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TOURNE' 2018 di ALE con VAN GOGH
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:00    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - Teatro TONIOLO Mestre VENEZIA 24-28/01/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH . L'odore assordante del bianco

dal 24 al 28/01/18 Venezia MESTRE, Teatro Toniolo





ha scritto:





PREZIOSI nel dolore di VAN GOGH, primo di 5

appuntamenti con L'ODORE ASSORDANTE DEL

BIANCO
.- dedicato alla vita del grande artista




TEATRO
MESTRE Cinque repliche per un interprete e uno spettacolo di altissimo profilo da domani, mercoledì 24 gennaio a domenica 28 al Toniolo.
Sul palco del teatro mestrino sale Alessandro Preziosi VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO”, dello scrittore Stefano Massini che con questa pièce vinse nel 2004 il Tondelli per giovani drammaturghi al Premio Riccione per il teatro.
La prima delle cinque repliche dell'appuntamento che si inserisce nel cartellone di prosa di io sono teatro domani alle 19.30, quindi le repliche giovedì e venerdì alle 21, sabato spettacolo alle 19.30, domenica alle 16.30.

LA TRAMA
Siamo nell'ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, nel 1889: in una stanza bianca vive Vincent Van Gogh, ridotto a uno stato di totale frustrazione a causa delle allucinazioni che scaturiscono dalla sua mente e dei divieti assurdi impartiti dai medici. I suoi pensieri sono ossessivi, non sa di cosa o di chi si può fidare, la sua mente lo tradisce: cosa è reale e cosa è illusione? In questo labirinto soffocante, in cui entra anche lo spettatore, Van Gogh porta avanti una guerra contro il mondo, ma soprattutto contro di sé, perché i suoi stessi pensieri sono le mura di una prigione da cui fuggire. Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell'artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo.

LA SOFFERENZA
È nella stanza di un manicomio che ci appare nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all'immutabilità del tempo, all'assenza di colore alla quale è costretto, a quell'irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all'interno come all'esterno del granitico castello bianco e soprattutto al costante dubbio sull'esatta collocazione e consistenza della realtà.

LA REGIA
«La messinscena - afferma il regista Alessandro Maggi - ha l'obiettivo di riuscire a rappresentare sul palcoscenico il labile confine tra verità e finzione, tra follia e sanità, tra realtà e sogno, ponendo interrogativi sulla genesi e il ruolo dell'arte e sulla dimensione della libertà individuale».


di Raffaele Rosa ©RIPRODUZIONE RISERVATA

IL GAZZETTINO , Venezia Mestre Cultura&Spettacoli pag. 25, 23/01/18








a VENEZIA MESTRE, dal 24 al 28 gennaio ci accoglierà nel foyer del Teatro Toniolo un

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sostegno al fine di realizzare Progetti Nazionali in aiuto dei BAMBINI Ospedalizzati


l'artista Alessandro Preziosi è dal 2004 testimonial ufficiale promotore per ADRICESTA









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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:21    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - Teatro TONIOLO Mestre VENEZIA 24-28/01/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH . L'odore assordante del bianco

dal 24 al 28/01/18 Venezia MESTRE, Teatro Toniolo






ha scritto:




          .Preziosi porta VAN GOGH

          .nei giorni vuoti del bianco



Da gennaio nei teatri del Veneto uno degli spettacoli più attesi della stagione.La drammaturgia di Massini premiata per lo stile asciutto e poetico.La regia di Alessandro Maggi



Il Mattino di Padova - La Nuova di Venezia e Mestre, 23/12/2017







ha scritto:




      La follia genera arte

      Preziosi al Toniolo diventa Van Gogh



Alessandro Preziosi sarà Vincent Van Gogh nello spettacolo "VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco" di Stefano Massini, di certo l'autore vivente attualmente più rappresentato nei teatri italiani. Lo spettacolo è in cartellone per la Stagione di Prosa del Toniolo a Mestre da mercoledì 24 a domenica 28 gennaio, con recite il 24 alle 19.30, il 25 e 26 alle 21, il 27 alle 19.30 e il 28 alle 16.30. Massini prese spunto una quindicina di anni fa dalla vicenda biografica di Van Gogh per trattare un tema caro da sempre alla drammaturgia ovvero «il labile confine tra verità e finzione, tra follia e sanità, tra realtà e sogno», esplorando il concetto di libertà individuale di cui cerca di tracciare i confini. Con "Vincent Van Gogh - L'odore assordante del bianco", lo scrittore fiorentino vinse nel 2005 il Tondelli per giovani drammaturghi al Premio Riccione per il teatro: della sua pièce venne in particolare apprezzata «la scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva». Nel 1889, in seguito ad un attacco di follia che lo aveva portato a tagliarsi un orecchio, Van Gogh venne internato nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy, in Provenza, dove gli venne permesso di continuare a dipingere fino a quando non tentò il suicidio ingerendo il colore dei tubetti che gli era concesso tenere proprio per continuare nella sua arte. Dalle conseguenze di questo episodio, culminate con il divieto di avere con sé gli attrezzi del mestiere e quindi il conseguente forzato riposo dall'arte, prende le mosse Massini: il pittore, privato non solo dei colori con cui lavorava ma anche di quelli della natura circostante che gli è preclusa, piomba in un profondo stato di prostrazione. È lo stesso Van Gogh a darci, in una lettera al fratello Theo, la descrizione della sua condizione: «C'è un tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle circostanze lo ha ridotto a tal punto: se vuoi puoi considerarmi tale». Ed è così che lo spettatore viene accompagnato in una sorta di thriller psicologico sul tema della creatività artistica. Il pubblico resta con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. La regia dello spettacolo, coprodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo e KHORA.teatro, è affidata ad Alessandro Maggi. Accanto a Alessandro Preziosi, sul palco Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi e Vincenzo Zampa. Biglietteria da martedì a domenica (orari di apertura 11-12.30 e 17-19.30), tel. 041.971666. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


di Giuseppe Barbanti e pubblicato nell'archivio di /nuovavenezia.gelocal.it/


LA NUOVA DI VENEZIA E MESTRE - 22/01/18 Spettacoli pag. 18






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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:30    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - Teatro TONIOLO Mestre VENEZIA 24-28/01/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 24 al 28/01/18 Venezia MESTRE, Teatro Toniolo








ha scritto:




    Toniolo di Mestre: Io sono Teatro; sul palco,

    Alessandro Preziosi «Qui ci sono luoghi dove

    avrei voluto innamorarmi e sposarmi subito»



VENEZIA – Ci sono luoghi, a Venezia, che l’hanno colpito al punto da sperare di innamorarsi di una donna proprio lì. “E di sposarla in quel posto, in quel preciso momento”. Forse è per questo che all’idea di interpretare un personaggio goldoniano Alessandro Preziosi si accende.
Perché no? Anzi, penso che succederà a breve”, fantastica a un passo dal palco del Toniolo, a poche ore dal vestire i panni di un Van Gogh abusato dalle pareti bianche e sterili del manicomio. Nella sua interpretazione de “L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCOdi Stefano Massini, in replica fino a domenica al teatro mestrino, il fascino lagunare, confessa, ci ha messo del suo. “Venezia ha un senso del decoro – dice Preziosi poco prima di salire sul palco del Toniolo – e del dettaglio molto ispirante. Come tutta l’Italia, con questa natura che ti invade, ti crocifigge per quanto difficile da riprodurre. Quel senso di inadeguatezza, di disagio che sentiva anche Van Gogh rispetto alla bellezza che andava a rappresentare. Così come chi visita Venezia si sente in una condizione di grandissima impotenza, lì dove c’è una voglia di entrare veramente nella bellezza”. E vestire i panni di un veneziano goldoniano? “Non l’ho mai fatto – dice – non ci ho mai pensato. Mi piace. Penso che succederà a breve. Goldoni è un autore che media in maniera molto intelligente e accattivante tra la spregiudicatezza, l’estetica del Seicento e un secolo molto mentale, cerebrale come quello del Novecento. Quindi credo che il Goldoni sia un’esperienza molto interessante”. Diversa sicuramente da quella fatta più volte alla Mostra del Cinema. “Mi dà sempre possibilità di vedere dei film che altrimenti non vedrei – racconta – come del resto dovrebbe essere il Festival. Chiaro che, per come la fanno vivere a me, è una cosa più mondana. Però essere portato in questi posti incredibili, che già di per sé sono bellissimi… Che poi diventano scenograficamente qualcosa per cui vorresti veramente innamorarti per la prima volta, entrando con una donna e sposarla, lì, in quel momento, e per quanto veramente belli”. E come è accolto quando viene in città? “Diciamo che non mi prendono a male parole ecco (ride). Questo già mi basta”.


Giulia Busetto © RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRIERE DEL VENETO ed. Venezia-Mestre 26/01/18 pag. 71







a MESTRE\Venezia dal 24 al 28 gennaio '18 ci accoglie nel foyer del Teatro Toniolo un

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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:33    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - Teatro TONIOLO Mestre VENEZIA 24-28/01/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 24 al 28/01/18 Venezia MESTRE, Teatro Toniolo








ha scritto:



    .L’odore assordante del bianco, Preziosi è

    .VINCENT VAN GOGH al Toniolo di Mestre


Siamo nel 1889 e nello spazio bianco assoluto della stanza di un istituto psichiatrico a Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, è rinchiuso Vincent Van Gogh.
Lo spazio bianco è un luogo fisico, una tela immacolata da dipingere ma anche un luogo della mente, che si fa prigione, una cella deserta, svuotata di senso, da riempire di significati. Da riempire di tormenti o allucinazioni, nel caso di Vincent, un Alessandro Preziosi in perfetto ed appassionato equilibrio sul filo dei pensieri ossessivi del pittore smarrito nell’odore assordante del bianco, un uomo che vive una realtà altra, quella degli artisti, in cui i cinque sensi si fondono in un’unica sfera sensoriale, inaccessibile alla moltitudine, di cui fanno parte i medici – carcerieri che lo tengono imprigionato, che segnano i rigidi confini tra follia e sanità, tra arte e vita, realtà e immaginazione.
L’atmosfera è sospesa in una luce accecante che è insieme calma e inquietudine, luogo dell’assenza e delle infinite possibilità. Alle spalle dei protagonisti la versione bianca del campo di grano con volo di corvi, la tela spogliata dei colori abbaglianti di Vincent appare anch’essa ridotta al silenzio e priva di vita. Cuore di questa pièce il dialogo incalzante fra Vincent e il fratello Theo (Massimo Nicolini), venuto a fargli visita, presenza fisica o immaginaria poco importa, perché come ripete il direttore dell’istituto, il dottor Peyron (Francesco Biscione) a Van Gogh nel serrato dialogo finale, ‘è tutto nella tua mente, Vincent’.



Leila Aghakhani Chianeh, 26/01/18, pubblicato via nonsolocinema.com







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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:36    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro Zancanaro, SACILE (PN) 30/01/2018 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

30 gennaio 2018 SACILE (PN) Politeama Zancanaro









ha scritto:





    Alessandro Preziosi nei panni di VAN GOGH
    martedì a Sacile


. È un’intensa interpretazione quella del popolare attore.

. Allo Zancanaro la vita del controverso pittore olandese.




ALESSANDRO PREZIOSI sarà il mattatore dello spettacolo “VINCENT VAN GOGH - L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO” che andrà in scena martedì alle 21 al Teatro Zancanaro di Sacile. L'attore interpreta il grande pittore impressionista, sofferente a seguito di una ingiusta e inutile detenzione nel manicomio di Saint Paul. L’artista olandese si trova ad essere tormentato dal colore bianco delle pareti e di ogni oggetto: una vera tortura per un uomo che ha fondato la sua arte sulla prevalenza del colore.

È terribile che il bianco assoluto soffochi il poeta dei colori abbaglianti e puri, suo strumento per esprimere le emozioni con immediatezza irraggiungibile. L’interpretazione di Alessandro Preziosi indaga in quest’universo di suggestioni, dove l’arte e la vita del creatore dei “Girasoli”, degli “Iris”, dei celeberrimi autoritratti, sfociano in laceranti contrasti interiori, ma anche in opere dall’emozione eterna.

È in questa introspezione che il pittore assorbe un colore attraverso gli altri sensi: l'odore e il suono assordante. Il suo è un ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.

Altro personaggio fondamentale per la vita del pittore è stato il fratello Theo: mentre è ricoverato, Vincent riceve la visita di Theo. È lui che lo sostiene, anche economicamente, nella sua parabola d’artista e che conserva alla sua morte tutti i capolavori. E il confronto fra Vincent e Theo Van Gogh è il cuore anche di questa pièce: Theo conserva alla sua morte tutti i capolavori in quanto il pittore, in vita, vendette un solo quadro.

Ancora oggi è la corrispondenza fra i due fratelli (pubblicata nel 1913) a rivelare agli studiosi segmenti fondamentali del pensiero dell’artista.

Stefano Massini firma la sceneggiatura dello spettacolo (la regia è di Alessandro Maggi): è il connubio tra uno dei drammaturghi italiani più accreditati a livello internazionale e quello di Preziosi, attore di appassionato talento, a far trapelare questo Van Gogh in tutta la sua complessità. (l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA via messaggeroveneto.gelocal.it/



MESSAGGERO VENETO, sez. Pordenone 28/01/18 Spettacoli pag. 41






ha scritto:




    Il bianco di VAN GOGH, Preziosi al Toniolo



Tra suggestioni psicanalitiche ed evocazioni pittoriche il genio disperato di Vincent van Gogh rivive a teatro: quattro le repliche, nel fine settimana, al Toniolo di Mestre. Spetta all'attore napoletano Alessandro Preziosi interpretare l'iconico artista olandese nella claustrofobica ambientazione del manicomio di Saint-Rémy, nel suo ultimo anno di vita. Lo spettacolo, prodotto da KHORA.teatro in collaborazione con il Teatro Stabile d'Abruzzo, si avvale della regia di Alessandro Maggi e rappresenta un thriller psicologico legato alle sinestetiche suggestioni della scrittura di Stefano Massini. Il titolo "VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco" contribuisce a contestualizzarne lo spirito: come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c'è altro colore che il bianco? Da questa domanda scaturiscono i dialoghi, le voci interiori e le tensioni latenti dell'opera. Come può circondarsi, e vestirsi, di solo bianco, aggiungiamo, un pittore che proprio sulle sue alterazioni cromatiche, in un perenne dialogo tra realtà e immaginazione, ha costruito il proprio percorso? Alessandro Preziosi sfodera tutto il suo talento drammatico e la sua espressività per dare corpo a un testo crudo ed essenziale che accompagna ai numerosi spunti poetici anche un'opportunità per riflettere sul rapporto tra le arti e il ruolo dell'artista nella società contemporanea. Non manca molto alla morte suicida del celebre pittore: nel 1889, Van Gogh, da pochi mesi mutilato all'orecchio, decise di entrare in un antico convento adibito a manicomio. La Provenza che tanto aveva ispirato alcune delle sue più celebri tele, nella finzione narrativa dello spettacolo, cambia colore. Sul palco, attorno a Preziosi, oltre a medici e infermieri, si manifesta anche il fratello del pittore, Theo. Attraverso il loro dialogo è possibile ricostruire la vicenda umana e artistica del protagonista. Giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19.30, domenica alle 16.30. Teatro Toniolo di Mestre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


di Matteo Marcon e pubblicato nell'archivio di messaggeroveneto.gelocal.it/


MESSAGGERO VENETO, ed. nazionale, 25/01/18, Spettacoli pag. 32




    Preziosi a Sacile vestirà i panni di van Gogh



È in arrivo Alessandro Preziosi, nei panni di Van Gogh, nel Teatro Zancanaro di Sacile. E sono aperte le prevendite dei biglietti per lo spettacolo intitolato appunto "VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco", di Stefano Massini, con la regia Alessandro Maggi, in programma martedì 30 alle 21 al Teatro Zancanaro, organizzato da KHORA.teatro. La pièce, che porta sul palco con Alessandro Preziosi, Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi e Vincenzo Zampa, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Il testo ha vinto il Premio Tondelli Riccione Teatro per la «scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva». I biglietti si possono acquistare online su viva ticket e ticketone e alla cartoleria Abacus del centro commerciale Serenissima di Sacile. (c.s.)



MESSAGGERO VENETO, sez. Pordenone 22/01/18 Spettacoli pag. 18






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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:42    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro Zancanaro, SACILE (PN) 30/01/2018 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

30 gennaio 2018, SACILE (Pn) Politeama Zancanaro





ha scritto:





allo Zancanaro vita di Van Gogh tra arte e follia

Sacile, Alessandro Preziosi racconta VAN GOGH





IL GAZZETTINO ediz. Pordenone Cultura&Spettacoli, 29/01/2018











a SACILE (PN) mart. 30 gennaio 2018 ci accoglierà nel foyer del Teatro Zancanaro un

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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:45    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE dal 31/1 al 04/02/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 31/01 al 04/02/18 - TRIESTE Politeama Rossetti



    TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA






a TRIESTE, dal 31 gennaio al 4 febbraio, ci accoglierà nel foyer del Teatro Rossetti un

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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:47    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE dal 31/1 al 04/02/18 Rispondi citando




VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 31/01 al 04/02/18 - TRIESTE Politeama Rossetti



    TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA






Van Gogh, l'artista, la società: al Rossetti "L’ODORE

ASSORDANTE DEL BIANCO
" con Alessandro Preziosi





TRIESTE - Alessandro Preziosi torna al TEATRO STABILE REGIONALE nell’atteso “VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del biancodi Stefano Massini. Debutto il 31 gennaio alla Sala Assicurazioni Generali, per uno spettacolo che racconta la tormentata esistenza di Van Gogh e riflette sul ruolo dell’artista nella società, coinvolgendo la platea con tensioni da thriller psicologico. Merito anche delle ottime prove interpretative orchestrate dal regista Alessandro Maggi.
L’appuntamento è inserito nel cartellone Prosa; replica fino a domenica 4 febbraio.

Un’indagine psicologica con i ritmi e il pathos di un thriller: per “VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del biancoStefano Massini – fra gli autori italiani di maggior successo e di fama anche internazionale – non ha smentito il proprio talento ed ha costruito una efficacissima architettura drammaturgica, una «scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva» come ha dichiarato la Giuria del Premio Tondelli a Riccione Teatro, che il testo si è aggiudicato nel 2005.

A renderlo ancor più interessante ed emozionante, è – in quest’attesa messinscena – l’interpretazione di Alessandro Preziosi, che darà vita con l’intensità e la passione che gli sono proprie al protagonista, un Vincent Van Gogh smarrito e sofferente, ritratto nella parte finale della sua tormentata esistenza, quando fu rinchiuso al manicomio di Saint Paul de Manson.
È il 1889 e l’unico desiderio di Van Gogh è uscire da quelle mura: la sua prima speranza è riposta nella visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare... Theo è il solo a comprendere e sostenere il fratello anche nella sua difficile parabola d’artista (in vita, riuscì a vendere un solo quadro), il loro è un rapporto d’elezione, di cui molto sappiamo da un inestimabile epistolario pubblicato nel 1913. Quelle parole ci rivelano molto non solo della vita ma anche della poetica artistica di Van Gogh, e se oggi è possibile ammirare molti dei suoi capolavori, il merito è anche di Theo che li conservò, alla morte del pittore.

In un dipanarsi avvincente, che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, anche lo spettacolo pone al centro il rapporto fra i due fratelli, isolandolo nel “bianco” opprimente della stanza manicomiale, quel bianco che soffoca – assurdamente – il pittore dei colori vivaci, delle emozioni, della potenza comunicativa.

«E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà. La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto. In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di sé stesso» scrive il regista dello spettacolo, Alessandro Maggi, che muovendosi con sensibilità nella drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici di Massini, pone in luce anche il tema universale del rapporto tra le arti e del ruolo dell’artista nella società contemporanea.

In ciò gli offre sostegno una compagnia d’interpreti perfettamente equilibrata, capeggiata da un attore che lo Stabile regionale riaccoglie sempre con grandi attese: Alessandro Preziosi ha infatti condiviso con il pubblico di Trieste molte tappe della brillante carriera, incantandolo con l’irruente Laerte interpretato giovanissimo in “Amleto” accanto a Kim Rossi Stuart, in molti ruoli classici, fino ai seduttivi e recenti Cyrano de Bergerac e Don Giovanni. Una galleria costruita con intelligenza e grande versatilità, arricchita da molti successi cinematografici e televisivi e a cui ora si aggiunge il profilo complesso del pittore olandese.

Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco” è un testo di Stefano Massini, messo in scena nella regia di Alessandro Maggi e interpretato da Alessandro Preziosi che sarà Van Gogh, e da Francesco Biscione (Dottor Peyron), Massimo Nicolini (Theo Van Gogh), Roberto Manzi (Dottor Vernon Lazàre), Alessio Genchi (Gustave, infermiere), Vincenzo Zampa (Roland, infermiere). Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le musiche di Giacomo Vezzani, il disegno luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta. Lo spettacolo è coprodotto da KHORA.teatro, Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con il Festival dei due Mondi di Spoleto.

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco” va in scena per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 31 gennaio alle ore 20.30, replica alla stessa ora fino a sabato 3 gennaio e domenica 4 gennaio va in scena alle ore 16, alla sala Assicurazioni Generali.









Giovedì 1 febbraio alle 17.30 alla Sala Bartoli si terrà l’incontro dedicato a “VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco”: condurrà il prof. Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia e saranno presenti Alessandro Preziosi e la compagnia dello spettacolo. Venerdì 2 febbraio sempre alla Sala Bartoli e nel medesimo orario la presentazione del professor Brown si terrà invece in lingua inglese. A entrambi gli appuntamenti l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti (128) disponibili.

I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it/it/spettacoli/vincent-van-gogh-2609



fonte: Ufficio Stampa Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, 30/01/18 via fgvnews.net






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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:49    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE dal 31/1 al 04/02/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 31/01 al 04/02/18 - TRIESTE Politeama Rossetti



    TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA



ha scritto:





      Trieste - PREZIOSI come VAN GOGH



Alessandro Preziosi incarna Vincent Van Gogh, il grande pittore impressionista. Una delle migliori interpretazioni di Preziosi. Appuntamento al Teatro Politeama Rossetti. www.ilrossetti.it



Agenda Spettacolo a cura di Emanuele Bigi, Diario In viaggio con noi

MARCO POLO, magazine in edicola gennaio-febbraio 2018











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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:54    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE dal 31/1 al 04/02/18 Rispondi citando




ha scritto:




TRIESTE: Preziosi al Rossetti insegue Van Gogh




L’attore nei panni del geniale pittore olandese al Rossetti di Trieste da mercoledì 31 gennaio al 4 febbraio



    Preziosi: «Cerco il colore come Van Gogh»



Un’indagine psicologica con i ritmi e la tensione di un thriller: firmato da Stefano Massini e diretto da Alessandro Maggi, "VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco" va in scena da mercoledì 31 gennaio fino a domenica 4 febbraio al Rossetti e segna il ritorno a Trieste di Alessandro Preziosi. L'attore è chiamato a una intensa prova interpretativa nei panni del geniale pittore olandese, assieme a una compagnia perfettamente equilibrata.

Lo spettacolo racconta la parte finale della tormentata esistenza di Van Gogh e riflette sul ruolo dell'artista nella società. È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dal manicomio: il fratello Theo che gli fa visita è il solo a comprenderlo e a sostenerlo anche nella sua difficile parabola d’artista. Van Gogh è smarrito e sofferente, oppresso dall'odore assordante del bianco...

Un titolo affascinante per un'interpretazione altrettanto stimolante. Preziosi, come ha costruito il suo Van Gogh?

«Si è trattato di un lavoro estremamente delicato, perché lo spettacolo, per quanto sintetizzi in maniera accattivante e concettuale il rapporto del pittore col colore – il titolo è una sinestesia molto interessante – è soprattutto un percorso sull'umanità di Van Gogh. L'artista si ritrova, secondo il testo di Stefano Massini, rinchiuso nel manicomio di Saint-Paul-de-Manson tra mura bianche che gli impediscono di trovare la sua fonte ispiratrice che è la natura, il colore, il mondo esterno. Da un punto di vista interpretativo ho cercato di entrare nella sensibilità e nella morbosità con cui Van Gogh ha lottato ostinatamente per rimanere bambino, con le sue storie inventate e le sue allucinazioni. Tutti segnali al limite dell'autismo acustico e visivo che costellano la cartella clinica con cui venne ricoverato. Ho seguito una preparazione molto attenta, ma la chiave è stata entrare nel processo creativo dell'artista».

Che rapporto ha con l'arte pittorica?

«È una passione nata negli ultimi anni, soprattutto nella condivisione coi miei figli. Quando la tieni solo per te non riesci a individuare la bellezza delle cose, non riesci ad attribuirne un valore. Oggi l'arte mi dà la possibilità di distrarmi da tutto quello che non è arte. Da quando ho cominciato questo spettacolo, sento il valore del colore, del dettaglio, della modalità in cui un artista guarda, cerca e perde le cose, fino a ritenere - come dice Van Gogh – che la riproduzione dell'intensità della natura passa anche attraverso le ciglia».

Questo spettacolo è un'operazione teatrale al 100% italiana, dall'autore al regista, dagli interpreti alla produzione...

«Ho avuto la fortuna di incontrare Stefano Massini, di cui avevo letto molte opere prima di prendere i diritti di questo testo che ha quasi vent'anni e che ha vinto nel 2005 il Premio Tondelli per la scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica. Dal mio punto di vista nella drammaturgia italiana oggi c'è poca poesia e poco romanticismo, caratteristiche che secondo me non dovrebbero mancare mai, perché il teatro, come il cinema, deve abbracciare molti spettatori e quindi essere più popolare possibile. È lo sforzo che si è fatto nell'adattamento di questo testo, che ha una drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici».

Con Trieste ha una lunga frequentazione: qui ha vissuto molte tappe della sua carriera, dagli esordi con Calenda in "Amleto" fino ai recenti e seduttivi "Cyrano de Bergerac" e "Don Giovanni".

«A Trieste ho amici fraterni a cui sono particolarmente legato perché all'inizio della mia carriera mi hanno sostenuto molto. All'epoca, se non ricordo male, tra diaria e paga prendevo 160 mila lire. È una città dove ho imparato a lavorare: ho visto costruire le scene degli spettacoli sotto i miei occhi, ho assistito al restauro del Teatro Rossetti e ho partecipato anche alla sua inaugurazione nel 2001».

Tra pochi giorni salirà sul palco di Sanremo, accanto ad Ornella Vanoni...

«Sì, è il sogno di cantare con la più grande interprete nel nostro panorama musicale, dotata di una sensibilità e una conoscenza del testo unite a una straordinaria capacità di trasmettere ciò che canta.
La ascoltavo da piccolo e ho già coronato il mio sogno facendo le prove per il Festival a Milano...
».



di Giorgia Gelsi, 31/01/17, pubblicato via ILPICCOLO.gelocal.it - trovaSerata


IL PICCOLO Giornale di Trieste - ed. nazionale - Spettacoli pag. 46













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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 03:57    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE dal 31/1 al 04/02/18 Rispondi citando



ha scritto:




Trieste Alessandro Preziosi diventa VAN GOGH:

La mia ossessione per il colore. E per il Rossetti








Con “Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco” , la star di fiction, cinema e teatro torna in città e delinea un ritratto del pittore olandese, di Trieste e di se stesso.




Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco” è l’ultima sfida attoriale di Alessandro Preziosi, in cui veste i panni del tormentato pittore. Un personaggio di per sé “assordante”, in senso letterale per l’automutilazione dell’orecchio oltre che per la portata emotiva della sua storia. Lo spettacolo di Stefano Massini, ora in programma al Rossetti, si focalizza sulla parte finale di questa storia: il ricovero nel manicomio di Saint Paul de Manson. Preziosi si prepara a interpretare l’isolamento e la psicosi con un atteggiamento opposto: calorosi saluti e gran pacche sulle spalle a tutti. «In realtà sono fuori di me – confessa - Ma è normale, e mi piace un casino».

Nato in una famiglia di avvocati, laureato in giurisprudenza col massimo dei voti, star delle serie tv (da “Elisa di Rivombrosa” al recente “Sotto copertura”), ma anche del grande cinema (dai fratelli Taviani a Faenza passando per Ozpetek). E poi il teatro, che lo accompagna dal primo provino ai filodrammatici di Milano fino all’immediato presente. E, oltre a tutto questo, una numerosa e allargata famiglia. Difficile immaginarlo nei panni dell’escluso incompreso, eppure dev’essersi sentito tale, almeno una volta nella vita. Pare di no, perché elude la domanda e la sposta sul personaggio: «Questo spettacolo è sulla solitudine dell’artista, rende giustizia a quel metronomo che ticchetta solo ed esclusivamente nella mente di colui che produce arte. Dirige il suo lavoro, e non può sentirlo nessun altro».

Ci sono argomenti su cui Preziosi fa il prezioso e mantiene il riserbo, come il suo impegno nel sociale. Eppure nel foyer c’è uno stand dedicato alla sua Associazione Benefica dedicata ai Bambini lungodegenti ( www.adricesta.com ). Le volontarie assicurano che il suo impegno è costante e in prima persona ed è scaturito dall’incontro con una fan, gravemente malata, che ha insistito per conoscerlo. Anche noi insistiamo per conoscerlo meglio con qualche domanda.

Alessandro Preziosi sta per dipingere un ritratto di Van Gogh. In che modo?
«Un Van Gogh fatto a Trieste si tratteggia in maniera molto urbanistica e immediata. Questo spettacolo ti offre la possibilità di vedere un quadro realizzato solo ed esclusivamente per te come certi graffiti che si fanno per strada, come se la scritta “Vincent” apparisse tratteggiata, sporcata nel contorno solo per l’avventore che passa per caso in un vicolo di Trieste e ha la fortuna di vederla su un muro diroccato».

Stavi per diventare avvocato, sognavi di fare il giornalista e adesso sei un attore. Possiamo dire che eri comunque destinato a raccontare storie?
«Ho la grande fortuna di aver raccontato attraverso il Cyrano, il Don Giovanni, l’Amleto e Van Gogh delle storie di personaggi incredibili. Ma mi affascinano anche le storie di chi mi sta attorno, perché per saper narrare è essenziale saper ascoltare».

Se tu fossi un quadro, che quadro saresti?
«La Berceuse (di Van Gogh, ndr), una donna seduta, che mi racconta la ninna nanna».

Per rimanere in tema, se tu fossi una malattia mentale, quale saresti?
(Ci pensa a lungo, con la testa tra le mani, ndr) «Un’ossessione per il colore, come quella di Vincent».

Hai recitato spesso a Trieste. Dopo il Rossetti, quale luogo preferisci di questa città?
(Scoppia a ridere, ndr) «Non esiste altro luogo per me al di fuori del Rossetti. Potrei dirti migliaia di posti, dal Juice, dove si suona il Jazz, al Kante, dove vado a bere vino, ma non c’è altro posto oltre a questo c@*!o di teatro dove mi senta più a casa. Potrei dirti al massimo la Sala Bartoli».

Quale dei tuoi ruoli ha emozionato di più i tuoi figli?
«Il Cyrano. Sono stati molto fieri di me, è stato un momento di grande comunicazione. Uno dei tanti».

Quest’anno duetterai a Sanremo con Ornella Vanoni, che imiti alla perfezione. Saprai che non è sempre clemente con chi la imita, vedi il bisticcio con Virginia Raffaele.
«Con me è andata di lusso. So che non a tutti è andata così ma io e lei abbiamo un ottimo rapporto e torno volentieri a Sanremo. Più che un duetto sarà un quartetto, con noi ci saranno anche Pacifico e Bungaro».

Parlando sempre di televisione, anni fa l’hai definita un mostro ammantato d’oro. Ora che la gente passa più tempo sui social, la stai rivalutando?
«É sempre un mostro ammantato d’oro, perché l’oro non è caduto in disuso ed è ancora il valore principale. Oltre al fatto che può portare a dipendenza e distacco dalla realtà»

E i social?
«Uguale»

Un sogno impossibile
«Tornare con le donne che non amo più»





Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco” va in scena per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 31 gennaio alle ore 20.30, con repliche alla stessa ora fino a sabato 3 gennaio. e domenica 4 gennaio va in scena alle ore 16, alla Sala Assicurazioni Generali.




di Stefano Mattia Pribetti, 01/02/2018 - pubblicata via TRIESTEprima.it

www.triesteprima.it/eventi/teatro/alessandro-preziosi-diventa-van-gogh-la-mia-ossessione-per-il-colore-e-per-il-rossetti-intervista-01-febbraio-2018.html








a TRIESTE, dal 31 gennaio al 4 febbraio, ci accoglierà nel foyer del Teatro Rossetti un

Desk Benefico dell'Associazione ADRICESTA ONLUS per promuovere e raccogliere

sostegno al fine di realizzare Progetti Nazionali in aiuto dei BAMBINI Ospedalizzati


l'artista Alessandro Preziosi è dal 2004 testimonial ufficiale promotore per ADRICESTA








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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 04:02    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE dal 31/1 al 04/02/18 Rispondi citando




_ KHORA.teatro con TSA - Teatro Stabile d'Abruzzo

presentano



ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 31/01 al 04/02/18 - TRIESTE Politeama Rossetti



    TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA






aggiornamenti, foto, interviste, rassegna stampa selezionata da


Alessandro Preziosi official Forum lieto 2018 con voi!

ADRICESTA Onlus seguirà il Tour con Eventi Benefici








    tournée e recensioni; cast e creativi; foto e commenti al link:




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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 04:03    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE, recensione 31/01/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione - 31 gennaio 2018 dal Rossetti di Trieste

ha scritto:





Alessandro Preziosi è Vincent VAN GOGH in “L’odore

assordante del bianco
di Stefano Massini
(recensione)





«È stato ammesso oggi in ospedale il signor Vincent W. Van Gogh, trentasei anni. Egli è colpito da manie acute, con allucinazioni della vista e dell’udito: si reputa incapace di vivere e gestirsi in libertà. Necessita sottomettere il soggetto a prolungata osservazione psichiatrica». Registro degli internati Manicomio di Saint-Paul-de-Manson 8 maggio 1889.

Con rara abilità Stefano Massini crea, a partire da questa breve nota, un piccolo universo ben congegnato e la regia di Alessandro Maggi, unita alla supervisione artistica di Alessandro Preziosi che interpreta il protagonista, ne dà un’interpretazione vivace che esprime con coerenza quello stare sospesi fra realtà e sogno già presente nel testo drammaturgico.

Cosa possiamo trovare nella stanza di un ospedale psichiatrico di fine Ottocento?

Quale colore può esserci? Bianco, solo bianco. Anche dalla piccola pianta, fatta crescere con devozione da Vincent nella speranza di poter vedere finalmente un po’ di colore, spunta beffardamente una quantità di fiori…bianchi.

Ma il segno, il tratto di van Gogh, anche assordato da un colore privo di tonalità non può non emergere. Il Campo di grano con volo di corvi, una delle sue ultime opere, sta lì, nascosto tono su tono sopra le tre pareti immacolate della scenografia di Marta Crisolini Malatesta che imprigionano Vincent e soltanto il sapiente gioco di luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta lo fa emergere di tanto in tanto.

Vincent: così, soltanto con il nome, iniziò a firmare i suoi quadri a un certo punto della sua esistenza tormentata, separandosi così anche in questo dal consesso umano che dà più importanza al gruppo che all’individuo.

La scena mostra la camera della Maison de Santé di Saint Paul de Mausole, l’ospedale psichiatrico in cui si fece internare, nel momento in cui come in un sogno giunge da Parigi il fratello Theo (Massimo Nicolini).

Contenere il vero genio, l’energia eterna che a volte si inserisce in un essere umano, è impossibile anche per lo stesso artista, perdente nel confronto quotidiano con la massa dei mediocri: uscire dagli standard da essi stabiliti porta a essere considerati pericolosi, da tenere a distanza.

La frustrazione provata da questo allontanamento provoca una rabbia che si trasforma in ulteriore potenza capace di aumentare ancor di più quella che già c’è e che permette di realizzare in questo caso il quadro, dal titolo “natura morta senza colore”, che ritrae il più ottuso tra gli operatori interni, il vanesio dottor Vernon Lazàre (Roberto Manzi) che da nullità qual è vuole insegnare al più grande “le cinque regole del buon pittore”, la prima delle quali opportunamente recita: “Un bravo artista cancella sempre i propri errori. Li distrugge, Vincent. Fa in modo che non ne resti traccia.”

È incapace, com’è ovvio di comprendere quanta umana sofferenza sia necessaria per far uscire allo scoperto la bellezza contenuta in un’anima tormentata, incapace di adeguarsi a un mondo “normale” a causa di un’intensità percettiva esageratamente interconnessa, abituato a sentire l’odore assordante del bianco.

Com’è possibile infatti conciliare un’esistenza grigia con la forza esagerata dei colori che violentemente urlavano dentro e che con rabbia si scaricavano sulle tele per dar vita alle opere immortali che oggi ammiriamo con deferenza e allora erano da molti considerate “sbagliate”? Vitalità ribollente, schegge di verità che in lui si realizzavano attraverso l’uso esagerato dei colori, densi e decisi in modo quasi imbarazzante, al punto da volerne la distruzione.

È questa l’origine della furia iconoclasta che si scatena nel caricaturale e perverso Vernon Lazàre, coadiuvato in ciò dagli infermieri Gustave (Alessio Genchi) e Roland (Vincenzo Zampa), mentre tutto ciò affascina il ben più intelligente dottor Peyron (Francesco Biscione), il direttore della clinica che ha bisogno anch’egli di fuggire di tanto in tanto da quella gabbia per fare il medico di bordo. Nella finzione scenica praticherà l’ipnosi sul difficile paziente nel tentativo di cogliere il momento in cui fu distrutto ciò che manteneva distinte realtà e interiorità fantastica. Il dubbio angosciante e terribile di non sapere più da che parte del muro ci si trovi devasta ogni momento della sua breve vita facendo emergere dalle tele urla disperate di una bellezza inaudita, doni meravigliosi a un’umanità ingrata e sorda che di essi ora si bea, mostrandosi riconoscente al creatore non prima della sua morte.

Theo, unico a stargli vicino e ad ascoltarlo veramente, pure lui non riesce a seguirlo del tutto, ad accompagnarlo nei recessi più profondi degli abissi che il fratello abitualmente frequenta. Gli vuole bene, gli sta accanto, cerca di aiutarlo e sostenerlo, ma sta alla finestra di quel mondo, timoroso di entrarvi. Vincent lo capisce e a lui prova ad aprirsi, cercando di spiegargli ciò che la tela per lui rappresenta nel disperato tentativo di sentirsi accettato almeno per una volta.

Tutto è sogno? Non lo sappiamo. Ma la bella costruzione narrativa intessuta con attenzione dalla compagnia sa offrire ben più di questa suggestione. È facile, oggi, riconoscere il valore dell’opera di Vincent van Gogh. Ma, allora, da contemporanei, ne saremmo stati capaci?



di Paola Pini, 1° febbraio 2018 - pubblicata via CorriereDelloSpettacolo.net




TRIESTE, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Assicurazioni Generali, dal 31 gennaio al 4 febbraio






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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 04:05    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE, recensione 31/01/18 Rispondi citando




Giulia Pagano ha fotografato l'incontro con Alessandro Preziosi e
il cast di “Vincent Van Gogh – L’odore assordante del bianco” alla
Sala Bartoli del Teatro Rossetti di Trieste, a cura di Peter Brown.




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione - 31 gennaio 2018 dal Rossetti di Trieste





ha scritto:




    Un Van GOGH PREZIOSO al Teatro Rossetti



Quasi una sorta di giallo psicologico attorno al tema della fragilità dell’artista. Un accorato appello all’impellenza del “viver d’arte” alla soglia della follia, quella di "VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco", l’opera di Stefano Massini con cui il drammaturgo toscano vinse nel 2004 il Premio Tondelli, è una chicca teatrale da non lasciarsi sfuggire.
Con un Alessandro Preziosi nel ruolo del pittore olandese dalla vita difficile e Alessandro Maggi alla regia, è uno di quegli spettacoli che naviga in acque sicure. Dotato di testo intelligente, dal ritmo veloce – come Massini ci ha abituato – dalla prosa intensa e asciutta, in un’ora e mezza di spettacolo, regala pensieri arguti e frasi indimenticabili, si avvale della scarna quanto versatile e curata scenografia di Marta Crisolini Malatesta e di ottime prove attoriali.
Tutto si svolge in una stanza bianca – quella del manicomio – come una tela senza colore che assume solo sfumature, passando dall’accecante candore assordante alle penombre dei grigi, ad accompagnare, sottolineandolo, il declinare dell’animo umano i molteplici sfumature emotive. Sapientemente illuminato dalle luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta, è in questo posto che si svolge il dramma esistenziale dell’ultimo Van Gogh, privato dai suoi colori – quelli per disegnare e quelli dell’ambiente circostante- solo di fronte a se stesso, alle sue allucinazioni e ai suoi aguzzini del manicomio, il pittore indaga sulle sue paure, fragilità e insicurezze. Alessandro Preziosi offre una bella prova d’attore, di grande intensità, portando in scena un ruolo fortemente retrospettivo.
Fu lì nel manicomio di Saint Paul de Manson, infatti che la pazzia di Van Gogh crebbe a tal punto da non saper più fargli riconoscere il vero dall’inventato. E noi con lui riviviamo la tormentata esistenza del pittore, riflettendo sul ruolo dell’artista nella società, l’unico capace di rendere visibili i nostri pensieri, di riconfigurare la realtà a suo piacimento perché “se Dio esiste- fa dire Massini al dottor Peyron, direttore illuminato del manicomio, (interpretato dal bravo Francesco Biscione) – è certamente un pittore”.

Lo spettacolo è in scena sino al 4 febbraio al Teatro Rossetti a Trieste.


di Monica Ferri, 1° febbraio 2018 - pubblicata via RadioPUNTOZERO.it







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MessaggioInviato: Gio Feb 08, 2018 04:06    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Rossetti di TRIESTE, recensione 02/02/18 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


recensione _ 2 febbraio 2018, dal Rossetti di Trieste





ha scritto:




ALESSANDRO PREZIOSI, UNO STRAZIANTE VINCENT
VAN GOGH
IN “L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

Un nuovo, intenso spettacolo in scena fino a domani

pomeriggio, alla Sala Generali del Rossetti di Trieste









Alessandro Preziosi, dopo aver vestito i panni tra gli altri di Cyrano e del Don Giovanni dà un’ennesima prova di talento vestendo i panni dell’artista olandese che ha trascorso un lungo periodo nell’ ospedale psichiatrico di Saint Paul de Manson.

Un Van Gogh riproposto con intensità nel periodo di massimo smarrimento e reso perfettamente dall’attore delineando con maestria il profilo complesso dell’artista olandese.

La sua interpretazione- anche se ha già regalato al pubblico personaggi forti e complessi- è forse la migliore ad oggi e conferma lo spazio teatrale come quello perfetto per l’attore

Gli artisti sono gli unici a poter rendere visibili i propri pensieri

L’ARTISTA DEI COLORI E IL DRAMMA DEL BIANCO

All’artista dai colori forti e dallo slancio comunicativo si contrappone il bianco della stanza manicomiale che si ripropone continuamente nello spettacolo come un mantra che rinforza l’incubo che lo agita.

Bianco ripreso anche nella scenografia minimale ma funzionale alla messinscena, garanzia e conferma dello stile del regista Alessandro Maggi.

Tre pareti immacolate e un piano in discesa formano la scena a simboleggiare la caduta infinita dell’artista nel baratro delle allucinazioni e della solitudine.

Questo e un disegno senza colori

IL RAPPORTO CON IL FRATELLO THEO

Fulcro dello spettacolo, oltre all’indagine psicologica sull’artista, il rapporto con il fratello Theo, interpretato da un ottimo Massimo Nicolini (e di cui abbiamo testimonianza grazie alle lettere custodite dalla moglie Joanna, come ha raccontato lo studioso Peter Brown a un incontro di approfondimento sullo spettacolo).

Un rapporto di amore-odio che si snoda tra accuse, ricordi d’infanzia e la speranza, vana, che il fratello riesca ad esaudire il suo desiderio: uscire da quella stanza di ospedale.

Ho preso quattro treni e un carretto per venire qui

Un uomo che spera di ritrovare suo fratello che ormai è vittima delle allucinazioni, dubitando di tutto e che arriverà a chiedere:

Prometti, prometti che esisti davvero

IL TEMA DELICATO DELLA PSICOANALISI

Uno dei temi trattati nello spettacolo è anche la psicoanalisi, nell’incontro di Van Gogh con quello che dovrebbe essere il direttore del Carcere.

Colui che sembra l’unico a credergli, sempre e comunque, che cerca di trovare la chiave di interpretazione dei deliri dell’artista e che lo invita a raccontare la “sua” realtà attraverso i dipinti.

Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco” è un esperienza anche per il pubblico che è portato come il protagonista a dubitare di tutto e a chiedersi: “Cos’era reale e cosa no?”

“Chi sei? Quello che resta di me stesso. La mia ombra, non una luce”




di Anna De Marco, 3 febbraio 2018 - pubblicata via LAnouvelleVAGUE.it -

foto di Fabrizio Caperchi durante l'incontro in Sala Bartoli a cura di Peter Brown


www.lanouvellevague.it/alessandro-preziosi-uno-straziante-vincent-van-gogh-in-scena-al-rossetti-di-trieste/ :galleria originale











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