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DESK-CASOLA VALSENIO-FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI
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Autore Messaggio
Maura



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MessaggioInviato: Sab Ott 19, 2013 12:52    Oggetto: DESK-CASOLA VALSENIO-FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando


CARO FORUM,

SARO' O SAREMO PRESENTI, DOMENICA 20 OTTOBRE 2013, A CASOLA VALSENIO -RA- IN OCCASIONE DELLA "FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI" IN VIA MONSIGNOR SOGLIA. DALLE ORE 9 ALLE ORE 19,
CON UN AUTUNNALE "DESK ADRICESTA ONLUS .

SEMPRE UN GRAZIE ALLA PRO LOCO DI QUESTA RIDENTE CITTADINA
PEDEMONTANA, CHE CI INVITANO SEMPRE AD OGNI MANIFESTAZIONE.

UN SALUTO UN ABBRACCIO ED UN ARRIVEDERCI.
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Ott 19, 2013 18:50    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando






23ª edizione • FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI

    e DEL MARRONE •di CASOLA VALSENIO (RA)




      Desk ADRICESTA ONLUS \ V. Cardinale Soglia

      solo Domenica 20 Ottobre 2013 • 09.00-19.00

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L'ultima modifica di genziana il Dom Ott 20, 2013 16:54, modificato 1 volta
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Ott 19, 2013 19:10    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando



          CASOLA VALSENIO, PAESE DELLE

          ERBE E DEI FRUTTI DIMENTICATI





Il territorio del Comune di Casola Valsenio, compreso nell’area collinare e montana della provincia di Ravenna, può definirsi la Piccola Provenza Italiana per lo stretto legame con le piante officinali, tra le quali primeggia la lavanda. Una solida e antica attività economica e culturale sorta attorno alle piante officinali ha favorito la nascita del Giardino delle Erbe, la realizzazione della Strada della Lavanda, un Mercatino serale estivo e una cucina che si è rinnovato proponendo, grazie all’uso delle erbe aromatiche, piatti leggeri, gradevoli e salutari che seguendo il passo delle stagioni, riavvicinano l’uomo alla natura. La radicata attenzione verso il verde, la natura e l’ambiente ha favorito anche il recupero di antiche piante da frutto che fornivano alla popolazione contadino di un tempo un importante contributo alimentare.

Azzeruole, giuggiole, sorbe, pere volpine, nespole, corniole, mele cotogne: sono solo alcuni di quei frutti autunnali del passato scomparsi dalle nostre tavole e dalla nostra memoria. [ http://proloco-casolavalsenio.blogspot.com/ ]

In un tempo non lontano quei frutti, minori ma preziosi, venivano raccolti dai boschi e dagli alberi spontanei che spesso crescevano vicino a casa e accatastati nelle soffitte dei contadini come riserva per i duri mesi invernali.

Ventitré anni fa Casola Valsenio ha pensato di riscoprire questi “frutti dimenticati” e dedicare loro una festa che nel tempo è diventata sempre più importante e apprezzata per la cura e l’originalità.

Quest'anno l'appuntamento raddoppia con due fine settimana che abbracciano i frutti dimenticati e il "marrone di Casola Valsenio. ( www.comune.casolavalsenio.ra.it )

Le Aziende agricole casolane espongono, in scenografiche bancarelle, i frutti autunnali raccolti da vecchie piante sopravvissute o da nuove piante collocate dopo la ripresa di interesse verso questi prodotti naturali.

Casola Valsenio ha dato l’esempio di ciò che può essere fatto dalle comunità locali per la tutela della biodiversità.

È per questo che la Festa dei Frutti Dimenticati e l’impegno per la tutela e il recupero delle antiche piante da frutto che essa ha prodotto, è per noi casolani motivo di orgoglio.

Casola Valsenio, diventata ufficialmente il “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati”, consiglia la visita al Giardino delle Erbe “A. Rinaldi Ceroni” che, in occasione della festa e negli altri giorni, offre al visitatore anche la conoscenza culturale e materiale di circa 400 piante officinali.

Un ringraziamento particolare va a chi lavora volontariamente per la realizzazione dell’evento e agli espositori, le aziende agricole casolane, che contribuiscono a mantenere alta la qualità del mercato.


Nicola Iseppi, Sindaco di Casola Valsenio

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genziana



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MessaggioInviato: Sab Ott 19, 2013 19:13    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando



    Come raggiungere CASOLA VALSENIO e la Festa


      .........


Il Comune di Casola si può raggiungere percorrendo l'autostrada A14 fino ai caselli di Imola e Faenza. Uscendo a Imola (BO) percorrere la Via Emilia in direzione Rimini fino a Castelbolognese dove si svolta a destra imboccando SP 306 per circa 16 Km.
Uscendo a Faenza (RA) si percorre la Via Emilia in direzione Bologna fino all'altezza di Castelbolognese dove si svolta a sinistra per la SP 306.
Dopo circa 20 Km, attraversando Riolo Terme, si raggiunge Casola Valsenio.

Casola Valsenio ( www.comune.casolavalsenio.ra.it/Citta/Casola-Valsenio ) dista da:
Firenze Km. 80 circa, Ravenna Km. 60, Mare Km. 70, Bologna Km. 60.

Autostrade:
Casello autostradale di Imola - Km. 32
Casello autostradale di Faenza - Km. 32.

Strade di grandi comunicazioni:
Strada Statale 306 da Castel Bolognese a Palazzuolo sul Senio

Strade Provinciali:
SP 67 da Casola Valsenio a Fontanelice
SP 63 da Casola Valsenio a Zattaglia.

Stazione ferroviaria di Castel Bolognese a Km. 20 circa.

Stazione degli autobus: è situata a Riolo Terme a circa Km. 11, ma è garantito il collegamento fra Casola Valsenio e i principali centri quali Imola e Faenza.



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paolat



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MessaggioInviato: Sab Ott 19, 2013 21:23    Oggetto: Rispondi citando


Cara Maura,
un abbraccio ed un grande in bocca al lupo!

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Helena x



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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 07:45    Oggetto: Ciao!!! Rispondi citando


Ciao cara Maura!!!
Buona fortuna per tutti voi!!!
Helena!!!
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genziana



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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 16:34    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando



23ª edizione • FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI

    e DEL MARRONE •di CASOLA VALSENIO (RA)







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genziana



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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 16:40    Oggetto: Re: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTI Rispondi citando









      Desk ADRICESTA ONLUS \ V. Cardinale Soglia

      solo Domenica 20 Ottobre 2013 • 09.00-19.00

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genziana



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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 17:29    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando



ha scritto:



        La gastronomia dei 'frutti dimenticati'


E' stato con entusiasmo e trasporto dell'anima che ho affrontato questa ricerca gastronomica sui frutti dimenticati.
La raccolta è stata coinvolgente (molti colleghi me l'hanno invidiata!) emozionante, lungo un consapevole e ricco viaggio attraverso il territorio collinare della Valle del Senio.
La proposta che ne è complessivamente scaturita è degna, a mio parere (anche se può essere ulteriormente arricchita), d'essere riproposta alla gente comune, ad altri ristoratori, a titolari di agriturismi (crescono come funghi e c'è da sperare che esprimano la cultura gastronomica del territorio), a massaie, a gastronomi, operatori del settore, appassionati, a semplici curiosi, perché ognuno nella sua realtà possa (se vuole e se ne è motivato o stimolato) recuperare le ricette e con esse la cultura dei frutti dimenticati e riviverla anche in tempi moderni, attuali, piacevoli, conviviali.
Ambizioni troppo pretenziose? Può darsi.
Ma nella mia esperienza di giornalista-gastronomo, in questi anni ho gioiosamente toccato con mano il "Rinascimento" gastronomico legato alle erbe officinali e a tutt'oggi solo in parte legato ai frutti dimenticati.
Oggi da questi frutti, riproposti alle Sagre autunnali in quantitativi piuttosto interessanti, come da molti prodotti di queste colline, si possono creare piatti via via curiosi, accattivanti, stagionali, particolari, evoluti, creativi, semplici, digeribili, suadenti, emozionanti, parsimoniosi, fantasiosi, significativi, di ricerca, riscoperti, peculiari, saporosi, di apprezzabile cromatismo, delicati, naturali, esemplari, mai banali, comunque espressione civilissima di un bacino culturale da tutelare e promuovere, anche economicamente.




Nell'economia contadina e collinare di un tempo, ogni contadino curava una serie di frutti selvatici e non, o che inselvatichivano.
Si trattava e si tratta di frutti cosiddetti dimenticati, in quanto non raccolti perché non più apprezzati, importanti nella civiltà contadina e montanara, che con la caduta di queste civiltà hanno perso gran parte del loro valore.
Si tratta di piante che passeremo in rassegna nella presente ricerca. Non mancano una schiera di amatori, ma anche di operatori del settore agricolo e agrituristico, che ne hanno riscoperto,con affetto e spirito di ricerca, il perduto ruolo gastronomico ed economico, non più legato alla sopravvivenza, ma al piacere sottile e raffinato della tavola.
Ringrazio le tante persone che ho incontrato e ringrazio tutti i professionisti che mi hanno regalato il loro sapere ed esperienze, la loro collaborazione e i loro contributi, su una materia in gran parte ancora da socializzare; professionisti che sul territorio propongono una buona ed eccellente cucina ai frutti dimenticati (che in certe realtà dimenticati non sono più).
Il mosaico emerso è lo specchio, effettivo e qualificato, sicuramente perfettibile ed integrabile, della cucina ai frutti dimenticati che bravi ristoratori locali già offrono agli ospiti della Vallata del Senio.

Graziano Pozzetto



ricette: http://festafruttidimenticati.blogspot.it/2012/10/la-gastronomia-dei-frutti-dimenticati.html






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genziana



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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 18:27    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTI Rispondi citando









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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 18:29    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTI Rispondi citando









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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 18:31    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTI Rispondi citando









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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 18:36    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTI Rispondi citando








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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 18:37    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando



AGRICOLTURA Oggi ha scritto:



Casola Valsenio "il paese dei frutti dimenticati"



Esemplare agroecosistema dove convivono l’agricoltura industriale ed il rispetto per la biodiversità e per le tradizioni. I contadini hanno resistito alla tentazione di scendere a valle durante il boom economico e sono rimasti a presidiare un territorio difficile, per i fenomeni naturali che caratterizzano questa vallata. Questo loro rispetto per la natura ci regala un paesaggio da non perdere e la “Sagra dei frutti dimenticati”.


Roberto Rinaldi Ceroni e Massimo Rinaldi Ceroni, Direttore Consorzio Marchio storico dei Lambruschi Modenesi per KARPOSmagazine.net




Si trova in terra di Romagna ed è l’ultimo comune della provincia di Ravenna prima della Toscana, a sud della via Emilia risalendo per 20 chilometri il corso del torrente Senio fino ai confini dell’Appennino Tosco-Romagnolo.

Seguendo questo itinerario si passa dai terreni fertili tipici della pianura Padana caratterizzati da un’agricoltura molto specializzata dove primeggiano importanti colture arboree, quali actinidia e pesco, a quelli più declivi e meno fertili della collina e in particolare dei calanchi, formazioni argillose del quaternario ricche dell’elemento potassio, dove la vite diventa la coltura di riferimento con il vitigno “Sangiovese di Romagna”, accompagnata da quella dell’albicocco nei versanti più comodi e protetti dalle gelide correnti d’aria di fine inverno. Raggiunta la vena del gesso, importante formazione geologica risalente al miocene, qualcosa come 5 milioni di anni fa, attraverso una porta naturale scavata dal corso d’acqua nella roccia gessosa, si entra in una meravigliosa e verde vallata tipicamente collinare che sullo sfondo lascia intravedere la catena montuosa dell’Appennino.

In tutto il percorso non sfugge all’occhio la bellezza del paesaggio creato dall’equilibrio tra l’attività di sfruttamento dell’uomo con i terreni coltivati a vigneto ordinati in forme di allevamento a cordone speronato per i vitigni rossi, a capovolto e casarsa per i bianchi, con disposizione dei filari a seconda della pendenza a ritocchino o a cavalcapoggio e l’ambiente naturale circostante costituito inizialmente da boschi di roverella frammista a robinia per poi alternarsi, salendo in quota, con carpino e castagno.

Si ha la netta sensazione di calarsi all’interno di un esempio reale di quell’agricoltura sostenibile che si va evocando in equilibrio con l’ambiente e in difesa della biodiversità. Accanto a un modello di agricoltura moderno e meccanizzato ne sopravvive uno che conserva le tradizioni e la preziosa cultura contadina.

I seminativi sono chiazzati dalle voluminose e surreali rotoballe create dalle macchine per la fienagione ma sopravvive ancora il vecchio fienile, fatto con tante ore di forcale diretto da mani esperte e capaci, come usava qualche secolo fa e come ormai ne sono testimonianza solo le foto d’epoca o la descrizione nei trattati di storia dell’agricoltura.

Questa sensazione di essere in una terra davvero speciale dove è possibile provare l’emozione di conoscere e confrontare due modi di vivere, presente e passato, con tutte le loro sfumature e contorni, si apprezza e respira ancora meglio incontrando e visitando le aziende agrarie.

Colpisce la spontanea ospitalità di questi agricoltori che hanno resistito alla tentazione di scendere a valle durante il grande esodo negli anni del boom economico verso il guadagno facile delle fabbriche e sono invece rimasti come autentiche sentinelle a presidio e custodia di un territorio tutt’altro che facile.

Colpisce la loro curiosità e umiltà stimolata forse dalla convivenza con i fenomeni naturali, quali le copiose nevicate così come le sciroccate o i violenti e improvvisi temporali dovuti alla vicinanza dell’Appennino.

Affascina il loro senso di rispetto per la natura, per il terreno che viene lavorato solo in precisi momenti oppure destinato al pascolo del bestiame, bovino in particolare, con mandrie di bianche romagnole.

Stupisce il rispetto per tutto quello che è il passato tramandato in modo verbale da padre in figlio, da una generazione all’altra così come lo diventano i frutti cosiddetti “dimenticati” che in questo piccolo paese sono diventati un punto di attrazione e interesse nella festa che viene a loro dedicata nel secondo e terzo fine settimana del mese di ottobre di ogni anno.

Queste specie e varietà a casa di molti agricoltori sono state affettuosamente messe al riparo dalla modernità e da quanto il miglioramento genetico proponeva e conservate quasi come un prezioso ricordo di famiglia legato al nonno o al capostipite del casato, mettendo con ciò in sicurezza un patrimonio genetico che diversamente sarebbe andato perduto.

Così del pero si possono gustare varietà come “Il Martin Sec”, “La Pera Volpina”, “La Pera Mora”, oltre a una moltitudine di ecotipi sparsi nelle radure di difficile classificazione. Del melo poi ancora più ardua è fare una catalogazione delle varietà o presunte tali che ogni agricoltore sfoggia con un suo nome di fantasia. C’è poi il lazzeruolo, quello dai frutticini rossi e quello dai frutticini bianchi, doverosamente innestati sul biancospino che cresce spontaneo. Vicino alla casa colonica non mancano alcune colonie di fichi, cosiddetti “dalla goccia d’oro”. Il sambuco, il corniolo, le more, il sorbo, sono altre specie da frutto che diventano oggetto di cura soprattutto nella parte più alta del territorio dove crescono spontanee in un ambiente incontaminato e dove convivono nelle radure create tra i boschi misti di querce, frassino e carpino bianco, producendo frutti che vengono raccolti e trasformati in deliziose marmellate e confetture.

Dove il bestiame pascola si creano delle spontanee colonie di Rosa canina che dall’autunno arrossiscono per la copiosa presenza di cinorrodi, i cosiddetti “Pizzinculo”, piccoli frutti che sono, ma soprattutto erano, un importante fonte di vitamina C per l’uomo prima dell’avvento della blasonata actinidia.

Pubblicato su :
KarpòsMagazine.net/it/ n.7 - ottobre 2013
KARPOS - Alimentazione e stili di vita



14 marzo 2014: articolo scaricabile in originale .PDF da www.karposmagazine.net/it/article/2014/03/14/casola-valsenio-il-paese-dei-frutti-dimenticati/3ce98ead-9b56-47f5-a84e-23a640b0faf4/





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L'ultima modifica di genziana il Dom Ott 12, 2014 15:08, modificato 2 volte
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genziana



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MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2013 18:49    Oggetto: Desk - CASOLA VALSENIO (RA) 23^ FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI Rispondi citando



ha scritto:



Casola Valsenio Festa dei frutti dimenticati 2013



Dove: Casola Valsenio – Ravenna - Emilia-Romagna
Dal: 12-10-2013 / Al: 20-10-2013


Doppio appuntamento autunnale in programma il 12-13 e il 19-20 ottobre. Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l'inverno. Salvati dall'estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti nel passato e di chi li vede per la prima volta, sono frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane, marroni. La ripresa d'interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della Festa dei frutti dimenticati si svolge un concorso di marmellate e uno di dolci a base di marrone, mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l'autunno la "Cucina ai frutti dimenticati". Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo. A Casola Valsenio i frutti dimenticati si sposano perfettamente con le piante aromatiche del locale Giardino Officinale, e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melograno, ottime se condite con l'olio extravergine Brisighello. Nei menù che si potranno assaggiare in questo periodo compaiono i risotti di pere volpine, l'arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello al melograno, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole. E ancora: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con pere volpine, castagne, l'alkermes. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il "migliaccio", che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, nella versione "antica", sangue di maiale in aggiunta.

Sito web: www.comune.casolavalsenio.ra.it

Pubblicato da italianfoodnet.com






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