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genziana



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MessaggioInviato: Mar Dic 10, 2013 15:21    Oggetto: ADRICESTA incontra studenti 'La mia salute... il mio futuro' Rispondi citando



ha scritto:


Presentata ai ragazzi della Media Tinozzi l'indagine dell'ADRICESTA tra gli studenti
La birra è la bevanda preferita, poi arriva la vodka. Gli esperti: educare alla salute



    l'alcol e gli adolescenti, primo bicchiere a 14 anni


PESCARA - L'età media in cui i giovani si avvicinano al primo boccale di birra, a un cicchetto di vodka o a un aperitivo alcolico fruttato è attestata intorno ai 14 anni e mezzo, molto prima di diventare maggiorenni. Il 79 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni ammette di bere fuori casa, in compagnia degli amici e soprattutto durante le feste (33%), in discoteca (22%), al pub o in pizzeria.

E' un quadro allarmante quello venuto fuori dall'indagine compiuta tra gli studenti delle scuole medie e superiori su un campione di 484 adolescenti che hanno preso parte al progetto dell'Associazione ADRICESTA "La mia salute… il mio futuro…". Ieri mattina, nell'aula magna della Scuola Media Tinozzi, gli studenti delle terze A, B, C, D ed F coordinati dalla dirigente scolastica Annarita Bini, hanno preso parte al primo dei quattro incontri volti ad educare i giovani alla salute e alla prevenzione. Un'iniziativa realizzata da Carla Panzino e dai tanti volontari di ADRICESTA con il contributo della Fondazione PescarAbruzzo presieduta da Nicola Mattoscio.

A raccontare ai ragazzi le conseguenze concrete dell'assuefazione da alcol e droga sono stati il medico Gianfranco Visci e il Presidente della Laad Abruzzo Gianni Cordova. Incuriositi e appassionati da un tema molto vicino alla loro generazione, gli alunni hanno partecipato attivamente al dibattito e hanno chiesto agli esperti di spiegare con parole semplici le differenze tra i diversi tipi di droga e le varie forme di assuefazione. "Questo progetto", ha spiegato la Preside Bini, "collima con l'offerta formativa di una scuola che non offre solo didattica e istruzione, ma anche formazione e lotta al disagio". La necessità di interagire con gli adolescenti e renderli protagonisti di un progetto di prevenzione nasce anche dai dati preoccupanti emersi dall'indagine sull'uso dell'alcol. Dalle risposte a un questionario anonimo è venuto fuori che il 67% degli studenti tra i 12 e i 16 anni beve regolarmente durante le uscite serali e il 38 è tornato a casa ubriaco almeno una volta. Tra le bevande preferite al primo posto c'è la birra, al secondo posto la vodka e al terzo gli aperitivi alcolici fruttati. In una serata tipo il 32% del campione beve almeno un drink, il 13% due e il 5% tre. Quanto alle motivazioni, i ragazzi ammettono di avvicinarsi all'alcol perché sono attratti dal cosiddetto "effetto lubrificante" nelle relazioni sociali. Solo il 22% degli intervistati dice di bere per la ricerca di un effetto psicoalterante, di uno stordimento o di un modo diverso di percepire la realtà.

Ylenia Gifuni


©RIPRODUZIONE RISERVATA






IL CENTRO Nazionale; Pescara, pag. 21 mart. 10 dicembre 2013





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MessaggioInviato: Mar Dic 10, 2013 18:42    Oggetto: ADRICESTA incontra scuola media LA MIA SALUTE, IL MIO FUTURO Rispondi citando



ha scritto:



        . ADRICESTA: parte il progetto

        . 'La mia salute... Il mio futuro'


Pescara. E' partito ieri presso la Scuola Media "D. Tinozzi" di Pescara il progetto della ADRICESTA Onlus "La mia salute …. Il mio futuro…", destinato ai ragazzi di Terza media inferiore, per educare alla salute gli adolescenti.

Il progetto, nato anche grazie al contributo della Fondazione PescarAbruzzo, si articolerà in quattro incontri coordinati dal dott. Gianfranco Visci, ed è stato sviluppato a seguito di incontri svolti precedentemente con i ragazzi e gli adolescenti incontrati e/o assistiti nel corso degli anni presso le strutture sanitarie della città. L'iniziativa vede il coinvolgimento dell'Istituto comprensivo Pescara 8 e della preziosa collaborazione della dirigente scolastica Dott.ssa Annarita Bini, che ha accolto con entusiasmo l'ulteriore iniziativa di prevenzione rivolta agli alunni dell'Istituto

"Attraverso questi incontri abbiamo maturato il convincimento che gli adolescenti, anche per il vissuto specifico della loro età, delle contraddizioni e delle pulsioni da loro vissute, diffidano quasi pregiudizialmente delle 'informazioni' e degli 'insegnamenti' degli adulti e delle Istituzioni da loro messi in campo" spiega la Presidente della ADRICESTA, Onlus Carla Panzino.

E' necessario quindi, adottare modalità di coinvolgimento e comunicative adeguate alla popolazione che si intende sensibilizzare. Il Metodo che si desidera seguire, è quello di coinvolgere gli istituti scolastici delle scuole Medie e Superiori di Pescara e, attraverso queste, sensibilizzare ed informare gli studenti ai temi che si che si intendono sviluppare e, stimolarli attraverso un diretto coinvolgimento, alla consapevolezza di acquisire conoscenze e comportamenti coerenti riguardanti l'adesione a stili di vita salubri, l'adesione ad iniziative di educazione sanitaria e stimolare la cultura della prevenzione.

Successivamente, sviluppare iniziative di formazione svolte da esperti nelle specifiche materie, per poi attuare modalità di verifica dell'impatto che tale metodo, avrà ottenuto sulla popolazione scolastica generale. I giovani cominciano a fare uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche, in maniera sempre più precoce, sempre prima di quella fase della crescita in cui la testa e il corpo sono in grado di reggere l'urto della "droga legale", di una sostanza che viene scambiata con troppa superficialità per una sostanza "leggera", quando invece provoca effetti devastanti.

La necessità di intervenire sugli adolescenti con un progetto di prevenzione nasce anche dai dati di una indagine sull’uso dell'alcol, compiuta fra i giovani delle scuole medie e secondarie, tramite dei questionari distribuiti a un campione di 484 studenti di età compresa fra i 12 ed i 16 anni.

10 dicembre 2013 - pubblicato da
PescaraOggi.it





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MessaggioInviato: Mar Dic 10, 2013 19:11    Oggetto: Pescara-ADRICESTA-progetto Medie LA MIA SALUTE IL MIO FUTURO Rispondi citando



ha scritto:



        Adolescenti, alcol e droga: Via al

        progetto ADRICESTA nelle scuole


Una 'due giorni' interamente dedicata agli adolescenti, con la prevenzione e l'educazione sanitaria al centro delle iniziative in programma nelle scuole. E' partito lunedì 9 dicembre presso la Scuola Media Tinozzi di Pescara, il progetto "La mia salute … Il mio futuro…", organizzato da ADRICESTA Onlus, che nella fase iniziale prevede 4 appuntamenti nelle scuole medie della città.

Notevole l’interesse e il coinvolgimento suscitato tra gli studenti del terzo anno dell'istituto situato nel centro cittadino.
La presentazione, che sarà replicata nella giornata di oggi (martedì 10 dicembre, n.d.r.), ha evidenziato l'importanza dell'educazione alla salute rivolta agli adolescenti, in una fase della vita particolarmente delicata e decisiva per lo sviluppo psicofisico della persona.

Il progetto, promosso da ADRICESTA con il sostegno della Fondazione PescarAbruzzo, vede il coinvolgimento attivo dell'Istituto Comprensivo Pescara 8 e della dirigente scolastica Annarita Bini, che ha accolto con entusiasmo l'iniziativa. L'intervento nelle scuole è coordinato dal Dott. Gianfranco Visci con la partecipazione di Gianni Cordova, fondatore della Laad Abruzzo, struttura impegnata dal 1991 nel contrasto del disagio sociale, delle dipendenze e, in particolare, dell'uso di droghe.

L'ADRICESTA (Associazione Donazione Ricerca Italiana Cellule Staminali Trapianto e Assistenza) è un'associazione attiva in diversi settori del Sociale e della Sanità, con un'attenzione particolare rivolta ai temi della prevenzione e dell'educazione alla Salute.
Stando ai risultati di una recente indagine condotta su 500 studenti di Pescara tra i 13 e i 16 anni, è emerso che il 67% dei ragazzi ammette di fare uso di bevande alcoliche fuori casa, mentre in media il primo contatto con l'alcol, principalmente birra e vodka, avviene a 14 anni.
Un dato preoccupante, soprattutto alla luce del costante abbassamento di questa soglia rilevato nel corso degli anni.

Da qui, l'idea di coinvolgere nel progetto i ragazzi delle scuole medie, che vivono una fase particolarmente delicata dello sviluppo, immediatamente precedente la "fascia a rischio". Significativi in tal senso gli interventi di Gianfranco Visci e di Gianni Cordova, che hanno illustrato ai ragazzi i rischi legati al consumo di alcol e stupefacenti, suscitando forte interesse nel pubblico che ha riempito l'Aula Magna della Tinozzi. L'incontro iniziale si è chiuso con le parole di Carla Panzino, Presidente di ADRICESTA, che ha sottolineato l’importanza delle informazioni e dei messaggi che veicola la scuola su temi così delicati.
Da qui, l'intenzione di potenziare ed estendere il progetto non solo alla provincia, ma anche alle scuole superiori.

di Angela Ricci (redazione@viverepescara.it)

10 dicembre 2013 - pubblicato da
ViverePescaraOggi.it





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MessaggioInviato: Mar Dic 10, 2013 19:39    Oggetto: ADRICESTA progetto-adolescenti LA MIA SALUTE...IL MIO FUTURO Rispondi citando



ha scritto:



ADRICESTA incontra i ragazzi dell'Istituto Pescara 8
.per un progetto sulla prevenzione di alcol e droghe




. pubblicato martedì 10 dicembre 2013 da : SEGUI LA NOTIZIA .it





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MessaggioInviato: Mer Dic 11, 2013 11:41    Oggetto: ADRICESTA progetto-adolescenti LA MIA SALUTE...IL MIO FUTURO Rispondi citando






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MessaggioInviato: Ven Dic 13, 2013 00:51    Oggetto: IL MIO DONO Solidarietà-UNICREDIT Natale! voto per ADRICESTA Rispondi citando



''IL MIO DONO'' è la rete di Solidarietà di UNICREDIT

e per Natale dal 5 dicembre 2013 al 13 gennaio 2014

"1 voto, 200.000 aiuti concreti" da destinare a favore

delle Organizzazioni Non Profit iscritte a tale iniziativa

UNICREDIT offre 200.00€ e decidi tu con il tuo voto a

chi devolvere
una parte della donazione! con un gesto







l'Associazione ADRICESTA Onlus si attiva con progetti

in aiuto dei Bambini ospedalizzati e delle loro famiglie


e con il nostro voto e di tanti amici navigatori del web

potremo farla entrare nel novero degli Enti beneficiari


"E tu sei dei nostri? Miglioriamoci!" gratis con un voto



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MessaggioInviato: Ven Dic 13, 2013 01:07    Oggetto: con ALE e il mio dono... DONIAMO TUTTI E VINCIAMO LA SFIDA! Rispondi citando



rispondiamo generosi all'invito di Alessandro Preziosi:

il mio dono...DONIAMO TUTTI E VINCIAMO LA SFIDA!








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MessaggioInviato: Ven Dic 13, 2013 01:08    Oggetto: IL MIO DONO Solidarietà-UNICREDIT :come votare per ADRICESTA Rispondi citando



      come fare? in questa edizione ci sono tre possibili modi

      per esprimere la propria preferenza
      1 persona = 1 voto

      puoi procedere tramite facebook, con e-mail o gift-card

      clicca, vota e conferma il voto! poi informa e fai votare!

      è Natale! passa parola a tutte le persone di buon Cuore





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MessaggioInviato: Ven Dic 13, 2013 12:41    Oggetto: ADRICESTA progetto-adolescenti LA MIA SALUTE...IL MIO FUTURO Rispondi citando



ha scritto:



          .ADRICESTA A SCUOLA

      'La mia SALUTE ... Il mio FUTURO ...'


pubblicato merc. 11 dicembre 2013 da PescaraPescara.it + cartaceo





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MessaggioInviato: Sab Dic 14, 2013 17:05    Oggetto: 13-14-15/12 Fiction-mania RAI PREMIUM dove girò IL CAPITANO! Rispondi citando






quattro minuti indietro sul set della miniserie tv IL CAPITANO, alcuni dei luoghi dove Vittorio Sindoni girò la fiction: come sono oggi e come li abbiamo visti fare da sfondo ad alcune scene, con Alessandro Preziosi nei panni del protagonista, dal minuto 31/35

in replica televisiva su Rai Premium sab.14 alle ore 01.35 e domenica 15/12 alle 9.20


www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2013-12-13&ch=32&v=302444&vd=2013-12-13&vc=32 dedichiamo a Giuliano Gemma un affettuoso ricordo di stima e rispetto


commentiamo insieme nel topic un abbraccio a tutti • Alessandro

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MessaggioInviato: Dom Dic 15, 2013 14:40    Oggetto: LA BELLA E LA BESTIA Lux Vide|RAI film tv con Blanca Suarez Rispondi citando



ha scritto:


      ..Televisione

      ..Il Ricetto apre le porte a Blanca Suarez
      ..Riprese a Candelo per una nuova fiction
      ..La produzione : “Un set ineguagliabile”


Torna la fiction al Ricetto di Candelo. Veloce apparizione nel Biellese della troupe di "La Bella e la Bestia" , la miniserie televisiva realizzata dalla Lux Vide e che dovrebbe essere mandata in onda durante la prossima primavera. (...)



IL BIELLESE - venerdì 29 novembre 2013 - CANDELO - pag. 34.






rassegna stampa: Forum di Alessandro - www.alessandropreziosi.tv

immagini e commenti nel topic LA BELLA E LA BESTIA di Alessandro



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MessaggioInviato: Dom Dic 15, 2013 15:28    Oggetto: fiction|Don DIANA 15/12/2013 Corriere Mezzogiorno - Campania Rispondi citando



ha scritto:


Persone e personaggi

Attori giovani e di successo
A cura di Vanni Fondi



          Alessandro Preziosi - Don Diana
          .. Gli eroi di prima? Più uomini

      dopo l'ultimo ciak del nuovo film tv della Rai


«Quelli prima erano veri simboli: non mi pare che ora ci siano ancora uomini del calibro di Don Diana e Don Puglisi». Ha appena finito di girare il film tv Rai «Don Peppe Diana», per la regia di Antonio Frazzi, ma Alessandro Preziosi non si toglie di dosso i panni del prete anticamorra ucciso quasi vent'anni fa a Casal di Principe.
«Lo faccio perché sono campano - dice - e attraverso questa parte ho cercato di capire come si possano risolvere i problemi di questa terra, la mia terra».

Un campano doc: irpino, ma anche napoletano, che interpreta un casertano.
«E che nel frattempo piglia un premio a Benevento...
Prendo in prestito l'Erri De Luca de "Il giorno prima della felicità" per analizzare il campano che cerca d'intervenire nella società per cambiare le cose: lo fa in una modalità esplosiva, passionale».

Ma?
«I campani che intervengono non riescono quasi mai ad ergersi ad esempio, perché comunque fanno parte di questa società e quindi alla fine ci restano in qualche modo invischiati entrando così in contraddizione con loro stessi. Prima era diverso. È come se respirasse una tensione diversa. E comunque era ed è fondamentale l'apporto esemplare di questi personaggi, per non abbandonarsi a se stessi».

Gli uomini dei tempi di Don Diana erano diversi, quindi?
«Ciò che è accaduto negli anni '90 ha fatto sì che quelle generazioni crescessero più forti e fuori dai giri della camorra. Oggi mi sembra che ci sia una cultura diversa per cui difficilmente si ricreano quegli "eroi"».

Sono «eroi» anche perché sono stati uccisi. Cosa di Don Peppe hai fatto tuo?
«Ho sentito molto la sua forza civile, di uomo più che di prete, solo contro tutti, dalla politica ai suoi colleghi, che non sottoscrissero il suo manifesto. Mi sono fatto raccontare tante cose di lui dalla sua famiglia, generosa e disponibile. Mi hanno detto, per esempio, che portava a cena i malviventi per evitare che delinquessero».

Una persona speciale.
«Una persona che si è sacrificata, pensando soltanto di fare la metà del proprio dovere».

Come gli uomini di un tempo.
«Proprio così, anche se a lui, rispetto agli altri eroi con e senza abito talare, è stata data solo una medaglia al valor civile. Nient'altro».



© RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere del Mezzogiorno – Napoli e Campania; dom. 15/12/13 pag.21






notizie e approfondimenti più i commenti del Forum di Alessandro

nel topic d'incontro: "Il nostro Don DIANA" di Alessandro PREZIOSI


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MessaggioInviato: Mar Dic 17, 2013 15:49    Oggetto: Regia Graziano Diana GLI ANNI SPEZZATI - IL GIUDICE |RaiUno Rispondi citando







ha scritto:



      L’Anteprima – Tre film per raccontare gli Anni di Piombo

      Il terrorismo, 40 anni dopo in prima serata


Di Malcom Pagani, 16 dicembre 2013

Tre film. Sei puntate a gennaio. La Rai racconta gli anni di piombo in prima serata. Dagli omicidi Calabresi e Coco, al sequestro Sossi, passando per il terrorismo nella Fiat. Ecco il racconto in anteprima. Pagina 12 e 13: IL FATTO Quotidiano del Lunedì




LA STORIA SONO LORO, SOLI CONTRO IL PIOMBO



L’anteprima della fiction Rai di gennaio: la storia del giudice Sossi, sequestrato dalle Brigate Rosse, quella del capo del personale della Fiat e del commissario Luigi Calabresi. La lunga notte delle Repubblica



Mariano Rumor, Presidente del Consiglio. L’aria grave. La voce meccanica. Il bianco e nero del 12 dicembre 1969: “L’azione fermissima, immediatamente intrapresa per individuare e colpire i vili delinquenti, è la certezza che io in nome del governo dò al Paese”. Quarantaquattro inverni dopo, in quel cratere di delusioni che sono le promesse, Piazza Fontana è ancora lì. Ne “Gli anni spezzati”, la trilogia sui Settanta che Rai Uno manderà in onda da metà gennaio in sei puntate, Emilio Solfrizzi la percorre riflettendo con un amico a passo lento. “Questo luogo non sarà mai più lo stesso”. Parla di golpe, fascisti e finti anarchici. Si scopre a dar ragione agli editori rivoluzionari. Interpreta un Luigi Calabresi lucido e molto solo che dal giorno della morte in Questura del “frenatore delle Ferrovie dello Stato in servizio a Porta Garibaldi” Giuseppe Pinelli: “Nel mio ufficio, con i miei uomini” sente il dovere di razionalizzare: “Non siamo stati in grado di spiegare che è successo”, e conta il tempo che gli resta. Lotta Continua gli augura la morte. All’università, sui volantini, ballano domande che sono già risposte: “Commissario che fai, spingi?”. Nei cortei cupi, con i caschi in testa, il volto coperto e i bastoni in bella vista, gli urlano fascista e gli gridano assassino.

La genesi
La finzione restituisce il clima d’epoca. Il repertorio conferma l’impressione. Graziano Diana, regista e sceneggiatore per Albatross e Rai Fiction di 600 minuti che attraversano un decennio della storia d’Italia raccontata dalla parte delle vittime, non l’ha edulcorata. Ha chiesto l’aiuto di Luciano Garibaldi, Adalberto Baldoni e Sandro Provvisionato per la consulenza storica e poi nelle relative ristrettezze di bilancio (progetto elaborato fin dalla fine del 2005, 9 milioni di euro complessivi, ricostruzione impeccabile, affidata allo scenografo di Benigni, Bellocchio, Fellini e Risi, Giantito Burchiellaro, qualche interno serbo, qualche compromesso, una manciata di validi attori slavi), ha tracciato con pazienza le rette convergenti di tre destini. Un poliziotto, Luigi Calabresi. Un giudice (il magistrato genovese Mario Sossi sequestrato dalle Brigate Rosse nel ‘74, l’ottimo Alessandro Preziosi). Un dirigente della Fiat (Giorgio Venuti, l’attore Alessio Boni) che nella Torino del ’79 si trova a firmare sessantuno lettere di licenziamento a operai sospettati di avere contiguità con il terrorismo scoprendo poi di avere una figlia militante in una costola di Prima Linea (nel film Giulia Michelini). L’unico profilo di pura invenzione narrativa (con molte aderenze nel reale, compresa l’arbitrarietà di alcune di quelle “comunicazioni aziendali”) che la filologia de “Gli anni spezzati” concede all’atmosfera. Che è quella della guerra. Nel mondo rovesciato in cui si può entrare da stragisti in un’aula di giustizia, essere condannati in contumacia e diventare miliardari, travestirsi per diluire coscienza e rimorso in accettabile equilibrio, Graziano Diana ha scelto di non farlo. I suoi eroi hanno il fascino dimesso di chi si autoinfligge il castigo del princìpio. L’umanità dei martiri per caso che anche nella paura e nell’insonnia, marciano: “Chissà come sarai tu da grande”, dice Calabresi al figlio Mario: “Forse papà non riuscirà a vederti”.

Protagonisti e comparse
Il senso del dovere di Francesco Coco, procuratore presso la Corte d’Appello di Genova, un Ennio Fantastichini, tragico e dolente. Per impugnare la sentenza della Corte d’Assise (e dire una parola decisiva sullo scambio tra Mario Sossi e gli otto detenuti della XXII ottobre proposto dai brigatisti che tengono prigioniero il giudice) ha pochi giorni e una mostruosa pressione sulle spalle. Da un lato il suo delfino, l’amico Sossi, sorvegliato da Mara Cagol, processato da Alberto Franceschini, infine liberato dopo 35 giorni di cattività trascorsi in una villetta dell’Alessandrino. Dall’altra lo Stato. La linea della fermezza anni prima di Aldo Moro. In tribunale i colleghi gli chiedono clemenza e firmano petizioni. La moglie di Sossi, Grazia (Stefania Rocca ) evade dall’embargo della Rai per chiedere la liberazione del marito e affidare il suo durissimo appello alla Televisione Svizzera. La notte prima di presentare il parere, Coco soffre e si tormenta. Lo scrive e strappa fogli, fuma e inizia di nuovo. Poi firma e va a dormire. Gli telefona il Presidente della Repubblica. Gli chiede di non cedere. Coco spegne la luce, non cambia il testo di una virgola, infrange il suo universo di riferimento per sempre e dopo essersi espresso per il no (“Un arrogante voltafaccia” dirà Renato Curcio) va a morire ai piedi di una salita genovese intitolata a una santa, discutendo di diritto con un uomo della scorta, due anni dopo il sequestro Sossi.

Vendetta e ideologia
La vendetta ha la memoria lunga e non offre consolazioni. Non riannoda i fili, ma li sfrangia. Sfuma le stinte ideologie di un tempo accorciando le distanze tra i nemici, minaccia il perdono globale, pretende l’amnistìa ma da sempre dimentica - unica costante di un abito nazionale a identità variabile- gli anelli deboli su cui il film di Diana (patrocinato dai familiari delle Vittime del terrorismo e dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato) allarga meritoriamente lo sguardo. Così tra il portavalori Alessandro Floris, immortalato ad occhi aperti in istantanee da amatori che per alcuni segnano l’alba della lotta armata, ucciso come un cane nel 1971 mentre si attacca a una Lambretta in fuga, “perché ostacolava l’operazione di autofinanziamento dei compagni” e il tramonto della Fiat, ne “Gli anni spezzati” ritrovi il doloroso tributo dato dalle retrovie a un decennio atroce. L’odio. Le “risoluzioni strategiche”. Gli slogan. “Guida e Calabresi/ sarete presto appesi”. “Coco/Coco/è ancora troppo poco”. I cori da stadio. Il branco. A Milano come a Genova. A Settimo Torinese come nel cuore della produzione automobilistica italiana, fotografata nei mesi che precedono il corteo dei quarantamila, il declino industriale e la riconversione definitiva che Nicola Tranfaglia definirà: “Una radicale trasformazione della città”. Cognomi anonimi confinati in una breve. Baristi trucidati per sbaglio. Medici coraggiosi che denunciano i sabotaggi e pagano con la vita. Guardie giurate. Studenti della scuola di amministrazione aziendale della Fiat rastrellati, riuniti nella palestre, come a Beslan e gambizzati da commandi paramilitari a sangue freddo. Corone di fiori avvizziti. Ai margini della solitudine di chi dovette fare una scelta, al confine di un’opzione irreversibile, nel film di Diana prodotto da Alessandro Jacchia e Maurizio Momi, balla anche l’ostinazione di chi provò ad evadere altrove. In una complicata normalità che celebrava il futuro e lo sbarco sulla Luna, Italia-Germania 4-3 e Jon Voight sui manifesti di Midnight Cowboy, i beat, l’austerity, il disimpegno, l’amore libero e il referendum sul divorzio.

Ambizioni e risultati
Per dare un quadro d’insieme che tenesse uniti spirito civile, deliri verbosi: “Vogliamo essere sabbia non olio nei meccanismi del sistema”, buoni, cattivi, sommersi, salvati e stanze stanche in cui si discuteva “di terrorismo e di fotografia”, Diana ha evitato derive ideologiche. Lo attaccheranno (Garibaldi e Baldoni si sono occupati e forse sono ancora-se la definizione conserva un significato-di destra) ma anche se l’ambizione è enorme, non tutto funziona e certe sottotrame sentimentali del film hanno un impatto minore dell’affresco particolare, intimo e casalingo, alla destra politica (segnalata puntualmente e senza omissioni nei suoi tentativi di mimèsi e sovversione da Franco Freda in giù) il regista ha evitato di erigere impropri monumenti. Nel disegnare l’Italia dei Settanta, Diana che fu sceneggiatore dell’Ambrosoli di Placido, ha messo passione. La stessa che nella brughiera dove non si vede a un passo, Luigi Calabresi scorge come unico, nitido orizzonte verso cui puntare: “Il nostro Paese è uscito dalla dittatura solo da vent’anni e adesso si trova al confine di due mondi, spinto da una parte e dall’altra. Noi siamo nel mezzo, siamo il vaso di coccio, questo mestiere non puoi farlo se non hai passione”. Ne “Gli anni spezzati”, si tenta di indulgere alla retorica un po’ meno dello stretto necessario. La strada è un’altra. Togliere polvere all’oblìo. Addentrarsi nelle sfumature, comprendere la forza brutale del dissidio interiore. Le barriere familiari, di linguaggio, di generazione. Il livore gratuito. L’equilibrio impossibile. L’incomunicabilità che come in “Colpire al cuore” di Amelio trascina a fondo “le vittime delle circostanze” condannando colpevoli e innocenti. Gli inganni della prospettiva: “Benvenuto nel mondo dei grandi” dice ancora Calabresi a una giovane recluta: “Il posto in cui i ladri sono spesso guardie mascherate”. In questo vorticare di specchi in cui il riverbero del dolore spazza via ragioni e convinzioni e in cui finire nella rete di un gioco più grande di sé che non mette premi in palio, è la regola, Diana si è affidato a volti che al copione hanno aggiunto il talento. Ne “Gli anni spezzati” ci sono prove distantissime dalla routine.

Un mazzo di bravi attori
Uno degli attori più sottovalutati d’Italia, Thomas Trabacchi (già Marco Nozza in “Romanzo di una strage” di Giordana), poliziotto di ferro e brusco comandante della celere. Non una smorfia in più. Alessio Boni, quadro dell’azienda fondata da Agnelli, vedovo e docente, sprofondato in un abisso esistenziale che ne cambia i tratti somatici restituendolo allo spettatore dimagrito, efebico, quasi irriconoscibile. Allucinato e incredulo: “Mia figlia spara nella scuola in cui insegno io”. Alessandro Preziosi che del Sossi originale conserva la ritrosìa modulando (e sorprendendo) con mano ferma rabbia, disgusto e sofferenza. Emilio Solfrizzi che ha tra tutti il ruolo più difficile si confronta suo malgrado con il commissario già messo in scena da Valerio Mastandrea. Pur essendo un’altra cosa e non sempre servito, quando non penalizzato dalla scrittura delle scene corali, trova in quelle in cui si muove da solo (circondato da uno spazio vuoto, ostile, grigio e atono) una dignità sobria e la cifra giusta per commuovere di sottrazione, rendendo omaggio all’umanità nascosta di Luigi Calabresi, alle sue debolezze, ai suoi dubbi e non al santino.

Donne, motori e cortei in cravatta
Arrivare al risultato in dieci ore di film non era facile. E se l’ambiente risulta credibile e certi articoli di stampa, certi appelli vergati dagli intellettò e certe carezze da Linotype: “Vogliamo la morte dei nostri nemici” contrastano con la voce di Leonard Cohen che accompagna Suzanne sulle rive del fiume finendo per dare ragione più in là dei dibattimenti infiniti a quel che Giampiero Mughini disse a Jacopo Iacoboni: “Io contesto l’impudenza vergognosa degli ex di Lotta Continua che ancora oggi si mettono sul piedistallo dei presunti guru e continuano a volersi raccontare come se fossero stati una forma di innocuo francescanesimo scalzo”, se accade, si deve anche alla recitazione. Dei maschi al fronte senza divisa (molto bravo anche Enzo De Caro, terrorizzato primario ospedaliero costretto a dormire in astanteria) e delle donne che chiamate alla supplenza, salgono in cattedra dando lezioni di contegno e determinazione. Quando sono figlie disperate o smarrite (Giulia Michelini, intensa neoterrorista sulle orme del padre). Mogli furibonde (Stefania Rocca, diafana, bellissima nei panni di Grazia Sossi) o preoccupate (Luisa Ranieri, una Gemma Capra che intuisce l’importanza del trasferimento di Calabresi a Roma). Nonne comprensive con gli sbagli dell’età acerba (Paola Pitagora), bambine solo troppo piccole per inseguire un sogno (Arianna Jacchia, all’esordio, convincente sorella di Giulia Michelini ne “L’ingegnere”) o segretarie intimidite che davanti ai dubbi dei capi azienda: “Non si è mai visto un corteo di gente in cravatta”, si danno coraggio, sciolgono i propri e il 14 ottobre dell’80, insieme ad Alessio Boni, fendendo Torino, decidono di scegliere finalmente da che parte stare. In cammino, senza più sacchi davanti alle finestre, paure o opportunismi miserabili. In marcia, insieme a un fiume di persone che - dissero i testimoni con il grado di benevola approssimazione che si concede all’evento capace di rivoluzionare veramente (e per sempre) i rapporti di forza non solo nella Fiat - furono quarantamila. Da quel giorno, giurarono sollevati i sopravvissuti alla garrota aziendale e agli errori della politica e del sindacato (15.000 licenziati), non ci sarebbe più identificati con la fabbrica, ma “con il lavoro in fabbrica”. Allora parve un soffio di consapevolezza. Trent’anni dopo è quasi archeologia industriale, catena che si spezza, motore collettivo che non gira e che non girerà mai più.




ITALIA IN TV

I dieci anni che hanno sconvolto l’Italia, raccontati dal punto di vista di chi ha combattuto la violenza, l’intolleranza, il terrorismo e l’odio per i rivali politici restando fedele alle istituzioni. È questo il filo che lega le tre storie che saranno raccontate, a partire da gennaio, da Rai Uno. A dirigere la mini-serie è Graziano Diana, regista ma soprattutto sceneggiatore con un lungo curriculum di fiction per la Rai (Ultimo, Lo zio d’America, Il giudice Mastrangelo). Il cast è di primissimo piano: Emilio Solfrizzi, Alessandro Preziosi, Alessio Boni, Ennio Fantastichini, Stefania Rocca, Giulia Michelini, Ninni Bruschetta e molti altri.






IL TERRORISMO IN TV
Cronologia di un decennio di sangue

12 dicembre 1969: un ordigno esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano. Muoiono 17 persone. E’ l’inizio della stagione delle bombe e del periodo buio che attraverserà tutti gli anni 70.
14 luglio 1970: inizia la rivolta di Reggio Calabria, la sommossa popolare capeggiata dal parlamentare missino Ciccio Franco, per protestare contro l’assegnazione del capoluogo di regione a Catanzaro.
7 dicembre 1970: esponenti del Fronte Nazionale, guidati dal principe nero Junio Valerio Borghese, tentano un colpo di Stato, annullato poi, all’ultimo momento per motivi mai chiariti.
29 dicembre 1971: Giovanni Leone viene eletto sesto Presidente della Repubblica.
14 marzo 1972: l’editore e fondatore dei Gap, Giangiacomo Feltrinelli, rimane ucciso dall’esplosione di un ordigno, mentre cerca di minare un traliccio dell’alta tensione a Segrate.
17 maggio 1972: viene assassinato Luigi Calabresi. Verranno condannati Sofri, Bompressi, Marino e Pietrostefani.
31 maggio 1972: strage di Peteano a opera dei fascisti di Ordine nuovo.
27 agosto 1972: Franco Freda e Giovanni Ventura vengono incriminati per Piazza Fontana.
28 maggio 1974: strage a Piazza della Loggia a Brescia.
28 febbraio 1976: arrestato il generale Maletti per Piazza Fontana.
22 giugno 1976: grande balzo del Pci alle elezioni politiche.
30 ottobre 1976: si scioglie Lotta continua
17 febbraio 1977: Luciano Lama, segretario Cgil, cacciato dall’Università di Roma.
12 maggio 1977: l’uccisione di Giorgiana Masi.
16 marzo 1978: rapimento di Aldo Moro che verrà ucciso dalle Br il 9 maggio.
24 gennaio 1979: Guido Rossa, Cgil, assassinato dalle Br.
2 agosto 1980: strage di Bologna.
4 aprile 1981: viene arrestato Mario Moretti, considerato il capo delle Br.




Il Fatto Quotidiano del Lunedì - 16/12/2013; pag. prima, 12-13





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MessaggioInviato: Mar Dic 17, 2013 16:07    Oggetto: Regia Graziano Diana GLI ANNI SPEZZATI - IL GIUDICE |RaiUno Rispondi citando



'Gli anni spezzati' serie Rai Uno regia: Graziano Diana

programmazione: gennaio 2014, 2° film tv 'Il Giudice'



www.youtube.com/watch?v=9R-CTBGcX3A : il VIDEO-promo ufficiale ALBATROSS Film

info: www.albatrossfilm.it/serie/gli-anni-spezzati.html - la fotogallery dalle due puntate



articoli e interviste 2012-13; la rassegna stampa del Forum di Alessandro :



ha scritto:





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MessaggioInviato: Mer Dic 18, 2013 10:07    Oggetto: 14-15/01/2014 fiction GLI ANNI SPEZZATI - IL GIUDICE | RAI 1 Rispondi citando







'Gli anni spezzati' serie Rai Uno regia: Graziano Diana

mart.14 +merc.15 gennaio 2014 2° film tv 'Il Giudice'



www.youtube.com/watch?v=9R-CTBGcX3A : il VIDEO-promo ufficiale ALBATROSS Film

info: www.albatrossfilm.it/serie/gli-anni-spezzati.html - la fotogallery dalle due puntate



articoli e interviste 2012-13; la rassegna stampa del Forum di Alessandro :



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