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TOURNE' 2018 - 2019 - 2020 ALE con VAN GOGH
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2020 19:49    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco - 2018/2020 Rispondi citando





#RESTIAMOACASA nell'attesa riparliamo di TEATRO




VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del Bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo




la tournée si è conclusa dopo 3 anni e 206 repliche!








Van Gogh è conosciuto principalmente per i colori, la scenografia è bianca per cui come ha fatto Preziosi a interpretare un artista celebre per il colore in versione in bianco?
C’è un testo che parte dal presupposto che Van Gogh era nell’ospedale di San Reims dove si era autorecluso e dove era impossibilitato a dipingere per cui è tutto bianco. È dramma di qualcuno che metaforicamente non riesce a risalire la china di una depressione cromatica fortissima, di chi non riesce a vivere un proprio talento al meglio. Questo spettacolo è una metafora gigantesca che coglie in maniera un po’ imprecisa la sensibilità delle persone. L’obbiettivo dello spettacolo è quello di raccontare la solitudine dell’artista. La solitudine di chi è talmente determinato e ormai incapace di fare un’inversione della propria vita rispetto alla propria passione, ossessione.

Come si trova nel teatro?
Mi trovo bene in teatro, è un luogo estremamente faticoso, è una sfida e a me piacciono le sfide, sono 18 anni che faccio teatro, è una dimensione molto interessante. Il teatro celebra la vita, perché il teatro è come sognare a occhi aperti, davanti a te ci sono le persone che ti guardano e tu che guardi loro e ti rendi conto che c’è una celebrazione subliminale della vita.


dal Parravano di Caserta, 23 febbraio 2020 - pubblicato da CasertaCe.net



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genziana



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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2020 20:03    Oggetto: VINCENT VAN GOGH L'odore assordante del bianco; regia: MAGGI Rispondi citando



ha scritto:




intervista:Van Gogh riletto da Alessandro Maggi




30 marzo 2020, è l’anniversario della nascita del grande pittore Vincent Van Gogh. Come tutti i grandi Artisti del passato, la sua personalità e la sua Arte non potevano che ispirare gli Artisti di oggi, in particolare nel mondo del teatro. Recentemente il regista Alessandro Maggi ha portato Vincent in scena, attraverso il volto di Alessandro Preziosi che ne ha incarnato le passioni e i tormenti. Il punto di partenza dello spettacolo era proprio la follia dell’artista: “Le austere pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco?”

Metropolitan Magazine ha intervistato per voi ALESSANDRO MAGGI, per scoprire qualcosa di più sul suo Van Gogh.



Van Gogh, genio assoluto


MM : Vincent Van Gogh… un genio assoluto, una personalità particolare, tanto geniale quanto incompreso se non addirittura disprezzato in vita… da dove nasce l’idea di portarlo in scena in teatro?

A.M. : Lo spettacolo è nato per una serie di concomitanze che fortunatamente si sono verificate. In primis, la volontà esistente da tempo di realizzare uno studio sul tema della creatività artistica. Inoltre, la presenza del testo di Massini, che tuttavia da solo non sarebbe bastato a garantire la circuitazione del progetto. In questo, la presenza del protagonista, Alessandro Preziosi ha rappresentato il tassello che ha chiuso il cerchio e ha permesso allo spettacolo, sia pur grazie anche al successo avuto al debutto al Napoli Teatro Festival e poi a Spoleto, di girare in tournée per tre stagioni, fino alla seconda metà del mese di febbraio di quest’anno.

MM : Quando si racconta un pittore, la cosa più difficile è forse questa : come rendere sul palcoscenico l’aspetto pittorico di Van Gogh?

A.M. : Il colore e la qualità di esso sono peculiarità della pittura di Van Gogh. Ma il testo di Massini si concentra sull’assenza del colore dovuta al ricovero nel manicomio di Saint Paul de Manson: tutto è bianco, in un sinestetico odore assordante dovuto all’assenza di varietà cromatica. Registicamente, questa mancanza è portata allo spasimo, fino a una liberazione finale e per certi versi catartica, in cui tutto lo spazio scenico viene inondato di un giallo tipico in tanti suoi quadri, come un ritrovamento solipsistico che rappresenta il segreto della “rappresentazione misterica” di ogni artista, comprensibile in toto soltanto a chi la genera.



Van Gogh : follia o genialità?


MM : Van Gogh era considerato da molti un folle… ma quando, a suo parere, la pazzia diviene genialità?

A.M. : A mio parere mai. La pazzia è semplicemente patologia. Osservo spesso registi o creativi che addirittura si autoproclamano folli per giustificare il loro famolostranismo. Di qui è tutto un florilegio di contestualizzazioni che non tengono conto dei significati profondi dei testi, ma li reinventano per nascondere o evitare difficoltà o aggirare incoerenze, anziché superarle.

MM : Perché, a suo parere, Van Gogh è così apprezzato, oggi, e non solo dagli studiosi di arte ma anche dalle persone comuni?

A.M. : In parte perché molti sono suggestionati da quel che si dice di lui. Ormai è la fama che stabilisce tendenze altrimenti impraticabili. In piccolissima parte, tuttavia, c’è un sentimento autentico di amore per l’arte in tutte le sue sfumature, non razionalmente definibile.

MM : Ci direbbe due parole in più sul suo spettacolo?

A.M. : Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.

La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto. In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di se stesso. Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di una infinita serie di universi possibili nei quali ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è.

La riflessione percorre questa suggestione; non il racconto quindi, ma il divenire e la resa delle infinite varianti conduttrici di un processo creativo filtrate da un’induzione sensoriale il cui respiro, non ultimo, diviene tela su cui restano impresse assenze, mancanze e sorde cecità. Un’evoluzione lucida, condotta nello straziante sforzo di liberarsi e rendersi tangibile, nel volume e nella densità immanente del colore, che smette la sua primaria connotazione e assume i termini di sensi altri e potenzialmente distanti, ponendo in essere una deriva che trova nel suo rovescio la realtà di opera d’arte.

Lo spettacolo accompagna questa non-logica dei sensi, attraverso uno sfiorarsi dei personaggi che fonde il desiderio alla necessità, sviluppando un alternarsi di simmetrie semantiche a dissonanze di cognizione, un conflitto mutabile, ma mai assente. È in questo campo, su cui si allineano piani paralleli, pur non senza sovrapporsi, che la potenziale oggettività diviene odorare un suono, ascoltare un colore, toccare un sapore, assaggiare un tessuto, vedere un profumo.

Un complesso disegno, tuttavia ferocemente semplice, la cui connotazione intrinseca cambia in funzione della distanza da cui lo si guarda o si sceglie di percepirlo. E’ un passaggio aperto alla volta della stretta fessura che permette la visione di un assurdo reso accettabile dalla semplicità espressiva dei sensi che restano qui, nudi e spasmodicamente attivi, esattamente in quel punto della coscienza, attraversato da nient’altro che miliardi e miliardi di neuroni carichi di un unico e solo senso: la vita. Non più “come siamo fatti”. Ma “di che cosa”.



Ringraziamenti al cast e alla crew di Van Gogh


Voglio anche e infine ricordare che il successo dello spettacolo è dovuto anche alla splendida compagnia che lo ha fatto nascere e poi crescere, li cito:


Alessandro Preziosi, Vincent Van Gogh; Massimo Nicolini, Theo Van Gogh; Roberto Manzi, Daniele Paoloni, Dottor Vérnon-Lazare; Francesco Biscione, Dottor Peyron; Alessio Genchi, Leonardo Sbragia, Infermiere Roland; Vincenzo Zampa, Antonio Bandiera, Infermiere Gustave.

Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta. Luci: Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta. Musiche: Giacomo Vezzani



© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Chiara Alivernini, 30/3/20 via METROPOLITANmagazine.it Cultura





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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2020 22:29    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro PARRAVANO di CASERTA - recensione Rispondi citando



ha scritto:



Flavia Trombetta, 6/3/20; pubblicato via INFORMARE Informareonline.com







recensione /2/2020 CASERTA Teatro "PARRAVANO"

nel Grande Teatro del TEATRO PUBBLICO CAMPANO

con Città di CASERTA, Regione CAMPANIA e MiBACT




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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2020 22:40    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro PARRAVANO di CASERTA - recensione Rispondi citando



ha scritto:



        Caserta. Uno straordinario Van Gogh

        interpretato da Alessandro Preziosi

    Grande successo per

    Vincent Van Gogh, l’odore assordante del bianco







Grande successo per “Vincent Van Gogh, l’odore assordante del bianco”, lo spettacolo teatrale interpretato da Alessandro Preziosi presso il Teatro comunale di Caserta dal 21 al 23 febbraio 2020, per la regia di Alessandro Maggi e la supervisione artistica dello stesso Alessandro Preziosi



CASERTA. Un’interpretazione molto intensa e drammatica quella di Alessandro Preziosi che ha portato in scena magistralmente una fase della vita del grande pittore olandese rinchiuso nel manicomio di Saint Paul nel 1889, una gabbia dalle pareti bianche insopportabile per un artista che si nutriva di arte. Tutto il pubblico è stato coinvolto dalla sofferenza di un uomo il cui unico desiderio era quello di scappare da una vera e propria prigione, una tensione che ha lasciato gli spettatori con il fiato sospeso fino alla fine dello spettacolo. La scenografia circondata dal bianco perfetta per far emergere il vuoto enorme che stava affliggendo Van Gogh e che lo aveva sempre afflitto fino a condurlo al suicidio il 29 luglio 1890. Con Alessandro Preziosi in scena bravissimi attori quali Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera che hanno portato alla luce i conflitti mentali del pittore e la sua forte dissonanza cognitiva che si manifestava in uno stato di totale disperazione.

Molto interessanti le considerazioni fatte da Alessandro Preziosi e dai suoi colleghi durante il dibattito tenutosi sabato pomeriggio in occasione dell’appuntamento del ciclo “Salotto a teatro” curato dalla giornalista Maria Beatrice Crisci.

Credo che questa sia una delle terre più belle che ci siano al mondo, dal punto di vista professionale frequento Caserta e trovo che sia un luogo di grande magia”, ha detto l’attore napoletano da sempre apprezzato da tutto il pubblico casertano per le sue interpretazioni ricche di passione e di coinvolgimento emotivo. Preziosi, infatti, ha sempre donato tanto di suo ai personaggi portati in scena, ma ha anche ricevuto molto. “Mi ha lasciato tantissimo” ha detto infatti l’attore commentando il suo Van Gogh, “ho trovato amici e colleghi con i quali è stato possibile abbandonarsi umanamente e ho avuto la possibilità di capire le cose che durante la vita passano velocemente, ma che io posso fermare mentre recito. Con Van Gogh ho recuperato tante cose della mia vita, del mio modo di aver avuto a che fare con le persone e con dei panorami favolosi”.

Preziosi ha chiarito come l’obiettivo dello spettacolo non sia stato quello di raccontare lo sdoppiamento di Van Gogh, ma la sua solitudine che è anche la solitudine di chi non riesce a tornare indietro rispetto alla propria ossessione. “È strano sentirsi soli in mezzo a tanta gente” ha detto Preziosi che ha messo in luce proprio l’aspetto masochistico dello spettacolo, e quindi il far percepire quella sensazione a tutto il pubblico. “A me capita di sentirmi solo perché ho imparato da Van Gogh ad accontentarmi del Creato e questa cosa mi lascia senza parole”. Preziosi ha poi detto di essere sempre stato amante della pittura e di non aver considerato gli aspetti più drammatici della vita di Van Gogh nella scelta dell’artista da interpretare, “Il teatro prescinde da questo a differenza del cinema che ha bisogno di avere una base condivisa forte di contenuti biografici ai quali ci si adatta o ci si ispira per il racconto, il teatro rende interessante la vita di qualunque persona anche se questa biografia non è particolare. Il teatro in questo è veramente speciale”.




reportage di Annalena Iannucci, 24/02/2020 - pubblicata via V-NEWS.IT Caserta





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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2020 22:57    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 2018/2020, Massimo Nicolini interpreta THEO Rispondi citando





QN Il Resto del Carlino intervista MASSIMO NICOLINI




ha scritto:




NICOLINI: “VAN GOGH mi ha insegnato la fragilità”

dopo oltre 200 repliche con ALESSANDRO PREZIOSI



di Manuel Spadazzi, pubblicato da

QN Il Resto del CARLINO Romagna, Il Cartellone 18, Giorno e notte 17/03/20







TEATRI, interviste e recensioni, rassegna stampa selezionata da


Alessandro Preziosi official Forum in tournée 2018/20

Ripercorriamo insieme 206 tappe in video e immagini




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MessaggioInviato: Gio Apr 30, 2020 18:50    Oggetto: RAI RADIO2 Viva Sanremo 26/04/ STRABIOLI intervista PREZIOSI Rispondi citando





ASCOLTA! domenica 26 APRILE 2020 su RAI RADIO 2

"Viva Sanremo" Pino STRABIOLI Intervista al telefono

ALESSANDRO PREZIOSI in diretta; PODCAST 26/4/20









"VIVA SANREMO" è un talk di curiosità, musica ed interviste a cura di STRABIOLI in onda nei weekend; domenica 26 aprile era ospite in collegamento telefonico Alessandro Preziosi per parlare di TEATRO nel tempo presente, e del suo "VAN GOGH".


Regia di Alessandro Provenzano; a cura di Roberto Deidda e Valentina Totta.



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genziana



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MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2020 17:33    Oggetto: VINCENT VAN GOGH L'odore assordante del bianco, RAIPLAY Rai5 Rispondi citando








RAI Cultura RAI5 Maratona per il Teatro RAIPLAY HD

Sabato 30 MAGGIO 2020 ore 22:18 propone l'inedito

contemporaneo teatrale con ALESSANDRO PREZIOSI








VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo









Una MARATONA PER IL TEATRO: RAI CULTURA per sostenere gli artisti e i tecnici del palcoscenico colpiti dall’emergenza sanitaria offre su RAI 5 (canale dtt 23) sabato 30 maggio dalle 8:00 a notte fonda – una serie di spettacoli storici con i grandi maestri – da Eduardo a Gassman, da Strehler a Ronconi, da Fo a Carmelo Bene – e il meglio della scena contemporanea: Emma Dante, Filippo Timi, Marco Paolini e gli spettacoli inediti di Alessandro Preziosi, Michele Placido, Silvio Orlando e Alessandro Serra prodotti appena prima della chiusura dei teatri.

Tra uno spettacolo e l'altro la Maratona Teatrale ospita riflessioni, pensieri e proposte di alcuni dei più importanti protagonisti del teatro italiano che, partendo dalla crisi, provano a suggerire possibili vie di uscita e di reinvenzione della scena.

Un’intera giornata di spettacoli per solidarizzare e sostenere attori, registi, autori, musicisti, scenografi, costumisti e tecnici della scena italiana. La Maratona Teatrale che occuperà il palinsesto di Rai5, dall’alba a notte fonda, è il modo in cui Rai Cultura vuole promuovere la prosa e tutte le altre forme di performance in un momento fondamentale di passaggio delle nostre vite: dalla crisi profonda generata dall’emergenza sanitaria alla necessaria rinascita di forme comunitarie. Il teatro, arte sociale per eccellenza, viene celebrato attraverso una serie di messe in scena riprese dalla televisione che hanno segnato e continuano a segnare, la storia della Rai.

La Maratona Teatrale parte da alcune produzioni che hanno come protagonisti i grandi maestri e arriva a quello che è stato realizzato nei mesi che hanno immediatamente preceduto la chiusura di tutte le attività. Il proposito è quello di disegnare un ponte che va dalle origini, il passato prossimo che sembra lontano anche se sono trascorsi solo pochi mesi, e un futuro che come sempre starà a noi progettare.

Per la parte della Maratona dedicata agli inediti e agli spettacoli contemporanei, alle 22:18 è in programma
Vincent Van Gogh: l’odore assordante del bianco, testo di Stefano Massini dedicato all’artista colto nella sua vita epigonale di lucidissima follia incarnata – e non è un modo di dire – da un intenso Alessandro Preziosi; registrato nel 2019 al Vascello di Roma.

[fonte: RAICULTURA.IT]

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genziana



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MessaggioInviato: Dom Mag 31, 2020 00:02    Oggetto: VINCENT VAN GOGH L'odore assordante del bianco 2019, RAIPLAY Rispondi citando





rivedi on demand RAIPLAY HD RAI Cultura TEATRO


https://www.raiplay.it/programmi/vincentvangogh-lodoreassordantedelbianco in esclusiva gratuita RAI





ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in


VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo




testo vincitore del Premio Tondelli Riccione Teatro 2005








scene|costumi Marta Crisolini Malatesta; disegno luci
Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta; musiche Giacomo
Vezzani
; supervisione artistica di Alessandro Preziosi





        PERSONAGGI E INTERPRETI


        Vincent Van Gogh: Alessandro Preziosi

        Dottor Peyron: Francesco Biscione

        Theo Van Gogh: Massimo Nicolini
        Dottor Vernon-Lazàre: Roberto Manzi

        infermiere Gustave: Leonardo Sbragia
        infermiere Roland: Antonio Bandiera



        voce di Vincent bambino: Davide Piccirillo



per la ripresa televisiva - anno 2019 - dal Teatro Vascello di Roma:

direttore della fotografia Stefano Russo; aiuto regista Anna Grossi; direttore di produzione Marco Frusone; a cura di Giulia Morelli; produttore esecutivo Serena Semprini;
progetto editoriale Felice Cappa; regia di Marco Odetto.




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marystone



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Residenza: Palermo

MessaggioInviato: Ven Giu 12, 2020 14:36    Oggetto: Rispondi citando


L'HO RIVISTO MOLTO VOLENTIERI E HO RIVISSUTO LE EMOZIONI VISSUTE IN TEATRO TUTTE LE VOLTE CHE L'HO VISTO (BEN 7!) E L'ULTIMA VOLTA PROPRIO A ROMA A FINE NOVEMBRE 2019 QUANDO LA RAI LO REGISTRAVA PER LA TV ED IO E MARISOL ERAVAMO IN PRIMA FILA E ALE LO SAPEVA!!! Laughing

IMMENSO ALE!!! Laughing Laughing

A PRESTO CON NUOVE EMOZIONI!!! Laughing

MARIELLA
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