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genziana

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Inviato: Gio Set 26, 2024 01:18 Oggetto: PORTOBELLO|caso TORTORA |Nastro d'Argento |Globo d'Oro 2026 |
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La 66esima edizione dei Globi d'Oro, il riconoscimento che la Stampa Estera assegna ogni anno ai talenti cinetelevisivi italiani, ha designato Migliore Serie TV 2026 "PORTOBELLO" firmata da Marco Bellocchio. 1/7/26
HBO Original: dopo il grande successo di pubblico e critica, PORTOBELLO vince il Premio "Serie dell’Anno" NASTRO D'ARGENTO 2026 GRANDI SERIE.
Un riconoscimento che celebra la forza del racconto, della regia e di un cast che ha riportato sullo schermo una delle storie più iconiche e discusse della televisione italiana.
"PORTOBELLO - Colpevole fino a prova contraria", la serie tv di Bellocchio, ogni venerdì nuova puntata (6)
su HBO Max, piattaforma di video streaming tramite abbonamento di WB e 1^ serie italiana HBO Original.
La serie è visibile anche con abbonamento TimVision+
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"PORTOBELLO", la nuova serie tv di Marco Bellocchio, sarà presentata FUORI CONCORSO alla 82a MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA. Proiezioni: lunedì 1° settembre 2025.
www.labiennale.org/it/cinema/2025/fuori-concorso/portobello-ep-1-2
"PORTOBELLO" sarà la prima serie originale prodotta in Italia per MAX, la nuova piattaforma streaming del gruppo Warner Bros. Discovery in arrivo nel 2026. 22/2/25
Primi ciak a Roma per "PORTOBELLO", nuova serie tv di MARCO BELLOCCHIO sul caso ENZO TORTORA, che annovera tra gli interpreti ALESSANDRO PREZIOSI (nel ruolo di un giudice istruttore).
Le riprese sono iniziate nella Capitale e proseguiranno in Sardegna, in Campania e in Lombardia. Si tratta di un esordio prestigioso per la prima produzione di Our Films, una società del gruppo Mediawan, insieme a Kavac Film, in coproduzione con ARTE France e in collaborazione con The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle.
"PORTOBELLO", tvseries in 6 episodi, sarà diretta da Marco Bellocchio e racconterà la vicenda di Tortora, il conduttore dell'omonimo programma tv - in onda dal 1977 per sette edizioni - che venne ingiustamente accusato da alcuni falsi collaboratori di giustizia di essere parte di un'associazione camorristica dedita al traffico di stupefacenti; finendo in prigione e davanti al giudice per uno dei più celebri errori giudiziari nella storia italiana.
"Tortora subì una grande ingiustizia", dichiara il regista: "arrestato, processato e condannato, fu completamente assolto solo dopo una lunga odissea giudiziaria. Era un lottatore, ma la lotta lo fece ammalare e morire. Non ne farò un santino, scaverò dentro di lui in una serie perché un film non può contenerlo".
L'uscita della serie tv è prevista prossimamente al cinema e in tv. Fabrizio Gifuni ha il ruolo di Tortora, nel cast anche Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova e Fausto Russo Alesi.
La serie è stata scritta da Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore.
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L'ultima modifica di genziana il Gio Lug 02, 2026 19:03, modificato 15 volte
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genziana

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Inviato: Ven Set 27, 2024 01:15 Oggetto: PORTOBELLO sul caso ENZO TORTORA --- con ALESSANDRO PREZIOSI |
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 20:57, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Dom Feb 16, 2025 19:15 Oggetto: PORTOBELLO di Marco Bellocchio sul caso ENZO TORTORA |
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Sono terminate il 30 gennaio 2025 le riprese a Napoli della serie tv "PORTOBELLO" di Marco Bellocchio, che verranno ora ultimate a Roma. La nuova serie tv sul caso di Enzo Tortora, è stata girata a Napoli, Milano, Roma e Velletri, in Sardegna presso l’ex carcere di Buoncammino.
Alessandro Preziosi sarà tra gli interpreti della fiction nel ruolo di un giudice istruttore.
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genziana

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Inviato: Sab Feb 22, 2025 20:45 Oggetto: PORTOBELLO-serie-MAX-WBD 2026 di BELLOCCHIO sul caso TORTORA |
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"PORTOBELLO" sarà la prima serie originale prodotta in Italia per MAX, la nuova piattaforma streaming del gruppo Warner Bros. Discovery in arrivo nel 2026.
22/2/25 La serie tv è prodotta da Our Films, società del gruppo Mediawan, e Kavac Film, in coproduzione con Arte France e in collaborazione con The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle. Prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e prodotta da Simone Gattoni per Kavac Film.
La serie racconta la vicenda di Enzo Tortora, il celebre conduttore del programma televisivo “Portobello”, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di essere parte di un’associazione camorristica dedita al traffico di stupefacenti.
Cast: Fabrizio Gifuni nel ruolo di Tortora, Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova, Alessandro Preziosi e Fausto Russo Alesi.
La serie è stata scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore. La fotografia è di Francesco Di Giacomo, la scenografia di Andrea Castorina, i costumi di Daria Calvelli, il montaggio di Francesca Calvelli, le musiche di Teho Teardo.
La serie sarà disponibile sulla piattaforma streaming MAX in tutti i Paesi del mondo a eccezione di Francia, Germania e Benelux.
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 20:08, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Lun Feb 24, 2025 16:27 Oggetto: PORTOBELLO - ENZO TORTORA - serie tv Italia, MAX-WBD 2026 - |
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 21:27, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Lun Feb 24, 2025 20:24 Oggetto: PORTOBELLO, serie tv Italy MAX-WBD 2026 di Marco BELLOCCHIO |
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 21:18, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Mar Feb 25, 2025 11:39 Oggetto: PORTOBELLO - serie streaming in abbonamento HBO MAX - 2026 |
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 21:21, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Mar Giu 17, 2025 14:12 Oggetto: PORTOBELLO - serie streaming HBO-MAX 2026 - anteprima1-video |
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17/6/2025. Warner Bros. Discovery, una delle principali media company a livello mondiale, in vista dell’arrivo in Italia nel 2026 della nuova piattaforma streaming del gruppo, HBO MAX, ha annunciato la prima produzione originale italiana.
Sarà “Portobello” di Marco Bellocchio, serie in 6 episodi che racconta la vicenda di Enzo Tortora, il celebre conduttore del programma televisivo in onda dal 1977 per sette edizioni. Accusato da alcuni collaboratori di giustizia di essere parte di un’associazione camorristica dedita al traffico di stupefacenti, Tortora fu recluso in carcere e processato per anni prima di essere definitivamente assolto da ogni accusa.
Il 17 giugno 1983 Enzo Tortora veniva arrestato. Nel giorno della ricorrenza, ecco le prime immagini. L’estratto racconta il momento in cui Enzo Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni, appare in manette davanti a una caserma dei carabinieri romana.
Nel cast della serie Fabrizio Gifuni, nel ruolo di Enzo Tortora, Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova, Alessandro Preziosi e Fausto Russo Alesi. La serie è stata scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore.
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genziana

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Inviato: Mar Lug 22, 2025 18:02 Oggetto: PORTOBELLO fuori concorso MOSTRA INTERNAZIONALE VENEZIA 2025 |
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"PORTOBELLO", la nuova serie tv di Marco Bellocchio, sarà presentata FUORI CONCORSO alla 82a MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA. Proiezioni: lunedì 1° settembre 2025.
www.labiennale.org/it/cinema/2025/fuori-concorso/portobello-ep-1-2
La serie è in arrivo nel 2026 su HBOMax Warner Bros. Discovery, per raccontare la vicenda del giornalista e presentatore televisivo Enzo Tortora, parabola tragica della caduta di un uomo innocente.
Nel cast, Fabrizio Gifuni interpreta Tortora, mentre ad Alessandro Preziosi va il ruolo di un giudice istruttore.
"Ne presenteremo solo i primi due episodi perché la serie non è finita e Marco sta lavorando alacremente per chiudere prima possibile" spiega Alberto Barbera, Direttore artistico della Mostra.
La 82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà al Lido dal 27 agosto al 6 settembre 2025, sotto la direzione di Barbera e la Presidenza della Biennale Cinema 2025 firmata da Pietrangelo Buttafuoco.
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 20:13, modificato 2 volte
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genziana

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Inviato: Sab Ago 09, 2025 13:57 Oggetto: PORTOBELLO serie, premiere TIFF50 TORONTO FILM FESTIVAL 2025 |
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"PORTOBELLO - LA CADUTA DI ENZO TORTORA", sarà presentata al TIFF50 TORONTO FILM FESTIVAL 2025 - PRIMA INTERNAZIONALE Italia, Francia; Prime Time.
lunedì 8 e ven. 12 settembre
Teatro Scotiabank, TORONTO
Diretta dal regista italiano Marco Bellocchio, questa miniserie racconta la storia vera dell'amato conduttore televisivo italiano ENZO TORTORA, che negli anni '80 venne falsamente accusato di essere coinvolto in un'organizzazione criminale napoletana.
All'inizio degli anni '80, il pubblico italiano guardava Enzo Tortora in televisione ogni venerdì sera. Il presentatore aveva creato un programma popolare intitolato al mercato londinese di Portobello, durante il quale il pubblico da casa poteva chiamare per acquistare o vendere oggetti o presentare idee. Un membro del pubblico in studio o un ospite speciale si cimentava nel convincere la mascotte del programma, un pappagallo verde, a pronunciare il proprio nome: Portobello.
Gli italiani rimasero quindi sbalorditi quando, all'improvviso, Tortora fu arrestato e accusato di traffico di droga in relazione alla Camorra, la famigerata organizzazione criminale napoletana. Giovanni Pandico (Lino Musella) – stretto collaboratore del capo del sindacato e assiduo telespettatore di "Portobello" – aveva perso fiducia nell'organizzazione ed era diventato un pentito : un informatore. In una lunga lista di nomi e attività criminali che Pandico fornì alle autorità, un nome – Enzo Tortora – sembrava incredibile. Eppure quell'identificazione innescò una battaglia legale da incubo durata anni, mentre Tortora lottava per riabilitare il suo nome e liberarsi da un sistema giudiziario penale eccessivamente zelante.
Dai produttori di "L'amica geniale" e "The Young Pope" , questa miniserie offre interpretazioni potenti e un'attenzione particolare al periodo della storia italiana che ha visto la televisione, il sistema giudiziario e la criminalità organizzata attraversare un'ondata di cambiamenti. Scritta e diretta dal maestro Marco Bellocchio, riconosciuto come "TIFF Luminary" al Festival di quest'anno, "Portobello" mostra il regista al suo meglio: interroga le istituzioni che soggiogano i cittadini, mostrando al contempo il costo profondamente umano dei sistemi di potere.
GEOFF MACNAUGHTON per TIFF50
Tutte le proiezioni in prima serata includono un'ampia sessione di domande e risposte con i creatori e il cast. La 50a edizione del Toronto International Film Festival, presentata da Rogers, si terrà dal 4 al 14 settembre 2025.Il programma completo con gli orari di spettacolo verrà pubblicato il 12/8.
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 20:31, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Lun Set 01, 2025 13:57 Oggetto: PORTOBELLO: fuori concorso MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2025 |
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"PORTOBELLO", la nuova serie tv di Marco Bellocchio, viene presentata FUORI CONCORSO alla 82a MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA. Proiezioni: lunedì 1° settembre 2025.
www.labiennale.org/it/cinema/2025/fuori-concorso/portobello-ep-1-2
ha scritto: |
"PORTOBELLO": La serie tv di Marco Bellocchio sul caso Tortora
Speciale Tv Show. La caduta pubblica di Enzo Tortora, tra televisione, giustizia e criminalità: la serie Portobello di Marco Bellocchio riapre uno dei casi più controversi della storia italiana.
Destinata a inaugurare la piattaforma HBO in Italia, la serie Portobello, diretta da Marco Bellocchio, verrà presentata a Venezia 2025 e al TIFF. Al centro della narrazione c’è la figura di Enzo Tortora, noto volto televisivo italiano, e il periodo controverso della sua vita legato all’accusa di appartenenza a un’organizzazione criminale.
Il contesto e la figura di Tortora
Per anni, il volto di Tortora è stato una presenza fissa nelle case italiane: rassicurante, familiare, incrollabile. Ogni venerdì sera, con la sua voce inconfondibile, apriva le porte di Portobello, un varietà atipico che mescolava ironia, inventiva e partecipazione popolare in diretta. Il pubblico non si limitava a guardare: telefonava, proponeva, interagiva. E quel pappagallo verde che si rifiutava puntualmente di dire “Portobello” era diventato un simbolo nazionale.
Poi, all’improvviso, tutto si rompe. Un volto amico viene strappato dallo schermo, ammanettato davanti alle telecamere, e accusato di essere un trafficante di droga legato alla Camorra.
Pubblico e privato
La serie Portobello si concentra sulla sovrapposizione tra dimensione pubblica e privata, seguendo Tortora nel crollo della sua reputazione e nella battaglia legale che ne seguì. Interpretato da Fabrizio Gifuni, il personaggio viene raccontato come figura complessa, inserita in una rete di relazioni che coinvolge media, giustizia, e opinione pubblica.
Il progetto non si propone di formulare sentenze o riscrivere la storia. L’intento è semmai quello di esplorare i meccanismi di potere e rappresentazione che hanno trasformato una vicenda giudiziaria in un evento nazionale.
Personaggi e prospettive
Tra i personaggi chiave della serie Portobello figura Giovanni Pandico, interpretato da Lino Musella, pentito le cui dichiarazioni avviarono l’inchiesta. La serie lo rappresenta come un soggetto ambiguo, le cui motivazioni restano incerte, a metà tra strategia e convinzione personale.
Il sistema giudiziario, l’informazione e la politica sono mostrati come attori interconnessi. La serie mette in scena il modo in cui il caso fu trattato non solo nelle aule dei tribunali, ma anche nei palinsesti televisivi, nei giornali e nell’opinione pubblica. La giustizia, più che un processo tecnico, appare come un campo di confronto tra narrazioni e percezioni.
Il ruolo della televisione
La serie Portobello include una riflessione sul ruolo dei media nell’Italia degli anni ’80, un periodo di transizione dal modello pedagogico a quello dell’intrattenimento commerciale. Il programma originario condotto da Tortora viene ricordato per aver dato spazio alla creatività e al coinvolgimento diretto del pubblico, ma il contesto televisivo che ne accompagna la caduta è parte integrante della vicenda.
Le zone grigie
La serie Portobello non mira a fornire risposte definitive, ma a mettere in scena le zone grigie tra legalità e giustizia, tra verità e percezione, tra individuo e immagine pubblica. L’approccio scelto è quello dell’indagine narrativa, aperta e non conclusiva.
La storia di Portobello viene proposta come un racconto emblematico di un’epoca, in cui le istituzioni, i media e l’opinione pubblica si sono confrontati in modo simultaneo e a volte contraddittorio. Il pubblico è invitato a osservare, ascoltare e riflettere, senza ricevere indicazioni univoche o risolutive.
L’uscita della serie è prevista in concomitanza con il debutto della piattaforma HBO sul mercato italiano.
articolo di Redazione, 31/08/2025; pubblicato via FILMTV.it - Tv Show
N.B. Questo testo è stato redatto sulla base di informazioni e note di regia condivise dalla produzione, supportate dalla visione di interviste e materiali promozionali, ma senza avere visto il film. In alcun modo, quindi, questa presentazione di Portobello può essere intesa come una recensione o una critica cinematografica.
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 20:33, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Sab Set 06, 2025 09:36 Oggetto: PORTOBELLO: fuori concorso MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2025 |
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ha scritto: |
"PORTOBELLO",: recensione della SERIE TV di Marco Bellocchio, da VENEZIA 82
La serie di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Barbora Bobulova e Romana Maggiora Vergano, presentata fuori concorso alla 82ª edizione del Festival di Venezia
Come ci racconta quello spaccato d’Italia del secondo Novecento Marco Bellocchio non lo sa fare nessuno. Impeccabile ancora una volta nella ricostruzione storica, nelle scenografie, nei trucchi e nei costumi, con Portobello – serie tv presentata fuori concorso alla 82ª edizione del Festival di Venezia – ci catapulta direttamente all’interno del programma omonimo condotto da Enzo Tortora, nelle case degli italiani e nelle carceri brulicanti della Nuova Camorra Organizzata. Dopo Esterno Notte l’autore ottantacinquenne sceglie ancora la forma seriale (questa volta canonica) per affrontare uno dei più clamorosi errori giudiziari della nostra storia, dimostrando nuovmanete di saper padroneggiare ogni linguaggio narrativo. Prodotta da Our Films e Kavac Film in collaborazione con ARTE France e The Apartment Pictures, la serie vanta alla sceneggiatura, accanto a Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore. Nei panni di Tortora Fabrizio Gifuni, affiancato da Lino Musella, Barbora Bobulova, Alessandro Preziosi, Fausto Russo Alesi e Romana Maggiora Vergano. Un cast che Bellocchio calibra con cura, affidando al suo interprete di fiducia un ruolo di enorme peso. La serie prende le mosse anche dal libro-inchiesta che negli anni ha raccontato la vicenda, restituendo il valore di un caso mediatico e giudiziario che travolse un uomo e un intero Paese.
Enzo Tortora (Fabrizio Gifuni) è all’apice del successo: il programma da lui condotto, Portobello, alza costantemente la sua asticella arrivando a toccare 28 milioni di spettatori, Sandro Pertini lo nomina commendatore, la sua figura televisiva si fa simbolo di un’Italia che cerca leggerezza e conforto, passando di casa in casa e arrivano sino alle carceri. Lì, nelle viscere del Paese qualcosa ribolle la caotica ondata distruttiva della Nuova Camorra Organizzata la quale, già scossa dal terremoto dell’Irpinia, vive un fragile equilibrio. Giovanni Pandico (Lino Musella), uomo di fiducia di Raffale Cutolo (Gianfranco Gallo) e spettatore assiduo del programma, sceglie di pentirsi, o meglio di prendere le distanze, e nei suoi interrogatori pronuncia un nome inatteso: quello del celebre conduttore. Il 17 giugno 1983 i carabinieri bussano alla porta dell’hotel dove Tortora alloggia: lui crede a un errore, ma è lì che inizia un’odissea che lo trascina dalla vetta al baratro. Bellocchio racconto le fortune e le sfortune di Portobello, l’impatto devastante prima dell’arresto, il cortocircuito mediatico, il meccanismo giudiziario che divora l’uomo pubblico e priva di dignità l’individuo. I primi due episodi raccontano l’ascesa verticale del programma e l’esplosione caotica seguita alla accuse mosse da Pandico, mescolando spettacolo, politica e criminalità in un groviglio che riflette l’Italia dell’epoca.
La serie non si limita alla cronaca giudiziaria: affronta il nodo del rapporto tra celebrità, opinione pubblica e potere, interrogando la fragilità delle istituzioni democratiche. Bellocchio costruisce un mosaico corale in cui il volto di Tortora diventa specchio di un Paese che si guarda in televisione e si scopre vulnerabile. La satira amara sullo show business si intreccia al dramma umano: il pappagallo che non parla diventa metafora di un silenzio collettivo, quello delle coscienze che assistono senza intervenire. La regia alterna scene da studio televisivo, rese con precisione filologica, a momenti di claustrofobia carceraria, esibendo la dualità tra successo e condanna. In questo spazio narrativo, Bellocchio denuncia la crudeltà del sospetto e la fragilità della verità, senza offrire catarsi, solo sopraffazione.
Alla 82ª Mostra di Venezia vengono presentati solamente i primi due episodi della serie, un assaggio che lascia l’amaro in bocca: il ritmo incalza lentamente e trova la sua cadenza proprio quando la visione si interrompe. Ma già in questa anteprima si riconosce l’ennesima opera calibrata alla perfezione, tecnicamente impeccabile e narrativamente necessaria, per scoprire e riscoprire, omaggiare ed interrogare su uno dei più grossi pezzi del puzzle televisivo italiano. Il casting appare centrato: Fabrizio Gifuni regala una delle sue prove meglio riuscite, matura e al tempo stesso rispettosa, sostenuto da un’intesa col regista che si è fatta collaudata negli anni; Lino Musella emerge come nota preziosa, incisiva, spiazzante e soprattutto indispensabile. Portobello è un’opera che riafferma la capacità di Bellocchio di raccontare il passato per illuminare il presente, con rigore, intensità e lucidità. Non solo una ricostruzione storica, ma un atto politico e morale che chiede di ricordare. Nessuna consolazione, nessuna assoluzione: solo il ritratto di un Paese colpevole di aver creduto troppo in fretta.
recensione da Giacomo Tosi - 3/9/25; pubblicata via Cinematographe.it
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genziana

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Inviato: Mar Dic 09, 2025 19:15 Oggetto: PORTOBELLO di BELLOCCHIO sul caso TORTORA da 20/2/26 HBO MAX |
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"PORTOBELLO - Colpevole fino a prova contraria", la nuova serie tv di Bellocchio, disponibile dal 20/2/26 su HBO Max, LA piattaforma di video streaming tramite abbonamento di WB e 1^ serie italiana HBO Original.
"PORTOBELLO", la nuova serie tv di Marco Bellocchio, presentata alla 82a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Fuori Concorso - in particolare racconta la drammatica vicenda del celebre presentatore televisivo Enzo Tortora, protagonista di una lunga e ingiusta odissea giudiziaria che ha segnato profondamente la storia italiana.
Dal punto di vista produttivo, la serie è firmata da Our Films (gruppo Mediawan) e Kavac Film, in coproduzione con ARTE France, e realizzata in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures (gruppo Fremantle). Inoltre, la produzione è affidata a Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e a Simone Gattoni per Kavac Film.
Per quanto riguarda il cast, Fabrizio Gifuni interpreta Enzo Tortora, affiancato da Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Irene Maiorino, Giovanni Buselli, Davide Mancini, Paolo Pierobon, Gianluca Gobbi, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Alessio Praticò, Alma Noce, Salvatore D’Onofrio, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano, Alessandro Fella, Antonia Truppo e Gianmaria Martini. A completare il cast, Gianfranco Gallo veste i panni di Raffaele Cutolo, con la partecipazione di Fabrizio Contri, Tommaso Ragno, Valeria Marini e Alessandro Preziosi.
Sul piano tecnico, la fotografia è firmata da Francesco Di Giacomo, le musiche originali da Teho Teardo, la scenografia da Andrea Castorina, i costumi da Daria Calvelli, e il montaggio da Francesca Calvelli.
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 21:29, modificato 1 volta
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genziana

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Inviato: Mar Gen 13, 2026 21:09 Oggetto: PORTOBELLO di BELLOCCHIO sul caso TORTORA da 20/2/26 HBO MAX |
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SCHEDA DELLA SERIE - mymovies.it - Primi anni Ottanta. Enzo Tortora è un conduttore televisivo molto amato dal pubblico.
Fra i suoi fan c’è appunto un carcerato ndranghetista, Giovanni Pandico detto lo Scribacchino perché redige le lettere di Raffaele Cutolo, il boss della camorra rinchiuso come lui a Poggioreale. Pandico scrive ossessivamente a Tortora ma non riceve risposta. Dunque quando il criminale deciderà di diventare “dissociato” si vendicherà facendo, fra molti altri, anche il nome del conduttore, e dando così inizio all’odissea giudiziaria di Tortora durata anni di detenzione in attesa di giudizio e una serie di processi a catena. Marco Bellocchio affronta la “piccola storia ignobile” che ha segnato la coscienza degli italiani ricostruendola in modo tanto fattuale quanto metaforico, e facendo leva sugli elementi surreali e onirici che hanno caratterizzato l’intera vicenda. Davvero in Portobello ce n’è per tutti, nel resoconto impietoso di una vicenda infame in cui Bellocchio ficca il muso come ha fatto con il caso Moro, il caso Dalser e tante altre perversioni della nostra Storia recente, sapendo che sviscerare il passato significa avere la possibilità di riconoscerne le conseguenze sul presente.
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genziana

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Inviato: Gio Feb 05, 2026 19:54 Oggetto: PORTOBELLO - Il Venerdì di Repubblica intervista BELLOCCHIO |
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ha scritto: |
Marco Bellocchio racconta la serie tv PORTOBELLO:
«Quella di Enzo Tortora una storia degna di Kafka»
«Dove eravamo rimasti?»: con queste parole il presentatore tornò sullo schermo dopo l’assurdo processo per camorra. Alla vicenda il regista ora dedica sei puntate. INTERVISTA ESCLUSIVA.
Roma. Ultim’ora: oltre a tutto il resto, Marco Bellocchio è il miglior regista di procedural in Italia. Lo aveva dimostrato con il maxiprocesso del Traditore e lo conferma con Portobello, ovvero la scandalosa vicenda giudiziaria di Enzo Tortora (sei puntate dal 20 febbraio sulla nuova piattaforma Hbo Max). Ricostruzioni accurate, lessico impeccabile, rigore storico. E commedia dell’arte che esplode, scoppietta, pernacchia con tutte le maschere della società incivile capitanate da Pulcinella. Alla seconda prova, dopo Esterno notte, Bellocchio padroneggia teoria e prassi della serie televisiva d’autore, come se non avesse fatto altro in mezzo secolo e più di carriera, carriera che in questa fase si concentra sui grandi personaggi della storia recente.
Sinossi. Anni 80. Giovanni Pandico, detenuto certificato pazzo, affiliato ai cutoliani, si inventa che Enzo Tortora è affiliato pure lui e pippa e spaccia cocaina a tutto spiano. È la sua vendetta perché i centrini lavorati all’uncinetto dal suo compagno di cella non sono stati presi in considerazione dal mercatino di Portobello, trasmissione da 26 milioni di spettatori. In un processo elefantiaco si accodano un’infinità di altri camorristi sedicenti pentiti per strappare qualche beneficio, il codice di procedura penale non è stato ancora riformato, latitano i riscontri delle testimonianze: Tortora si fa 271 giorni di carcere preventivo più i domiciliari per beccarsi poi una condanna a dieci anni. Giudizio ribaltato in appello grazie al lavoro del giudice galantuomo Michele Morello, che smonta con eroica pazienza quella montagna di bugie, e assoluzione confermata in Cassazione. Fra i buoni bisogna mettere anche i radicali che candidano Tortora al Parlamento europeo.
Rossellini si occupava di Luigi XIV, Socrate, Pascal, Agostino, Cartesio; lei si rivolge a personaggi come Moro, Englaro, Buscetta, Tortora e Marchionne, su cui è già al lavoro. Da cosa nasce questo interesse?
«Mi attraggono certi episodi della storia italiana in cui individuo una drammaturgia interessante in forma di serie televisiva, come per Tortora, o di film nel caso di Marchionne. All’inizio, anche per Tortora avevamo pensato a un film, ma non si poteva contenere tutto in un solo episodio».
La televisione è piena di personaggioni acchiappa audience: terreno minato per un autore.
«Tornando a Tortora, era veramente un personaggio normale, anzi, era profondamente antipatico a una certa sinistra, questo è interessante: non era un eroe che si è fatto uccidere, è stato in qualche modo sbalzato da cavallo».
A suo tempo, aveva seguito il caso Tortora?
«Con distacco, perché all’epoca la mia attenzione verso la vita e il lavoro andava in un’altra direzione: seppure in atteggiamento dialettico, ero ancora molto fagioliano e Tortora non c’entrava niente con quella storia. Poi, la sua saccenza, il suo giocare, seppure non in modo cinico, con un’Italia in fase di spoliticizzazione, aprendo varchi che facevano venire in primo piano quelli che qualcuno ha definito dei resti della società, persone bizzarre, strane...».
Un po’ come La corrida?
«Esatto. Non è che desiderassi la sua condanna, assolutamente no. Però non fui accalorato. Dopo, effettivamente, questo uomo innocente che viene arrestato di notte in albergo, ammanettato davanti alle telecamere, portato in caserma e poi a Regina Coeli, il suo stupore prima dell’indignazione, che viene dopo, non possono non ricordare Il processo di Kafka, che finisce in modo tragico: lui in qualche modo si salva, ma viene completamente logorato».
La sua serie può indurre qualche senso di colpa per il mancato accaloramento dell’epoca.
«C’era un’aristocrazia intellettuale che, non dico lo detestava, ma lo ignorava totalmente: per la cultura che esprimeva e anche per la pretesa di essere un grande intellettuale. Ma nel momento in cui è diventato chiaro che c’era qualcosa di assurdo in quelle accuse, alcuni giornalisti e scrittori come Enzo Biagi e Leonardo Sciascia hanno cominciato a sollevare dei dubbi. Anche Vittorio Feltri rivendica quelle posizioni».
Lei com’è tornato sulla vicenda?
«Anni fa Francesca Scopelliti, la compagna di Tortora, che non conoscevo, mi mandò il libro con le lettere che lui le aveva spedito dal carcere. Le scrissi che al momento ero impegnato su altre cose, ma il libro mi aveva colpito. Non era Gogol, né Dostoevskij, usava espressioni un po’ troppo letterarie, o frasi come “mi sento un gorilla stanco”. Ma c’erano anche notazioni sui magistrati, i suicidi, Pulcinella, le scene di omosessualità, la solidarietà con gli altri detenuti, l’incontro con il terrorista. Tutto materiale che noi, che non siamo storici –ma abbiamo letto almeno altri venti libri e tantissimi materiali sul caso – manteniamo tra realtà e immaginazione, però senza tradire la realtà».
Come è andata con Gaia Tortora?
«Correttissima e disponibile, ha lei i diritti sul titolo Portobello. Ha visto le puntate: penso sia difficile distaccarsi da quello che si è vissuto, ma non ha detto nulla che non fosse gentile».
Cosa pensava di Portobello e dei 26 milioni di spettatori?
«Non era la mia tazza di tè».
Si era capito, ma del fenomeno?
«In tutta la vita c’è sempre questo dilemma: mantenere il tuo rigore, ma ingenuamente, infantilmente, vorresti anche tu arrivare a certi numeri. Chi non desidererebbe i 70 milioni di C. Z.? Però dopo vai per la tua strada. Ecco, questo me lo riconosco, non credo di aver mai fatto delle cose a cui non credo, ma lui ci credeva. Nella nostra serie, però, alla fine non ce la fa più, è stato distrutto, forse si è svegliato, è diventato più umano, perfino radicale».
Lei ha inserito alcuni eventi clou della trasmissione: i bersaglieri, Paola Borboni che fa dire Portobello al pappagallo, l’ipnosi collettiva, il signore che propone di spianare il passo del Turchino per eliminare la nebbia in Val Padana. Brunello Cucinelli mi ha raccontato di aver passato nottate intere coi suoi compagni di bar per verificare questa balzana teoria. Ma oggi si potrebbe avere un simile fanatismo di pubblico?
«La gente ha bisogno di svagarsi, nella televisione generalista i campioni sono i game show preserali. Sono stato accusato dalla produzione e dal montaggio di aver esagerato girando troppe scene, e poi c’era la difficoltà di combinarne alcune con gli spettatori che guardavano la tv da casa. In questo senso la forma è stata un po’ violentata».
A proposito: c’è un momento in cui Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni, riguarda se stesso sul teleschermo in uno spezzone con Mina, Baudo, Bongiorno e Corrado: quella è una scena che trasgredisce tutte le regole possibili, perché di fatto ci sono due Tortora, uno vero e uno finto, e questo accentua lo straniamento del personaggio in una situazione, appunto, kafkiana.
«Quello non era neanche uno spezzone, ma una fotografia che abbiamo animato».
Gli attori:
Gifuni ha dei momenti non di mimesi, ma di transustanziazione. Lino Musella fa più paura di Pandico. Fausto Russo Alesi è più untuoso di un magistrato pigro e incapace. E Alessandro Preziosi è così credibile da sembrare un giudice che ha deciso di lasciare la toga per il set. Quando arriva Salvatore D’Onofrio indovini subito che sarà un galantuomo, infatti è Michele Morello. E a Paolo Pierobon, che è l’avvocato Dall’Ora, ti viene da raccontare tutte le tue grane legali. Ecco: spieghi ai giovani come si riesce a fare una cosa così vera, reale, senza scivolare nel naturalismo.
«Chiaramente l’esperienza conta, ma non è retorico dire che questo si fa con tanti altri: non parlerei di collaboratori, ma di artisti che, in modo quantitativamente e qualitativamente diverso, partecipano. Sentivo che gli attori napoletani erano fondamentali, per quel che riguarda Fabrizio lo sentivo non giusto, giustissimo: perché lui ha prima di tutto una grande cultura giuridica rispetto all’andare a processo e perché lui si informa molto, cosa che mi piace, non soltanto perché poi mi risparmia il lavoro. Gli attori meticolosi nello studiare la parte come anche Favino o Russo Alesi si prendono molto sul serio rispetto ai personaggi e possono dare un po’ fastidio agli altri, magari pretendono una parrucca in più quando non è necessaria, però alla fine delle sei puntate saranno gli altri a giudicare: ci sono momenti, tanti momenti, in cui Fabrizio trova una commozione che è reale».
Ha lavorato come sempre tantissimo con gli attori?
«Sugli attori si lavora prima, poi sul set regna la fretta, ma ormai so per esperienza che i grandi attori a un certo punto vanno per conto loro. Poi ci sono quelli bravissimi, ma più disordinati, che devi contenere. Preziosi ha riportato la sua esperienza giovanile di avvocato e, fra l’altro, conosceva benissimo il tribunale perché suo padre era un principe del foro, conosceva pure il personaggio che interpreta. È sua l’idea di mettersi in bocca una caramella ogni tanto. E parla piano, ha una bella voce, ma non la espone, né esibisce la sua bellezza».
L’avvocato Domenico Ciruzzi che, giovanissimo, assisteva un’imputata che scagionò Tortora, dice che fu un processo epocale anche perché prima di allora non esistevano mafiosi pentiti, ma solo i terroristi pentiti che a modo loro erano persone serie e dicevano la verità, per quanto delirante, mentre i camorristi facevano solo teatro. Il carabiniere della caserma Pastrengo che ospitava i pentiti sosteneva che se erano ben accolti parlavano più volentieri col giudice. Ecco perché avevano tutti i comfort, senza l’ombra di isolamento. Il giudice Morello, morto da pochi mesi, diceva che per chi indagava ed era abituato al silenzio omertoso dei mafiosi una piccola rivelazione di un pentito corrispondeva a un miracolo. Commedia o tragedia?
«Effettivamente c’era una situazione spaventosa in Italia, un ammazzato al giorno, e quindi è come se lo Stato chiedesse e favorisse questa grande inchiesta in cui sono saltate molte regole, in seguito divenute più strette. Di Falcone si diceva che cercasse rigorosamente i riscontri, qui i riscontri proprio non ci furono: tre pentiti che dicevano la stessa cosa costituivano una prova. Teniamo anche conto che al Tribunale di Napoli la grande maggioranza pensava che Tortora fosse colpevole. Per una serie di coincidenze anche casuali è diventato il diamante di tutta l’inchiesta: se cadeva Tortora, l’uomo più famoso d’Italia, tutta l’inchiesta si indeboliva e quindi hanno cercato di trovare ogni ragione per dimostrare la sua colpevolezza».
Paola Zanuttini, 29/1/26; pubblicato via Repubblica.it Il Venerdì di Repubblica
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L'ultima modifica di genziana il Dom Feb 08, 2026 21:39, modificato 1 volta
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