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I MEDICI: LA MERAVIGLIA!
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Nov 02, 2016 10:29    Oggetto: I MEDICI - dati di ascolto martedì 1° novembre 2016, RAI UNO Rispondi citando



I MEDICI su RAIplay.it 5° e 6° episodio della serie tv








"I MEDICI" RAIUNO, martedì 1° novembre '16, dati di ascolto 6.474.000 spettatori il primo episodio 24,26% di share; 6.018.000 per il secondo, share 28,21%. La media è del 26,4% di share con 6.240.000 spettatori.


      ancora grandissimi ascolti per "I MEDICI"
      oltre i 6 milioni di spettatori
      [RAI Uff. Stampa]





    Alessandro Preziosi interpreta Filippo Brunelleschi



    STAGIONE I "I MEDICI _ I SIGNORI DI FIRENZE"

    la 4^ ultima! puntata : in prima visione mondiale

    MARTEDì 8 NOVEMBRE - RAIUNO - 21:25 - 23:30

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L'ultima modifica di genziana il Mer Nov 02, 2016 16:10, modificato 1 volta
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Nov 02, 2016 12:42    Oggetto: I MEDICI / SORRISI CANZONI TV n. 45/2016 - 4^ punt. 08/11/16 Rispondi citando



ha scritto:




Da non perdere. Cosa non vi dovete perdere e perché


SORRISI E CANZONI TV 45/2016 _ I consigli di SORRISI






I MEDICI su RAIplay.it le puntate precedenti 6 episodi



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genziana



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MessaggioInviato: Mer Nov 02, 2016 13:14    Oggetto: RAI3 documentario: Il tempo e la storia dei MEDICI, 02/11/16 Rispondi citando






RAI3: IL TEMPO E LA STORIA - 02/11/2016 - 13:15

Documentario: Lo splendore della Firenze dei Medici



La storia della famiglia Medici di Firenze, a partire da Giovanni detto di Bicci, per passare al figlio Cosimo e, infine, a Lorenzo il Magnifico. La ricostruisce il professor Franco Cardini con Michela Ponzani a “Il Tempo e la storia”, in onda mercoledì 2 novembre alle 13.15 su Rai3 www.raiplay.it/dirette/rai3 ; alle 20.30 su Rai Storia www.raiplay.it/dirette/raistoria .




È Giovanni a gettare le basi del potere dei Medici, diventando il più importante banchiere d’Italia. Alla sua morte, nel 1429, il figlio Cosimo prende il testimone.
La splendida cupola di Santa Maria in Fiore, opera del Brunelleschi, testimonia la sua passione per l’arte e la bellezza. Cosimo muore nel 1464 nella villa medicea di Careggi dove quindici anni prima era nato suo nipote Lorenzo de Medici. Quest’ultimo sale al potere giovanissimo, a soli vent’anni, e consolida la posizione finanziaria della famiglia con l’affidamento, da parte di Sisto IV, della depositeria, cioè la tesoreria del papa. Nel 1478, sfugge alla morte nella congiura organizzata dalla famiglia rivale Pazzi. Nell’ultima parte della sua vita Lorenzo si dedica al mecenatismo e la sua villa di Poggio a Caiano diventa il centro dell’Accademia platonica di Marsilio Ficino. Lorenzo, un uomo che ha fortemente segnato il Rinascimento italiano, muore nel 1492.





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genziana



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MessaggioInviato: Gio Nov 03, 2016 12:21    Oggetto: I MEDICI - fiction RAIUNO - recensione di AVANTI on line .it Rispondi citando



ha scritto:



        I MEDICI.
        Una vera e propria serie epica
        per la regia di Mimica-Gezzan.


La rivoluzione culturale ed economico-finanziaria di una famiglia nel nome della lealtà e del bene di Firenze. Con protagonista Cosimo de’ Medici.
Una serie televisiva in otto episodi su una delle famiglie più potenti d’Italia: quella de “I MEDICI”; prodotta da Rai Fiction e Lux Vide, con il sostegno di Big Light Productions. Padroni di Firenze, mirarono a costruire una Signoria incentrata sulla democrazia. Ma le insidie saranno molte. A capo di questa battaglia Cosimo de’ Medici, che nel 1434 fu eletto gonfaloniere di Firenze. Per la regia di Sergio Mimica-Gezzan, “I MEDICI” vantano un cast d’eccezione: Dustin Hoffman (nei panni del patriarca Giovanni); Richard Madden (Cosimo de’ Medici, doppiato da un valido Lino Guanciale), Stuart Martin (Lorenzo de’ Medici, doppiato da Fabio Boccanera), Annabel Scholey (Contessina de’ Bardi, doppiata da Chiara Colizzi), Alessandro Sperduti (Piero de’ Medici, figlio di Cosimo e Contessina), Valentina Bellè (Lucrezia Tornabuoni, moglie di Piero), Alessandro Preziosi (Filippo Brunelleschi), Eugenio Franceschini (Ormanno degli Albizzi), Sarah Felberbaum (Maddalena, amante di Cosimo), Miriam Leone (Bianca, lavandaia romana e prima donna di Cosimo). Martedì prossimo, 8 novembre, l’ultima puntata con gli ultimi due episodi e dal 15 novembre usciranno i DVD in edicola.

Una storia avvincente e profondamente religiosa, al cui centro c’è quella personale di Cosimo de’ Medici, protagonista assoluto. “Tutti peccatori in cerca del perdono di Dio”, è una vicenda di intrighi, tradimenti, alleanze, tranelli, insidie, sommosse, complotti, tentazioni, soprusi. Si racconta in modo struggente, a volte passionale e violento, l’ascesa di questa famiglia facoltosa. Un casato che portò lustro a Firenze e una vera e propria rivoluzione culturale in questa città, che iniziò ad accogliere alcuni degli artisti più rinomati e prestigiosi di tutti i tempi. I Medici ne vollero fare una Signoria basata sulla democrazia, in grado di competere con Venezia e con Roma, a cui si collegò fortemente. Stretto il legame con la Capitale, con la Chiesa e con il Papato. Non a caso se Roma aveva la Basilica di S. Pietro, enclave del cattolicesimo, Firenze ebbe la sua Cupola edificata proprio dal Brunelleschi: divenne la copertura della volta a crociera del Duomo di Firenze e simbolo della religiosità della famiglia de’ Medici e della lotta individuale di Cosimo de’ Medici, che combatté la sua Guerra Santa in nome della lealtà. Per affermare la sua innocenza, una volta per tutte e per sempre, dall’accusa di tradimento e di usura. Una battaglia rivoluzionaria perché ricorda quella moderna e ancora attuale contro la corruzione politica contemporanea (come il fenomeno dell’usura stesso purtroppo, sommerso ma non scomparso). Nulla di desueto, dunque. Anzi, l’avanguardia stessa sta nel fatto che lui era un uomo di mondo, libero, che gridava la libertà dell’individuo, il libero arbitrio del singolo. Per il padre Giovanni contavano solamente denaro e politica, in linea con la sete e la bramosia di potere tipica dell’epoca: perché il denaro procura potere e il potere moltiplica il denaro. Per Cosimo contava invece, al contrario, solamente il fatto che “un uomo deve poter (essere libero di) vivere la sua vita”. Per questo volle palesare il complotto e la cospirazione ai suoi danni (un po’ come accade oggi con le intercettazioni telefoniche). Chiese perdono e giustizia (anche in nome di Dio), lo avrà e lo darà; così come donerà pietà al più acerrimo dei suoi nemici, un tempo suo amico: Rinaldo degli Albizzi (interpretato da Lex Shrapnel e doppiato da Alessio Cigliano), perché a suo avviso “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ma per lui Firenze era molto di più, era la sua famiglia, era la sua città, era la sua casa. Gli stava molto a cuore il bene del popolo e per esso fece edificare una biblioteca. Diffusione di cultura e di economia floride, tanto che sembra di sentire Lorenzo il Magnifico (figlio di Lucrezia Tornabuoni e Piero de’ Medici) con la sua corte splendente: per Cosimo l’arte doveva essere il “nuovo linguaggio” di Firenze. Finito davanti al tribunale per quello che oggi definiremmo “un processo all’intenzione”, non a caso il suo fu un caso simile a quello di Socrate, accusato anch’egli di tradimento. Come noto, il filosofo è famoso per il suo motto “conosci te stesso”, per l’idea della maieutica (l’arte del tirare fuori da dentro di noi la verità, con la dialettica e l’oratoria) e per l’esaltazione del concetto di paideia, ovvero lo spirito di cittadinanza e di appartenenza. Perché, in fondo, è questo che farà Cosimo.
Ma il suo sarà “un cammino lungo e polveroso” e “la strada stretta e tortuosa”. Per lui Firenze sarà “come una madre da cui desidera tornare”; ma da cui dovrà rimanere lontano per tutto il tempo decennale dell’esilio. Storia tormentata, pertanto, è raccontata un po’ manzonianamente (fosse altro che per il medesimo episodio della peste che invase Firenze, narrato approfonditamente da Alessandro Manzoni ne “I promessi Sposi”). La peste è vista come “la colera di Dio per i peccati dell’uomo, di cui la gente è responsabile”. Se Cosimo è definito “un tiranno, colpevole di usura, la cui conseguenza è aver sottratto i potenti alla legge di Dio, che si nasconde dietro il denaro e che cerca di comprare Dio come gli uomini”, la sua punizione più degna è l’esilio. Distante dalla “grande e forte vite” della famiglia dei Medici, di cui lui è il ramoscello da cui tutto dovrà e potrà ripartire (o almeno così sembra, anche se suo alter ego forte sarà la moglie Contessina de’ Bardi, paradossalmente una donna) come ne “Il profumo del mosto selvatico” (dopo l’incendio, che ricorda metaforicamente le fiamme dell’Inferno diabolico della corruzione appunto). La mancanza che sentirà dovrà servire per placare l’ira di Dio: “più cresce l’impunità dei Medici, maggiore sarà la collera di Dio”, è il pensiero collettivo; di una città in rivolta, di una ribellione sollevata da un popolo oppresso, impoverito e sofferente a causa della malattia. Mentre ci si muove tra presente e passato, andando a ritroso di 20 anni con flash-back sul passato di Cosimo, quest’ultimo diventa capro espiatorio, agnello sacrificale, nuovo Cristo martire e Salvatore, il Messia che risorge per annunciare il Rinascimento della città di Firenze, afflitta da una Guerra Santa fratricida che ci immerge in un contesto assolutamente dantesco. Il suo è un sacrificio personale per la città. In nome del crocifisso che porta al collo, come un frate francescano che con il suo saio annuncia il Vangelo, egli comunica la rivoluzione in atto: “il mondo sta cambiando e non solo per Firenze; ma per scrivere la storia occorre andare oltre le proprie singole ed individuali esistenze. Firenze non può tornare al passato con l’aristocrazia dei nobili e dei loro dipendenti; deve diventare una Signoria repubblicana e democratica fondata sui suoi talenti per costruire il suo futuro”. Ai piedi di quel simbolo religioso, che è la Cupola del Duomo. Per questo Cosimo è disposto a non mettere i suoi desideri davanti al bene della famiglia e della città, ma a lottare per affermare la nuova immagine di Firenze. Uno scenario apocalittico, evangelico che sa di Annunciazione quasi. Eppure così storico. Forte il rimando alla Guerra tra Guelfi e Ghibellini dell’epoca di Dante, alla sua “Divina Commedia” che fu il suo esilio, costretto come Cosimo a lasciare la sua città. Come il famoso e nobile letterato, anch’egli vive la sua Odissea. Il tono è epico come quello del poema di Omero. Cosimo è il nuovo Ulisse che compie la sua Odissea appunto per tornare a casa, alla sua Itaca (Firenze) come un neo Ulisse. Il richiamo è esplicito anche all’epocale (reale e leggendaria al contempo) Guerra di Troia tra Sparta e Atene. Qui emblematica è la figura di Maddalena (interpretata da Sarah Felberbaum). Definita “bella come Elena di Troia, attirerà l’ira e la colera della gelosa Contessina de’ Bardi”, dice Piero de’ Medici: e, come la Penelope di Ulisse, la vediamo intenta a tessere la tela, come faceva la moglie del re di Itaca (che la tesseva di giorno e la disfaceva di sera per resistere all’insistente richiesta dei Proci). Il cammino “lungo e polveroso” e periglioso, ricorda quello dei primi versi della “Divina Commedia”: “nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la dritta via era smarrita di Dante”; e si potrebbe continuare col resto della strofa dei versi 1-12 del Canto dell’Inferno, vera summa della storia di Cosimo de’ Medici: “Ahi quanto a dir qual era è cosa dura, esta selva selvaggia e aspra e forte, che nel pensier rinova la paura! Tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. Io non so ben ridir com’i’ v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai”. Ma questi non sono l’unico richiamo metaforico del personaggio di Maddalena.
Come noto, Maria Maddalena, detta anche Maria di Magdala, è stata, secondo il Nuovo Testamento (ma la sua figura viene descritta sia nel Nuovo Testamento sia nei Vangeli apocrifi), un’importante seguace di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e si celebra la sua festa il 22 luglio. Considerata appunto una delle più importanti e devote discepole di Gesù, fu tra le poche a poter assistere alla Crocifissione e, secondo alcuni Vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell’avvenuta Resurrezione. Ovvero, per associazione, il Rinascimento fiorentino.
Schiava usata per spiare Cosimo de’ Medici, rappresenta la visione dell’immaginario collettivo dell’epoca della donna oggetto, usata dall’uomo che la possiede, che ne è il padrone e di cui ne dispone la vita; a tale proposito, per contrasto, Cosimo de’ Medici dirà: “chi siamo noi per avere il diritto di toglierli la vita?”, rivolto a Rinaldo degli Albizzi. Alle sue dipendenze non ha diritti né riconoscimenti. Viene data a Cosimo in dono dal Doge, come un bottino di guerra da spartirsi e contendersi volendo, da difendere solo se simbolo di forza, ricchezza, potere, prestigio o se utile per scovare qualche segreto sul nemico. In contrasto con l’intraprendenza femminile delle figure di donne della famiglia de I Medici, come Contessina de’ Bardi ad esempio (anche se rea, a suo avviso, di avergli slavato la vita, o meglio di averlo cacciato da Firenze in pieno subbuglio). Tenace (e un po’ spregiudicata, perfettamente alla pari di Cosimo, che affronta a testa alta senza intimorirsi o assoggettarsi), ella prende in mano le redini della situazione durante l’assenza di Cosimo, durante la quale –dirà- sarà “impegnata a portare avanti la casa e i nostri affari”. Sono donne di mondo (mondane) che hanno imparato a vivere in società e a divertirsi come Lucrezia Tornabuoni (Valentina Bellè): “quello è il nostro mondo e dobbiamo abituare a starci anche se non ci piace”. Un mondo corrotto in cui occorre vendersi per avere favori. Tra l’altro anche il nome Lucrezia non è casuale: fu la figlia di Spurio Lucrezio Tricipitino e moglie di Collatino, è una figura mitica della storia di Roma legata alla cacciata dalla città dell’ultimo re Tarquinio il Superbo. Una Lucrezia importante a Firenze come nella Capitale di nuovo; pertanto, dunque, c’è ancora una volta il binomio inscindibile Roma-Firenze.
Tutto ciò fa de “I Medici” una fiction religiosa, ma una serie che ha un tono anche profondamente drammatico. Un po’ come quello de “La Dama Velata”. In questo aiuta molto l’evidente riferimento a Lino Guanciale, che doppia Richard Madden (che interpreta Cosimo De’ Medici), e che nell’altra fiction recitò come protagonista con Miriam Leone, qui presente come Bianca, prima donna di Cosimo. Un pathos, una suspense, un senso di sospensione dato dall’intrigo che nasce dal continuo essere divisi tra senso di dovere e di giustizia, di lealtà, di servizio alla città di Firenze e le continue tentazioni oscure che nasconde l’universo della corte, trappola e minaccia per la gloria e il prestigio della città, quanto per il buon nome del casato, quanto per la fama, la dignità, il rispetto, l’onore dei singoli membri della famiglia. Questo, probabilmente, il fascino secolare che avvolge il nucleo de I Medici da sempre. E che persiste tuttora. Non per nulla, dal 1434 fino al 1737, dettero i natali a tre papi (Leone X, Clemente VII, Leone XI[4]) e due sovrane di Francia (Caterina e Maria de’ Medici). Divenendo, così, una delle più note famiglie d’Europa, e protagonista a pieno regime della storia d’Italia dal XV al XVIII secolo.



Barbara Conti, 2 novembre 2016; pubblicato via AVANTIonline.it





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margherita79



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MessaggioInviato: Gio Nov 03, 2016 21:28    Oggetto: Rispondi citando


Sto seguendo la serie ed è stupefacente......ti tiene incollata senza sosta.......bellissima!!!!!!
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margherita79
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Nov 05, 2016 15:03    Oggetto: I MEDICI - fiction RAIUNO - recensione di ARTspecialDAY.com Rispondi citando



ha scritto:



I MEDICI: un ottimo lavoro di servizio pubblico



Lo scorso 18 ottobre Rai 1 ha trasmesso in prime time la prima puntata di quello che oso definire un eccellente lavoro di servizio pubblico, I MEDICI, la serie televisiva anglo-italiana dedicata a una delle più potenti famiglie italiane che dominarono Firenze in quello che Jacques Le Goff ha definito lungo Medioevo, dal sec. XV fino al sec. XVIII. Il cast si contraddistingue per la presenza di Dustin Hoffman, nel ruolo di un ottimo Giovanni de’ Medici, Richard Madden (noto al pubblico televisivo per la sua partecipazione al Trono di Spade nella parte di Robb Stark) e Lex Shrapnel (figlio dell’attore britannico John e nipote della celebre Deborah Kerr) nella parte del perfido Rinaldo degli Albizzi.

Da Toscano sono rimasto piacevolmente sorpreso per il modo in cui la produzione ha affrontato la vita e le vicende di una delle più potenti famiglie italiane di sempre: accanto agli intrighi politici e finanziari, non manca un significativo e importante approfondimento psicologico dei personaggi, soprattutto nelle figure di Giovanni de’ Medici e di Contessina de’ Bardi, sposi soltanto per interesse e opportunismo. Tale studio dell’anima diventa significativo nella seconda puntata, quando Contessina scopre che il marito è in realtà innamorato di un’altra, Bianca, interpretata da Miriam Leone.

Da un punto di vista economico-politico la rivalità più evidente è quella che contrappone Giovanni a Rinaldo degli Albizzi: il loro rapporto sembra adombrare la hobbesiana guerra di tutti contro tutti, dove ogni mossa è valida pur di ottenere il potere e governare in modo dispotico la città. È opportuno ricordare che i Medici non erano nobili di nascita, ma umili carbonai del Mugello, che avevano fatto fortuna e spodestato dal governo di Firenze i nobili di vecchio lignaggio, come gli Albizzi. La dialettica tra nobiltà di sangue e arrampicatori sociali ricorre frequentemente nella serie, evidenziata in modo particolare dallo stesso Rinaldo, che si trova a essere suddito di parvenu. Si assommano a Rinaldo anche altre caratteristiche: egli è infatti il capopopolo demagogo e populista, non distante da certi nostri politici, che si scaglia contro i Medici pur di ottenere il governo della città

Un altro personaggio che merita, a mio giudizio, una particolare menzione è quello di Filippo Brunelleschi, magistralmente interpretato da Alessandro Preziosi. Egli sembra anticipare lo spirito antropocentrico e individualista tipico del Rinascimento, carico anche di una certa hybris, nel momento in cui propone di costruire in modo innovativo la cupola del Duomo di Firenze. Brunelleschi sembra quasi incarnare l’archetipo del personaggio faustiano, in un’età ancora fortemente teocentrica.

Tutto è perfetto? Ovviamente no: la seconda puntata ci presenta una Contessina che viola le norme misogine dell’epoca e, in modo anche inaspettato, entra a cavallo a Palazzo Vecchio pur di far valere le ragioni del marito, di fronte a un attonito Bernardo Guadagni e a un disgustato Albizzi. Tutto ciò non sarebbe mai potuto accadere, ma ciò non toglie che la Rai, dopo anni di improponibili e impresentabili serie TV, fa del valido servizio pubblico, dando contezza al telespettatore (con qualche licenza) di una delle più importanti famiglie italiane. E da loro conterraneo non posso che esserne fiero.


Andrea Di Carlo
per MIfacciodiCultura, 04/11/16; pubblicato via
ARTspecialday.com





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genziana



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MessaggioInviato: Sab Nov 05, 2016 15:07    Oggetto: I MEDICI - stagione I - 4^ e ultima puntata - episodi 7 e 8 Rispondi citando







Stag. I ultimi episodi: "Purgatorio" e "Epifania"



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marystone



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MessaggioInviato: Sab Nov 05, 2016 19:01    Oggetto: Rispondi citando


La seguo volentieri perche' e' fatta bene e sono tutti bravi. La storia dei Medici mi ha sempre affascinata. Peccato Ale che ti si veda cosi' poco..ma quando appari...anche pochi secondi...illumini la scena!! Very Happy Very Happy Very Happy sempre il nostro number One!!! Very Happy Very Happy Bravooooooo ti abbraccio Very Happy mariella
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Marilina



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MessaggioInviato: Sab Nov 05, 2016 19:46    Oggetto: Rispondi citando


Very Happy anche a me la fiction piace molto e la seguo volentieri.
Noi egoisticamente vorremmo un' Brunelleschi piu' presente, ma il fatto che non passi inosservato ogni volta che compare Wink è una bella soddisfazione!
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Nov 05, 2016 23:37    Oggetto: I MEDICI - stagione I - scarica APP - RAIPLAY.IT ios|android Rispondi citando



I MEDICI su RAIplay.it le puntate precedenti 6 episodi





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genziana



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MessaggioInviato: Lun Nov 07, 2016 13:30    Oggetto: I MEDICI - musiche di scena di Assoc. musicale AQUILA ALTERA Rispondi citando



ha scritto:




Le note di AQUILA ALTERA COLONNA SONORA

della fiction ''I MEDICI'' con DUSTIN HOFFMAN





L’AQUILA - C’è un pezzo dell’Aquila nella SERIE TV del momento, I MEDICI Masters of Florence in onda su Rai1.



Le musiche di scena, infatti, utilizzate dalla produzione anglo-italiana della fiction come sottofondo di cortei, conviviali e feste dal sapore rinascimentale, portano la firma dell’Associazione Musicale Aquilana 'AQUILA ALTERA' che ha registrato i brani in collaborazione con l’associazione musicale 'Arte e musica nelle terre del perugino'.

Musiche quattrocentesche registrate proprio a Perugia nella Torre del Cassero di Porta Sant’Angelo, sede dell’associazione Arte e musica di cui è direttore Daniele Bernardini, che dell’ensemble aquilana è invece flautista.

Aquila Altera si occupa di musica antica, del periodo dal medioevo al primo barocco - racconta ad AbruzzoWeb Antonio Pro, presidente dell’associazione - Gli strumenti musicali che utilizziamo sono accuratamente riprodotti in modo artigianale grazie a studi approfonditi sull’iconografia e sulle strutture di quelli originali. Daniele Bernardini, l’unico componente non aquilano del gruppo, ha di recente inaugurato nella sua Perugia un museo dedicato agli strumenti musicali antichi, proprio nella Torre del Cassero”.

La produzione della fiction Rai lo ha contattato. La colonna sonora della serie tv, del maestro Paolo Buonvino, non era adatta per essere utilizzata come musica di scena, vista la presenza di figuranti con strumenti musicali antichi -svela ancora Pro- Si tratta di una musica troppo attuale. Per cui è stato necessario ricorrere a brani quattrocenteschi e a strumenti come liuti e vielle”.

Gli spettatori che stanno seguendo le vicende, romanzate, della storica e potente famiglia fiorentina, possono così ascoltare musiche rinascimentali in sottofondo di pranzi e di cortei, o in scene come il rientro dei Medici a Firenze dopo l’esilio.

Nelle prime due puntate sono state utilizzate le musiche tratte dal cd di Arte e musica nelle terre del Perugino, mentre nei successivi episodi si possono ascoltare le registrazioni di AQUILA ALTERA -continua- e adesso vedremo che cosa succederà in futuro, visto che, a quanto pare, la produzione sta già pensando a una possibile seconda stagione”, anticipa.

L’ensemble musicale aquilana, che è attiva dal 1997, è composta appunto da Antonio Pro, chitarrista classico come formazione, che si dedica ai liuti; Maria Antonietta Cignitti, cantante, in questo caso prestata alle percussioni; Daniele Bernardini, flautista specializzato in strumenti a fiato storici; Gabriele Pro, violinista diplomato al Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila, che nelle musiche registrate per la fiction suona l’antico strumento della viella.

di Eleonora Marchini; 06/11/2016 - pubblicato via
ABRUZZOWEB.IT

- © RIPRODUZIONE RISERVATA




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pascale61



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MessaggioInviato: Lun Nov 07, 2016 15:42    Oggetto: Rispondi citando


I Medici meravigliosa serie a vedere.
Ciao a tutti Smile
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genziana



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MessaggioInviato: Lun Nov 07, 2016 18:27    Oggetto: 08/11/2016, 3^ anteprima RAI PLAY: 5 minuti fiction I MEDICI Rispondi citando






    STAGIONE I "I MEDICI _ I SIGNORI DI FIRENZE"

    la 4^ ultima! puntata : in prima visione mondiale

    MARTEDì 8 NOVEMBRE - RAIUNO - 21:25 - 23:30




Stag. I ultimi episodi: "Purgatorio" e "Epifania"


http://www.raiplay.it/video/2016/11/i-medici-anteprima-quarta-ultima-puntata-f947bfad-d128-4f43-93aa-831b5c6bd3a4.html


la 4^ anteprima via RAI PLAY: 5 minuti da I MEDICI






I MEDICI su RAIplay.it le puntate precedenti 6 episodi



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PATRICIA 22



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MessaggioInviato: Mar Nov 08, 2016 06:27    Oggetto: Rispondi citando


buon discorso, Alessandro. Non ho intenzione di dire se sono d'accordo con quello che hai detto o no, ma devo dire che era molto interessante. Bravo!
https://youtu.be/SlMx52CxsJw

A kiss,
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Patricia.

"Hell is empty and all the devils are here."
―William Shakespeare
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genziana



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MessaggioInviato: Mar Nov 08, 2016 11:18    Oggetto: Filippo Brunelleschi - FIRENZE - Santa Maria del Fiore -1418 Rispondi citando




Firenze oggi, Santa Maria del Fiore vanta la cupola in muratura più grande del mondo


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