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DIO NELLA NOSTRA VITA - PARTE TERZA
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PattyRose



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MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2014 12:55    Oggetto: Rispondi citando



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PattyRose



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MessaggioInviato: Dom Mag 18, 2014 11:50    Oggetto: Rispondi citando


Omelia del giorno 18 Maggio 2014 - V Domenica di Pasqua (Anno A)

Perché nessuno sia mai trascurato

Siamo ai primi passi della Chiesa, che inizia il suo cammino proprio da Gerusalemme, la città santa che era stata testimone dei grandi avvenimenti dell’Amore di Dio tra gli uomini.

Lì era stato crocifisso Gesù, il Messia, il Figlio di Dio. Lì il terzo giorno era resuscitato dai morti.

Lì era salito al Cielo dove siede alla destra del Padre. Lì aveva inviato lo Spirito Santo, perché continuasse negli Apostoli prima e nella Chiesa poi, la missione di salvezza di tutto il genere umano, come è nella volontà del Padre, che ama talmente gli uomini, ogni uomo, da non avere alcuna esitazione ad offrire per loro la vita del Figlio. Lì, a Gerusalemme, ha avuto inizio il cammino della Chiesa nel mondo, giunto fino a noi.

Noi oggi, dobbiamo confessarlo con umiltà, abbiamo in parte perso il senso della divina bellezza della Chiesa: questa Chiesa, che, nonostante grandi esempi come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, beatificati in aprile, o il dono dello Spirito che è Papa Francesco, appare appannato, non certo per colpa di Dio, ma per colpa nostra, perché la Chiesa siamo tutti noi, credenti nel Cristo risorto, che troppe volte ‘non rimuoviamo i macigni che sono all’imboccatura della nostra anima’ impedendo la ‘festa dei macigni rotolati’, come diceva don Tonino Bello.

Quando le meraviglie di Dio sono affidate a mani di uomo, queste, troppo spesso, lasciano impronte poco gloriose. E così tanta gente, oggi, guardando troppo alle impronte degli uomini, si ferma più alle sue debolezze, che alla grandezza delle opere di Dio nella Chiesa.

Da qui la conseguenza che tanti si allontanano, non trovando più il perché o la gioia di essere intimamente parte della famiglia di Dio, che è la Chiesa: Regno di Dio qui tra noi in terra.

Ma com’era a Gerusalemme la prima comunità di credenti?

Se, per un confronto con le nostre, ne leggiamo le caratteristiche nel libro degli Atti degli Apostoli, - 2, 42-48 pare davvero un quadro ‘di famiglia’, un’icona, diremmo noi, che davvero dà della fede vissuta una visione da altro mondo, il mondo di Dio.

Stavano insieme ed ‘erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli’ su tutto quello che Gesù aveva detto e fatto, fino alla morte sulla croce e la sua resurrezione.

Ripetevano i gesti del Maestro e vivevano ‘nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere’ soprattutto volendosi bene, un bene infinito dentro la Chiesa, che erano essi stessi, popolo in cammino dietro le orme del loro Signore.

Solo questo contava ed interessava, tanto da essere completamente distaccati dai beni: “Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme … prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo ... e tenevano in comune ogni bene … per vivere insieme il vero Bene, che è Dio: un Bene unico e insostituibile, davanti a cui i nostri poveri beni sono davvero piccolissima cosa, che può diventare però pericolosa che ci aggrappiamo ad essi.

Purtroppo troppe volte siamo proprio accecati dalle piccole cose che fanno piccolo il cuore e limitato l’orizzonte di vita, che chiede invece una dilatazione infinita nell’amore.

Gesù lo ha insegnato e subito ci richiama a tale vigilanza.

Già allora sorsero delle ’mormorazioni’, perché ‘venivano trascurate le vedove nella distribuzione quotidiana dei beni’… si stava deviando dallo spirito di carità; ‘essendo i discepoli cresciuti in gran numero’ inevitabilmente aumentavano le difficoltà.

Ed ecco il nuovo segno dello Spirito: “Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: ‘Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque fratelli cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola”.

(At. 6, 1-7)

Quanto è creativa l’azione dello Spirito, se solo fossimo sempre attenti a ciò che ‘sussurra’ nei nostri cuori!

Purtroppo troppe volte noi stessi, discepoli del Cristo risorto, scadiamo nel materialismo, ci lasciamo tarpare le ali dall’effimero che ci circonda e non ha futuro, forse tradiamo, nei fatti, la vera ragione della nostra creazione.

La vita altro non è che un tempo di prova per il Cielo.

Ma la viviamo davvero secondo lo spirito di risorti?

Gesù ce lo conferma oggi con le sue stesse parole:

‘Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: ‘Vado a prepararvi un posto’?. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò ci siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado voi conoscete la via’. (Gv. 14, 1-12)

Non è diretto solo agli apostoli quello che oggi Gesù dice, ma a tutti noi.

Nel Battesimo siamo diventati tutti figli di Dio e , ai figli, spetta la Casa del Padre.

La vita qui altro non è che una preparazione per avere un posto in quella Casa eterna.

Ma ci pensiamo che verrà il giorno in cui saremo ‘giudicati’ se la nostra vita è stata una preparazione.

Impensierisce il tanto materialismo, a volte quasi un ‘ateismo pratico’ anche nella vita di tanti, che affermano di essere credenti.

Si vive tutti orientati al ‘tutto e subito’ nell’oggi, sfuggendo anche solo il pensiero del domani che verrà.

Ma possiamo vivere solo in funzione dell’oggi, senza guardare al domani che ci attende?

Dovremmo tutti, anche nella vita quotidiana che è piena di tante occupazioni e preoccupazioni avere il cuore e il pensiero continuamente rivolti al nostro posto presso il Padre.

Ricordiamocelo tutti: il materialismo non ha futuro.

Solo una vita di fede, che cerca di battere le vie della santità, può essere degna della creazione che di noi ha fatto Dio.

È sempre un aprirsi alla gioia e alla speranza, incontrare fratelli e sorelle, che vivono su questa terra, ma con gli occhi e il cuore rivolti al domani con Dio. Vivono con più gioia, più speranza, più intensità di carità, più pienezza già quaggiù.

Così come addolora vedere tanti che al domani proprio non ci pensano … eppure ci sarà anche per loro. Non resta che pregare Gesù che ci doni il Suo Spirito di sapienza, per diventare discepoli che sanno vivere ogni giorno nella luce del domani ‘senza tramonto’ con il Padre.


Antonio Riboldi – Vescovo di Acerra

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PattyRose



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MessaggioInviato: Ven Ago 01, 2014 15:23    Oggetto: Rispondi citando


Omelia del giorno 3 Agosto 2014 - XVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Sete di speranza oggi

Fa davvero impressione la troppa gente che si abbandona alla disperazione, per i più vari motivi: dalle vere tragedie, che sembrano togliere ogni ragione di vita, o guardando a come è difficile che si faccia strada la giustizia nel nostro mondo o per le più diverse delusioni umane, che sembrano voler spegnere il gusto della vita.

Sono tantissime, insomma, le ragioni che portano a disperarsi.

Tante volte il motivo dipende dall’impostazione della vita, che ci si è data, affidandosi a ‘sogni’ umani, che possono illudere o fare contenti per un istante, ma non garantiscono la vera speranza, che dà un senso ‘oltre’, anche quando le cose vanno male.

Nella domenica, Giorno del Signore, Gesù ci parla, per aiutarci a cogliere il vero senso della vita:

“In quel tempo – racconta Matteo – avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: ‘Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare’. Ma Gesù disse loro: ‘Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare’. Gli risposero: ‘Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!’. Ed egli disse: ‘Portatemeli qui’. E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste pene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini”. (Mt. 14, 13-21)

Certamente una semplice lettura del Vangelo ci può lasciare sconcertati. Anzitutto colpisce certamente il grande dolore di Gesù nell’apprendere della morte di Giovanni Battista, il cugino che ‘aveva sobbalzato nel seno’ della mamma, all’arrivo di Maria, che portava nel suo grembo verginale Gesù, il Figlio di Dio, ma anche il suo precursore, primo testimone della Sua divinità. Alla notizia, come a voler cercare ‘un senso’ a quanto stava accadendo, Gesù sceglie la via della solitudine. Forse noi ci saremmo disperati o avremmo implorato vendetta o, quantomeno, giustizia. Ma non è nello stile di Dio, e quindi di Gesù, questo atteggiamento di ritorsione.

C’è un perché in tutto e di tutto, anche per noi: un perché scritto nel cuore di Dio e che può essere colto solo se si è capaci di ritirarsi, come fece Gesù, in disparte, nel silenzio, – quasi a prendere le distanze da reazioni ‘troppo umane’ – per trovare la forza di affidarsi ai disegni del Padre e, così, prepararsi ad incontrare di nuovo i fratelli sulla scia dell’amore, per poter far nascere la speranza.

Ed infatti Gesù – racconta il Vangelo – viene raggiunto dalla folla, quella silenziosa folla che sempre cerca Uno che sia la sua voce, il compimento dei suoi inespressi desideri.

In pratica Gesù era diventato punto di riferimento, come diremmo noi oggi: uno da cui, forse, ci si aspettava tanto, non sapendo neppure che cosa sarebbe stato questo ‘tanto’.

Gesù era allora – e dovrebbe essere anche oggi – la grande e sola speranza della vita.

Era la speranza per chi chiedeva di tornare alla salute, per chi sognava la libertà e non ne aveva mai sperimentato il significato, per chi forse voleva ritrovare se stesso, il senso della propria vita, frustrato dalle tante contraddizioni che sono, sembra, ciò che offre il mondo. Ognuno in quella folla avvertiva il Suo incredibile amore: un amore che fa sentire al sicuro.

E Gesù ricambia, dimenticando il suo stesso dolore per la morte di Giovanni.

Scende dalla barca, si fa vicino, si fa partecipe della ‘passione’ che agita la folla e interpreta la loro speranza con due segni, guarendo gli ammalati e moltiplicando i pani.

Si ha l’impressione che gli uomini di oggi assomiglino tanto a quella folla, assetata di speranza.

“Avvertiamo – diceva Paolo VI – nell’umanità, un bisogno doloroso e, in un certo senso, profetico di speranza, come del respiro per la vita. Senza speranza non si vive … L’uomo ha bisogno di una finalità, di incoraggiamento, di pregustamento della gioia futura. L’entusiasmo, che è la molla dell’azione e del rischio, non può sorgere che da una speranza forte e serena. L’uomo ha bisogno di ottimismo sincero non illusorio .... La vera speranza, che deve sorreggere il cammino dell’uomo, si fonda sulla fede, la quale è, nel linguaggio biblico, ‘fondamento delle cose sperate’ e, nella realtà storica, è Gesù risorto” (11 aprile 1971)

E Papa Francesco lo ribadisce spesso: ‘Per un cristiano, speranza non è quella di chi di solito guarda al ‘bicchiere mezzo pieno’: quello è semplicemente ottimismo, un atteggiamento umano che dipende da tante cose. La speranza è un’altra cosa, è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’. Ma Paolo ci dice anche che la speranza ha un nome: è Gesù. Se tu non dici: ‘Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucarestia, che è presente nella sua Parola’, la tua non è speranza. È buon umore, ottimismo, ma la speranza vera è Gesù in persona, è la sua forza di liberare e rifare nuova ogni vita”.

Chiediamo dunque a Dio l’umiltà e la fiducia di ‘inseguire Gesù’, nostra vera e sola speranza, anche oggi.


Antonio Riboldi – Vescovo di Acerra

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MessaggioInviato: Lun Set 29, 2014 19:52    Oggetto: Rispondi citando


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Ho trovato delle bellissime pagine che qui riporto.



Vangelo della Pace
Dal manoscritto aramaico del III secolo: l’originale è conservato negli archivi vaticani (documenti degli archivi reali degli Asburgo-Austria).
Questo testo era utilizzato dagli Esseni, giudeo-cristiani iniziati. - pare sia stato dettato e/o osservato ed insegnato da Gesu' il Nazareno ai suoi discepoli e sia giunto a fino a noi divulgato dagli iniziati nei vari secoli.



"Ed ecco che molti malati e storpi vennero a Gesù e gli chiesero:
" Se tu conosci tutte le cose, dicci, perché noi soffriamo di questi atroci tormenti ? Perché non siamo noi sani come gli altri uomini ? Maestro, guariscici, affinché anche noi possiamo diventare forti e non dobbiamo soffrire ancora nella nostra sventura. Noi sappiamo che tu hai il potere di guarire ogni sorta di malattia. Liberaci da Satana e da tutte le grandi sue afflizioni. Maestro, abbi compassione di noi".

"Gesù rispose: "Felici voi che siete affamati di verità, perché io vi sfamerò con il pane della sapienza. Felici voi che bussate, perché io vi aprirò la porta della vita.



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mari27



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MessaggioInviato: Lun Set 29, 2014 19:56    Oggetto: Rispondi citando


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Felici voi che allontanate il potere di Satana, perché io vi condurrò nel regno degli angeli di nostra Madre, dove il potere di Satana non può entrare".

"...Il sangue che scorre in noi è nato dal sangue della nostra Madre Terra. Il suo sangue scende dalle nuvole; scaturisce dal grembo della terra; mormora nei ruscelli delle montagne; fluisce ampio nei fiumi delle pianure; s'addormenta nei laghi; si infuria possente nei mari in tempesta. L'aria che noi respiriamo è nata dal respiro della nostra Madre Terra. Il suo respiro nell'alto dei cieli è azzurro; freme sulle cime delle montagne; sussurra tra le foglie della foresta; ondeggia sopra i campi di grano; riposa in fondo alle vallate; brucia torrido nel deserto.

"La solidità delle nostre ossa nasce dalle ossa della nostra Madre Terra, dalle rocce e dalle pietre che stanno nude di fronte al cielo sulle cime delle montagne; sono come giganti che giacciono addormentati lungo i pendii delle montagne, come idoli posti nel deserto e nascosti nelle profondità della terra. La morbidezza della nostra carne nasce dalla carne della nostra Madre Terra; questa carne che si colora di giallo e di rosso nei frutti degli alberi e ci nutre dai solchi dei campi.

"I nostri visceri nascono dai visceri della nostra Madre Terra e sono nascosti ai nostri occhi come i sentieri invisibili della terra.
La luce dei nostri occhi, l'udito dei nostri orecchi sono nati dai colori e dai suoni della nostra Madre Terra, che ci avvolge come le onde del mare avvolgono i pesci e l'aria turbinante avvolge gli uccelli.
In verità vi dico, l'Uomo è il Figlio della Madre Terra e da lei il Figlio dell'Uomo riceve l'intero suo corpo anche se il corpo del neonato nasce dal seno di sua madre.
In verità vi dico, voi siete uno con la Madre Terra; "lei è in voi e voi siete in lei. Da lei voi siete nati, in lei vivrete e a lei ritornerete di nuovo. Osservate dunque le sue leggi, perché nessuno può vivere a lungo, né essere felice se non onora la sua Madre Terra e rispetta le sue leggi. Poiché il vostro respiro è il suo respiro; il vostro sangue è il suo sangue; le vostre ossa sono le sue ossa; la vostra carne è la sua carne; i vostri visceri sono i suoi visceri; i vostri occhi e i vostri orecchi sono i suoi occhi e i suoi orecchi.

"In verità vi dico, se voi mancherete di rispettare una sola di queste sue leggi e danneggerete un solo membro del vostro corpo, voi sarete completamente perduti nelle vostre penose malattie e ci saranno pianti e stridore di denti. Io vi dico, se voi non seguite le leggi della vostra Madre Terra voi non potrete in alcun modo sfuggire alla morte. E colui che si atterrà alle leggi di sua Madre, sua Madre non lo abbandonerà. Essa gli guarirà tutte le sue ferite e non si ammalerà mai; gli darà lunga vita e lo proteggerà contro tutte le afflizioni; dal fuoco, dall'acqua e dal morso dei serpenti velenosi...".



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mari27



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MessaggioInviato: Lun Set 29, 2014 20:00    Oggetto: Rispondi citando


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"E Gesù rispose: "Non cercate le leggi nelle vostre scritture, perché la legge è vita, mentre le scritture sono morte. In verità vi dico, Mosè non ha ricevuto da Dio le leggi scritte, ma dalla Sua viva voce.
La legge è parola vivente del Dio vivo ai vivi profeti per gli uomini vivi.
La legge è scritta in tutto ciò che è vita. Voi la trovate nell'erba, tra gli alberi, nel fiume, sulle montagne, tra gli uccelli che volano nel cielo, tra i pesci che nuotano nel mare; ma cercatela soprattutto in voi stessi.

"... Ritiratevi in solitudine e digiunate da soli e non mostrate ad altri il vostro digiuno. (...) Cercate l'aria pura della foresta e dei campi e lì troverete l'angelo dell'aria. Toglietevi le scarpe, alleggeritevi dei vostri abiti e lasciate che l'angelo dell'aria abbracci tutto il vostro corpo. Poi respirate a lungo e profondamente, affinché l'angelo dell'aria possa entrare in voi.
In verità vi dico, l'angelo dell'aria allontanerà dal vostro corpo tutte le impurità che lo contaminano esternamente e internamente.

"In tal modo tutte le cose impure e maleodoranti risaliranno in superficie e usciranno da voi, come il fumo del fuoco si alza in alto in spire e si perde nell'oceano del cielo.
Dopo l'angelo dell'aria, cercate l'angelo dell'acqua.
Toglietevi le scarpe e gli abiti e lasciate che l'angelo dell'acqua abbracci tutto il vostro corpo. Gettatevi completamente nelle sue accoglienti braccia e così come muovete con il vostro respiro l'aria, così muovete anche l'acqua con il vostro corpo. In verità vi dico, l'angelo dell'acqua allontanerà dal vostro corpo tutte le impurità che lo contaminano esternamente e internamente.

"E tutto ciò che era impuro e maleodorante si allontanerà da voi, come le impurità degli abiti lavati nell'acqua si allontanano e si perdono nella
corrente del fiume. In verità vi dico, santo è l'angelo dell'acqua che purifica tutto ciò che è impuro e rende in odore soave ogni cosa maleodorante.
E se dopo di ciò rimanesse in voi traccia dei vostri passati peccati e impurità, cercate l'angelo della luce del sole.
Toglietevi le scarpe e gli indumenti e lasciate che l'angelo del sole abbracci tutto il vostro corpo.

"Poi respirate a lungo e profondamente in modo che l'angelo del sole possa entrare in voi e allontanare dal vostro corpo tutte le maleodoranti e impure cose che lo contaminavano all'esterno e all'interno.
E tutte le impure e maleodoranti cose usciranno da voi, come l'oscurità della notte svanisce davanti allo splendore del sole nascente. Poiché, in verità vi dico, santo è l'angelo della luce del sole che purifica tutte le impurità e rende in odore gradevole tutto ciò che è maleodorante.

"... Gli angeli dell'aria e dell'acqua e della luce del sole sono fratelli.
Essi sono dati al Figlio dell'Uomo affinché lo servano e lui possa andare sempre dall'uno all'altro.
Santo è il loro abbraccio. Essi sono figli indivisibili della Madre Terra, perciò non separate ciò che la terra e il cielo hanno unito. Lasciate che questi tre angeli fratelli vi abbraccino ogni giorno e dimorino con voi per tutto il tempo del vostro digiuno. Poiché, in verità vi dico, il potere dei demoni, tutti i peccati e le impurità, fuggiranno in fretta dal corpo che è protetto da questi tre angeli.

"Allo stesso modo in cui i ladri fuggono da una dimora abbandonata all'arrivo del padrone di casa, uno dalla porta, uno dalla finestra e il terzo dal tetto, ognuno fuggendo da dove si trova e dove può; così fuggiranno dal vostro corpo tutti i demoni del male, tutti i peccati passati e tutte le impurità e le malattie che contaminavano il tempio del vostro corpo.


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mari27



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MessaggioInviato: Lun Set 29, 2014 20:08    Oggetto: Rispondi citando


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...E c'erano molti malati tra loro, tormentati da dolori atroci; non potendo più reggersi sulle gambe, a fatica si trascinarono ai piedi di Gesù e gli dissero: "Maestro noi siamo tormentati atrocemente dal dolore; dicci quello che dobbiamo fare".

"Mostrarono a Gesù i loro piedi deformi e dissero: "Né l'angelo dell'aria, né quello dell'acqua, né quello dei raggi del sole hanno alleviato le nostre pene... ".
"In verità vi dico, le vostre ossa saranno risanate. Non scoraggiatevi, ma cercate per curarvi il guaritore delle ossa, l'angelo della terra. Perché da lì furono prese le vostre ossa e lì ritorneranno ". Egli indicò con la mano il punto dove l'acqua corrente e il calore del sole avevano ammorbidito in fango argilloso la terra lungo le sponde dell'acqua.
"Affondate i vostri piedi nel fango in modo che l'abbraccio dell'angelo della terra possa tirare fuori dalle vostre ossa tutte le impurità e tutte le malattie.

"E voi vedrete Satana e le vostre pene fuggire dall'abbraccio dell'angelo della terra.
Le nodosità delle vostre ossa spariranno ed esse si raddrizzeranno e tutte le vostre pene spariranno (...) Andate e non peccate più, affinché non vediate più malattia.
E lasciate che gli angeli guaritori divengano i vostri guardiani". Ma loro gli risposero: "Dove dovremmo andare, Maestro, perché con te sono le parole della vita eterna. Dicci, quali sono i peccati che noi dobbiamo rifuggire per non vedere più malattia?".

"Gesù rispose: "Sia secondo la vostra fede", e si sedette in mezzo a loro e disse: "
Fu detto a coloro che vissero nei tempi antichi, - Onora il tuo Padre celeste e la tua Madre Terra e rispetta i loro comandamenti affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra -.
E subito dopo fu dato questo comandamento, - Tu non ucciderai - perché la vita è data a tutti da Dio e ciò che Dio ha dato, l'uomo non può togliere. In verità vi dico, da una sola Madre proviene tutto ciò che vive sulla terra. Pertanto colui che uccide, uccide suo fratello.

"E da lui la Madre Terra si allontanerà e lo priverà del suo seno vivificante. I suoi angeli si allontaneranno da lui e Satana prenderà dimora nel suo corpo. E la carne degli animali uccisi diventerà nel suo corpo la sua stessa tomba. Perché, in verità vi dico, colui che uccide, uccide se stesso, e chiunque mangia carne di animali uccisi, mangia il corpo della morte.
Poiché nel suo sangue ogni goccia del loro sangue si trasforma in veleno; nel suo respiro il loro respiro volge in fetore; nella sua carne la loro carne in putredine; nelle sue ossa le loro ossa si trasformano in gesso; nei suoi visceri i loro visceri in disfacimento; nei suoi occhi i loro occhi in scaglie; nei suoi orecchi i loro orecchi in secrezioni cerose.

"E la loro morte diventerà la sua morte. ...Non uccidete, né mangiate la carne delle vostre innocenti prede, se non volete diventare schiavi di Satana. Poiché quello è il sentiero della sofferenza e conduce alla morte. Ma seguite la volontà di Dio, affinché i suoi angeli possano servirvi sulla via della vita.
Obbedite dunque alle parole di Dio: - Ecco, Io vi ho dato ogni erba che reca seme che sulla superficie di tutta la terra e ogni albero in cui c'è il frutto di un albero che produce semi: sarà il vostro nutrimento.

"E ad ogni animale sulla terra, ad ogni uccello nell'aria e ad ogni cosa che striscia sulla terra, dove c'è alito di vita, io dò ogni erba verde per nutrimento. Anche il latte di tutto ciò che si muove e che vive sulla terra sarà nutrimento per voi; e come io ho dato l'erba verde a loro, così io a voi do il loro latte. Ma la carne e il sangue che la fa vivere, voi non mangerete. E, certamente, Io vi chiederò il vostro sangue sgorgante, il vostro sangue, dimora della vostra anima; Io vi chiederò conto di tutti gli animali uccisi e delle anime di tutti gli uomini uccisi.

"Perché Io, il Signore vostro Iddio sono un Dio forte e geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e quarta generazione di quelli che mi hanno odiato; e mostrerò misericordia a coloro che mi avranno amato e avranno rispettato i miei comandamenti -. Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima e con tutte le tue forze: questo è il primo e il più grande dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il tuo prossimo come te stesso. Non ci sono comandamenti più grandi di questi".

"E dopo queste parole tutti rimasero in silenzio, tranne uno, che disse: "Cosa devo fare, Maestro, se vedo un animale feroce dilaniare mio fratello nella foresta ?
Lascerò che mio fratello perisca oppure ucciderò l'animale feroce? Non trasgredirò così la legge?". E Gesù rispose: "... non trasgredite le leggi se uccidete l'animale feroce per salvare la vita di vostro fratello. Perché, in verità vi dico, l'uomo è più dell'animale.
Ma colui che uccide un animale senza motivo, poiché l'animale non lo attacca, per il piacere di uccidere, o per la sua carne, o per la sua pelle, o ancora per le sue zanne, malvagio è ciò che fa perché trasforma se stesso in animale feroce.

"E perciò anche la sua fine sarà la fine degli animali feroci".
E Gesù continuò: "... Io vi dico: non uccidete né uomini, né animali, né il cibo che va nella vostra bocca. Perché se voi vi nutrite di cibi vivi questi vi vivificheranno, ma se voi uccidete il vostro cibo, il cibo morto vi ucciderà. Perché la vita viene dalla vita e dalla morte viene sempre la morte. Perché tutto ciò che uccide il vostro cibo, uccide anche il vostro corpo. E tutto ciò che uccide i vostri corpi, uccide anche le vostre anime. E i vostri corpi diventano ciò che voi mangiate, come le vostre anime diventano ciò che pensate..."".



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Ho terminato da poco di vedere il lavoro "Francesco" su RAI 1.
Molto bello e commovente!
Ho visto in passato "Fratello sole, sorella luna" di Zeffirelli e pochi anni fa il Francesco interpretato da Raoul Bova.
Bellissimi lavori ma, a parer mio, con un'impronta "romanzata".
Questo, trasmesso ieri e oggi, è diverso: ci fa vedere un Francesco reale, normale, forse...un uomo che oggi potremmo incontrare per strada... La semplicità lo contraddistingue.
Bel lavoro, bravi attori e soprattutto una grande regista, Liliana Cavani, che ha dato un'impronta di grande semplicità e concretezza al/ai personaggi...
Nella realtà attuale, in un mondo con aspetti di cattiveria e violenza ed egoismo, il messaggio di Francesco è importante più che mai, anche dopo 8 secoli, perché tocca cuori e coscienze...



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MessaggioInviato: Mer Dic 10, 2014 00:24    Oggetto: Rispondi citando


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Il Cantico delle Creature.


"Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »




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PattyRose



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MessaggioInviato: Mer Dic 31, 2014 18:56    Oggetto: Rispondi citando





QUESTA BUONA NOTIZIA SIA CONSAPEVOLEZZA PER I 365 GIORNI DEL 2015.... AUGURI!!!!!!!
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