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Chiatti e Preziosi • IL VOLTO DI UN'ALTRA regia di Corsicato
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Autore Messaggio
genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 03:38    Oggetto: 4/4/13 Roma - PREZIOSI veste ARMANI per IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando



ha scritto:



    .........


      . Alessandro Preziosi in Armani alla
      .. premiere di “Il volto di un’altra


L’attore Alessandro Preziosi ha vestito Armani alla premiere del suo ultimo film “Il volto di un’altra“. La foto, pubblicata anche sull’Instagram della casa di moda, mette in risalto ancora una volta lo stile unico di un brand che ha sempre saputo rendere omaggio agli artisti con abiti di alta sartoria.



La trama del film “Il volto di un’altra” con Alessandro Preziosi.

Bella è una splendida ed esuberante conduttrice di un famoso programma televisivo sulla chirurgia estetica. René, suo marito, è un medico chirurgo che, nello stesso programma, effettua gli interventi sugli ospiti. All’improvviso Bella viene licenziata perché gli ascolti dello show sono in calo e il pubblico è stanco ormai di vedere la sua faccia. Bella, infuriata, lascia lo studio televisivo e, sulla via del ritorno a casa, ha un brutto incidente d’auto che la lascia sfigurata. Quello che potrebbe sembrare il colpo di grazia che sancisce la fine della carriera di Bella, si rivela essere un’ottima occasione per rilanciare la propria immagine.

10 aprile 2013






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genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 04:08    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando





IL MESSAGGERO.TV http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=6395&sectionId=5&t=presentazione-del-film-il-volto-di-un-altra-intervista-ad-alessandro-preziosi-laura-chiatti


ha scritto:



Chiatti e Preziosi nella nuova commedia di Corsicato:
chirurgia estetica e risate, ecco " Il volto di un'altra "




di Gloria Satta

ROMA - Chirurgia estetica, ridiamoci su.
Laura Chiatti e Alessandro Preziosi, protagonisti della nuova commedia di Pappi Corsicato Il volto di un’altra”, hanno raccontato alla web tv del MESSAGGERO il film, il loro rapporto con la bellezza, la smania collettiva di ringiovanirsi, i progetti.

Il volto di un’altra” (nelle sale da giovedi 11 aprile)
è una satira paradossale, condita con molta musica, dell’ossessione tutta contemporanea per la perfezione fisica. “Bisogna imparare ad accettarsi, la bellezza non è tutto ed è assurdo inseguirla ad ogni costo”, afferma Laura, nel ruolo di una conduttrice tv che a un certo punto viene cacciata perché considerata appassita. Alle tante ragazzine che, come regalo per la maggiore età chiedono un ritocco chirurgico, la bellissima attrice dice: “Fate attenzione, pensateci ancora qualche anno: 18 sono pochi per ricorrere al bisturi…”.

Preziosi interpreta un chirurgo plastico molto cinico e molto divertente, capelli ossigenati e sguardo ammaliatore. Sposato con la conduttrice, è pronto a tutto per il successo, anche a ricostruirle la faccia in diretta tv dopo un incidente che pare averla sfigurata. “Questo film”, spiega l’attore, “dietro il sorriso e le situazioni surreali affronta un tema di grande attualità. E’ vero, oggi vedo sempre più uomini ricorrere al chirurgo estetico…”.

Nel futuro di Laura c’è il teatro: “Ora mi sento pronta”, annuncia l’attrice, lanciata da Sorrentino. Preziosi è il protagonista del nuovo film di Marco Ponti, “Passione sinistra”, in uscita nelle prossime settimane. Anche in questo si parla di immagine: quella che viene confezionata, a fini elettorali, per un politico che aspira a fare il sindaco di Roma.

10 aprile 2013






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genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 05:33    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando







      Roma: photocall per IL VOLTO DI UN'ALTRA
      Foto Pietro Coccia / Cinemotore.com 4/4/13









































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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 05:48    Oggetto: LEIweb intervista Corsicato e Chiatti: IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando



ha scritto:



    LEIweb intervista Corsicato «Tutti finiamo
    nello stesso inferno. È la globalizzazione
    »


Nel suo ultimo film, «Il volto di un'altra», racconta l'ossessione della chirurgia estetica e della tv. Ma per il regista napoletano non ci sono vittime e carnefici, perché «l'omologazione ci rende tutti abitanti di questo mondo, tutti sappiamo ma tutti facciamo»



Antonella Catena - 10 aprile 2013

In Il volto di un'altra c'è di tutto: soprattutto, ci siamo noi. Perché la storia è quella della bellissima conduttrice di un reality in cui ti rifanno i connotati, chirurgicamente parlando, in diretta tv. C'è lei e c'è tutto quello che le gira intorno: il marito chirurgo estetico (quello dello show), i producer con occhi solo per gli ascolti, il pubblico in studio/sala operatoria. Ma Bella (Laura Chiatti) ha un incidente: la ritroviamo paziente mascherata dalle bende del marito (Alessandro Preziosi), nella sua clinica in Tirolo, con tanto di campeggi del pubblico che non riesce (morbosamente) a stare lontano dalla sua star. La quale accetta di farsi operare in diretta nello show. Ovviamente le previsioni d'ascolto vanno alle stelle: ma sarà andata veramente così? Il volto di un'altra (nelle sale dall'11 aprile) è il sesto film di Pappi Corsicato, che ha girato anche videoclip, spot, documentari, opere liriche e piece teatrali. Sentite come racconta questa tragicomica immersione nella nostra realtà…

Pappi, cosa voleva raccontarci?

«A me ha sempre interessato il cambiamento: è questo il leit-motiv di tutti i miei film. A volte è interiore, altri esteriore».

La chirurgia estetica è la droga dei nostri tempi?

«Oggi il cambiamento che la maggior parte di noi desidera è proprio quello del corpo, del viso, della propria esteriorità. Poi per fortuna questo non vale per tutti. Ma è vero che oggi siamo ciò che appariamo. A me divertiva non solo parlare dell'ossessione dell'estetica, ma anche mostrare l'estetica dell'estetica. La scena che più mi piace è quella delle mummie bendate dalla testa ai piedi che si aggirano nella foresta. L'atmosfera di quella scena, la trovo divertentissima».

A cosa si è ispirato?

«Film, servizi di moda… Io aspiro tutto… Il massimo dell'ispirazione è stato un servizio fotografico di Steven Meisel, Makeover Madness: lo vidi su Vogue e come sempre faccio quando qualcosa mi colpisce strappai le pagine. Mi hanno ispirato anche alcune soap opere, telefilm come Nip/Tuck, la televisione in generale e il teatro del grottesco. E un film come Occhi senza volto di Georges Franju, del 1960: un chirurgo, dopo aver provocato un incidente stradale in cui la figlia resta sfigurata, cerca di ridarle un volto, facendole una serie di trapianti ma prendendo la pelle di poveri innocenti che finiscono nelle sue mani… L'atmosfera gotica di quel film, ecco cosa mi piaceva ricreare».

Non mi dica che non si è ispirato alla realtà, tra ragazzine che arrivano sempre prima al primo "ritocco estetico” e reality sempre più estremi…

«Certo: il film è una metafora del nostro oggi. Ma anche in termini molto più minimal-quotidiani: pensi a come tutti facciamo diete, prendiamo purghe e non pensiamo che tutto ci si ritorce addosso, come un boomerang. Esattamente come nel film, senza anticipare nulla. Ovviamente tutto questo in accade in modo scherzoso, giocoso. Mi piace giocare con l'idea dell'essere come apparire. Qui poi ci sono anche delle musiche particolari e delle coreografie».

Che sono sue…

«Ho studiato danza per tanti anni e così in ogni film faccio dei piccoli balletti, qui ce ne sono un paio. Ci sono anche momenti da musical, tipo quelli hollywoodiani anni trenta e cinquanta, il trionfo del mondo fatto apparenza ed estetica».

I suoi sono personaggi televisivi, ma mi hanno ricordato un film di Billy Wilder di fine anni Settanta, Fedora, dove la storia, più o meno simile, girava attorno a un'attrice del cinema. Oggi il nostro immaginario è dominato dalla tv, come prima lo era dal cinema: anzi, lo è la nostra intera vita, forse.

«Sì, coi toni del comico-grottesco dico che la tv è entrata nelle nostre teste, nelle nostre abitudini e necessità quotidiane. Fedora mi piace molto, come anche altre commedie di Wilder che riusciva a denunciare i nostri vizi in modo leggerissimo: all'inizio ridi, poi ti accorgi che dice cose serissime ma senza moralismo, perché tutti facciamo parte di quel mondo là. Esattamente come nei mio film dove nessuno è vittima, ma tutti - dalla star Bella agli operai, fino alle famiglie che campeggiano intorno alla clinica - sono dei carnefici consapevoli di se stessi. È la globalizzazione, bellezza: l'omologazione ci rende tutti abitanti di questo mondo, tutti sappiamo ma tutti facciamo. Tutti finiamo nello stesso girone dantesco».

Gli occhi senza volto che ha citato prima, è stato il film che ha ispirato La pelle che abito di Almodóvar. E lei, all'inizio soprattutto, era etichettato come il Pedro italiano. Magari qualcuno dirà che è una coincidenza un po' troppo forzata...

«Ma io questo film l'ho girato prima di sapere che anche Pedro stava affrontando lo stesso tema. Significa che era nell'aria. Ho amato moltissimo La pelle che abito, ma quello è un horror melodrammatico e il mio è più leggero. Mi ha sempre interessato il confronto tra realtà e finzione, come il tema delle maschere, e la chirurgia estetica non è che un aggiornamento. Con Pedro condivido dei ricordi bellissimi: avevo visto i suoi film a New York e lo contattai, finendo per fargli da aiuto sul set di Legami!. La cosa che più mi sconvolse era che sembrava veramente e sinceramente uscito dai suoi film. È raro che accada, perché il più delle volte i registi sono professionisti che creano storie e mondi che hanno poche cose in comune con loro e la loro vita. Con Pedro è esattamente il contrario: lui è il personaggio fantasma di tutti i suoi film. L'ho rivisto in questi anni, sono amico soprattutto di suo fratello Agustín, che gli fa da produttore».

Visto che il film è una metafora della nostra società, ha mai incontrato qualcuno di questi personaggi?

«Ne siamo circondati. Comunque, per ribadire il tono da commedia del film, una battuta me l'ha passata direttamente Laura Chiatti. Qualcuno, sul set, le suggerì di mettersi un paio di ballerine invece dei suoi tacco 12, e lei rispose: "Preferirei donare un rene”. È diventata una battuta di Bella. Tutti i miei attori sono stati grandiosi, ironici e autoironici come piace a me. Del resto se accettano di fare un film con me, sanno che finiranno in situazioni, dicano, poco convenzionali e anche paradossali».

Nei titoli di coda ringrazia Miuccia Prada e Francesco e Alba Clemente. Come mai?

«Io ho una cultura trasversale, mi piace Totò contro Maciste e l'arte più contemporanea. Le musiche del film le ho prese anche da pellicole che magari abbiamo visto solo io e Quentin Tarantino. Alba è una delle fasciate del film: lei e suo marito mi hanno supportato, dandomi i costumi o consigli… E per quanto riguarda Miuccia, il look della Chiatti nella prima scena è ispirato a una sua collezione di qualche anno fa».





        LEIweb intervista Laura CHIATTI


Teresa Mancini - 07 gennaio 2013

Che sia bellissima si vede. Che sia così timida, è più difficile da immaginare (“Nessuno mi crede, invece è proprio così”, giura). Di sicuro è versatile. Perché sullo schermo ogni volta Laura Chiatti è diversa: comica per Carlo Verdone, cinica per Paolo Sorrentino, infedele per Roberto Faenza. E, ancora, romantica per Giovanni Veronesi e dolente per Marco Tullio Giordana. Nel 2013 Laura si trasformerà di nuovo, stavolta in una donna ambiziosa e grottesca, pronta a tutto per salvare la sua carriera, nel film IL VOLTO DI UN'ALTRA, una «giocosa riflessione sul contemporaneo» di Pappi Corsicato che arriverà nelle sale l'11 aprile.

Nel film di Corsicato il tema centrale è la moderna cultura dell’immagine. Come vive il rapporto con il successo e l’attenzione di una certa stampa gossip?

«È complicato. Ci sono degli “effetti collaterali” di questo lavoro, un rovescio della medaglia che non avevo considerato all’inizio. Di sicuro non avrei mai pensato di essere spesso al centro di un’esposizione mediatica non per il mio mestiere d’attrice, bensì per la mia vita privata».

Corsicato dice che ha lavorato molto bene con lei, che “ha molte qualità e non ha i tic, le manie di alcune attrici sul set, ma è molto ironica, alla mano e sicura”.

«Sicura, io? Magari... conosco i miei limiti, a volte mi vedo brava, a volte meno. Ma di certo ho molto rispetto del lavoro degli altri. Se ognuno di noi si mettesse a guardare ogni scena al monitor, e controllasse come la luce si posi perfettamente sul suo volto, non se ne uscirebbe più. Preferisco vedere il lavoro concluso. E poi bisogna fidarsi del regista.Non mi piacciono le attrici “convinte”, che un po’ si mettono sul piedistallo. Gli attori sono persone come tutte le altre, non vivono su un altro pianeta».

Ci parli del suo personaggio.

«Sono Bella, una star del piccolo schermo al timone di un programma insieme al marito, René, interpretato da Alessandro Preziosi, bravissimo chirurgo estetico. Quando Bella perde ascolti e viene sollevata dalla conduzione, pensa bene di sfruttare un incidente d’auto di cui è vittima per operarsi al volto, cambiare faccia e guadagnare un’altra occasione televisiva».

Per questo recita per la maggior parte del film bendata. Fastidioso?

«Le bende erano piuttosto strette, è stato un po’ faticoso e a tratti era difficile anche parlare. Ma la situazione mi ha obbligata a concentrarmi molto sulla recitazione. È stato gratificante, perché in una storia che si lega al tema dell’essere e dell’apparire, in realtà non è il mio aspetto estetico a contare quanto la complessità della protagonista. Anzi, mi piacerebbe molto un giorno interpretare il ruolo di una brutta».


Cosa l’ha convinta a calarsi in una storia dal sapore così grottesco?

«Recito da quando avevo 16 anni ed è raro trovare ruoli femminili belli, completi. Quando ho letto la sceneggiatura sono stata conquistata subito da un personaggio così impegnativo, “tosto”. Una sfida invitante per me, che sono una piuttosto pigra nella vita. E mi piaceva molto l’idea di lavorare con Pappi Corsicato, il suo è un cinema raro da vedere in Italia. Col tono della commedia ha affrontato temi che ormai fanno parte del nostro quotidiano, come l’uso della chirurgia plastica, i media, la spettacolarizzazione della cronaca».
(...)
Ci dica infine una cosa che magari non sappiamo: la sua migliore qualità?

«La simpatia, non ho dubbi».







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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 06:39    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando



ha scritto:




        P. Corsicato Ossessione estetica
        L'«altro volto» dell'immaginario


Silvana Silvestri - Roma

Capita raramente che in una conferenza stampa di cinema si finisca a parlare di Max Ophüls o di Billy Wilder, piuttosto che di numeri di copie, ma per un film di Pappi Corsicato in uscita l'11 aprile, IL VOLTO DI UN'ALTRA, è inevitabile, perché in ogni scena un meccanismo inquietante ci riporta a un classico o a un Bmovie. Gli zombi in bende candide che nell'incipit si muovono nel parco altoatesino sono però decisamente riferimenti ai politici in tv, trionfo della chirurgia estetica, del risciacquo del sangue, del trapianto, di agghiaccianti apparizioni. «Ma non è un film sull'essere e sull'apparire, avverte Pappi Corsicato, mi divertiva fare una variazione come si fa nella musica, sul tema dei media, su cosa succede oggi. Oggi che ci va bene tutto e il contrario di tutto, che ogni cosa ha una doppia lettura, in un senso di totale sbandamento. Quello che succede in questo film è una sequenza dei miei scombinati pensieri». Così ha convocato come protagonisti i belli del cinema e della tv con senso dell'umorismo, Alessandro Preziosi e Laura Chiatti che, assicurano, si sono trovati a fare un lavoro non certo semplice, anzi, il contrario di quello che fa un attore: antinaturalismo per Chiatti, far sentire l'attore che recita indicazione per Preziosi, un andare contro natura insomma, ma è con questo segreto che la commedia di Corsicato prende forma: licenziata dallo show dove il marito, mago della chirurgia estetica cambia i connotati in diretta, lei ha un incidente automobilistico che la sfigura, ma forse la svolta è tendere un tranello all'assicurazione.
«Arte, musica, cinema, estetica, moda, ho messo tutto quello che mi piace nel film», continua Corsicato e certo l'incontro con Gianni Romoli alla sceneggiatura (oltre che alla produzione con Tilde Corsi) ha creato una bella sinergia cinefila: «Il lavoro di sceneggiatura è stato lungo, dice Gianni Romoli, costruito su due piste, una narrativa sui personaggi e un'altra di Pappi che aveva come idea le forme del raccontare. Discutevamo dei film visti, delle storie amate, suggestioni di forme, di generi molto vari, dalle più sofisticate ai cessi che precipitano sulla testa. Non si voleva essere ostici, era necessario che l'intreccio fosse estremamente semplice. Noi sceneggiatori (Romoli e Monica Rametta ndr) gli fornivamo molto materiale e lui asciugava, asciugava». Iaia Forte, «musa» e qui «madre» nel senso di suora, cattiva come tutti i personaggi del film compresi i tirolesi, riporta sullo schermo le cappellone degli anni cinquanta, le ridanciane sisters americane: «Difficile fare le cose che ti chiede Pappi, commenta Iaia Forte, mi aveva chiesto di incarnare la 'negazione dell'evidenza' così questa suora è insieme portatrice di valori e la loro cancellazione». Attenzione però, non si tratta del giochino delle citazioni: «Il riferimento ai generi è sempre stato dominante, non come citazione, ma come rielaborazione» dice il regista e Romoli aggiunge che nella memoria i film presenti a priori erano Franjou, Howard Hawks per i ritmi, per il dialogo, l'amatissimo Non per soldi ma per denaro di Billy Wilder. E Almodovar aggiunge Pappi e poi tutti i film che ha «costretto» i suoi attori a vedere come l'imprescindibile Lettera da una sconosciuta che Preziosi evoca, visto al Festival di Torino «che mi ha fatto capire il cinema di Pappi e la regia».




IL MANIFESTO – ven. 5 aprile 2013 - VISIONI - pagina 12





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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 07:13    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando



ha scritto:




        Pappi Corsicato in una giocosa
        .riflessione sul contemporaneo


Esce il film con Laura Chiatti ed Alessandro Preziosi



Una commedia spiritosa, brillante ed ironica sul contemporaneo”. Così il regista Pappi Corsicato definisce il suo ultimo film “Il volto di un’altra”, una produzione R&C in collaborazione con Rai Cinema, che approderà al cinema l’11 aprile, in un centinaio di copie distribuite da Officine Ubu. “Il film in tono divertito affronta temi che ormai fanno parte del nostro quotidiano, come l’uso della chirurgia plastica, i media, la spettacolarizzazione della cronaca – spiega il regista -. Tutto questo attraverso il racconto delle vicende di una coppia di personaggi televisivi pronti a tutto pur di affermare la propria immagine ed il proprio successo”. I nostri protagonisti sono Bella (Laura Chiatti), la splendida ed esuberante conduttrice di un famoso programma sulla chirurgia estetica, e René (Alessandro Preziosi), suo marito, un medico chirurgo che nello stesso programma effettua gli interventi sugli ospiti. Una coppia in eterna rivalità, che cerca di ritrovarsi “attraverso un walzer sviolinato alla massima potenza – osserva Preziosi -, una scena già divenuta cult”. Il film comincia con il licenziamento di Bella. La motivazione è che gli ascolti dello show sono in calo perché il pubblico è ormai stanco di vedere la sua faccia. Bella, infuriata, lascia lo studio televisivo e, sulla via del ritorno a casa, ha un brutto incidente d’auto e rimane fortemente sfigurata. Quello che potrebbe sembrare il colpo di grazia che sancisce la fine della sua carriera, si rivela invece essere un’ottima occasione per rilanciare la propria immagine.
Bella decide di farsi ricostruire dal marito un volto totalmente nuovo, un volto con il quale vendicarsi di chi la dava per finita e riconquistare l’attenzione degli spettatori. Questa notizia crea ovviamente non poca curiosità ed eccitazione, soprattutto tra i pazienti della clinica in cui Bella è ricoverata. Proprio questa clinica, situata tra le montagne incontaminate dell’Alto Adige (“un luogo di estrema e dichiarata bellezza – dice il regista -, i suoi boschi hanno qualcosa di magico, irreale e misterioso”), diventerà scenario di personaggi divertenti e paradossali. Tra questi, una suora (Iaia Forte) con l’ossessione di somministrare purghe a tutti, e Tru Tru (Lino Guanciale), il bel Guido di “Che Dio ci aiuti 2”), addetto all’impianto fognario con velleità canore. Nel cast artistico c’è anche Arnaldo Ninchi. Mentre per quello tecnico vanno ricordati: Italo Petriccione alla fotografia; Andrea Crisanti alla scenografia; Cristiano Trovaglioli al montaggio; Roberto Chiocchi ai costumi.
Il film si fa commedia sofistica e trash – osserva il produttore Gianni Romoli, che firma anche la sceneggiatura assieme a Pappi Corsicato e Monica Rametta, con la collaborazione di Daniele Orlando -. Comincia con toni horror, prosegue in pura comedy, e finisce come un disaster movie”. La pellicola si muove tra essere ed apparire. E gli inserti in bianco e nero e le citazioni cinematografiche (soprattutto le commedie di Billy Wilder e i melò alla Douglas Sirk, ma rivisti in chiave acida e contemporanea, con una musica che si rifà alle colonne sonore anni Cinquanta) tendono a sottolineare che ci si sta muovendo in un mondo di finzione. Per gli attori un lavoro duro: “una recitazione realistica, ma antinaturalistica. Volevo – spiega Pappi Corsicato che recitassero in modo da risultare credibili e non artefatti ma allo stesso tempo non volevo un’interpretazione che scimmiottasse il modo di essere nella vita di tutti i giorni”. “Mi divertiva – aggiunge il maestro partenopeo classe 1960 - pensare ai personaggi di questa storia come ad un gruppo di attori che interpretano un ruolo in un feuilleton: la star televisiva, il chirurgo, l’operaio, la suora, i tirolesi. Non come persone reali. Come se si muovessero in un teatrino in cui sono tutti in maschera. Anche i due bambini presenti nella storia sono sempre vestiti come se stessero ad una festa di carnevale: da cowboy, extra terrestre, fatina… proprio a sottolineare che siamo in un mondo di finzione in cui ci si rappresenta attraverso una maschera”. Con Iaia Forte non si può che dire: “10, 100, 1000 volte Pappi Corsicato!”.




di red - 04 aprile 2013 - fonte ilVelino/AGV NEWS - Cinema





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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 07:14    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando



ha scritto:



Il lifting dei nuovi "mostri"nella società dell'apparire



Silvia Di Paola

Roma. Lifting e potere. Tutto il resto è noia. E' questa la canzone dei nuovi mostri versione Corsicato, che tra plastiche facciali da incubo e piogge di cacca ci racconta in patinato grottesco cosa non si fa per apparire. Per esserci comunque.
La soubrettina nel suo programma tv, la famigliola appostata davanti al luogo in cui la presunta tragedia si consuma, la folla di umanità che aspetta per il suo intervento di chirurgia plastica, la suora che pensa solo a farsi immortalare. Tutti sono solo ossessionati dall'apparire mentre un asteroide incombe sulla Terra, ci sta cadendo addosso ma poi a cadere addosso a ogni cosa è solo un mare di cacca.
Pappi Corsicato dirige così questo «Il volto di un'altra» e chiosa: «Volevo fare un film gotico. L'aria incantata e da favola dei paesaggi del Tirolo e certe guglie delle costruzioni danno quel guizzo in più che mi serviva. Volevo un film che gettasse uno sguardo grottesco su un mondo da molti disprezzato, senza però mai puntare il dito e giudicare. Nel fare un film mi piace prima di tutto divertirmi. Il finale è volutamente aperto, forse c'è una presa di coscienza della protagonista, forse no. Parlando di estetica, a mio parere - prosegue il regista - il film doveva fare scelte precise, e le abbiamo fatte. A partire dagli attori che oltre ad essere belli dovevano avere un forte senso dell'ironia e dell'autoironia per dei ruoli del genere. Hanno capito che quest'opera era un gioco. Mi sono posto in maniera molto libera nel film, sempre all'interno di un'idea precisa: dal bianco e nero al colore forte, c'è tutto, passando dal cinema alla moda». La prima donna è senza dubbio Laura Chiatti, che pur di rimanere sulla cresta dell'onda, finge una tragedia che non esiste, insieme al compagno Preziosi.
«Un personaggio, la presentatrice televisiva Bella, che è una specie di eroina, perché prende posizione, è propositiva, e oggi già questo è eroico. Mentre René, il chirurgo marito di Bella interpretato da Preziosi è un Faust, ma è anche verosimile. Nella realtà, i chirurghi plastici sono abbronzati e affascinanti come lui. Non è comunque un film solo su essere e apparire. Questo è uno dei temi. Mi divertiva raccontare la chirurgia, quello che succede nei media - spiega Corsicato - sono tutte variazioni sul tema, una metafora di quello che succede oggi. Come nel caso dell'abbandono di papa Ratzinger c'è sempre una doppia lettura, c'è sempre qualcosa di tragicomico nell'attualità».
E che cosa hanno da dire i protagonisti? Cominciando da una Laura Chiatti che si finge sfigurata per frodare l'assicurazione e che così racconta sul suo ruolo: «Pappi voleva una recitazione reale ma anche sopra le righe per questa donna contaminata dall'ambiente in cui vive senza speranza. Pensa anche di potersi redimere ma si rende subito conto che lei è così e basta. Che non vuol cambiare». Mentre Alessandro Preziosi aggiunge: «La letteratura è piena di personaggi come il mio, penso che sia un interessante contrappunto dell'universo femminile rappresentato nel film». Anche per Alessandro Preziosi questo film può far capire meglio la realtà: «Ciò che ci circonda in politica è quello a cui la gente volontariamente tende. Oggi poi noi attori contiamo poco sui media, rispetto a industriali e calciatori».
Infine, per Iaia Forte «Il volto di un'altra» è una nuova occasione per il regista napoletano «di mostrare, in un paese fondamentalmente conformista, il suo sguardo libero e anarchico». Quasi dello stesso parere Lino Guanciale: «Corsicato va contro l'appiattimento di quello che si vede nelle fiction di oggi».
Però il senso di tutto è che conta solo ciò che si appare: «Il film trasmette questo messaggio, cioè che l'essere e l'apparire sono ormai a stessa cosa - dice la Chiatti - Io se non facessi questo mestiere sarei lontanissima da tutto ciò, è un mestiere bellissimo che però ti addossa un sacco di responsabilità. Anche se non cerchi la perfezione. Sei costretta, perché altrimenti ti massacrano, basta una parola, un occhiale sbagliato, un po' di cellulite, quindi per forza sei insicura e ti aggrappi all'immagine. Se non fossi attrice vorrei una famiglia come tante e mi piacerebbe fare una vita da famiglia tranquilla».
Così la Chiatti e, se le si chiede che cosa ne pensa dell'uso della chirurgia estetica, risponde: «Non mi piace l'idea che la chirurgia estetica deformi i volti e si vedono un sacco di mostri in giro, però con misura tutto si può usare. Io mi sono fatta un ritocchino al seno perchè ero troppo magra. Cioè non ho pregiudizi ma credo che ci sia un limite in tutto».
Il film di Pappi Corsicato, già in concorso al Festival di Roma, sarà in sala dall'11 aprile con Ubu in 100 copie.




LA SICILIA - Venerdì 05 Aprile 2013 - Oggi Spettacoli, pagina 20





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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 10:24    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando



ha scritto:





Le anteprime de «Il Mattino»


      «Essere o apparire, giochiamoci su»


La Chiatti e Preziosi protagonisti del nuovo film di Corsicato


Diego Del Pozzo

L’ossessione per la perfezione esteriore con conseguente abuso della chirurgia plastica, il rapporto sempre più schizofrenico tra essere e apparire e l’estrema spettacolarizzazione della realtà da parte dei media sono i temi, impegnativi e attualissimi, che Pappi Corsicato affronta col suo nuovo film, «Il volto di un’altra», che si presenta alle 20.30 in anteprima al Metropolitan durante una serata a inviti organizzata con «Il Mattino» (e andata esaurita in pochi giorni), prima dell’uscita di domani nei cinema distribuito da Officine Ubu.

I protagonisti Laura Chiatti e Alessandro Preziosi interpretano i coniugi Bella e René, lei splendida e volitiva conduttrice di un famoso show televisivo sulla chirurgia estetica, lui medico chirurgo che nello stesso programma effettua gli interventi sugli ospiti. Dopo che il nuovo sponsor decide il licenziamento di Bella, perché il pubblico si sarebbe stancato della sua faccia, la donna infuriata va via di corsa e rimane sfigurata in un incidente d’auto. Però, ciò che potrebbe sancirne la fine professionale, grazie all’aiuto di René rischia di rivelarsi, invece, un’ottima occasione di rilancio per la propria immagine.

«Corsicato è stato bravissimo», racconta Preziosi, «ad affrontare argomenti così complessi con lucida ironia, senza intenti declamatori o di denuncia, ma privilegiando la voglia di scherzare su questo intreccio di bellezza e bruttezza che ci circonda e che rende sempre più confusi e indistinguibili i valori di giusto e sbagliato».

Per la Chiatti «la scelta di fare una commedia su temi come l’essere e l’apparire, ossessione per l’immagine e il contrasto tra bellezza interiore ed esteriore che non sempre coincidono è stata vincente. Pappi, infatti, ha saputo affrontare tutta questa materia con intelligenza e gusto. Con lui, sul set ho avuto un’esperienza esaltante, perché ha saputo stimolarmi in modo da farmi recitare in modo non realistico ma volutamente eccessivo. A me, che non vengo dal teatro, tutto ciò è servito anche per capire come con l’impegno si possa ottenere tutto».
Ma che cosa pensa la Chiatti della chirurgia estetica? «Non sono contraria a prescindere, a meno che non riguardi ragazze troppo giovani e, quindi, ancora immature per poter fare simili scelte in piena consapevolezza. Per il resto, se un intervento può aiutare una donna a stare meglio con se stessa e a piacersi di più, non ci vedo nulla di male. Come in tutte le cose, però, è importante non esagerare e non lasciarsi ossessionare come i personaggi del nostro film».

E Preziosi? Come ha costruito il personaggio del chirurgo plastico interpretato nel film? «Assieme a Pappi, abbiamo lavorato ispirandoci alle figure vere di professionisti napoletani che ci è capitato di conoscere nella vita reale. Anzi, pur in maniera surreale e paradossale, nel carattere di René abbiamo messo quel misto di insicurezza, cortesia e apparente accondiscendenza che lo rende un elegante e fascinoso impunito, come soltanto una certa tipologia di napoletano sa essere». Come capita spesso nel cinema di Corsicato, anche «Il volto di un’altra» è pieno di riferimenti e citazioni a classici del passato, miscelati tra loro con gusto pop e amore per il pastiche di generi (dal melò all’horror, passando per la satira sociale e persino la fantascienza distopica). «A me – sottolinea Preziosiquesto stile personalissimo e capace di lavorare sui cliché cinematografici è piaciuto molto. Per esempio, nel mio René ci sono anche strizzate d’occhio al personaggio di Marcello Mastroianni in ”8 ½” di Fellini. E tutto ciò ha permesso a noi attori di andare ben al di là della semplice interpretazione di quelli che Pappi chiama fatterelli».

«Il volto di un’altra» è prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli per R&C Produzioni in collaborazione con Rai Cinema e col contributo del MiBAC. Nel cast, accanto ai due protagonisti, recitano anche Iaia Forte, Lino Guanciale, Angela Goodwin, Franco Giacobini, Fabrizio Contri e Giancarlo Cauteruccio.




IL MATTINO (Nazionale|ed. locali – 10 aprile 2013, pag.47





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genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 12:48    Oggetto: Chiatti e Preziosi - IL VOLTO DI UN'ALTRA regia di Corsicato Rispondi citando



ha scritto:



    L’ironia di Corsicato nel film sull’apparire


Una commedia. Secondo i moduli, però, di Pappi Corsicato che anche quando tende all'equilibrio malizioso fra l'apparenza e l'illusione coltiva un'ironia non lontana dalla cattiveria e dal grottesco. Qui si prendono le mosse dalla televisione, in tutto il suo clamore di spettacolo grosso. Con una diva, Bella, che ha avuto successo con una trasmissione sulla chirurgia estetica in collaborazione, sempre, con il proprio marito, René, noto chirurgo del settore. Lo sponsor, tuttavia, dati gli ascolti in calo, pensa che serva ormai un volto nuovo e Bella, con sua indignazione, viene messa alla porta. Mentre se ne torna a casa in auto ha un curioso incidente che le copre di sangue il viso.

Senza conseguenze gravi, comunque, ma il marito, esperto com'è in cure estetiche, pensa subito, lavorando su quel viso, di fingere dei danni così gravi da pretendere dall'assicurazione un risarcimento milionario. Da questo spunto il resto. Con la stampa subito freneticamente attorno a quello ormai da tutti definito un evento, con la gente più pittoresca che affolla in massa i dintorni della clinica dove Bella è ricoverata, con il ricatto di qualcuno che, scoperta la frode, pretende di aver parte al risarcimento dell'assicurazione, con la televisione che, spinta dal solito sponsor, decide immediatamente di speculare sull'evento organizzando addirittura l'intervento chirurgico su Bella in diretta, con la complicità ovviamente di René e anche, all'inizio, dell'interessata. Con qualcosa, al momento buono, che andrà storto propiziando un finale che, pur iperrealistico, si rivelerà totalmente simbolico come, in ultima analisi, è anche la storia scritta e diretta con furbizia da Corsicato in modo da farsi beffe, anche amarissime, di tutto e di tutti: della televisione, intanto e della gente che se ne fa soggiogare, della chirurgia estetica, diventata ormai l'aspirazione anche di quelli che hanno solo il naso storto, perfino di certi onesti operai che, all'idea del denaro, accantonano di corsa anche la più piccola idea di onestà e, naturalmente, proprio di quella coppia di falsari in cui la fama e la ricchezza hanno il sopravvento su ogni cosa, anche quando sembrerebbe farsi avanti il pentimento. Vi danno volto Laura Chiatti come Bella, di un'avvenenza smaltata, Alessandro Preziosi, un cinico marito, Lino Guanciale, l'operaio ricattatore, e, come sempre in ogni film di Corsicato, Iaia Forte che, nelle vesti di una suora intenta a proporre sempre delle purghe ai pazienti della clinica, rimarrà vittima di un brutto scherzo cui il vero finale (non l'ultimissimo superfluo) dovrà tutto il suo fragore.


11 aprile 2013
Redazione online






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genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 13:19    Oggetto: 4/4/2013 ROMA presentazione stampa film IL VOLTO DI UN'ALTRA Rispondi citando




interviste inedite con Alessandro Preziosi, Laura Chiatti e Pappi Corsicato - 04/04/2013
VIDEO: www.movieplayer.it/film/news/il-volto-di-un-altra-le-interviste-esclusive-a-regista-e-cast_24560/

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genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 13:43    Oggetto: Chiatti e Preziosi - IL VOLTO DI UN'ALTRA regia di Corsicato Rispondi citando



ha scritto:



Il volto di un'altra - Pappi Corsicato (Anteprima)



“La tua faccia ha stancato”. E’ da questo istante che inizia la trama del racconto per lo schermo.
Eppure l’inizio del film succede qualche sequenza prima: la natura delle Dolomiti, tra fuochi e sfocature, una colonna tetra ma evocativa e poi la comparsa vagante di figure umane simbolo del racconto aprono l’immagine.

La relatività dei volti è il cuore della narrazione e la bellezza è il concetto che Pappi Corsicato usa come spunto per raccontare le ossessione di un tempo, il presente, attraverso un film capace di crescere e far convivere in armonia diversi registri di genere, dal thriller alla commedia, in una storia che, per ammissione stessa del regista, non è di certo lontana nemmeno dalla fiaba, anche nella sua declinazione animata, dalla Bella (nome della protagonista, Laura Chiatti) de La bella e la bestia a Crudelia De Mon, pare citando anche la famiglia de Gli Antenati (The Flintstones) nel finale, e quasi di certo i sette nani, diventati per l’occasioni idraulici-ToyBoys.

Il volto di un’altra è un racconto in cui lo schermo esalta un’estetica in cui nessun dettaglio è lasciato al caso e dove tutte le tonalità, dal bianco al crema soprattutto, sono una scelta elegante, metafora di pulizia apparente, in cui il candore si rende cromaticamente indispensabile, dalle garze ai tulli fino al personaggio capace di generare tutta la narrazione, un water.

Nella scelta estetica, che si “spreca” in piacevolissima e consapevole citazione pittorica e scultorea, non manca anche la scelta di inserti in bianco e nero, che valorizzano ulteriormente la simbologia che il colore è addetto a raccontare.

Laura Chiatti non raggiunge nell’interpretazione lo spessore che sarebbe stato giusto concedere al suo personaggio, Bella, compensando però con l’esuberanza estetica, di certo fondamentale al ruolo.
Alessandro Preziosi, invece, è capace di far superare allo sguardo l'attrazione immediata per la sua naturale rilucente superficie e si apprezza in un arcobaleno di sfumature interpretative che si susseguono, fino a convivere contemporaneamente, andando dall’essere ombra sottomessa del temperamento della moglie (Bella) fino al registro diabolico, inanellato con il vanesio puro.

La bellezza, nel suo concetto prima filosofico che estetico, è il nucleo de Il volto di un’altra ma, piacendo o meno, la vera bellezza di questo film va riconosciuta nell’originalità del soggetto e nella declinazione trasversale alle diverse espressioni artistiche (anche la coreografia, di cui Corsicato è maestro), che Pappi Corsicato riesce a mettere in scena senza scivolare nella caricatura surrealista, anzi raccontando la più reale delle realtà del contemporaneo.

Nicole Bianchi /paperstreet.it






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marystone



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 18:43    Oggetto: Rispondi citando


"Alessandro Preziosi, invece, è capace di far superare allo sguardo l'attrazione immediata per la sua naturale rilucente superficie e si apprezza in un arcobaleno di sfumature interpretative che si susseguono, fino a convivere contemporaneamente, andando dall’essere ombra sottomessa del temperamento della moglie (Bella) fino al registro diabolico, inanellato con il vanesio puro."

Caro Ale......che bellissima descrizione della tua interpretazione!!! Smile Smile Smile

Speravo tanto di poterlo vedere il film oggi nella mia citta....e invece sono rimasta delusa...non è uscito....come mai????????? Quando avverrà?????? Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Spero prestissimooooooooooo

Grazie Giuly!!!!!

Le foto di Ale sono belle .....è davvero charmant e fascinoso!!!!! Laughing Laughing Laughing Laughing

Ale...in bocca al lupo per il successo nelle sale cinematografiche....spero che il pubblico risponda alle tue aspettative e a quelle del bravo regista Corsicato!!! Smile Smile Smile


Un caloroso abbracciooooooooo
mariella:wink: Wink Wink
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L'ultima modifica di marystone il Gio Apr 11, 2013 23:17, modificato 1 volta
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 20:50    Oggetto: domenica 7/4/2013 - ospite RADIO DEEJAY - Andrea e Michele Rispondi citando




per riascoltare (e salvare) la breve intervista in presentazione del film

www.deejay.it/dj/radio/programma/379/Non-e-finita-(finche-non-e-finita)

http://www.deejay.it/dj/radio/programma/podcast/50/2013-04-08/Non-e-finita-(finche-non-e-finita)/Ospite-in-studio-Alessandro-Preziosi?idDetail=45048&idProgramma=379

www.deejay.it/php/download/download_podcast.php?path=/adv/podcast/&file=non_e_finita/20038_non_finita_ospite_in_studio___alessandro_preziosii.mp3&idRssElement=45048


    così colgo l'occasione per salutare con un caloroso abbraccio Gloria93
    che mi aiuta e mi sostiene sempre in queste pazzesche ricerche, baci!

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bonar74



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 21:10    Oggetto: Rispondi citando


Ale sei un grande
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marystone



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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 23:25    Oggetto: radio dj Rispondi citando


Ale......sempre simpatico....sorridente e ....sfatto.....ah ah ah!!! Laughing Laughing Laughing con....quelle camicie sempre in disordine....non stai mai fermo.....sei troppo forte!!!!! Laughing Laughing Laughing
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