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IL MIO CYRANO
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mari27



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 12:02    Oggetto: Rispondi citando


mari27 ha scritto:
-


Cyrano dal 26 al 29 gennaio tappa a Salerno.

Alessandro questa volta.......giochi quasi in casa,

in bocca al lupo!!!

" ...ha da schiattà ..'sto lupo!!!"







***
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mari27



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 12:02    Oggetto: Re: cirtica della "Lucchesia"!!!! Rispondi citando


[quote="mari27"][quote="marystone"]
danits ha scritto:
[size=18]Vedo che in questo post non è stato riportata una straordinaria (nel senso letterale del termine...) recensione del Cyrano a Lucca.
La parte centrale dell'articolo, in particolare, merita d'essere letta e commentata.
Scrive il brillante (?) critico:
Il vero bello della vicenda, colui che tutta la Lucchesia è voluta venire a vedere da vicino per sincerarsi della sua esistenza, è proprio Alessandro Preziosi che, come l’arido cadetto che fa palpitare il cuore di Rossana, dialoga per due ore con il fantasma di Cyrano – Depardieu ripetendo parole che suonano “suggerite” e raramente sembrano provenire dalla sua anima. Alessandro Preziosi non è brutto, nonostante i capelli spettinati, lo sguardo allampanato e i vestiti sformati che tentano di alterarne fattezze e proporzioni; è un bello che cerca disperatamente di apparire brutto attraverso la poesia di Rostand, un bello che forse tenta di fuggire il ruolo che la televisione gli ha cucito addosso forse in modo poco calzante. Come dire, a volte ci si stufa anche di essere ricchi. E siccome la saggezza del pubblico lucchese (che comunque riserva al cast applausi e ovazioni prolungate) merita di essere riportata, anche ieri sera il commento più diffuso è stato il classico “Un’ è chè”.
................



.....EEEEHHH!!!!!!!! Brutta cosa l'invidia!.......



***




............non ti degnar di lor ma guarda e passa!



***


L'ultima modifica di mari27 il Gio Gen 26, 2012 12:03, modificato 1 volta
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 12:05    Oggetto: dal 26 al 29/1/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Verdi, Salerno Rispondi citando



Dal 26 al 29 gennaio SALERNO Teatro Giuseppe Verdi






Salerno : l'incontro con Alessandro Preziosi nell'Università


L'incontro con Alessandro Preziosi previsto per venerdì 27 gennaio, avrà inizio alle ore 14.30 presso il Teatro di Ateneo; la sala offre 300 posti di platea: ingresso libero fino ad esaurimento posti. L'Università degli Studi è in Via Ponte don Melillo 1, a Fisciano (SA).


Salerno : l'incontro con Alessandro Preziosi al Teatro Verdi


Alessandro Preziosi incontrerà il pubblico, le scuole, la stampa nel corso del tradizionale appuntamento "Giù la maschera!" in programma per venerdì 27 gennaio alle ore 18.30 nel Teatro Municipale Verdi. La partecipazione a "Giù la maschera!" è libera e gratuita.


NOTA: inseriamo senza avere, al momento, conferma di quanto annunciato su internet


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genziana



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 12:05    Oggetto: dal 26 al 29/1/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Verdi, Salerno Rispondi citando




ha scritto:



        .Il Cyrano di Preziosi al Verdi
        .'In scena tra fierezza e poesia'


di Barbara Cangiano

"Venite pure avanti voi, con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto. Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio".
Così cantava Francesco Guccini nel suo brano "Cirano", ispirato alla commedia pubblicata nel 1897 da Edmond Rostand sul cadetto di Guascogna, ammirato per la sua infallibile spada, temuto per i suoi motti taglienti ed afflitto da un naso mostruoso. Guccini lo erge a simbolo di una impietosa invettiva contro il conformismo.

Alessandro Preziosi, che da domani a domenica calcherà il palcoscenico del Teatro Verdi con uno spettacolo di cui firma anche la regia, ne fa un eroe contemporaneo, "capace di parlare al pubblico in maniera attuale".

Questa volta la vedremo nel duplice ruolo di regista ed attore. Come mai proprio il Cyrano?
"L'idea è nata dalla voglia di creare uno spettacolo che riuscisse a includere la grande forza della drammaturgia classica, ma che potesse essere adattato ed "alleggerito", senza essere snaturato. La regia è una sfida. Insieme a Tommaso Mattei, che produce lo spettacolo con me, abbiamo deciso di mettere alla prova la nostra esperienza ed il nostro amore per il teatro".

Il suo Cyrano sarà l'eroe romantico di Rostand?
"Non credo. Cyrano ha un'epicità sentimentale molto forte, ma finisce con l'essere altrettanto distante dalla comunicazione effettiva dell'amore. Ha piuttosto una dimensione romantico-poetica. Come tutti i poeti, prende le distanze dalla realtà. Pur di non perdere la fierezza che lo contraddistingue, fino alla fine non troverà il coraggio di dire a Rossana che l'ama".

Ha scelto di dare spazio ai giovani. Non è un'operazione scontata oggi.
"Crede? Abbiamo nove esordienti che costano la metà degli attori professionisti! Sto scherzando, questo è il nostro orgoglio. La forza di uno spettacolo non è data solo dalla capacità di interpretare, ma dalla passione che spinge chi è in scena a raccontare la vita e i suoi valori".

Ha interpretato personaggi diversissimi. A quale è più legato?
"Senza dubbio Oreste, perchè è stato il mio primo ruolo da protagonista. Quell'esperienza è stata alla base di tutti i lavori che ho fatto, mi ha dato sicurezza, mi ha regalato incontri straordinari".

Terminata la tournée cosa farà?
Mi dedicherò all'Aquila (è Direttore del Teatro Stabile d'Abruzzo ndr). Voglio organizzare un festival estivo che ridia vitalità alla città.

A Salerno è di casa. Che idea si è fatto della città?
"E' la nostra Singapore! E' una città diversa da quella degli anni '80 quando le commistioni politiche facevano sentire negativamente il loro peso. Credo sia molto amata dai suoi abitanti e non solo perché negli ultimi dieci anni il lavoro di continuità svolto dall'amministrazione ha dato i suoi frutti. E' come se si fosse recuperata una identità. Penso a mio figlio che è orgogliosissimo delle sue origini salernitane".

Neppure un appunto?
"Manca il verde, i parchi. Tutto quel cemento mi sembra una follia. Ma sa, essendo napoletano, mi basta poco per farmi amare una città...".

(24 gennaio 2012)



© riproduzione riservata



    LA CITTA' - Salerno - Cultura e Spettacoli -





Dal 26 al 29 gennaio SALERNO Teatro Giuseppe Verdi


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adriana42



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 13:20    Oggetto: Re: cirtica della "Lucchesia"!!!! Rispondi citando


[quote="marystone"][quote="danits"][size=18]Vedo che in questo post non è stato riportata una straordinaria (nel senso letterale del termine...) recensione del Cyrano a Lucca.
La parte centrale dell'articolo, in particolare, merita d'essere letta e commentata.
Scrive il brillante (?) critico:
Il vero bello della vicenda, colui che tutta la Lucchesia è voluta venire a vedere da vicino per sincerarsi della sua esistenza, è proprio Alessandro Preziosi che, come l’arido cadetto che fa palpitare il cuore di Rossana, dialoga per due ore con il fantasma di Cyrano – Depardieu ripetendo parole che suonano “suggerite” e raramente sembrano provenire dalla sua anima. Alessandro Preziosi non è brutto, nonostante i capelli spettinati, lo sguardo allampanato e i vestiti sformati che tentano di alterarne fattezze e proporzioni; è un bello che cerca disperatamente di apparire brutto attraverso la poesia di Rostand, un bello che forse tenta di fuggire il ruolo che la televisione gli ha cucito addosso forse in modo poco calzante. Come dire, a volte ci si stufa anche di essere ricchi. E siccome la saggezza del pubblico lucchese (che comunque riserva al cast applausi e ovazioni prolungate) merita di essere riportata, anche ieri sera il commento più diffuso è stato il classico “Un’ è chè”.
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Nel leggere l'articolo (persino dal titolo) emerge immediatamente una certa.diciamo pure chiaramente. cattiveria e velenosità e allora mi sono chiesta: perchè?? Chi è costui? ....
Vi metto il link:http://www.teatro.org/rubriche/news/dettaglio.asp?id_news=16787

Da un profondo dolore può nascere un bellissimo fiore o..tutt'altro,ahimè!! L'animo umano è davvero complesso!!
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 13:23    Oggetto: dal 26 al 29/1/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Verdi, Salerno Rispondi citando



ha scritto:


    ...Al Verdi Cyrano conquista al Massimo
          con il fascino di Preziosi


Un naso, un pennacchio sul cappello a falde larghe, il fioretto e soprattutto l’ironia; ecco il profilo del personaggio simbolo dei sognatori e innamorati romantici: Cyrano di Bergerac.
Ad interpretare,come attore protagonista e come regista lo spavaldo, ironico spadaccino, nato dalla penna brillante e poetica di Edmond Rostand, sarà questa volta un affascinate, intenso Alessandro Preziosi.
Banco di prova di decine di riduzioni teatrali e cinematografiche, il Cyrano di Alessandro Preziosi si muoverà con coordinate precise che prendono linfa dalla traduzione italiana di Mario Giobbe, in versi e in cinque atti.
Spavaldo come un guascone memore delle prodezze dei moschettieri di Dumas, ma soprattutto nemico giurato dell’ipocrisia e ammalato d’amore e d’onore, Cyrano è uno dei personaggi più amati del mondo, simbolo assoluto dei «sognatori definitivi» e dell’amore impossibile e viaggiatore virtuale sulla Luna, ante litteram. L’allestimento è curato dalla compagnia KHORA. Il capolavoro di Rostand è una storia di fantasmi e di poesia, una riflessione sulla realtà con uno sguardo alla Luna e all’immaginazione.

Marcello Napoli

Mercoledì 25 gennaio 2012



© RIPRODUZIONE RISERVATA




Sipario
In scena lo spettacolo Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Il celebre protagonista delle storie di cappa e spada, assurto a metafora universale di tragica guasconeria e idealismo romantico, sarà portato in scena da Alessandro Preziosi che firma anche la regia dello spettacolo del KHORA.teatro. Si replica fino a domenica.

Preziosi incontrerà il pubblico, le scuole e la stampa nel tradizionale appuntamento «Giù la maschera!» in programma per venerdì 27 gennaio alle 18,30. La partecipazioneè libera.

Salerno, Teatro Verdi da stasera a domenica, ore 21
Giovedì 26 gennaio 2012




IL MATTINO - Edizione: SALERNO Pagina: 41 - Girocittà -






Dal 26 al 29 gennaio SALERNO Teatro Giuseppe Verdi


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Marisol



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 13:39    Oggetto: Rispondi citando


Cara Claudia, ti ho capito perfettamente.

E come dice Mari: cosa brutta è l'invidia!!

Chi è invidia è capace di tutto.

L'invidia corrode l'essere umano all'interno, distrugge.

L'invidia è sempre esistita ed esisterà, è quello di difendere i deboli. L'invidia è una dichiarazione di inferiorità. L'invidia è causato da vedere un'altra godere di ciò che vogliamo, la gelosia, vedendo un altro sono quello che vogliamo possedere noi.

L'invidioso è insoddisfatto (o per immaturità, la repressione, frustrazione, ecc.). Perciò egli consciamente o inconsciamente molto risentimento nei confronti delle persone che hanno qualcosa (bellezza, denaro, successo, potere, libertà, amore, personalità, esperienza ecc ...) vuole anche, ma non può svilupparsi. Così, invece di accettare le loro carenze o realizzare i propri desideri e le abilità e dare loro il corso, l'odio geloso e avrebbe distrutto chiunque, come uno specchio, gli ricorda la sua privazione.

L'invidia è, in altre parole, vendicando la rabbia impotente che invece di lottare per i loro desideri, piuttosto eliminare la concorrenza.Così l'invidia è una difesa tipica dei più deboli, consapevole o meno.

In breve, il narcisista più deboli, insoddisfatto o è una persona, la gente invidia più che ha quello che manca. L'invidia solo curato la sensibilizzazione e risolvere i loro proprie deficienze e poteri, attraverso un processo di crescita emotiva. La persona matura non invidiare nessuno.

Gli invidiosi prima storia fu Caino che ha ucciso suo fratello Abele per invidia.

Baci a tutti e Alessandro.

Alessandro: "A parole stolte, orecchie sorde" !! Sempre avanti!!

Marisol

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La vera ricchezza è prendere la vita con amore, donando amore.



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genziana



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 13:56    Oggetto: dal 26 al 29/1/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Verdi, Salerno Rispondi citando


ha scritto:



          .CULTURA E SPETTACOLO

        . A Salerno Preziosi è Cyrano


SALERNO. Audace oltre ogni logica, nemico giurato dell’ipocrisia, ma vittima dell’amore fino al parossismo. Si confronta con lo spadaccino più famoso della letteratura Alessandro Preziosi, regista e protagonista di “Cyrano”, in scena giovedì 26 gennaio alle 21 al Teatro Verdi di Salerno con la compagnia KHORA.teatro. L’allestimento, che si basa sulla traduzione di Mario Giobbe, resterà in cartellone fino a domenica 29 gennaio, quando lo spettacolo inizierà alle 18.30.

E’ intenzione di Preziosi avvalersi di una messinscena essenziale, che induca a puntare completamente l’attenzione su coloro che muovono i fili dell’intreccio, evidenziando il romanticismo che anima la vicenda senza chiudere la porta all’ironia. Non a caso il guascone non si presenta con un naso spropositato, perché ciò che lo differenzia dagli altri viene da dentro, dalla consapevolezza scomoda del proprio valore. Occorre un temperamento d’acciaio per vestire i panni di Cyrano: una figura che fa del vivere sopra le righe in ogni circostanza il suo credo può facilmente indurre chi la vive dinanzi al pubblico a un’esacerbazione ridicola dei sentimenti.

Ecco allora che l’attore deve ingaggiare una duplice lotta contro il comune sentire sul palco e contro un ruolo che fagocita chi non abbia energia da vendere. È facile associare a questo guerriero sempre in cerca di una guerra giusta da combattere tutti valori edificanti della lotta per la libertà, ma ciò che colpisce in quest’opera è il peso angoscioso di un'illusione alimentata fino a pagare il prezzo più alto: l’autodistruzione. Il capolavoro di Rostand è una storia di fantasmi. Il triangolo attorno a cui ruota tutto è composto da esseri incompleti che scelgono di anteporre il sogno alla vita.

Pur di vivere un amore che non può che tradursi nelle forme della vanità, il personaggio rinuncia a essere un corpo come Cristiano rinuncia ad avere un’anima. Esiste un vampirismo sotterraneo nel testo: attraverso la sua cultura e sensibilità, Cyrano si incarna nel rivale che a sua volta trova solo nella menzogna la sua identità. Un peso insopportabile, tanto che la morte del giovane sul campo di battaglia somiglia più a un suicidio che a un'impresa memorabile.

Rossana, credendo di conoscere il suo innamorato, si consacra a ciò che non esiste fino a fondersi con questo miraggio. Il fatto che, in un racconto che nasce da esso, l’amore non abbia più consistenza di un’ombra, seduce e lascia nello spettatore l’inquietudine che si prova dinanzi a ciò che non si accetta, ma resta lì, nella sua crudele evidenza.

Gemma Criscuoli

(infooggi.it) 24 gennaio 2012







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genziana



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 14:31    Oggetto: dal 26 al 29/1/2012 CYRANO DE BERGERAC Teatro Verdi, Salerno Rispondi citando


ha scritto:



Cyrano de Bergerac: il naso, la spada, il verso


Questa sera alle ore 21, l’appuntamento con il moschettiere poeta è al Teatro Verdi di Salerno.
Il suo fiero sguardo sarà quello di Alessandro Preziosi




Di Olga Chieffi

“Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza, avrete soldi e gloria ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finché dura, ché il pubblico è ammaestrato, e non vi fa paura…” E’ certo una delle scene più note del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, quando balzando sul palcoscenico lo spregiudicato cadetto di Guascogna affronta un’intera folla contrariata a causa dell’interruzione dello spettacolo compiuta dal protagonista per la scandalosa recitazione dell’attore principale. Scena di cui da stasera a domenica sarà protagonista sul palcoscenico del Teatro Verdi, Alessandro Preziosi, che ritorna a Salerno dopo le alterne fortune dell’Amleto shakespeariano. Di Cyrano, etichettato come genio solitario e incompreso, si tramanda ancor oggi la memoria di un corpo deturpato da due maschie protuberanze: il naso pinocchiesco e la spada più temuta di Francia. Vì è naso e naso, però, e, in materia di rinologia, un distinguo si rende necessario tra le intenzioni attribuibili a Collodi e quelle che sono proprie di Rostand. Infatti, se nel testo collodiano v’è un implicito invito alla diffidenza nei confronti delle parole subdole e ingannatrici, come quelle della volpe e del gatto, e un conseguente richiamo all’interpretazione dei silenziosi segni del corpo, estranei al gioco dell’ipocrisia, al contrario negli stessi anni in cui, tra specchi e ritratti, la letteratura decadente celebra il patto diabolico dell’uomo moderno con la propria immagine, Cyrano de Bergerac è il malinconico canto, con cui la fallace parvenza dei segni viene esaltata. Cyrano entra in scena dapprima in forma di sequenza puramente vocale, come un suono senza corpo, come una voce che difende a spada tratta, è il caso di dire, la causa del “fine parlare”; una parola di cui, l’eroe di Rostand, tra una stoccata di spada e una in punta di lingua, sacrifica tutta la vita, sino al punto di augurarsi di morire “una sera sotto un cielo rosato e speciale, / trovando parole ispirate per un buon ideale!”. Ma alla bellezza della parola si contrappone per contrasto, la bruttezza deforme del naso. Di qui, più in generale, la tensione tra gli estremi entro cui si delinea la personalità di Cyrano, lo stereotipo manicheo che lo definisce e lo scinde in poli contrapposti: da un lato il coraggio dell’eroe “senza macchia e senza paura”, dall’altro una suscettibilità, a volte, addirittura comica; da un lato l’adesione appassionata a un amore infelice, dall’altro la dedizione a un legame d’amicizia virile; da un lato, ancora, la fedeltà al corpo militare, dall’altro la continua, intransigente opposizione al potere. A farla da padrone sarà in tutti i sensi, il protagonista, Alessandro Preziosi, il quale si propone anche in veste di regista, con accanto Cristiano, interpretato da Benjamin Stender e la bella Rossana (Valentina Cenni).

Domani, invece, alle 18,30 l’incontro con l’amato volto televisivo in “Giù la maschera!” condotto nel foyeur del massimo cittadino dal giornalista Peppe Iannicelli, ospite dell’Associazione Amici del Teatro Verdi.

26 gennaio 2012







Dal 26 al 29 gennaio SALERNO Teatro Giuseppe Verdi


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genziana



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 16:09    Oggetto: 21-22/1/2012 Preziosi è CYRANO DE BERGERAC, Teatro Team BARI Rispondi citando



ha scritto:



    CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand


La celebre commedia teatrale in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand e ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac ebbe, già dalla prima rappresentazione, un eccezionale trionfo di pubblico e critica che salutò questo dramma post-romantico come una vera e propria summa delle potenzialità espressive nella sfera dei sentimenti e delle passioni umane.

Cyrano torna sulle scene nell’opera diretta e interpretata da Alessandro Preziosi in collaborazione con Aldo Allegrini, Tommaso Mattei e Nicolaj Karpov per i movimenti scenici.

La storia dello sfortunato amante abile con la spada e con le parole, ma destinato a rimanere nell’ombra per il suo naso mostruoso, continua ad affascinare, dopo secoli dal successo dell’opera. Una storia che fa sognare e sperare, che illude e disillude, che inizia con l’amore e si conclude sull’orlo di una confessione troppo tarda per un lieto fine.
Cyrano, incapace di confessare il suo amore alla cugina Rossana, si ritrova a far da protettore a Cristiano, di cui lei è innamorata. L’unico modo che gli resta per dare sfogo al suo amore è esprimerlo attraverso Cristiano che a sua volta non ha le doti adatte per parlare d’amore come Rossana vorrebbe da lui. “Tu la bellezza mia, il tuo cuore io sarò” dice Cyrano a Cristiano e da lì si ritrovano in un turbine di lettere d’amore, parole dette, non dette, suggerite al chiaro di luna fino alle nozze dei due amanti, favorite nuovamente da Cyrano a dispetto del nobile De Guiche, innamorato anch’egli di Rossana, che manda i due giovani al fronte dove Cristiano muore lasciando l’amata nella disperazione.
Solo alla fine della propria vita, Cyrano confessa a Rossana il suo amore e la vera identità dell’uomo che lei aveva amato fino ad allora.

Si apre il sipario su una serata teatrale all’hotel de Bourgogne per la recita di una favola pastorale del celebre attore Montfleury. In un bellissimo spaccato di “teatro nel teatro” la folla di nobili e borghesi gremisce la sala, Cristiano di Neuvillette è già in scena e a guardarlo dal palco lei, Maddalena Robin, detta Rossana.
C’è l’ardimentoso pasticcere-poeta Ragueneau, c’è l’impavido amico di Cyrano, Le Bret, e c’è naturalmente Cyrano che fa il suo ingresso trionfale con l’irresistibile spavalderia che lo caratterizza.
La scena scura, punteggiata di luci calde è semplice ma funzionale. Al centro del palcoscenico una struttura a più piani con una rampa di scale sul lato sinistro costituisce la scenografia fissa ma mutevole di tutto lo spettacolo. Teatro, bottega del pasticcere, campo di battaglia e infine convento, la scena fissa fa da sfondo alla vicenda trasformandosi all’occorrenza grazie ad un sistema di tende e al disegno luci, parte integrante delle scenografia.
Un insolito Alessandro Preziosi veste i panni di Cyrano costruendo un personaggio brillante, scanzonato, assolutamente sopra le righe. Piccoli accorgimenti, modifiche del regista nei punti giusti alleggeriscono l’opera rendendola piacevole, ironica e moderna pur lasciandola fedele e rispettosa del testo originale.
In uno scambio serrato di battute che spesso rimano tra loro si consuma il primo atto della commedia, divisa in due atti in questa versione, con l’amore muto di Cristiano e quello eloquente di Cyrano, condannato all’oblio.
Un meraviglioso momento di teatro è la scena del balcone, la trovata drammaturgica più suggestiva dell’intera opera. In questa scena a tre Cyrano e Cristiano si alternano, si scambiano, si sdoppiano per diventare una persona sola fino al climax della definizione del bacio nelle sue otto varianti. “ Il bacio è un punto rosa sulla i di amore mio” recita Preziosi portando all’estremo la musicalità delle parole che pervade tutta l’opera.
Nel secondo atto, che comincia sul campo di battaglia l’opera si conclude con un ritmo serrato e incalzante: la morte di Cristiano, la disperazione di Rossana che si rinchiude in convento e infine la confessione di Cyrano che solo in punto di morte rivela alla cugina il suo amore.
Al tramonto dell’eroe, tra soprassalti di fantasie lunari e apparizioni moralistico-allegoriche si conclude con grande dignità e con il consueto orgoglio la vita di Cyrano e la commedia, tra gli applausi di un pubblico entusiasta.

Neliana Pansitta - 21/01/2012 - Bari - Teatro Team








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pattyFI



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 16:44    Oggetto: Rispondi citando


Grazie Giuly x tutti gli aggiornamenti....di recensioni scritte positive ce ne sono molte in giro......non vedo perche' si deve discutere sempre e ribadire su una persona,che x quanto so' critica di tutto di piu'.....forse e' meglio voltare pagina......

Bravo Alessandro,solo un grande attore come te poteva arrivare a entusiasmare il pubblico come a Campobasso anche se vi siete dovuti "arrangiare" su tutto....bravi anche i tuoi ragazzi!

In bocca al lupo!
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Io e te che facemmo invidia al mondo, avremmo vinto mai contro un miliardo di persone! [Mille giorni di te e di me]
C.Baglioni
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marystone



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 17:32    Oggetto: giornalista A POLLO....... Rispondi citando


anticlaudia ha scritto:
claudia_napoli ha scritto:
Mahhhh la stupidità umana non ha limiti
io che sono romana e parlo romano
a questo giornalista gli direi




A POLLOOOOO!!!!!!!!!!!!! Laughing Laughing Laughing


...io nel mio dialetto brindisino gli direi
" A SBANTATE!!!!!!!!!!!"

A me fa pure pena questo giornalista è il risultato di chi si cimenta in una critica che non è in grado di fare...uno che non è in grado di percepire la maestria e la versatilità di un attore che è ALESSANDRO PREZIOSI (gli fa tanto schifo questo nome ai giornalisti?!una volta conte di rivobrosa...che per carità,io amo...ma quello lasicamolo a RIvombrosa...una volta poliziotto Pietro Foschi...un'altra volta il bello della tv...ma si chiama ALESSANDRO PREZIOSI...A-L-E-S-S-A-N-D-R-O P-R-E-Z-I-O-S-I...non mi sembra troppo difficile...)non può davvero farsi passare per un critico teatrale o qualcosa del genere...io lo spettacolo non l'ho visto anche se non vedo davvero l'ora di farlo...ma non credo che tutto il pubblico che lo ha applaudito in questi primi appuntamenti sia tutto deficiente...o tutto innamorato della bellezza di Alessandro...o siano solo ragazzine...e comunque...come diceva un grande...NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA...


Hai perfettamente ragione!!!! Noto anche io che quando parlano di Ale.....non lo chiamano per nome......dicono....il bello della TV....l'attore sex symbol più amato dalle italiane.....e via dicendo!!!! Sono stupidi e come dicevo prima.....schiattano d'invidia!!!!! Non hanno il coraggio di ammettere che Ale, non solo è bello e affascinante, ma è BRAVO nel suo lavoro!!!!! E' poliedrico come pochi attori italiani!!!! Intelligente, simpatico, allegro, scanzonato, per niente presuntuoso,ironico...... insomma chi più ne ha più ne metta!!!!!!!!!!!! E poi è molto SENSIBILE!!!!!! Ama il suo lavoro e avvicina il pubblico al teatro...... che non è cosa di tutti!!!!! Giornalisti.....informatevi bene prima di intervistare ALESSANDRO PREZIOSI....così non farete delle pessime figure con chi vi legge e potreste perdere pure il lavoro......
mariella
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L'ultima modifica di marystone il Gio Gen 26, 2012 17:55, modificato 2 volte
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marystone



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 17:53    Oggetto: Cyrano - grazie Giuly Rispondi citando


Grazie Giuly per gli aggiornamenti sempre "preziosi" sul nostro amato PREZIOSI .... ah ah ah!!! Buona la critica della giornalista di Bari.
Com'è andato l'incontro di ieri sera al teatro Savoia? Ci informi?

In bocca al lupo Ale per stasera a Salerno, ci sarà tuo figlio Andrea a vederti? spero di sì, così potrà vedere quanto è bravo il suo papà e anche tu potresti vederlo e abbracciarlo!!! Anche questa sera sarà un grande successo di pubblico e di...............criticaaaaaaaaaaaa!!!! Vai Ale che sei tutti noi!!!!! smack mariella Laughing Laughing Laughing Laughing

baci a te Giuly nostra grande amica!!!! mariella
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PikkolaPeste94



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MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 19:37    Oggetto: Rispondi citando


Ale I LovE YoU *-*
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claudia_napoli



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Residenza: Roma (ma 'tengo' il cuore napoletano)

MessaggioInviato: Gio Gen 26, 2012 19:38    Oggetto: Rispondi citando




« Salerno, rima d'inverno,

o dolcissimo inverno.

Salerno, rima d'eterno. »





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tratto dal nostro topic di VIAGGI: **VOGLIAMO RENDERE UN OMAGGIO A NAPOLI? (EDIZ. 29)

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Ragassuole vista l'ora dirigiamoci verso il teatro
ma non per cercare Alessandro, NOOOOOOOOOOOOOOOO Mr. Green

no scherzi a parte è un teatro meraviglioso con una interessante storia, ce n'è da dire.... Wink





[size=18]Teatro Municipale Giuseppe Verdi


Lo scultore Giovan Battista Amendola realizza la statua di Pergolesi Morente che volge lo sguardo alla sala dal centro del peristilio, ovvero un’esedra di colonne in finto marmo che ospita nicchie con statue e voltine decorate da motivi neopompeiani.

Gioacchino Rossini è il protagonista del plafond, ornato da Pasquale Criscito, rappresentato come incarnazione del genio musicale italiano. Sul fondo blu notte, le muse danzano intorno a lui tenendosi per mano, coperte da delicati veli. Alle spalle del maestro Rossini sono dipinte anche le scene delle sue maggiori opere: il Mosé in Egitto a sinistra, Almaviva, poi detta Il Barbiere di Siviglia, al centro, e L’Otello a destra.





L’architetto Ignazio Perricci, docente di Decorazione, esegue la mirabile cornice del telone insieme a Gaetano D’Agostino, che segue anche tutti gli ornamenti dei palchi.
I parapetti dei palchi della prima fila sono ornati da puttini e da un medaglione centrale, quelli superiori, da giganti che nascono da un calice, quelli della terza fila, da fanciulle che si tengono la mano intorno a immagini di artisti. Altre figure femminili popolano la quarta fila, mentre una finta balaustra chiude il loggione.
I palchi sono scanditi da paraste e i colori dominanti sono l’oro, utilizzato con profusione, il rosso e il nero.

Il Teatro è aperto al pubblico nel 1872 e viene intitolato a Giuseppe Verdi il 27 marzo del 1901, pochi mesi dopo la morte del grande musicista, avvenuta il 1° gennaio.




Citazione:





STORIA


Il Teatro Verdi è stato costruito tra il 1863 e il 1872.

La città precedentemente utilizzava come teatro la Chiesa di San Benedetto che, con l'avvento delle leggi napoleoniche e la soppressione del monastero benedettino, era stata sconsacrata ed adibita a teatro "San Gioacchino", nel periodo murattiano, e in seguito "Real Teatro San Matteo".

Nel 1845, per ordine di re Ferdinando II, il teatro San Matteo fu chiuso e l'edificio, restituito all'Autorità ecclesiastica, fu riaperto al culto. Salerno restò, dunque, senza teatro e per circa un trentennio ebbe solo teatri itineranti.

Dopo l'Unità d'Italia, gli amministratori dell'epoca si fecero promotori della costruzione di un teatro comunale che, per grandiosità e magnificenza, doveva soddisfare le esigenze della città, allora in espansione demografica e culturale.

Un primo progetto prevedeva la costruzione del teatro all'interno della città, nei pressi di Piazza Portanova ma, dopo una lunga polemica, prevalse la proposta del sindaco Matteo Luciani che indicava, quale area più adatta, il Largo Santa Teresa.

Questa scelta consentiva anche l'urbanizzazione di un'area nuova della città, che si è sviluppata nei decenni successivi, di fronte alla città antica, su un territorio che si affaccia al mare, e dove, dopo l'edificazione del teatro, sono stati costruiti Palazzo Natella (1918), la Camera di Commercio (1927), le Poste Centrali (1934 - 37), il Municipio (1934 - 42).

Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati agli architetti Antonino D'Amora e Giuseppe Menichini, che furono affiancati da una commissione speciale presieduta dal Sindaco.

Il teatro fu strutturato in rapporto al "San Carlo" di Napoli ma con una sala, in proporzione, cinque volte più piccola di quella del teatro napoletano, dal momento che un terzo dello stabile è occupato dalla "Casina sociale".

La costruzione dell'edificio fu affidata a Vincenzo Fiorillo, affiancato successivamente da Antonio Avallone e Bonaventura Della Monica.

Il rustico fu consegnato al Comune nel 1869 e fu completato nelle decorazioni e nell'arredo per il 1872, quando avvenne l'inaugurazione con l'opera del "Rigoletto" di Giuseppe Verdi.

Alcuni decenni dopo, nel 1901, anno della morte di Giuseppe Verdi, i Salernitani gli intitolarono il teatro, nonostante il maestro, invitato all'inaugurazione, avesse disertato la cerimonia.
Il teatro è costituito da quattro file di palchi, un loggione, una platea e un palcoscenico al quale si accede da scale separate e porte laterali all'edificio.

A livello della terza e quarta fila di palchi l'edificio ospita la "Casina sociale", sorta come salotto dell'aristocrazia cittadina.

I posti a sedere sono 307 in platea e 300 nei palchi. Ogni palco possiede un camerino di servizio ed ogni fila è dotata di quattro sale che affacciano all'esterno.

Il teatro nel corso degli anni è stato oggetto di interventi di restauro e trasformazioni determinate da esigenze legate ai tempi e ad eventi naturali.

I primi interventi di cui si ha notizia avvennero nel 1903 con il restauro dei palchi e la sostituzione delle sedie imbottite, con sedie "Vienna" ricoperte di velluto finissimo.

Nel 1922 fu rinnovato l'arredo della platea e l'impianto di illuminazione a gas fu sostituito da quello elettrico.

Durante il secondo conflitto mondiale l'edificio
fu occupato dalle truppe alleate, che vi rimasero fino al giugno del 1946 e, a causa dei danni subiti, poté essere riaperto solo nel 1952.

Il teatro subì ulteriori danni in seguito al terremoto del 1980 ma i recenti restauri lo hanno riportato all'antico splendore rispettando l'impianto architettonico e decorativo del monumento e adeguandolo alle nuove norme di sicurezza e a quella antincendio.


Le decorazioni del teatro sono opera di Fortunato D'Agostino e di suo figlio Gaetano; essi furono affiancati da una lunga schiera d'artisti salernitani e da importanti firme del mondo artistico partenopeo.

Pregevoli sono i medaglioni sui parapetti dei palchi della terza fila che accolgono figure di musicisti, artisti e poeti (Bellini, Cimarosa, Pergolesi, Goldoni, Rossini, Donizetti, Alfieri, Tasso, Dante, Michelangelo, Raffaello, Giotto, Leonardo, Andrea Sabatini, Cellini, Salvator Rosa, Giuseppe Verdi).

Lo stile eclettico delle decorazioni riesce a cogliere e ad amalgamare gli elementi più belli del Classicismo, del Rinascimento, del Barocco e del Manierismo.

Eleganza e raffinatezza esprimono le decorazioni dell'arco che separa il palcoscenico dalla platea, nonché i festoni in stucco e oro che ornano i palchi e che rappresentano un antico richiamo alle decorazioni dei sarcofagi greco-romani.

Di pregio sono anche i mascheroni, gli innesti floreali di stile cinquecentesco e lo stemma della città di Salerno.

Il soffitto della sala è opera di Pasquale Di Criscito, napoletano, il quale ha rappresentato Rossini che, dall'alto di una balaustra, circondato dalle allegorie della musica, dirige le sue opere: sul lato destro del dipinto "Mosè", a sinistra il "Barbiere di Siviglia", "Otello", "Semiramide" e "Guglielmo Tell".



Salerno, restando al passo con i tempi, dedicò il plafon del teatro a Rossini, che era morto in Francia proprio quando incominciavano le decorazioni del teatro e che aveva avuto una grande influenza sulla realtà culturale napoletana e campana.

Proprio durante il suo soggiorno a Napoli (1815 - 1822), Rossini aveva, infatti, scritto per il "San Carlo" le opere che sono state raffigurate da Di Criscito.

Il plafon, apprezzato da molti, fu invece criticato dall'architetto dell'epoca, Francesco Saverio Malpica, il quale assumendo posizioni moralistiche, biasimò la "tanta nudità mal celata".
Di notevole pregio è lo splendido sipario, progettato, disegnato e realizzato da Domenico Morelli; le decorazioni della cornice sono d'Ignazio Pericci e le figure di Giuseppe Sciuti.

Il grande arazzo (121 mq di tela), definito il più bello esistente in Italia, fu eseguito all'Accademia delle Belle Arti di Napoli e fu esposto nella Cappella del Palazzo Reale di Napoli.

I disegni e i bozzetti realizzati dal Morelli sono conservati nella Galleria Nazionale d'Arte di Roma.

Il sipario, decorato con polvere d'oro, raffigura "La cacciata dei Saraceni da Salerno" e celebra l'apoteosi della città attraverso l'esaltazione di un episodio glorioso e di un'animosa resistenza dei Salernitani guidati dal principe longobardo Guaiferio.



Durante la seconda guerra mondiale, con l'occupazione americana del teatro, il sipario fu smontato da due vecchie custodi, aiutate dalla gente della città e fu conservato e salvato da possibili scempi e distruzioni.
Nell'ingresso è un peristilio sorretto da colonne a finto marmo, al cui centro è collocata una scultura in bronzo, opera del sarnese Giovanni Battista Amendola, che raffigura Pergolesi morente, e la cui funzione simbolica è quella di introdurre lo spettatore nel tempio della musica.

Il teatro municipale di Salerno, nato come tempio della lirica, ha ospitato anche compagnie di prosa di un certo livello, come i fratelli De Filippo, Gasman, Proclemer, Albertazzi.

Qui mosse i primi passi il grande Enrico Caruso.

Egli, dopo aver debuttato a Napoli nel 1894, a soli 21 anni, fu condotto a Salerno dal tenore Zucchi e scritturato nel 1897 per "La Gioconda" di Ponchielli; vi rimase fino al 1901 allorquando fu scritturato dal "San Carlo" di Napoli.

Caruso rimane il simbolo di questo teatro e a testimoniare questo legame resta la porta di un camerino autografata dal tenore dopo il suo successo.

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Con tutto l'oro del mondo non si può comprare il battito del cuore, nè un lampo di tenerezza-de Lamartine


L'ultima modifica di claudia_napoli il Ven Gen 27, 2012 02:06, modificato 2 volte
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