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DIO NELLA NOSTRA VITA - PARTE TERZA
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mari27



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MessaggioInviato: Ven Feb 21, 2014 22:06    Oggetto: Rispondi citando


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Ciao, Patty Rose!!
Come stai?



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PattyRose



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MessaggioInviato: Dom Feb 23, 2014 20:15    Oggetto: Rispondi citando


Omelia del giorno 23 Febbraio 2014 - VII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

La sola grandezza di ciascuno è l’amore


La pagina che il Vangelo offre oggi alla nostra riflessione, come un pezzo di pane che deve sostenerci nel cammino della vita, è certamente una delle più difficili da capire e vivere, ma nello stesso tempo è proprio ciò che distingue i cristiani dai non cristiani e non credenti.

Se vogliamo, è una pagina che svela da sola quale sia l’amore del Padre verso di noi: un amore che Gesù, Parola del Padre fatta carne, e quindi esperienza di vita, ha vissuto fino in fondo.

Nel Levitico, ossia nel Vecchio Testamento, prima della Rivelazione e della Incarnazione di Gesù, Dio aveva così ordinato: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un perccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”. Lev. 19, 1-2.17-18

Gesù questa norma, che può sembrare precisa e ‘fredda’, la sublima in questo altro modo:

“… Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinchè siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Mt. 5, 38-48

Guardiamo dunque all’esempio del Padre nostro che è nei cieli. Se c’è uno che non si è mai sognato di fare il male agli uomini è proprio Dio, che ci ha creati. E se c’è uno che avrebbe tutte le ragioni per punire il male assurdo che riceve, le disobbedienze, le ribellioni, i rifiuti, l’indifferenza, che noi continuamente ripetiamo con i peccati, è proprio il Padre.

Ma Dio ci ha creati per amore, cioè gratuitamente, e la sola ragione per cui ci ha creati e vuole la Vita per noi, è che Lo amiamo, perché sa che in questo sta la nostra piena realizzazione di creature ‘a Sua immagine e somiglianza’. L’amore è la sola e grande ragione della nostra creazione, cioè della nostra breve presenza in questo mondo, per una eternità di pienezza di Vita in Dio e con tutti i fratelli, soprattutto quelli che dal Padre ci sono stati affidati quaggiù.

E la nostra fiducia è che il Padre non rinnega mai chi ha creato, cioè ciascuno di noi. Neppure ci abbandona, anzi ci colma di un’infinita ed incredibile tenerezza, soprattutto verso chi sbaglia e quindi si trova maggiormente in pericolo di perdere la Sua gioia, che ha solo origine nell’amore.

Basterebbe rileggere la parabola della pecorella o della dracma smarrita o la splendida parabola del figliol prodigo. Si era allontanato dall’amore infinito del Padre, credendo di trovare chissà quale gioia più grande ed immediata: ‘il tutto e subito’ che guida molte scelte sbagliate nella vita di tanti. Alla fine perse tutto, toccando il fondo della disperazione, dovendosi accontentare di ghiande, destinate ai porci … finchè si ravvede e decide di tornare dal Padre. Umiliato e pieno di vergogna, pensa di farsi accogliere non più come figlio, ma come uno dei servi. Quanto poco ha capito del cuore del Padre! E così troppe volte pensiamo anche noi. Ma arrivato a casa trova il Padre che lo attende e gli butta le braccia al collo, senza recriminazioni: un Padre la cui sola gioia è nell’aver ritrovato suo figlio.

Quanto siamo lontani dal comprendere un tale profondo Mistero di Amore. Lo stesso Amore vissuto da Gesù, per noi, fino al sacrificio della croce.

Se davvero lasciassimo operare lo Spirito in noi, comprendendo con la Sua Grazia, la grandezza incommensurabile di un tale Amore, come potremmo mancare di fiducia in Dio?

Non solo Dio ci ama, ma è sempre pronto a perdonarci ed accoglierci. Ricordiamoci che per lui noi siamo figli e i figli non si abbandonano mai … anche se sbagliano … sempre che il figlio, dopo aver sbagliato, si ravveda e, come il figlio prodigo, ritrovi la via del ritorno al Padre.

Tutto questo amore Gesù ce lo ha raccontato meravigliosamente e concretamente attraverso tutto il Suo insegnamento, ma soprattutto con la sua stessa vita.

Solo credendo con tutto il cuore ad un tale amore, che ci interpella, potremo, con la forza della sua Grazia cambiare la nostra stessa vita e davvero ‘diventare simili a Lui’.

Capita tutti i giorni che noi, vivendo gomito a gomito, ci offendiamo, ci facciamo del male, proviamo sentimenti diversi dall’amore, o addirittura giungiamo a sentirci in collera tanto da considerare di fatto ‘nemico’ un fratello. Nel vocabolario, ma soprattutto nella vita di un cristiano, non dovrebbe mai neppure esistere il concetto di ‘nemico’ o avversario o ‘indifferente’, ma solo la volontà amorosa di considerare tutti ‘prossimo’, ‘fratello’.

Spesso la prima reazione che viene dal nostro orgoglio ferito, che esige sempre una riparazione, è quella di rispondere con le ‘armi’, che purtroppo tutti abbiamo in qualche misura, in certi momenti sperimentato: la rabbia esplosiva, il silenzio rancoroso, la voglia di farla pagare, o l’indifferenza ostile. Insomma è sempre di moda per il nostro egocentrismo esasperato la vecchia regola infausta: ‘occhio per occhio, dente per dente’. E diamo anche le nostre giustificazioni: Se uno mi ha fatto del male, se ha rotto i ponti con me, se ha dichiarato guerra nei miei riguardi, se mi ha offeso, è giusto che abbia il contraccambio. Se l’è voluto.

E così viviamo, in famiglia, nei rapporti sociali una continua lacerazione, divisione, inquietudine, irritazione, dove tutti diventano ‘nemici’ da colpire e l’esistenza una guerra perenne, in noi stessi e contro troppi, tanto da non sapere più a chi dare la mano con amore.

Penso che – al di là di tutte le analisi filosofiche, sociologiche, economiche sulle varie ‘crisi’ della nostra società moderna - sia questa situazione la vera e profonda origine di tanti … stress!

Gesù cancella con la Sua Parola di Vita ogni falsa ‘giustizia umana’, che tale non può essere se toglie di mezzo l’amore. Gesù dice – e Lui ne ha pienamente diritto, dopo la grande dimostrazione di amore che ci ha dato, dando la vita in riparazione a tutto il male che gli uomini hanno commesso e noi continuiamo a causare – che l’amore non deve mai essere spezzato.

Per questo il Maestro pronuncia la regola di vita, che può scandalizzare tanti, apparire difficile a tutti, ma che è il segreto del Cuore di Dio, la nostra unica vera salvezza e la perla della nostra fede: “Amate i vostri nemici, pregate per i vostri persecutori”.

Dobbiamo cercare la fedeltà nell’amore, in famiglia e fuori, cercando sempre di riparare i ponti che altri o noi stessi abbiamo rotto.

Affermava Giovanni XXIII: “Il cuore di un fedele e ancora più di un sacerdote deve essere riempito di amore, come la testa deve essere splendente di verità e di dottrina. Amare Gesù ardente, piissimo, vibrante e aperto a tutte quelle effusioni di mistica intimità che rendono così attraente l’esercizio della pietà e della preghiera … Amare la Santa Chiesa e le anime, specie quelle affidate ai sacerdoti nelle sacre responsabilità. Amore a tutti i ceti sociali, ma con particolare interesse ai poveri di ogni specie, dando testimonianza concreta della bellezza della carità … come era in Gesù grande Maestro di amore, che per salvarci non ha esitato a dare la vita”.

Che le persone con cui viviamo o incontriamo possano assaporare quella soavità che era propria delle parole e della vita di Gesù.

Quello che colpisce, nella vita dei santi, grandi e semplici, è proprio la sollecita e tenera carità, capace di far toccare con mano che Dio è tra noi.

Papa Francesco a Rio de Janeiro aveva detto: “Dio dona un messaggio di ricomposizione di ciò che è fratturato, di compattazione di ciò che è diviso. Muri, abissi, distanze presenti anche oggi sono destinati a scomparire. La Chiesa non può trascurare questa lezione: essere strumento di riconciliazione.” Ai Grandi della Terra ha più volte rivolto il monito: "Non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo".

E a ciascuno di noi, continua a ripetere che non bisogna "avere timore della bontà e della tenerezza .. Custodiamoci gli uni gli altri accogliendo con affetto e tenerezza l'intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli". E in un’altra occasione ha ribadito: «Non possiamo seguire Gesù sulla via della carità se non ci vogliamo bene prima di tutto tra noi, se non ci sforziamo di collaborare, di comprenderci a vicenda e di perdonarci, riconoscendo a ciascuno i propri limiti e i propri sbagli».

È questa la strada della Vita per ogni cristiano, per ciascuno di noi. Seguiamola insieme a Gesù.



Antonio Riboldi – Vescovo di Acerra

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PattyRose



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MessaggioInviato: Dom Feb 23, 2014 20:17    Oggetto: Rispondi citando


mari27 ha scritto:
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Ciao, Patty Rose!!
Come stai?



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BENE CARA!!!! TU COME STAI????? Wink
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mari27



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MessaggioInviato: Ven Feb 28, 2014 19:32    Oggetto: Rispondi citando


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Era da un po' che non ti vedevo.... e volevo sentire come stavi.
Io.......discretamente.
Ciao!!
Very Happy



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mari27



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MessaggioInviato: Lun Apr 14, 2014 17:59    Oggetto: Rispondi citando


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Una Pasqua serena, di pace, riflessione e armonia alle frequentatrici di questo topic!!




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Marisol



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MessaggioInviato: Mar Apr 15, 2014 12:23    Oggetto: Rispondi citando


Auguro a tutti..............................





Tanti baci..................

Marisol

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La vera ricchezza è prendere la vita con amore, donando amore.



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PattyRose



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MessaggioInviato: Ven Apr 18, 2014 16:13    Oggetto: Rispondi citando


Omelia del giorno 20 Aprile 2014 - Domenica di Pasqua

Una Luce che illumina tutto

La Santa Pasqua è sempre stata una grande solennità per la Chiesa e, quindi, per noi, che Dio ha privilegiato, rendendoci figli carissimi per Lui. La Santa Pasqua è giustamente chiamata ‘Il Giorno del Signore’. Una simile definizione richiama la creazione, perché, dopo la prima creazione, il Padre ha ‘rifatto’ il mondo e l’uomo che aveva creato.


Nella prima creazione aveva gioito nel comporre cielo e terra, fino al sogno divino di plasmare, da un poco di fango, l’uomo, ‘alitando’ in lui il Suo Spirito di vita, rendendolo ‘simile a Sé’, partecipe della sua grandezza e felicità. Ed è comprensibile che Dio accompagni la sua creazione con gioia. Creare, per il Padre, è sempre un modo di manifestare l’Amore che Lui è, così che ogni creatura, e in modo particolare ogni uomo, ‘fatto a Sua immagine’, splenda, perché – almeno così dovrebbe essere – porta in sé la Vita divina che gli è stata donata, come in uno scrigno, partecipa dell’eternità propria di Dio, vive costantemente sotto lo sguardo di Amore del Padre, che di lui vuole prendersi cura – sempre che l’uomo nella libertà accolga questo immenso Amore, per essere con Dio ‘una cosa sola’. Doveva essere immensa la bellezza del creato e doveva essere davvero un paradiso viverci, con la coscienza di essere avvolti da un Amore totale e infinito, come quello del Padre, anzi, con la consapevolezza di esistere proprio perché amati.


Il peccato, il rifiuto di tutto questo, frutto della tentazione di satana, che aveva suggerito – e continua oggi a suggerire – di cercare in sé e solo in se stessi la gioia, senza Dio, fu e continua ad essere una ribellione, frutto di superbia e arroganza dell’uomo, che così si ritrova ‘nudo’.


Il peccato è sempre un non voler riconoscere la ragione della nostra creazione, frutto del Cuore di Dio. Venne così sconvolto il senso stesso della creazione dell’uomo, fino a non poter trovare più in noi un senso al vivere in questo creato.


Non c’è bisogno di tante spiegazioni al riguardo. Basta uno sguardo sulla nostra vita quotidiana, sul creato continuamente deturpato e minacciato nella sua stessa esistenza da noi uomini.


Attorno a noi e sempre per colpa nostra, si avvelenano i mari e i fiumi, distruggendo ogni forma di vita; scompaiono i fiori e alberi per costruire, senza regole o rispetto del territorio, e giungiamo, per sete di guadagno o criminali interessi economici, ad avvelenare la stessa terra su cui viviamo, mettendo a rischio la salute e la vita di tanti fratelli. La natura ci diventa nemica e un mondo così, devastato da noi, non ci ricorda più la gioia della creazione.


Ma Dio, nella fedeltà al Suo Amore per noi, non assiste passivo ed indifferente allo sfacelo di quanto ha creato per amore. Ecco perché la Pasqua è e deve diventare l’inizio di una nuova creazione. È il Giorno nuovo fatto dal Signore. E questa volta Dio non usa fango per rifare il creato. Questa volta la Sua Parola creatrice è lo stesso Suo Figlio, il Verbo incarnato, Gesù, che afferma con la sua stessa vita donata per noi: ‘Padre, la tua volontà sia fatta’.


E la volontà del Padre è che tutti gli uomini rinascano a vita nuova. Una volontà che si realizza nel momento in cui Gesù sulla croce, privo ormai di ogni energia umana, sospira: ‘Padre, tutto è compiuto. Nelle tue mani affido il mio Spirito’.


E la risposta del Padre non si fa attendere: è l’immensa gioia della Resurrezione del Figlio.


Nella Pasqua del Signore il mondo, la sua creazione si sono riconciliati. L’uomo, con la morte e la resurrezione di Gesù, ha potuto riprendere il dialogo interrotto con Dio, ha potuto ritrovare il vero senso e significato della vita, della sua stessa esistenza.


Lo dice bene l’apostolo Paolo: “Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.”. (Cor. 3, 1-4)


Ecco perché questa è la grande Festa della Chiesa, una festa che si ripete ogni domenica, festa di profonda gioia per quanti di noi vivono la vita con fede.


Ricordiamoci sempre: ‘Questo è il giorno che ha fatto il Signore; rallegriamoci ed esultiamo’.


Non apparteniamo più – così dovrebbe essere per quanti credono – ad un mondo sbagliato. Noi ora siamo di Cristo. Siamo creature nuove, che risplendono dell’amore e della gioia del Padre.


Creature nuove perché il sepolcro è rimasto vuoto. Noi, a differenza dei discepoli contemporanei di Gesù, che ancora non avevano compreso le antiche promesse, conosciamo, sperimentiamo, vediamo quella Luce di eternità che si è irradiata lungo i secoli: la Luce della nostra salvezza, che alimenta e sostiene la nostra speranza.


A volte ci lasciamo umanamente prendere dall’angoscia nel sapere che questa nostra vita avrà qui sulla terra una fine e ci spaventa il domani. Ma nella fede possiamo credere, anzi abbiamo la certezza, che la vita terrena, il nostro vivere quaggiù, agli occhi del Padre che ce ne ha fatto dono, è solo un passaggio, un momento. Il vero domani senza fine inizierà proprio quando terminerà questo momento provvisorio e risorgeremo con Cristo, se lo abbiamo amato e voluto seguire, nonostante tutte le nostre fragilità e debolezze. Ecco perché fa tanta impressione e tristezza notare come tanti, troppi, interpretano il dono della vita senza fare alcunché per raggiungere la gioia del dopo.


Dovremmo invece accogliere ogni giorno come una vigilia dell’eternità con Dio. Ricordiamoci bene che il materialismo non ha futuro. Per questo fare festa per la Pasqua del Signore ha il significato di una continua preparazione alla nostra resurrezione. Questo è davvero ciò che conta.


viviamo con profonda fede e gioia la Pasqua del Signore e nostra: è finalmente spuntato il Giorno che non conosce tramonto.


Credo che quel mattino tutto il creato abbia spalancato gli occhi, sbalordito di avere ritrovato i passi del Suo Signore, qui tra noi. Credo che tutta la terra improvvisamente sia rinata per accogliere la bellezza di Cristo risorto per sempre. È stato e deve essere anche per noi il Giorno del Signore che ritorna dai Suoi, sempre che lo attendiamo, come gli Apostoli, nel Cenacolo.


Questo è il mio augurio di cuore: ogni domenica sia il ripetersi, nell’Eucarestia, dell’incontro gioioso con Gesù vivo e risorto, che vuole renderci partecipi della Sua stessa Vita e resurrezione.


Auguri di una buona e santa Pasqua di resurrezione.



Antonio Riboldi – Vescovo di Acerra

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PattyRose



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MessaggioInviato: Ven Apr 18, 2014 16:17    Oggetto: Rispondi citando


SANTISSIMA PASQUA A TUTTI...




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Jane



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MessaggioInviato: Sab Apr 19, 2014 17:43    Oggetto: Rispondi citando


Anche a te cara e a tutti Buona Pasqua.
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PattyRose



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MessaggioInviato: Dom Apr 27, 2014 10:50    Oggetto: Rispondi citando


Omelia del giorno 27 Aprile 2014 - II Domenica di Pasqua (Anno A)

Tommaso, guarda le mie mani

Un tempo questa domenica, seconda di Pasqua, era chiamata ‘in albis’, ossia, coloro che, per i loro gravi peccati, erano stati invitati dal vescovo ad una Quaresima di conversione e di penitenza, durante la Veglia pasquale partecipavano alla gioia della ritrovata innocenza con la riconciliazione e, quindi, come bambini appena nati, si rivestivano di bianche vesti. Il significato profondo era che, dopo una vita lontani o contro Dio, rinascevano, invitati a non perdere più la ‘veste dell’innocenza’, che era il segno che, dalla comunità, non dovevano più essere considerati ‘morti alla grazia, per il peccato’, ma ‘rinati a vita nuova’, che è la Pasqua di quanti si convertono ancora oggi, accostandosi al Sacramento della penitenza, in particolare a Pasqua.

Lo stesso facevano quanti, dopo una preparazione quaresimale, e oltre, nella veglia pasquale ricevevano il Battesimo, ‘rinascita a vita nuova’, dono della resurrezione di Cristo.

Forse oggi è venuta a mancare questa ‘festa di vita nuova’, con il grave rischio di non partecipare alla resurrezione.

E Dio solo sa quanto tutti noi abbiamo bisogno di ritrovare la gioia di quella veste bianca, noi, troppe volte ‘fuori strada’, nel buio di una vita senza o contro Dio-Amore, in compagnia del solo egoismo, che è la morte del cuore.

L’uomo ha bisogno di comprendere e di accogliere la Divina Misericordia.

Il grande Giovanni Paolo II intuì questa urgenza e, nel 2000, diede ufficialità al titolo di ‘Domenica della Divina Misericordia’ per definire questa seconda Domenica di Pasqua. Quanto sono misteriose, ma sempre belle, le vie del Signore! Proprio in questa domenica la Chiesa, insieme con il Papa buono, Giovanni XXIII, proclama Giovanni Paolo II Santo!

La loro vita diventa modello di vita cristiana. Con il loro esempio diventano una testimonianza viva di quanto la Misericordia di Dio può compiere, quando rispondiamo con docilità e dedizione alla chiamata alla santità, che è per tutti, in ogni situazione di vita.

Non ci resta che abbandonarci alla Grazia, perché possiamo avere l’umiltà di affidarci alla Misericordia di Dio, che in Gesù, dalla croce, disse: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Sì, abbiamo sempre bisogno di essere perdonati, soprattutto quando rischiamo di vivere come se fossimo ‘fermi’, insieme a quanti sotto la croce si prendevano beffe di Gesù, che proprio da quella croce vuole chiamarci alla gioia di una vita nuova. Chiediamo la grazia di non privarci mai

della gioia di liberarci dal male, ridiventando ‘bambini nel cuore e nella vita’: la gioia dei primi nostri fratelli nella fede, descritta dagli Atti degli Apostoli:

“Quelli che erano stati battezzati erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.”.

(At. 2, 42-47)

Oggi la Chiesa ci ripropone la profonda gioia degli Apostoli nel rivedere il Maestro, che deve essere anche la nostra. È facile immaginare i loro sentimenti. Incredibile per loro, poveri uomini, ma sicuramente innamorati di Gesù, anche solo pensare che sarebbe davvero risorto.

La povertà della nostra natura umana ha difficoltà, ancora oggi, a pensare che ci sia resurrezione anche per noi. Facile – e per qualcuno ‘comodo’ – pensare che tutto finisce con questa breve e fallace esistenza terrena, ma l’Apostolo Paolo afferma con decisione: ‘Se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra stessa vita’.

Se non si è accecati dal benessere o dal male, non può non esserci una giusta incertezza nel profondo del nostro cuore, la stessa che sicuramente era negli Apostoli, ed in particolare in Tommaso: ‘Non può finire tutto così, ci deve essere un ‘dopo’, che non riusciamo a intuire, ma deve esserci!’. E Gesù risorto, apparendo, toglie ogni dubbio, ogni incertezza:

“Tommaso uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri apostoli: ‘Abbiamo visto il Signore!’. Ma egli disse loro: ‘Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo’. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: ‘Pace a voi!’. Poi disse a Tommaso: ‘Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani: tendi la tua mano e mettila nel mio fianco, e non essere incredulo, ma credente!’. Gli rispose Tommaso: ‘Mio Signore e mio Dio!’. Gesù gli disse: ‘Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! ”.

(Gv. 20, 19-31)

Davvero Tommaso rappresenta tutti noi, quando, trovandoci di fronte a tanti fallimenti o dubbi, o avversità, pensiamo sia impossibile che tutto possa cambiare e che, con la fede e la pazienza, si possa avverare la speranza. Non riesco a pensare a uomini – per natura uguali a me, uguali ai santi, creature di Dio, votate alla visione del Padre – che riescono a vivere senza futuro, quel futuro che è nella nostra vita eterna, che Dio ci dona nella fede. Deve avere pure un senso questa vita! Un senso che non può essere certamente solo il benessere, il denaro, o quello che vogliamo, tutte cose che non sono la grandezza della vita eterna! Sono beni fugaci e, tante volte, soffocano proprio il meraviglioso dell’eternità.

Voglio credere che tutti sentiamo la nostalgia del Padre, solo che ‘vederLo’, richiede – ora – tanta fede, l’abbandono di ogni sicurezza, una fiducia totale in Lui.

“Ma noi, uomini di oggi – affermava Paolo VI, il 20 novembre del 1968 – facciamo opposizione: a che giova cercare Dio? Un Dio così nascosto? Non basta quel poco che se ne sa, o se ne crede di sapere? Non è meglio impegnare il nostro pensiero allo studio di cose più proporzionate alle nostre difficoltà conoscitive? La scienza? La psicologia? Cioè il mondo e l’uomo?

Ci si dimentica che l’uomo in tutto il suo essere spirituale, cioè nelle supreme difficoltà di conoscere e di amare, è correlativo a Dio: è fatto per Lui; ogni conquista dello spirito umano accresce in lui l’inquietudine e accende il desiderio di andare oltre, di arrivare all’oceano dell’essere e della vita, della piena verità che sola dà la beatitudine.

Togliere Dio come termine della ricerca, a cui l’uomo è per natura sua rivolto, significa mortificare l’uomo stesso. La cosiddetta ‘morte di Dio’ si risolve nella morte dell’uomo”.

Ha ragione Pietro, tanto generoso nell’amore a Cristo, di scrivere:

“Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la resurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce … Perciò siate ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi Lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederLo, credete in Lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”. (I Pietro 1, 3-9)

Oggi siamo chiamati tutti a farci illuminare dalla gioia e dallo stupore di Tommaso, che, dopo aver visto Gesù Risorto, non sa che balbettare: ‘Mio Signore, mio Dio!’.

Come ancora affermava Paolo VI: “Noi siamo in migliori condizioni degli altri, privi della luce evangelica, per guardare il panorama del mondo e della vita con gioioso stupore e per godere di quanto l’esistenza ci riserva anche nelle prove di cui essa abbonda, con riconoscente e sapiente serenità. Il cristiano è fortunato. Il vero cristiano sa di avere e trovare le ragioni della bontà di Dio in ogni avvenimento, in ogni quadro della storia e dell’esperienza; ed egli sa che ‘tutte le cose si risolvono in bene per coloro che vivono della benevolenza di Dio’- Rom. 8, 28

Il cristiano deve dare sempre una testimonianza di superiore spiritualità, dalla gioia di Cristo Risorto … Una gioia che nulla ha a che fare con le cosiddette gioie del mondo, che sono illusioni-delusioni che nulla hanno a che vedere con la gioia di Cristo. I cristiani sanno e sono tanti, che la nostra gioia interiore e la propria esteriorità sono di Cristo Risorto”.

E’ il continuo invito che ci fa Papa Francesco: ‘Ricordiamo: ogni incontro con Gesù ci cambia la vita e ogni incontro con Gesù ci riempie di gioia”. Come è stato per Giovanni XXIII e per il caro Giovanni Paolo II, che Gesù lo hanno incontrato quaggiù ed ora vivono alla Sua Presenza, ma sicuramente senza mai dimenticare coloro che erano stati loro affidati dal Maestro. Oggi sono loro che, dopo aver camminato con noi e tra di noi, intercedono perché possiamo un giorno ricongiungerci con loro e vivere nella pienezza della Vita, che Gesù Risorto ci ha donato per l’eternità. Grazie, Signore Gesù, per tutti i tuoi doni. Non basterà l’eternità per ringraziarti.


Antonio Riboldi – Vescovo di Acerra

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mari27



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MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2014 13:03    Oggetto: Rispondi citando


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La giornata di ieri 27 aprile è stata una giornata unica, irripetibile: 4 Papi si " incontrano", mai successo prima in 2000 anni di storia!
2 nuovi Santi:
Papa Giovanni XXIII: dolcezza, bontà e coraggio......
Papa Giovanni Paolo II: forza, fascino, intelligenza e coraggio.....
Rivedere le mille immagini che riguardano queste due meravigliose persone, commuove, fa' riflettere e ci dà coraggio per proseguire nella vita, oltre alla certezza di un aldilà.....




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PattyRose



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MessaggioInviato: Mar Apr 29, 2014 11:41    Oggetto: Rispondi citando


PAROLA DI VITA MAGGIO 2014

"... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (2 Cor 5,20)

È l’esortazione di Paolo ai Corinzi che segue il grande annuncio, cuore di tutto il Vangelo: Dio ha riconciliato il mondo a sé per mezzo di Cristo (cf 2 Cor 5,19).
Sulla croce, nella morte del suo Figlio, Dio ci ha dato la prova suprema del suo amore. Per mezzo della croce di Cristo, Egli ci ha riconciliati con sé.
Questa verità fondamentale della nostra fede ha oggi tutta la sua attualità. E’ la rivelazione che tutta l’umanità attende: sì, Dio è vicino con il suo amore a tutti e ama appassionatamente ciascuno. Il nostro mondo ha bisogno di questo annuncio, ma lo possiamo fare se prima lo annunciamo e lo riannunciamo a noi stessi, sì da sentirci circondati da questo amore, anche quando tutto farebbe pensare il contrario.

Vorrai sapere quando Gesù ha detto queste parole. Ecco, egli parla così prima che inizi la sua passione. Pronuncia infatti allora un discorso d’addio che costituisce il suo testamento, di cui queste parole fanno parte.
Pensa quindi quanto sono importanti!
Se quello che dice un padre prima di morire, non si dimentica più, che sarà delle parole d’un Dio?
Prendile allora molto sul serio e cerchiamo insieme di capirle profondamente.
“… in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”
Questa fede nell’amore di Dio non può però rimanere chiusa nell’interiorità di ciascuno, come spiega bene Paolo: Dio ha dato a noi l’incarico di portare altri alla riconciliazione con lui - cf 2 Cor 5,18 affidando ad ogni cristiano la grande responsabilità di testimoniare l’amore di Dio per le sue creature. Come?
Tutto il nostro comportamento, dovrebbe rendere credibile questa verità che annunciamo. Gesù ha detto chiaramente che prima di portare l’offerta all’altare dovremmo riconciliarci con un nostro fratello o sorella se essi avessero qualcosa contro di noi (cf Mt 5,23-24).
E questo vale prima di tutto all’interno delle nostre comunità: famiglie, gruppi, associazioni, Chiese. Siamo chiamati cioè ad abbattere tutte le barriere che si oppongono alla concordia fra le persone e i popoli.
[…]

“… in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”
“In nome di Cristo”, significa “al suo posto”. Facendo le sue veci, vivendo con lui e come lui, amiamoci come lui ci ha amati, senza chiusure e pregiudizi, ma aperti a cogliere e apprezzare i valori positivi del nostro prossimo, pronti a dare la vita gli uni per gli altri. Questo è il comando per eccellenza di Gesù, il distintivo dei cristiani, valido ancora oggi come ai tempi dei primi seguaci di Cristo.
Vivere questa parola significa divenire dei riconciliatori.
E così ogni nostro gesto, ogni nostra parola, ogni nostro atteggiamento se impregnato d’amore, sarà come quello di Gesù. Saremo, come lui, portatori di gioia e di speranza, di concordia e di pace e cioè di quel mondo riconciliato con Dio (cf 2 Cor 5,19) che tutta la creazione attende.


Chiara Lubich

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MessaggioInviato: Mar Apr 29, 2014 11:59    Oggetto: Rispondi citando


mari27 ha scritto:
-

La giornata di ieri 27 aprile è stata una giornata unica, irripetibile: 4 Papi si " incontrano", mai successo prima in 2000 anni di storia!
2 nuovi Santi:
Papa Giovanni XXIII: dolcezza, bontà e coraggio......
Papa Giovanni Paolo II: forza, fascino, intelligenza e coraggio.....
Rivedere le mille immagini che riguardano queste due meravigliose persone, commuove, fa' riflettere e ci dà coraggio per proseguire nella vita, oltre alla certezza di un aldilà.....




***



Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Laughing VERISSIMO Wink

GIORNO DEDICATO AI NUOVI SANTI: SAN GIOVANNI XXIII SI FESTEGGIA IL 3 GIUGNO E SAN GIOVANNI PAOLO II IL 22 OTTOBRE.

QUESTI SANTI DEI NOSTRI TEMPI... CI RICORDANO LA VERA VOCAZIONE DI CIASCUNO DI NOI, CIOE' LA SANTITA'... GESU' CI CHIEDE QUESTO: "SIATE SANTI, PERCHE' IO SONO SANTO"... SE LO CHIEDE GESU' NON POSSIAMO CHE FIDARCI DI LUI...MAI DI NOI STESSI...PERCHE' ALLORA DAVVERO SAREBBE IMPOSSIBILE...


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MessaggioInviato: Ven Mag 09, 2014 10:55    Oggetto: Rispondi citando


Omelia del giorno 11 Maggio 2014 - IV Domenica di Pasqua (Anno A)

Io sono venuto perché abbiano la Vita

Mi è cara questa domenica – detta del Buon Pastore – perché è sempre stata la festa di noi sacerdoti, pastori di un gregge che la Chiesa affida alle nostre cure. È la festa di ‘chi è di Gesù’, sia pure sotto le nostre povere vesti che, a volte, non riescono neppure a nascondere le tante manchevolezze, tipiche dell’essere poveri uomini, ma con una missione incredibile.

Non per nostra scelta – ripeto – ma per un’incomprensibile ‘scelta di Dio’, siamo chiamati a fare da guida a comunità che, come sempre, per tante ragioni, a volte sembra ci rifiutino o, ancor peggio, facendosi convincere dai ‘falsi maestri’ del mondo (che ci sono sempre stati e sempre ci saranno) li scelgono come ‘pastori’, anche se poi altro non sono che ‘mercenari’, che ‘rubano’ le pecore del gregge. A questi ‘mercenari’ – dice Gesù – ‘non importa nulla del gregge’, ossia che fine fanno le persone che ‘usano’.

Quando ero parroco in Sicilia, era abitudine, come segno, donare un agnello al proprio ‘pastore’. Ricordava a tutti, a me in particolare, il compito di custodire, amare, nutrire il gregge affidatomi, a qualunque costo, e ai fedeli, il vincolo di fiducia nel farsi guidare.

Quando Gesù si definì ‘pastore’, scelse un simbolo che la dice lunga sull’umiltà e sulla dolcezza Sua: un ‘pastore’ che si è fatto immolare sulla croce ‘come agnello’, segno del grande amore capace di dare la vita ‘per le sue pecorelle’.

Il grande potere del pastore è tutto qui: imitare l’amore di Gesù nell’umiltà e nella dedizione, continuando a donarLo nell’Eucarestia, nel sacramento della Penitenza e nella Parola.

Non siamo ‘funzionari pagati’ per un ufficio, ma siamo i grandi amici di tutti, senza distinzioni, intendendo per amicizia il dono rispettoso dell’Amore, il dono di Cristo.

Siamo in tempi in cui i mass-media si divertono nel toglierci la nostra vera dignità, cercando le nostre debolezze e mai facendo apparire il grande bene che offriamo. Ma se qualcuno sbaglia, sono tanti quelli che offrono disinteressatamente la vita a Cristo e ai fratelli!

Basterebbe fare un giro per le tante parrocchie o comunità e ci si imbatterebbe in sacerdoti o vescovi che sono davvero ‘pastori buoni’, nelle cui mani si può mettere la propria vita, come fossero le mani di Dio.

Non è certamente facile essere ‘buoni pastori’: richiede una seria volontà di santità e una totale disponibilità a farsi carico di tanti sacrifici, per mettersi sulle spalle tante pecore smarrite.

È vero che un prete quando parla, quando celebra è Cristo tra noi, e quindi non può, come il Maestro, sfuggire alla sofferenza, ma deve continuare con infinita passione ad amare coloro che Dio gli ha affidato. E quando si incontra la sofferenza o l’incomprensione, il meditare le parole che Pietro scrisse nella sua I lettera, diventa un vero viatico per lui, come per ogni credente a cui sono rivolte oggi.

“Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia … dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime”. (1 Pietro, 2, 20-25)

C’è – ci deve essere – una differenza tra il mondo e noi, che crediamo in Cristo, nel presentarci e stare con gli uomini. Il mondo ricorre sempre a tecniche e strategie, spot pubblicitari ed esibizioni spettacolari, noi dobbiamo abbracciare l’umiltà del servizio che, quando ama, non fa chiasso. Anzi.

Forse qualcuno è ancora tentato dalla cosiddetta ‘necessità di dare visibilità’ alla fede: manifestazioni pubblicizzate, folle oceaniche, presunti miracoli che attirano le masse, turismo religioso, liturgie che facciano notizia.

Ma può la ‘visibilità’ accordarsi con il Dio-impotente, che si è rivelato nel Cristo crocifisso?

Gesù non è tema da ‘intrattenimento’, bensì una persona la cui visibilità è data dalla testimonianza di quanti lo seguono. Ci sono preti, vescovi, cristiani che senza apparire nei mass-media, costruiscono ogni giorno comunione tra loro e speranza nella propria gente.

Anche pensando a loro, ascoltiamo con gioia la parola di Gesù, ‘il Buon Pastore’:

“In verità in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce … Io sono la porta delle pecore: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv. 10, 1-10)

Questo è il meraviglioso ritratto che Gesù fa di sé e che dovrebbe essere il modello da vivere per chi di noi crede in Lui e soprattutto se è stato chiamato ad ‘essere pastore’.

A volte ci accusano di fare del nostro servizio, tutto e solo amore, una ricerca di ‘potere’.

Affermava don Tonino Bello: “A noi non si addicono i segni del potere. Ma solo il potere dei segni. Non tocca a noi cioè, con il nostro impegno di carità, risolvere il problema della casa, della disoccupazione, della ingiustizia planetaria. Tocca a noi però, condividendo la sorte degli uomini, porre segni di inversione di marcia ogni volta che il mondo assolutizza se stesso. Rinunciamo pure ai segni del potere. Non convertono alcuno. Ma non rinunciamo al potere dei segni”.

Altre volte notano, criticando, le nostre amarezze e difficoltà.

E Papa Francesco nella Messa del Crisma, del Giovedì Santo, ha ricordato ai sacerdoti che “anche nei momenti di tristezza, in cui tutto sembra oscurarsi e la vertigine dell’isolamento ci seduce, quei momenti apatici e noiosi che a volte ci colgono nella vita sacerdotale (e attraverso i quali anch’io sono passato), persino in questi momenti il popolo di Dio è capace di custodire la gioia, è capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata”.

Altri ci considerano illusi, votati al fallimento … ma Paolo VI, in un’omelia del 27 giugno 1975, esortava i sacerdoti: “Levate il vostro sguardo … Il mondo ha bisogno di voi! Il mondo vi attende! Anche nel grido ostile ch’esso lancia talora verso di voi, il mondo denuncia una sua fame di verità, di giustizia, di rinnovamento che il vostro ministero saprà amministrare. Sappiate ascoltare il gemito del povero, la voce candida dei bambini, il grido pensoso della gioventù, il lamento doloroso del lavoratore affaticato, il sospiro del sofferente e la critica del pensatore. Non abbiate mai paura! – Ha ripetuto il Signore. Il Signore è con voi!”.

Che Dio ci faccia davvero, come Gesù, ‘buoni’, interamente ‘buoni’, tanto amici del gregge da dare tutto di noi, anche la vita, come sanno fare alcuni, sempre ricordando le parole profetiche di Papa Francesco: ‘Il sacerdote è una persona molto piccola: l’incommensurabile grandezza del dono che ci è dato per il ministero ci relega tra i più piccoli degli uomini. Il sacerdote è il più povero degli uomini se Gesù non lo arricchisce con la sua povertà, è il più inutile servo se Gesù non lo chiama amico, il più stolto degli uomini se Gesù non lo istruisce pazientemente come Pietro, il più indifeso dei cristiani se il Buon Pastore non lo fortifica in mezzo al gregge. Nessuno è più piccolo di un sacerdote lasciato alle sue sole forze; perciò la nostra preghiera di difesa contro ogni insidia del Maligno è la preghiera di nostra Madre: sono sacerdote perché Lui ha guardato con bontà la mia piccolezza - cfr Lc 1,48

E concludiamo riflettendo sulle parole di S. Pietro: “Esorto voi presbiteri, io parimenti presbitero e testimone dei patimenti di Cristo e chiamato a far parte di quella gloria che sarà un giorno manifestata, siate pastori del gregge di Dio, che da voi dipende, governandolo non forzatamente, ma con bontà come vuole Dio; non per amore di vile guadagno, ma con animo volenteroso; non come dominatori dell’eredità del Signore, ma diventati sinceramente modelli del gregge”. (1 Pietro 5. 1-4)

Vorrei fare festa con quanti sacerdoti e vescovi, oggi, sono pastori del gregge.

E vorrei esortare, quanti mi sono vicini, a pregare per me e per tutti i pastori, non solo, ma a compatirci nelle debolezze e vivere con noi la passione di Cristo per le anime, a cominciare dai più deboli.


Antonio Riboldi – Vescovo di Acerra

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MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2014 12:54    Oggetto: Rispondi citando



Rivelazioni di Satana da alcuni esorcismi

“Egli disse loro: Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. (Lc 10,18-19)

E’ ben noto che il Diavolo è menzognero e padre della menzogna (cfr. Gv 8,44) tuttavia quando è Dio che gli ordina di dire la verità per l’edificazione e la conversione di qualcuno, egli è costretto ad ubbidire anche se ciò gli arreca indicibili sofferenze.
Le seguenti parole e argomenti sono tratti da alcuni esorcismi fatti da un noto Sacerdote, alla presenza di alcuni suoi collaboratori, e registrati su nastro magnetico.
Gli argomenti non sono tutti. Egli ha riportato soltanto alcuni, i più scottanti e importanti, che serviranno, speriamo, a fare riflettere molte persone.

Fonte: dalle registrazioni di P. Pellegrino Ernetti trascritte nel libro “La catechesi di Satana”, Edizioni Segno

Ciò che piace a Lucifero
- La particola alla mano, così posso calpestare il vostro Dio, quel Dio che io ho ucciso; e posso celebrare le mie messe (le messe nere) con i miei Sacerdoti che ho strappato a Lui…

- I Preti vestiti come netturbini, camuffati; così li porto dove voglio io, negli alberghi e nelle case private, in cerca di donne e di omosessuali e faccio commettere tanti sacrilegi e li porto nel mio regno! Quanti, quanti Preti mimetizzati sono nel mio regno! E non mi scapperanno più (risate forti…).

- I Preti e i Vescovi iscritti alla massoneria e alle mie sette…oh quanti, oh quanti ce ne porto col denaro e con le donne…quanti, quanti diventano miei amici fedeli…col denaro e con le donne…ne prendo quanti ne voglio, li porto nel mio regno.

- Le gonne corte, con le quali accalappio uomini e donne e riempio il mio regno (risate lunghe…sganasciate); che contento…che gioia…che contento…

- La televisione…uh, la televisione…è il mio apparecchio, l’ho inventato io…, per distruggere le singole anime e le famiglie…le separo, le disgrego con programmi miei, sottilissimi e penetranti…uh, la televisione è il centro di attrazione dove attiro anche tanti Preti, frati e suore, specialmente nelle ore piccole e poi non li faccio più pregare: ahahahahahah…In un attimo mi presento in tutto il mondo…mi ascoltano e mi vedono tutti…mi aiutano assai bene i miei fedeli servi, i maghi, le streghe, cartomanti, chiromanti, astrologi…ahahah ahahah…!

- Le discoteche…che bello…sono i miei palazzi d’oro dove attiro le migliori speranze della società, che io faccio mie, distruggendo le loro anime e i loro corpi…quante migliaia e migliaia ne porto con me con l’alcool, con la droga e col sesso…oh, che continua mietitura…Le ho affidate a tanti politici, i miei fedeli servi, e consacrati…lo sono il vero re del mondo, e non già il vostro Dio, che io ho crocifisso.

- Il divorzio…la separazione degli sposi, sono stati inventati da me; ne rivendico la proprietà…E’ una delle mie più intelligenti scoperte…così distraggo la famiglia e distruggo la società, dove io sono adorato come vero re del mondo…Il sesso…il sesso…non ascoltate quell’uomo impiccato in croce che non vi dà niente, il vero piacere…il vero piacere ve lo do soltanto col sesso libero…il mio regno è soprattutto libertà del piacere sessuale, con cui regno sulla terra.

- L’aborto…l’uccisione degli innocenti…oh…urrah! urrah! È stata la mia trovata più bella e più gustosa! Ammazzare gli innocenti invece dei colpevoli e degli omicidi della mafia! Distruggo l’umanità e così finiscono, prima di nascere, gli adoratori del vostro falso Dio…urrah…urrah…

- La droga…è il cibo più gustoso che io faccio mangiare ai giovani per renderli pazzi…e così ne faccio quello che voglio…ladri…assassini…lussuriosi…feroci come me…dominatori del mondo…miei ministri.

- Ma soprattutto mi piacciono e mi rallegrano quegli ecclesiastici che negano la mia esistenza e la mia opera nel mondo…e sono tantissimi…oh, che gioia, che gioia per me…lavoro tranquillo e sicuro…persino i teologi oggi non credono nella mia esistenza…che bello…che gioia…e così negano anche quel loro Dio che era venuto per distruggermi…invece l’ho vinto…l’ho inchiodato io sulla Croce…ahahahah…!
Bravi questi Preti…bravissimi questi Vescovi…bravissimi questi teologi sono tutti i miei fedeli servi torelli…ne faccio quello che voglio ahahahaha…! Ormai sono miei…li porto dove voglio…vestiti da beccamorti…con la sigaretta sempre in bocca…profumati come gagà…in cerca di donnicciole facili…con auto di ultima moda…pieni di danaro…si ribellano ai dogmi del loro falso Dio…e della falsa Chiesa di quel Crocifisso mia vittima…sono i miei soldati più sicuri del mio regno, pieno pieno di loro…Con essi metto confusione e smarrimento nel popolo, che allontano sempre più dal falso Dio…e porto nel mio regno di odio e di disperazione eterna…per sempre con me, con me…hahahahaha!
Quanti di essi ne ho fatti iscrivere alle sette mie allettati dalla mia carriera e dal mio denaro…li compro con facilità perché finalmente sono riuscito a non far amare più, quel falso loro Dio; né quella Donna che pretende di avermi vinto…”.

Ciò che dispiace a Lucifero
- La confessione…che stupida invenzione…Quanto mi fa male…mi fa soffrire…il Sangue di quel vostro falso Dio…quel Sangue mi schiaccia…mi distrugge…lava le vostre anime e mi fa scappare…(strilli orribili di pianto!)…quel Sangue; quel Sangue…è la mia pena più atroce…però ho trovato quei Preti che non ci credono più alla Confessione e mandano i cristiani a ricevere quel falso Dio in peccato…Bene, bene…bravissimi…quanti sacrilegi faccio commettere…

- Il pasto dove mangiate la Carne e il Sangue di quel Crocifisso che ho ucciso io…E qui mi trovo disarmato…non ho più le forze per lottare…quelli che si nutrono di questa Carne e bevono di questo Sangue diventano fortissimi contro di me, diventano invincibili alle mie scaltre seduzioni e tentazioni, sembrano diversi dagli altri, sembra abbiano una luce speciale e una intelligenza velocissima…mi fiutano subitaneamente…e si allontanano da me e mi scacciano come se fossi un cane…che tristezza, che dolore aver a che fare con questi cannibali…(strilli di pianto!)…Ma li perseguito ferocemente…e tanti vanno a mangiare quell’ostia in peccato…hahaha! Che contento…che gioia…odiano il loro Dio e lo mangiano, hahaha! Vittoria mia…vittoria mia…urrah…urrah…

- Quanto sono insensati quelli che perdono ore e ore di giorno e di notte, in ginocchio, ad adorare un pezzo di pane nascosto in una scatola sull’altare di quel falso Dio (È l’ora di adorazione). Quanta rabbia mi fanno queste persone! Mi distruggono tutte le mie opere, che ottengo da tanti sacrileghi cristiani, Preti, suore e Vescovi…Quanti sacrileghi mieti in continuazione, è una mia incessante vittoria Quanto dolore…quanta rabbia queste adorazioni irrazionali…!

- Odio il Rosario…quell’arnese guasto e marcio di quella Donna lì, è per me come un martello che mi spacca la testa…ahiiiii! È l’invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella donnaccia! Sono falsi, falsi…invece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella donnaccia, mia prima nemica, con quell’arnese…oh quanto male mi fanno…(strilli di pianto)…

- Il male più grande di questo tempo, per me, sono le continue presenze (apparizioni) di questa donnaccia…in tutto il mondo…in tutte le nazioni appare e mi perseguita; strappando dalle mie mani tante anime…migliaia e migliaia…per ascoltare i suoi falsi messaggi…Per fortuna mi difendono i Vescovi e i Preti miei che non credono a quella ignobile Donna…non credono e così apportano scompiglio…bravi, bravi questi miei apostoli dell’eresia…hahaha…

- Ma ciò che maggiormente mi distrugge è l’asinesca obbedienza a quell’uomo, vestito di bianco (il Papa), che comanda a nome del falso redentore e del falso vostro salvatore…che asini…pecore che consigli…! Obbedire a quell’uomo che ama quella donnaccia lì che mi perseguita da sempre…che vergogna…questo mi distrugge il mio regno…Ma io ho suscitato centinaia di Preti, frati, teologi e Vescovi che gli fanno la guerra…guerra senza frontiere a quel pagliaccio bianco…Vincerò io; vincerò io hahaha!
Lo farò morire, assassinare una brutta fine gli farò fare…È odioso ai miei seguaci, quel polacco che ama quella donnaccia lì…che propaganda il Rosario di quella ignobile Donna, come la sua preghiera preferita…che vigliacco…che asino…mi schiaccia…mi schiaccia…ohohohohoh (urli di pianto)… !

Ciò che piace al Demonio
- I politici che si dichiarano cristiani, ma che cristiani non sono, perché sono miei e a mio servizio…Presentandosi però come cristiani, ingannano tante persone che li seguono dove io astutamente li porto…Vengono con me a rubare allegramente il denaro del popolo, denaro che costa sudore e lacrime di lavoro sofferto; denaro strappato alle famiglie povere con tasse inique, imposte da questi politici che ingrassano, sciupano, spendono e spandono senza limiti…
Eppure faccio fare loro delle dichiarazioni di rettitudine, di bontà, di ossequio, di lealtà di sincerità cristiana, da far cadere anche i Preti e i Vescovi con loro…Il denaro è la mia arma più efficace; Preti e Vescovi chiudono gli occhi su questi politici, miei servi e schiavi…basta che loro trovino i soldi per costruire o restaurare chiese, asili, case parrocchiali belle e comode, patronati…Sono i miei sacrestani più fedeli, per mezzo dei quali posso penetrare nelle case del clero, obbediente al mio denaro…Del resto, non sono stati questi politici che hanno firmato l’ adulterio del divorzio e l’aborto?
Ma il clero…fa loro la propaganda che io desidero…(risate…!).

- I politici che si chiamano “laici” sono avanguardisti del mio regno…Le menzogne artatamente studiate, i soprusi diligentemente realizzati, i latrocini mafiosamente perpetrati, gli intrallazzi diplomaticamente eseguiti, il malcostume capillarmente diffuso con tutti i mezzi di stampa e di mass media, gli omicidi, i rapimenti organizzati a mano armata, la diffusione delle varie droghe mediante il servizio rigidissimo della omertà politicamente organizzata, e tanti tanti altri delitti e disordini sociali…sono tutte opere che io realizzo mediante l’opera di questi politici, miei seguaci e untorelli fedelissimi…Hanno da me il mandato preciso di usare tutti i mezzi e maniere, le più infernali, per distruggere la società, purtroppo ancora legata a quel Crocifisso che io ho impiccato sull’ infame legno…distruggere, distruggere…
Questi politici sono i miei discepoli e seguaci prediletti perché obbedientissimi al mio solo cenno, senza che neppure se ne accorgano…Sono essi che mi organizzano in tutte le città e paesi le logge massoniche più attive e subdole, più scaltre e di punta; sempre donando denaro, carriera e piaceri sessuali…Sono essi che ricevono i miei precisi comandi di penetrare e distruggere dall’ interno la Chiesa…Quanti ecclesiastici hanno ceduto e continuano a cedere alle proposte e agli allettamenti di denaro e di carriera…Distruggere la Chiesa è il mio primo e ideale progetto…Oh, che contento…che contento…!
Con questi miei fedelissimi politici ho già da tempo iniziato a distruggere la società in ogni settore e grado e in tutti gli ambienti, destabilizzando gli ordini di pubblica sicurezza, di economia, di diplomazia, di relazioni sociali…naturalmente sempre con le mie armi di ambizione, carriera, denaro, donne, piaceri Oh che contento! Che gioia! Che vittoria! (Ahahah…risate sguaiate).

- Mi piacciono poi in maniera particolarissima quei giudici e magistrati (ovviamente si riferisce ad eccezioni – n.d.c.), che hanno dietro le loro spalle il motto tradizionale “La giustizia è uguale per tutti”, eccetto ormai che per loro! Che bravi, che fedeli questi miei schiavetti della giustizia! Finalmente sono riuscito a politicizzare anche i giudici! Finalmente sono riuscito a farli vendere con il denaro e le bustarelle! Quante persone innocenti faccio condannare in carcere per anni e anni…mentre faccio uscire e assolvere i miei seguaci, considerati dal popolo come assassini e mascalzoni…li faccio uscire dal carcere perché devono continuare a dilatare il mio regno di disordine, con omicidi, ladrocini, spaccio di droga, sequestro di persone e di bambini! Che meraviglia questi miei giudici politicizzati, partitizzati, venduti…Li ho ridotti a non conoscere più ciò che è giusto, da ciò che è ingiusto…! Sono oggi il mio corpo specializzato di assalto contro la giustizia! Che meraviglia liberare dalle carceri i grandi brigatisti e mafiosi e lasciare dentro i poveri derelitti più o meno innocenti! Che bello lasciare liberi i “falsi pentiti”, con i quali io agisco con maggiore sicurezza! Che bello mandare agli “arresti domiciliari” coloro con i quali posso più liberamente organizzare il disfacimento della società! Bravi…bravissimi…giudici venduti! E quanti, quanti ne passano ogni giorno sempre di più nel mio regno, allettati dal denaro e dalla carriera e dall’orgoglio, le mie armi da loro amate e desiderate…(risata lunga…)! E quei giudici che non si vogliono allineare con me, li faccio scomparire…
E che cosa è la lotta intorno a loro, che aumenta sempre di più tra questi magistrati, se non il frutto della mia presenza e della mia costante e insistente opera? E che cosa è la continua lotta tra i magistrati e politici e le forze dell’ ordine, se non effetto del veleno che io riesco ad iniettare costantemente tra di loro? (risata…). È finita…è finita la pseudo pace che ha promesso quel buffone del vostro Dio che io ho vinto e crocifisso…E’ finita il mondo intero è con me…sono io ormai il re del mondo…sono io!

- Una mia particolare predilezione sono le tantissime sette, che io continuo a creare e a diffondere capillarmente in tutto il mondo. Sono i mezzi più immediati con i quali scardino la fede in quel falso vostro Dio da me crocifisso…creo così la babele nella fede…(risate lunghe…).
Il vostro Prete bianco (il Papa) strilla e sbraita…perché ha paura di me, ha paura che io gli tolga il trono già tanto vacillante…ma io ho già vinto, ho messo la babele nella fede; nei semplici come nei dotti, compresi Preti, teologi e Vescovi…le mie sette sono sempre più invincibili…la mia massoneria paga, paga molto bene ogni mio seguace. Sarò sempre vincitore io…e la babele nella fede sarà la mia vittoria.
Nella sola vostra Italia ho più di 672 sette e religioni mie che voi chiamate “sataniche”, che sono piene zeppe di anime a me votate e consacrate e battezzate con il proprio sangue nel mio nome…Esse mi rendono quotidianamente il culto che io merito come sovrano della terra con preghiere, con inni e cantici e…con “messe nere” durante le quali vinco, calpestando e distruggendo quelle Ostie nelle quali gli stupidi cristiani credono presente il loro Crocifisso. Ma se così fosse, perché permette che io Lo distrugga impunemente? (risata molto lunga e sganasciata…).
Queste sette, da me comandate insieme ai miei seguaci di stato maggiore del mio regno, convertono incessantemente i cristiani e li rendono miei fedeli seguaci…sono centinaia e centinaia che, ad ogni ora, rinnegano la fede vostra per aderire alle mie sette, ove io li accolgo a braccia aperte e dono loro tutti i miei piaceri e tutte le libertà di vivere il più lontano possibile dalla vostra Chiesa…è la vera felicità…la vera gioia, che solo io posso dare a voi…
Dall’alta, alla media, alla bassa Italia e nelle isole…ovunque ho le mie sette che lavorano indefessamente… Dall’altra parte, ormai, molte chiese e parrocchie sono senza Prete…sono riuscito a distruggere e a far morire le vocazioni e le mie sette suppliscono al Prete…(Hahaha…lunga risata!) Dai testimoni di Geova ai Centri età dell’ Acquario, agli Steiner antroposofici, a teosofici, ai Carolina, ai Cenacolo 33, ai Centri di Shamannesimo, ai Rosacroce, agli Arcobaleno, ai Gialli, agli Ergoniani, ai Scientology e tante e tante altre mie sette e religioni, che ogni giorno invento e creo, sono un vero esercito che lotta contro la vostra Chiesa…e vincerò, vincerò…anche se il vostro Crocifisso ha detto a voi che “le porte dell’Inferno non prevarranno” (Hahaha…risata…).
E non bastando questo, mi sono infiltrato in certi gruppi-base che voi credete vostri…Invece sono miei, li ho già afferrati gettando nei singoli il mio isterismo parossistico…diventano tutti visionari falsi di cristi e madonne che, come loro credono, stiano a parlare…ma che sono io che mi rivelo a loro…(risata!).

- I miei teologi, con le dottrine da me ispirate…Oh questi sì che costituiscono la mia “punta di diamante” di prima trincea! Che teologi intelligenti! Essi hanno capito che quei dogmi rigidissimi, dettati da certi sciocchi capi ecclesiastici, in realtà sono delle falsità puerili, che crollano al semplice confronto con la realtà quotidiana. Che bravi…bravissimi…!
Del resto, li ho portati ad insegnare le mie dottrine non soltanto nei seminari ordinari, ma persino nelle più alte e prestigiose Università Pontificie, persino in quella romana del vostro Prete bianco (il Papa; l’Università Lateranense).
La dottrina della “morte di dio” l ‘ho ispirata io e, con essa, mi sono venuti dietro milioni di studiosi, che sono diventati miei discepoli e fedeli convinti. Da quando io regno, il vostro Dio è morto non esiste più. E finita ogni legge costrittiva: tutti possono e devono vivere liberamente, come insegno io: libertà di idee, libertà di pensiero, libertà di azione…ognuno è liberissimo finalmente di agire e fare quello che crede e vuole, ovunque e sempre, e con chiunque…Non esiste più norma né regola…ciascuno è come sono io, padrone di tutto e di tutti: il vostro Dio è morto! E chi potrebbe negarlo; se lo stesso vostro Crocifisso ha dichiarato che io, solo io, sono “il principe di questo mondo”? E se Lui stesso ha detto che “tutto il mondo è in mia insindacabile balia e padronanza”?…Finalmente questi teologi, i più intelligenti in assoluto, mi hanno dato ragione.
Ma se Dio è morto, allora è chiaro che sono crollati tutti gli altri dogmi: la Creazione; l’Incarnazione, la Resurrezione, l’Immacolata; l’Assunzione, l’Eucarestia e tutti i Sacramenti… tutte storielle inventate per tenere costretti gli allocchi cristiani…Ed ecco centinaia e centinaia dei miei teologi, che hanno persino il coraggio di sfidare il Prete bianco (il Papa) con lettere e firme…che provi il contrario, se ha il coraggio e se è capace…Ha scrollato la testa e ha lasciato, i miei teologi, che continuassero questi insegnamenti, senza il minimo rimprovero né punizione…
Dunque anche lui è d’accordo con me, nella negazione di tutti i suoi dogmi…ma che bravo! (risata…).
E mentre questi grandi teologi sono con me, vi sono altri piccoli teologi untorelli che, per rivalsa, negano la mia esistenza, come fiaba da medioevo; rinviando tutte le mie presenze e manifestazioni a fatti unicamente psichiatrici e psichici…Bravissimi, questi teologi, questi Preti…tanti Vescovi…bravissimi! È il servizio migliore che mi potete fare: farmi agire silenziosamente, senza minimamente lottare contro la mia presenza e le mie astuzie…bravissimi … fate sempre così e io continuerò la mia opera infernale senza colpo ferire!
I miei teologi intelligenti negano i dogmi della vostra Chiesa e teologi stupidi negano la mia esistenza…Che trionfo…(risata…).
Ma allora dove sono più gli eretici di una volta? Nessuno! Né chi nega i dogmi, né chi nega me, che pure nell’elenco dei dogmi era anche quello della mia esistenza…! Ho vinto la vostra Chiesa.

Ciò che dispiace al Demonio
- Molto mi preoccupano quelle servette con la testa fasciata, che abbandonano tutti e tutto per rinchiudersi entro quattro mura, per sacrificare tutto ciò che è bello e buono per quel Dio che solo io sono riuscito a vincere (sono le monache di clausura)…
Giorno e notte si mortificano con veglie e digiuni incoscienti e inconsistenti…non dormono sufficientemente…non mangiano secondo le necessità dell’appetito e del corpo, che reclama il vitto necessario…non parlano liberamente ovunque e sempre…taciturne…ammusonite…piene di tristezza, la più disumana…pregano…cantano…e tutto questo sacrificio per chi lo fanno? Per quali motivi particolari…per quali fini…con quali risultati…?
La stragrande maggioranza, per fortuna, sono persone poco e punto intelligenti…ottuse di mente…abuliche di volontà…che si sono lasciate trascinare da qualche Prete insoddisfatto…Povere donnicciole, che non sanno e non conoscono il vero piacere del sesso con tutte le relative gioie che esso dona…!
Povere servette, che non hanno sentito mai le sensazioni della carne procurate dagli amplessi e dai baci dei miei uomini…! Eppure quante ne faccio cadere”, le riduco ad una vita grama, sterile, prive di ogni fervore, gettandole nel massimo della tiepidezza…Sì, ne devo fare una vera strage…perché soprattutto di queste claustrali ho paura…ho paura terribile…!
Sono i nemici miei più terribili e agguerriti…mi strappano dalle mani tante anime di ogni sesso, di ogni classe e condizione…Che nemici terribili…quando incominciano a pregare per la conversione di un’anima da strapparmi, non la smettono più…più…più…sono tenaci e caparbie! Se poi non bastassero le lunghe ed estenuanti preghiere alloro falso Dio Crocifisso, del quale si chiamano spudoratamente sue “spose”, allora incominciano con le estenuanti penitenze di ogni genere…che nemici…che soldati di primo assalto…! Ho tentato tante volte di diminuire le vocazioni a questa stupida vita…ma purtroppo non ci sono ancora riuscito…sono troppe ancora le donnette stupide e sciocche, anche se tante volte siano perfino laureate e diplomate…Che nemici…!

- Chi sono poi i miei veri persecutori acerrimi e accaniti, sono quelli, che si fanno chiamare “esorcisti”…Che brutta genia…che disgrazia nel mondo…per fortuna ce ne sono ancora pochi, pochissimi, perché io dissuado i Vescovi a nominarli…e questi mi credono e mi ubbidiscono, anche contro il comando del loro Dio Crocifisso che comandò loro: “In mio nome, scacciate i dèmoni”. Che buffone!!! Questi Vescovi hanno paura di me, tanta, tantissima! lo già li possiedo nella forma sia pure delicatissima perche non se ne accorgano, ma li possiedo…e non faccio fare a loro gli esorcismi contro di me e neppure permetto loro che nominino esorcisti…che nemici feroci…!
Molte volte sono riuscito a vendicarmi…a punirli…a schiaffeggiarli…a bastonarli…a fermarli con tante e svariate malattie; a volte anche gravi…Ma purtroppo, non cedono…non cedono…E quando essi si avvicinano alle mie prede, devo scappare…o presto o tardi devo fuggire…che preghiere fanno…e sempre in nome di quel loro Dio..e di quella loro Donna madre del crocifisso…Oh, che dolori, che strazio per me…!

Conclusioni:

Ecco alcune registrazioni, trascritte per l’ammaestramento di tutti noi, affinché ci si allontani dal male e si viva del vero Amore, Cristo Gesù, che per noi ha dato il Suo preziosissimo Sangue, vita e salvezza nostra.
Precedentemente abbiamo riportato delle affermazioni terrificanti,che il temibile Satana ha infernalmente dette e vomitate in alcuni esorcismi, davanti a testimoni fedeli, e anche registrate…una vera e propria catechesi diabolica da prendere seriamente e soppesare: infatti trattano argomenti terribilmente scottanti.
Facciamo alcune riflessioni.
Anzitutto: la catechesi diabolica è doppia: una positiva per il Diavolo e negativa per noi e l’altra, al rovescio, è positiva per noi e negativa per lui. Ciò che piace a Lucifero, è chiaro che risulta tutto negativo per noi e che quindi dovremmo assolutamente evitare; ma ciò che a lui dispiace, è positivo per noi e che quindi dovremmo assolutamente praticare con tutti i nostri sforzi, senza mai farci ingannare da lui, a cui dispiace.

Riassumendo, Satana è contento per il materiale, esposto in dieci punti, come in un decalogo:

- la profanazione dell’eucarestia;
- i Preti e religiosi vestiti da “netturbini” e camuffati;
- gli ecclesiastici iscritti alla massoneria e alle sette;
- le gonne corte, malcostume di vestiario femminile;
- la televisione come strumento di divisione della famiglia e propaganda di malcostume;
- le discoteche, come luogo di corruzione della gioventù;
- la separazione e il divorzio dei coniugi, per distruggere la famiglia e la società, facendo prevalere soltanto il sesso;
- l’aborto, come uccisione degli innocenti, distruggendo l’umanità;
- la droga, per impazzire i giovani e ridurli a larve;
- soprattutto certi ecclesiastici, che negano l’esistenza del Demonio, lasciandolo così agire liberamente e senza alcun disturbo nelle anime cristiane.

Chi legge comprenda la gravità delle asserzioni. Toccano tutta la vita e l’opera salvifica del battezzato. Il tempio della SS. Trinità che ha santificato e consacrato le nostre anime, viene non soltanto profanato per opera di Satana, ma addirittura distrutto, sia individualmente, sia familiarmente, sia socialmente. E, quello che appare più grave, la non azione immediata e positiva, il non intervento cioè immediato dei “pastori” del gregge, perché oggi, ottenebrate le loro menti, convinti che esistano soltanto malati da psichiatria, non credono più nell’azione e nel potere del Diavolo.
Eppure la realtà è ben diversa, quante persone non sanno dove sbattere il capo, dopo aver girato ospedali e cliniche con spese enormi ed essersi sentite ripetere sempre lo stesso ritornello: “Lei non ha nulla…”. Ma il malato resta sempre tale, finché qualche esorcista non lo libera dalla vera ragione del male, il Diavolo, con manifestazioni infernali…
La vera pastorale deve cominciare proprio dalla lotta contro Satana: è scritto infatti in S. Giovanni che “Cristo è venuto per distruggere le opere del Demonio”.
Costoro possono continuare pure a negare: in tal caso però sono dei veri e propri eretici, perché l’esistenza del Diavolo, come persona che odia e perseguita le anime e Dio, è un vero dogma di fede. Negare l’ esistenza del Demonio è negare anche l’esistenza di Cristo. Infatti, per quale motivo si è incarnato Cristo, se non per “distruggere le opere del Demonio? D’altra parte lo stesso Satana ci dà la conferma di quanto stiamo dicendo, con la seconda parte della sua catechesi in sei punti.

A lui dispiace e fa male:

- il sacramento della Confessione, ove Cristo lava le nostre anime con il suo Sangue preziosissimo;
- l’Eucarestia, che ci nutre direttamente di Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità;
- l’adorazione eucaristica, ove continuiamo l’unione con Gesù;
- il Santo Rosario, nel quale contempliamo i misteri della nostra santa fede insieme alla Madonna;
- le apparizioni della Madonna, che ci richiama ci riporta a Gesù;
- l’obbedienza fedele al Papa, vicario di Gesù.

Se il Demonio non esistesse, dunque, perché mai avrebbe paura di queste realtà, che ci danno la vita divina e ci proiettano nell’eternità beata, ove godremo per sempre il nostro Dio?
Attenzione quindi al comportamento superficiale e stolto di chi crede, o pensa di credere, che l’esistenza del Demonio, con le relative manifestazioni, siano “cose da medioevo”. In realtà, chi nega Satana o ha paura di Satana, è già infestato o posseduto dalle sue catene infernali.


Questo articolo è stato pubblicato in Gesù libera il 2 febbraio 2008 da Diosalva.net.



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