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IL MIO CYRANO
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genziana



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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 18:09    Oggetto: PaperStreet .it intervista PREZIOSI 18/03/12 'CYRANO' Milano Rispondi citando




ha scritto:



    Preziosi dirige sé stesso nello spettacolo teatrale

      di Edmond Rostand, Cyrano De Bergerac


Duelli di spade e parole, fascino di naso e poesia, questo è Cyrano de Bergerac, questo è Alessandro Preziosi che dirige Cyrano, dirigendo sé stesso nella regia teatrale che firma: questo è Cyrano de Bergerac di cui Alessandro indossa il ruolo nello spettacolo che libra in punta di piedi e calpesta le assi del palco tra tenerezza e dinamismo, tra lacrime e dignità, tra parola e corpo, in una fusione non artificiosa che specchia l’interprete e il personaggio, come in un reciproco riflettersi.

Dal 1897, anno di pubblicazione della commedia di Rostand e della prima messa in scena a Parigi, Cyrano de Bergerac è stato plasmato trasversalmente dalle arti e nei corpi: dalla prima versione cinematografica muta del ‘22 di Augusto Genina, all’interpretazione valsa il premio Oscar a José Ferrer (M.Gordon, 1950), passando per lo spartito del compositore italiano Franco Alfano che lo mise in opera nel ‘36, fino alla versione in pellicola - più recente e nota - interpretata da Depardieu (J.P.Rappeneau, 1990). Mimmo Modugno, Roberto Vecchioni, Alida Cheli, Catherine Spaak: una lunga citazione, di alto profilo artistico, meriterebbe un discorso altro per celebrare persone e personaggi che si sono misurati con Cyrano, Rossana, la spada e l’amore.

Nella versione teatrale Cervi è stato Cyrano, Proietti è stato Cyrano, Popolizio è stato Cyrano: Alessandro Preziosi è Cyrano nella messa in scena di Cyrano de Bergerac che dirige e interpreta nella stagione teatrale 2012, prodotto da Khora.teatro e dal TSA-Teatro Stabile d’Abruzzo. E’ un Cyrano classico nella scrittura e nella scena, che non si permette di maneggiare, distorcendolo, il testo originale, anzi s’inorgoglisce del mantenimento dei versi martelliani firmati da Mario Giobbe.

Scrittura della luce e sonorità consegnano l’impressione, per istanti, di non essere del tutto davanti ad un proscenio ma, piuttosto, dentro ad un film: l’uso della luce (Valerio Tiberi) e la composizione delle musiche (Andrea Farri) rendono questa messa in scena quasi cinematografica, restituendola in una multimedialità non prevedibile, come nell’apparizione della grande luna ocra su fondo pece nella scena finale. Non assistiamo a un ibrido, il teatro rimane teatro con la costruzione, però, di una scena che lavora con suggestione su alcuni aspetti del visivo e del sonoro con mestiere quasi cinematografico, con una resa scenografica e di colonna sonora che titillano nell’immaginare come potrebbe essere un Preziosi regista di cinema.

Alessandro Preziosi, a un pensiero troppo immediato, per il grande pubblico è Fabrizio Ristori di Rivombrosa, è Il capitano o il comunista della serialità televisiva italiana. E’ Consalvo de I Vicerè di Faenza (2007) o la mina vagante Cantone di Ozpetek (2010). Oltre a questo, nell’immaginario del grande pubblico (femminile, soprattutto) è espressione di quella dannazione spettinata, bella aristocratica e affascinante, che lo schermo – piccolo o grande che sia – ti restituisce con intenso impatto estetico ma, purtroppo, talvolta appiattisce: lo schermo, d’altronde, ha una dimensione piatta in primis. Poi, certa produzione nostrana - non tutta – purtroppo omologa e anche un talento attoriale corre il rischio di far passare in secondo piano il mestiere dell’attore, in cui eccelle, a favore del quasi esclusivo riscontro abbracciato alla bellezza.

“La bellezza dopo tre giorni, è tanto noiosa come la virtù” per citare un uomo di teatro, George Bernard Shaw: è altrettanto vero che “La bellezza salverà il mondo”, come scrisse Dostoevskij. La bellezza però non è un talento, è una virtù – certo, entrambe appartengono al patrimonio genetico che non ti scegli quando la vita decide di concepirti - ma, nel caso di Alessandro, devo celebrare il talento, che il teatro non oscura in bellezza ma, piuttosto, ne impreziosisce l’artigianalità altissima del mestiere dell’attore, perché non vive sola - come sospesa in un’aurea, dono di pochi eletti e concessa a molti occhi ossessivamente guardanti - ma crea un amplesso con la recitazione, con lo studio del personaggio, con la presentazione al pubblico di monsieur Cyrano de Bergerac, interpretato da… più di due ore di sudore e voce che non distraggono affatto per bellezza ma solo per magnetismo d’interpretazione.

Cyrano è la bellezza della parola, è l’ossessione per la perfezione del vocabolo, è l’incanto fatto verbo attraverso l’uso trapezistico che ne fa de Bergerac per bocca di Cristiano de Neuvillette, nella scavante illusione di essere lui a dichiarare il proprio amore a Rossana: solo la morte concederà la confessione della bellezza dell’amore perchè “è più bello battersi quando la vittoria è incerta”.

Nicole Bianchi

Domenica 18 Marzo 2012








che esclusiva!!! 10 minuti in presa diretta nel camerino di Alessandro Preziosi

• INTERVISTA - 18/03/12 - Teatro Nuovo MILANO www.youtube.com/watch?v=otHrIV7Y1uQ&list=UU_2_CA3wkbmlUIbgWSd1aVQ&index=1&feature=plcp



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genziana



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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 18:12    Oggetto: 13/03/12, GIORNALE DELLO SPETTACOLO intervista Dir. Art. TSA Rispondi citando



ha scritto:




TEATRO - PREZIOSI DIRIGE IL TSA. INSEDIAMENTO AD APRILE. GIA' DUE PROGETTI


    . Lo Stabile dell'Aquila senza sede non si ferma

    . E lancia l'idea di un festival estivo da far partire a giugno


di Daniela Giammusso

L'AQUILA - "Non si può pretendere che alla città arrivi prima il teatro delle case. Ma non staremo con le mani in mano. Faremo in modo che il Teatro Stabile d’Abruzzo viva. L’Aquila oggi è un luogo che riparte da zero, un’occasione per costruire qualcosa". Questo, forse più di numeri e date, è il miglior manifesto d'intenti di Alessandro Preziosi, star di cinema, teatro e tv e dal 4 novembre anche direttore di uno Stabile problematico come quello de L'Aquila. Succeduto ad Alessandro Gassman, al quale ha rubato lo scettro del più giovane direttore di un teatro pubblico d'Italia (39 anni il prossimo aprile). Preziosi però ribalta la prospettiva e con la passione di un eroe da cappa e spada sogna grandi progetti e una pioggia di star per la città martoriata dal terremoto. La prima star è proprio lui, da qualche settimana in tournée con il Cyrano de Bergerac di cui è protagonista e regista e che la sua KHORA.teatro ha coprodotto con il TSA.

"E' nato tutto prima della nomina - racconta - Da privati cercavamo una collaborazione e tra tutti gli stabili quello con maggiore apertura era proprio quello d'Abruzzo. Ora è la nostra prima co-produzione e, non dovrei dirlo io, ma sta andando molto bene: siamo già oltre i 10mila spettatori in una decina di date in provincia. Dal 6 marzo saremo al Nuovo di Milano per due settimane. Sono molto orgoglioso poi di avere 9 debuttanti su 13 interpreti, scelti tra gli allievi della Link Academy. E anche i 14 dipendenti dello Stabile mi sembrano entusiasti di questa prima collaborazione. Cosa non affatto scontata".

A tre anni dal terremoto, com'è la situazione del TSA? Dal punto di vista logistico, dove siete?
"Non siamo, che penso sia la condizione migliore per poter ricominciare: come i cittadini de L'Aquila siamo sprovvisti di una sede. Il Teatro Comunale è come l'hanno lasciato, sembra il "Teatro di guerra" di Martone. Per ristutturarlo ci vorranno 2-3 anni e i mille miliardi di finaziamento alla città al momento sono bloccati. Stiamo utilizzando il piccolo Ridotto adiacente (350 posti, ndr) e quando non è sufficiente siamo ospitati dall'Auditorium della Guardia di Finanza".

Eppure, la voglia di teatro a L'Aquila non sembra essersi spenta: a ottobre la campagna abbonamenti (700 posti) è andata tutta esaurita in tre giorni.
"Anche per questo non ci fermeremo. Siamo già partiti bene con la produzione di "Scene da un matrimonio", con Daniele Pecci e Federica Di Martino per la regia di Alessandro D'Alatri, che sta girando l'Italia con grande successo: al Piccolo di Milano in sei giorni ha registrato l'80% di presenze continuative con il 95% di giudizio positivo sulle schede compilate dal pubblico".

Quali sono i prossimi passi?
"Io mi insedierò ufficialmente solo ad aprile, ma, grazie soprattutto ai miei soci Tommaso Mattei e Aldo Allegrini, abbiamo già avviato due progetti: con Luca De Fusco per il Festival di Napoli c’è la messa in scena di "Igiene dell’assassino", novità assoluta dal romanzo di Amelie Nothomb, diretta da Alessandro Maggi e con Federica Di Martino; e poi con la Scuola Civica di Milano stiamo pensando a laboratorio di scrittura, arti e mestieri. Ma c’è tanto da fare. Lo Stabile d’Abruzzo non è una città, ma una regione e si possono riunire in un grande teatro tanti piccoli centri come Chieti, Pescara, Teramo. Per l’Aquila sto pensando anche a un festival estivo".

Di cosa si tratta?
"Vorrei partire a fine giugno e, magari, andare avanti tutta l’estate. L’Aquila ha bisogno di rivivere la fase diurna. L’idea è di creare degli spettacoli al tramonto, alle 5 del pomeriggio, con performance musicali o di poesia, collaborazioni, incontri con grandi registi e autori, da Ozpeteck a Faenza. Dobbiamo assicurarci dei posti agibili, chiedere grandi sponsorizzazioni private ed europee e poi partire".

Da produttore e ora da direttore crede nella collaborazione tra pubblico e privato?
"Io ho sempre investito nei miei spettacoli. Da direttore sono pronto ad accettare qualunque tipo di collaborazione, che mi auguro avvenga anche in maniera interdisciplinare, da Bellocchio a Bollani a Stefano Di Battista. L'Aquila, luogo che riparte da zero, è un'occasione per poter costruire".

La prossima stagione come si ripartirà?
"Non aspetteremo l'inaugurazione del teatro per inaugurare un cartellone. L'idea è di produrre drammaturgie anche contemporanee, avvalendosi delle collaborazioni con i teatri stabili più solidi, come quello del Friuli diretto da Antonio Calenda, per spettacoli che - è fondamentale - piacciano al pubblico. Mi piacerebbe che L'Aquila avesse una circuitazione degna della capitale, che facessero tappa qui tutti, grandi spettacoli e concerti. Vorrei rompere certi criteri che reggono la distribuzione accettando anche compagnie private, cominciando a favorire anche un altro tipo di realtà. Sogno poi una o più produzioni che sotto il marchio dello Stabile coinvolgano i tanti talentuosi attori cinematografici che stanno facendo teatro, da Filippo Timi a Riccardo Scamarcio, Elio Germano. E uno che farebbe faville Pierfrancesco Favino. Per me, anche come produttore, penso al "Flauto magico". Rendere la lirica accessibile anche ai giovani è uno dei miei sogni, magari con una messa in scena che riesca a essere ospitata anche in teatri lirici importanti".

Ma secondo lei, direttore, com'è la situazione del teatro italiano oggi?
"Splendida. Le platee sono piene, bisogna dirlo, Ghini-Bocci, Scamarcio, Timi, Leo Gullotta che riempiono i teatri, grandi e piccole produzioni come quelle di Marcello Cotugno al Belli di Roma e poi i grandi classici resi moderni, registi come Binasco, il teatro si è ripreso forse anche con più qualità del cinema e la gente per uno spettacolo 30 euro li spende.
Tutto sta a non tradire le aspettative
".




Giornale dello Spettacolo - n. 2 del 17 febbraio 2012 - pagina 22







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mari27



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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 20:51    Oggetto: Rispondi citando


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Gran bella intervista! ( mi riferisco in particolare al video )......
...........è un piacere ascoltarti, ascoltare le tue idee in merito al teatro, al cinema, al significato che attribuisci al tuo Cyrano.........


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mari27



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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 21:17    Oggetto: Rispondi citando


-

........e da domani martedì 20 al 25 marzo il Cyrano
sarà a Verona al Teatro Nuovo. Buon lavoro! .......







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Adry



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 00:31    Oggetto: Rispondi citando


Bravo Alessandro!Quella del Giornale dello Spettacolo era proprio l' intervista che sognavo di farti io. Mi piace assai Smile.!!!!Però non hai citato gli spettacoli che stanno sbancando davvero in questa stagione e cioé i musical,finalmente di qualità.Io ti auguro di realzzare tutte le tue idee e progetti bellissimi anche se semplici ! Viva l'energia ed il cervello di Alessandro Preziosi!Very Happy Laughing Laughing Laughing Wink Wink
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cinzia76



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 01:19    Oggetto: Rispondi citando




Augurissima di cuore caro Alessandro Very Happy !

E' sempre un piacere leggerti....puntualmente mi regali....emozioni Very Happy !Grazie Capitano ti voglio bene Wink !

Care Annuccia e Rossana benvenute nel forum di Alessandro e di Adricesta Wink !

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genziana



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 01:59    Oggetto: dal 20 al 25/03/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Nuovo, VERONA Rispondi citando



ha scritto:






          Preziosi è Cyrano al Nuovo


Alessandro Preziosi nel duplice ruolo di regista e protagonista chiuderà da martedì la rassegna «Il grande teatro» al Nuovo interpretando Cyrano di Bergerac di Edmond Rostand , spettacolo prodotto da Khora.Teatro e dal Teatro Stabile d´Abruzzo.
Cyrano, spadaccino guascone di leggendario coraggio e di irresistibile vitalità, «affetto» da un naso mostruoso, nutre un amore profondo per la bella cugina Rossana che, del tutto ignara dei suoi sentimenti, lo prega di prendere sotto la sua protezione un giovane cadetto, Cristiano de Neuvillette, di cui si è invaghita. Repliche fino a domenica 25.

Domenica 18 marzo 2012




      L'ARENA - Giorno e Notte - Spettacoli - Pag. 68





      dal 20 al 25 Marzo • Teatro Nuovo VERONA

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genziana



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 09:30    Oggetto: dal 20 al 25/03/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Nuovo, VERONA Rispondi citando



ha scritto:



        L'INTERVISTA di Daniela Bruna Adami



    ALESSANDRO PREZIOSI . «Cyrano è un brutto?

    No, il suo disagio non è nel naso ma nel cuore
    »


Per molti è ancora e sempre Fabrizio Ristori della televisiva Elisa di Rivombrosa. Ma per il pubblico di Verona Alessandro Preziosi è innanzitutto un grande attore teatrale, che abbiamo avuto modo di apprezzare in Re Lear, Amleto, La dodicesima notte, al Teatro Romano. E, nonostante i successi cinematografici (da Mine vaganti a Maschi contro femmine) e televisivi (da Sant’Agostino al recente Un amore e una vendetta sul Conte di Montecristo), il teatro resta la sua casa.

E proprio in teatro lo rivedremo, da questa sera alle 20,45 a domenica, al Nuovo per Il Grande Teatro, con Cyrano de Bergerac, nella traduzione e adattamento da Rostand di Tommaso Mattei, e prodotto dalla loro società KHORA. È la storia di uno spadaccino abile e sbruffone, sempre in bolletta, dal lungo naso e dalla grande passione per la poesia e in generale per la parola, con la quale gioca quasi con la stessa abilità che con la spada, per deridere i nemici. La bruttezza gli impedisce di manifestare il suo amore alla cugina Rossana, di cui è innamorato anche il bellissimo Cristiano, che chiede all’amico Cyrano la sua maestria poetica per scrivere alla ragazza. Spediti in guerra, i due continuano la finzione amorosa, ma Cristiano muore e Rossana si ritira in convento. Solo in punto di morte, Cyrano si lascerà sfuggire la verità. Preziosi ci parla del suo spettacolo, di cui è regista e interprete principale.

Come ha evidenziato i due aspetti del personaggio di Cyrano, coraggioso con la spada e fragile nei sentimenti?
Sono due aspetti apparentemente distanti, ma entrambi poetici e registicamente molto interessanti.
È un personaggio che non possiamo vedere fumettisticamente, ma poeticamente. Il suo coraggio nei duelli, che noi raccontiamo con scientifica ricostruzione tenuto conto dello spazio teatrale, compensa l’incapacità di amare, che non significa incapacità di essere un amico vero, cui dire le cose sinceramente, da cui avere anche rimproveri. In realtà Cyrano ha paura di essere respinto perché è brutto, e nel prendere distanza dalla realtà, tiene distante la donna amata. È proprio questa duplicità di uomo di spada e poeta che lo rende unico.


Lei in scena non mette il nasone finto, né altro. Come fa uno bello come lei a sembrare brutto come Cyrano?
Il naso è un’illustrazione, come la gobba per Riccardo III o il teschio per Amleto. Io, parlo ora da regista, volevo raccontare questo naso, raccontare che lui si vede così ma non è detto che tutti lo vedano allo stesso modo. Lo capisce solo alla fine, quando Rossana dice che amerebbe Cristiano anche se fosse brutto. Ho usato Cyrano senza farmi usare da lui: voglio far andare lo spettatore oltre il naso, farlo ridere delle difficoltà altrui. Insomma, il disagio non viene dall’aspetto fisico ma da dentro. E di questi tempi è un messaggio forte.

E come avete affrontato, lei e Mattei, il testo poetico?
L’abbiamo adattato, ma lasciando delle parti in versi. Le rime servono per risolvere alcune situazioni, creano suggestioni d’amore, ma quando si è se stessi si torna alla prosa. È una lingua molto interessante, anche questa è un’arma per Cyrano, che la usa per prendersi gioco dei nemici. Solo che l’unico vero nemico è la morte e lì la parola non basta più.

Perché ha scelto questo testo per il suo debutto alla regia?
Perché è un testo popolare, molto conosciuto e amato. E perché il personaggio ha una tempra caratteriale filologica, poetica, umana, che mi è sempre piaciuta. Filologica, perché amo la lingua recitata in un certo modo poetico, come ho fatto anche per Amleto; poetica, e io amo da sempre la poesia, ho fatto molti reading di Pessoa, Pavese, Sant’Agostino; e umana, per le sue contraddizioni e il suo traboccare di sentimenti che non gli permettono di amare, perché si sente inadeguato.

La tournée di questo spettacolo si concluderà a fine aprile alL’Aquila, dove lei dirige il Teatro Stabile d’Abruzzo. In questi giorni sentiamo il premier Monti parlare di ricostruzione,a tre anni dal terremoto. Ma a che punto siamo, con il teatro?
La ricostruzione è in moto, si spera finalmente in una continuità di lavoro. Ci sono stati momenti di panico sui fondi, gli appalti, i lavori, ora la ripartenza è avvenuta. Il teatro è importante non solo come spazio fisico, ma come luogo di riferimento culturale, parte integrante della società. Deve rinascere insieme alla città.

È vero che lei è laureato in legge con 110 e lode?
Ha mai pensato di fare l’avvocato?
Rispondo sì alla prima domanda e no, evidentemente, alla seconda, anche se in realtà ho fatto l’avvocato per poco tempo. Non facevo ancora l’attore, allora, ma il teatro mi ha sempre interessato, è lì che dovevo arrivare.




    L'ARENA - Spettacoli - Pagina 59 - Martedì 20 Marzo 2012





      dal 20 al 25 Marzo • Teatro Nuovo VERONA



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tiziana.rinaldi@beactiveu



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 09:43    Oggetto: bellissima intervista Rispondi citando


bellissima intervista mi è piaciuta molto. FOrza ALE!!!Tiziana San Cesareo (Roma)
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Marilina



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 14:54    Oggetto: Rispondi citando


Very Happy anche a me è piaciuta molto...
Alessandro in bocca al lupo ad te e company per la trasferta veronese...

Citazione:
E come avete affrontato, lei e Mattei, il testo poetico?
L’abbiamo adattato, ma lasciando delle parti in versi. Le rime servono per risolvere alcune situazioni, creano suggestioni d’amore, ma quando si è se stessi si torna alla prosa. È una lingua molto interessante, anche questa è un’arma per Cyrano, che la usa per prendersi gioco dei nemici. Solo che l’unico vero nemico è la morte e lì la parola non basta più.


il Cyrano tradotto da Mario Giobbe mi piace molto ma mi piacerebbe tantissimo poter avere una copia del testo adattato da te e Mattei...è veramente bello....
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annarella*



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 15:49    Oggetto: 18/03/2012 Rispondi citando


ora capisco xk c'hai messo tanto ad uscire dal teatro domenica sera..dovevi rilasciare l'intervista...uff peccato hai tolto tempo alle mie attenzioni.. Razz..ahah!
cmq carina la tua intervista...! bacioone
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anna pagani
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valentina



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 16:15    Oggetto: Rispondi citando


IN BOCCA AL LUPO ALE PER STASERA A VERONA ANDRAI BENONE UN BACIO
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genziana



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 16:21    Oggetto: 30/04; 2-3/05/12 CYRANO DE BERGERAC al Traiano CIVITAVECCHIA Rispondi citando




CYRANO DE BERGERAC di e con Alessandro PREZIOSI

e le nuove date del Calendario ufficiale del Tour 2012:




CIVITAVECCHIA - Lo spettacolo “Cyrano” di Alessandro Preziosi, verrà recuperato al Teatro Comunale Traiano lunedì 30 aprile alle ore 21 per il Turno A, mercoledì 2 maggio alle ore 21 per il Turno B e giovedì 3 maggio alle ore 21 per il Turno C; biglietti già acquistati sono regolarmente validi.







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Helena x



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 19:01    Oggetto: BRAVO!!! Rispondi citando


BRAVO CARO ALESSANDRO!!!
Complimemti molto per te e per tutti voi!!!
Ci vediamo a Napoli!!! Presto!!!
Mio Dio!Sono molto felice!!!
Buona serata per tutti voi!
Helena!
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marystone



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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 19:19    Oggetto: Rispondi citando


Bella intervista Ale!

Debbo ringraziarti ancora una volta...perchè è grazie a te.... ascoltando le tue letture delle poesie di Pessoa...Pavese.....ecc..... mi sono avvicinata alla poesia.....ed è bellissimo!!!! Very Happy Very Happy Grazie!

Grazie....per non aver fatto l'avvocato.....ce ne sono tantissimi e di certo il Foro di Roma o Napoli...non avevano di certo bisogno di Te.....ma il teatro......sì.....ed anche il Tuo pubblico.....Non potevamo perdere un grande ARTISTA a tutto tondo come TE!!!!!! GRAZIE!!!!! Laughing Laughing

Buona prosecuzione di tournèe a Verona!!! Laughing Laughing
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