpegnante. Mine vaganti non vuole imporre una morale a nessuno, non vuole insegnare niente se non l'importanza di fare delle scelte. Funziona un po' come la solidarietà: nessuno ti obbliga a fare nulla, sta a te capire l'importanza del dare agli altri».

Cosa direbbe a un padre che ha difficoltà ad accettare un figlio gay?
«Saresti meno preoccupato se tuo figlio facesse l'acrobata in un circo in Russia?».

Com'è lavorare con Riccardo Scamarcio?
«Mi piace il suo grande senso dell'umorismo, ma lo considero un paraculo. La sua apparente leggerezza è un paravento: la usa per difendersi perché quando fai questo mestiere sei molto esposto».

Scamarcio a un certo punto voleva abbandonare il set a causa dei litigi con Ferzan Ozpetek. Anche lei ha avuto qualcosa da ridire?
«Non metto mai bocca sulle scelte del regista perché la responsabilità del film è sua».

Com'è stato il suo rapporto con Ozpetek?
«Ho amato la sua natura onesta. Lui è uno che non le manda a dire, è molto schietto. Il suo modo di fare ti fa credere che gli stai facendo perdere tempo: mi ci è voluto un po' per superare questa sensazione, ma dopo non ho avuto problemi».

Ozpetek ha detto di lei: "È un attore eccellente quando recita senza mettere il cervello". È d'accordo?
«Non sono entrato nello spirito del film. Sono abituato a lavorare in silenzio e, da insano professionista quale sono, preferivo rimanere in albergo piuttosto che prendere parte alle tavolate e alle uscite notturne: avevo paura di perdere la concentrazione. Il risultato è bello proprio per questo».

Ha già visto il film?
«Non ancora. Lo vedrò con la famiglia al completo: anche i miei genitori sono arrivati da Napoli per l'occasione».







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claudia_napoli



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 03:06    Oggetto: Rispondi citando


Citazione:
Sono un impulsivo: mai aspettato più di un secondo per dire agli altri quello che penso



come ti capisco bene!! ! Laughing Laughing Laughing

grazie Giulyyyyy

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cinzia76



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 06:15    Oggetto: Rispondi citando


Torno da un po' di giorni di "latitanza" forzata da internet Rolling Eyes ...grazie Giuly per le notizie, gli aggiornamenti e gli articoli inerenti al nostro Ale Very Happy !

Caro Capitano un grosso in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni Rolling Eyes !Un baciotto Wink !

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iris1



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 09:35    Oggetto: Rispondi citando


Grazie Giuliana delle notizie bella intervista.
Claudia spero tu riesca ad organizzarti e riesci ad andare a vedere Alessandro oggi.
Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing
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genziana



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 15:20    Oggetto: PREZIOSI e SCAMARCIO 'Mine Vaganti' intervistati da IL TEMPO Rispondi citando



ha scritto:




      NOI 'MINE VAGANTI' senza pudore



      PREZIOSI & SCAMARCIO diventano
          gay per passione del set



Due sex symbol del cinema italiano nel film "Mine vaganti" di Ferzan Ozpetek sono fratelli gay in una famiglia dai valori tradizionali e un padre all'antica



Due sex symbol del cinema italiano, Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi, diventano fratelli e per giunta gay, nel film «Mine vaganti» di Ferzan Ozpetek (prodotto da Fandango con Rai Cinema e dal 12 marzo in 500 sale). Tra ironia e dramma, una famiglia dai valori tradizionali e un padre all'antica (Ennio Fantastichini) saranno costretti ad accettare l'omosessualità dei figli. In un crescendo di emozioni, con il sottofondo delle canzoni di Patty Pravo che ha dato al film il suo brano inedito «Sogno», c'è anche il bacio tra il bel Scamarcio e il "fortunato" Carmine Recano. Due divi sono uniti da un destino simile, entrambi sbarcati nella Capitale dai loro luoghi d'origine: Preziosi da Napoli e Scamarcio da Trani.


«La scena in cui bacio un uomo non è stata difficile e non mi ha imbarazzato affatto - ha detto Scamarcio - Paradossalmente è stata più difficile quella in cui dovevo apparire sinceramente innamorato. Non temo nemmeno di perdere le mie fan per il ruolo del gay. Semmai temevo che lo spettatore avesse difficoltà a trovare empatia per un personaggio che nel film tende a reagire più che ad agire. Interpreto un ragazzo che vive a Roma e vuole fare lo scrittore, ma prima deve chiudere i ponti con il passato. Torna a Lecce per confessare in casa la sua omosessualità e per dire al padre che non intende affatto lavorare nel pastificio di famiglia. Il suo piano viene però bruciato dal fratello maggiore (Preziosi) che sarà il primo, a cena, a fare outing sulla sua omosessualità. Così, mio malgrado, sarò coinvolto nell'azienda con una enigmatica ragazza (Nicole Grimaudo) che s'innamora di me, un amore che offre una chiave in più alle vicende di questa commedia. L'unico neo? Una furibonda litigata con Ozpetek al terzo giorno di riprese perché mi faceva tagliare di continuo i capelli. Il personaggio ha lo stesso desiderio che avevo io, andar via dalla provincia per realizzarsi nella Capitale. I miei genitori, che non so ancora quale reazione avranno vedendomi nel film, non mi hanno ostacolato. Ma certo erano preoccupati di vedermi partire per la metropoli romana, a studiare in una scuola di recitazione, per giunta a numero chiuso. Roma è fantastica, misteriosa, ma è anche un luogo dove si rischia di sentirsi soli. Ultimamente è una città che trovo un po' sonnambula, la gente vive molto di più nei palazzi e nelle case, tende a non aprirsi, forse, sarà il post 11 settembre. Certo è che ci vorrebbero molti punti di ritrovo in più».


Anche Alessandro Preziosi è sbarcato nella Capitale in cerca di fortuna e l'ha trovata, in tv, al cinema e in teatro. «Roma è come Napoli senza il mare. È una città straordinaria ma quello che la rovina è la romanità, un certo modo di fare dei romani che non hanno voglia o capacità di accoglienza e di calore nei confronti di chi viene qui a vivere. E sono tanti. Dovrebbero ormai finire i tempi in cui il Marchese del Grillo diceva: "Io so' io e voi nun sete un ca..". L'arroganza del romano spesso è esagerata. Riguardo al mio ruolo da gay, credo che le mie fan femminili mi apprezzeranno ancora di più perché, in realtà, in questa storia sono innamorato dell'amore. Nel film siamo tutti delle mine vaganti con l'obiettivo, più o meno volontario, di destabilizzare. Mentre io e Riccardo, i due fratelli gay, siamo due assassini della normalizzazione. Devo ringraziare Scamarcio per avermi messo in difficoltà sul set, cosa che a una "bestia" come me ha offerto l'occasione per dare il meglio della professionalità».


02/03/2010

Dina D'Isa








    Rassegna stampa su Mine vaganti raccolta dal Forum di Alessandro:
    consultabile tramite i link elencati nella prima pagina di questo topic


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genziana



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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 15:21    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI lettura 26/3/10 - Univ. LUISS Carli ROMA Rispondi citando






Alessandro D'Avenia è nato in una serena notte, 2 maggio del 1977, e le prime cose che vede e sente sono i colori e i profumi della sua città e terra, Palermo e la Sicilia, che non lo lasceranno mai più. Nel 2007 ha conseguito un Master in Scrittura per la fiction e cinema presso l’Università Cattolica di Milano. Ecco il suo primo romanzo...


Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno.
Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
Bianca come il latte, rossa come il sangue non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo - ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato -, racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire.
Contando su un recupero moderno e vitale della grande tradizione classica, il D’Avenia romanziere esordiente si allea con il giovane professore di liceo, questa la professione dell’autore, per offrire con energia al lettore più e meno giovane qualche risposta che, come ogni risposta vera, non aspira a essere definitiva, ma neppure esitante e rassegnata.



Leggiamo il primo capitolo del romanzo, come oggi alla LUISS : http://www.librimondadori.it/web/mondadori/mediabox/sfoglialibro?_SfogliaLibro_WAR_SfogliaLibro_idScheda=ISBN_978880459518


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